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» 2. Cerchi, colori, immagini e spartiti informali (II)

di Meco Traversa, responsabile pedagogico, Comune di Trino, Vercelli

Il gioco si svolgeva in modo semplice, consegnando ad ogni bambino tre cerchi colorati posti a terra. Il giallo abbinato al triangolo, il blu al tamburo, il rosso al wood-block e ai rispettivi movimenti.
Il movimento doveva essere effettuato all’interno dei cerchi mentre il silenzio si realizzava all’esterno.

Questo fu il punto di partenza per il gioco degli abbinamenti

suono ————› espressione ————› movimento

in cui riponevo molta fiducia per la realizzazione di diversi obiettivi didattici:

1) sviluppare il livello attentivo/mnemonico individuale e collettivo
2) acquisire e stabilizzare il concetto di simbolo
3) fornire esperienze spazio-temporali atte a sviluppare concetti di davanti/dietro, sinistra/destra, alto/basso, sotto/sopra, vicino/lontano ecc.
4) dare spazio al senso-motorio per organizzare i principali schemi motori di base (camminare, correre, saltare, inginocchiarsi …)
5) puntare ludicamente, attraverso un’esperienza psicomotoria globale, sullo sviluppo della coordinazione generale

Posizionai i cerchi in palestra, secondo un’unica grande ellisse, a distanza di un metro circa l’uno dall’altro.
Ogni bambino si dispose dentro ad un cerchio qualsiasi e rimase in attesa delle consegne.

Questo è un gioco ad “aumento progressivo”.
Il direttore o i direttori propongono una serie di suoni che comandano alcuni movimenti individuali o collettivi

I cerchi si sono sempre dimostrati elementi versatili e adattabili alle diverse esigenze.
Il cerchio è spazio perfetto delimitato ed elemento utilizzabile individualmente ma collegabile e quindi fruibile anche collettivamente: è realizzato con materiale colorato e di diversa grandezza e quindi adatto a rappresentare simbolicamente, si manipola facilmente operando rotazioni, oscillazioni, lanci, ecc.
Dall’esplorazione, dal gioco e dalla pratica psicomotoria arrivarono tutti gli spunti utili ad un lavoro di educazione musicale e ad una educazione alla globalità dei linguaggi.
I cerchi venivano continuamente lanciati, fatti roteare.
Con i cerchi si facevano giochi di inclusione, esclusione, passaggi lenti e veloci, a piedi alternati, uniti o misti.

Durante una fase di gioco, osservando la forte spinta rotatoria impressa al cerchio che girava vorticosamente su se stesso, il gruppo cominciò ad intonare vocalmente l’andamento ritmico dell’attrezzo che gradualmente perdeva spinta, rallentava fino quasi a fermarsi e poi, piegato di lato, si produceva in una serie di rapide oscillazioni laterali prima di terminare la sua azione e fermarsi completamente appiattito a terra.

Ci riproponemmo di provare l’esperienza in laboratorio con gli strumenti.
Per ottenere risultati sempre diversi decidemmo di affidarci a più “direttori d’orchestra” adottando un sistema misto: quattro erano i direttori aleatori puri, cioè cerchi di diverse dimensioni lanciati dai bambini con intensità variabili (comandavano altrettanti gruppi di pietristi e granitisti) e due erano i direttori creativi ovvero bambini che, pur gestendo l’esperienza con l’oggetto mediatore “cerchio”, erano pienamente autonomi e coscienti della propria produzione sonora.
Il primo aveva due piccoli cerchi posizionati appena sopra i polsi e, imprimendo l’intensità rotatoria desiderata, comandava l’azione sonora delle “canne d’aria” (tubi di plastica forata legati ad un’estremità e fatti roteare) che producevano uno strano effetto di vento e sibili.
Il secondo, dimostrando una tecnica motoria collaudata, comandava come un burattinaio diversi settori dell’orchestra.
Avevamo stabilito, per convenzione, che il giallo comandasse l’azione della famiglia composta da tamburi, bongos, timpani (A), il blu quella composta da legnetti e wood-block (B), il rosso quella composta da xilofoni, triangoli, piatti, piastre sonore, glokenspiele e metallofoni (C), il verde quella composta da maracas, raspe, sonagliere, e nacchere (D).
Il cerchio piccolo centrale comandava l’insieme complessivo, ovvero il grande gruppo degli strumenti (E).
L’esterno era il silenzio, la pausa da rispettare (F).

Quando il bambino direttore entrava /saltava dentro ad un cerchio, i risultati potevano essere:

§ di un solo colpo se la permanenza era minima, cioè di passaggio o realizzata con accenti ritmici ottenuti posizionando volutamente la punta del piede ora su A, ora su B, o C
§ prolungata, con suono tremolo continuativo, in caso di permanenza protratta.

Naturalmente esistevano varie possibilità ritmico-timbriche come:
1) occupare i piedi contemporaneamente in due spazi (AB, CD, DA …) e differenziare tra azione prolungata e accentata
2) impegnare anche le mani lavorando così su quattro possibilità
3) determinare l’intensità voluta con diversi livelli di posizione del corpo (alta, media, bassa, appiattita).


Lo schema generale dell’esperienza era il seguente:

 

Il risultato fu stupefacente: sempre diverso, carico di intensità, semplice e al tempo stesso articolato e ricco di complessità sonore.
A turno i bambini cambiavano strumento e gruppo occupando, a conclusione dell’esperienza, il ruolo più amato e ambito, corrispondente al direttore d’orchestra.
Un giorno ebbi l’opportunità di introdurre il discorso degli spartiti informali.
Un bambino di seconda elementare non riusciva a realizzare perfettamente l’idea musicale che aveva in testa.
Non riusciva a far capire al gruppo, attraverso la sola direzione corporea, che a un certo punto occorreva esprimere un pianissimo con un crescendo che culminava in tre colpi realizzati ad una certa distanza, per finire con un’esplosione finale fragorosa che man mano si stemperava, lasciando attivo un unico strumento.
Chiesi ai bambini di concentrarsi sulla possibilità di esprimere graficamente il suono.
“Come possiamo rappresentare questo suono?”
Eseguii un colpo forte sul tamburello.
Ci fu chi lo rappresentò con un cerchio pieno più o meno grande, chi come piccola esplosione e chi ancora con forme irregolari acute.
Nell’insieme tutti riconobbero che era facile rappresentare graficamente un suono, anche se esistevano sensibili differenze realizzative.
Provammo a indagare su più suoni, seguendo la stessa modalità.
Arrivammo alla conclusione che, seppur emergessero differenze e soggettività riferibili a differenti vissuti e abilità, l’idea base comune sulla rappresentazione segnica era individuabile ed erano facilmente osservabili le analogie con la rappresentazione corporea.
L’elemento cromatico, che crebbe d’importanza dopo le prime rappresentazioni neutre effettuate col gesso bianco o con la matita, determinava ulteriori significative possibilità interpretative.
Suoni lunghi e dolci erano collocati cromaticamente tra i colori pastello, effettuando una pressione minima, suoni brevi, sovrapposti confusi e vivaci tendevano al giallo e all’arancione, suoni molto forti, duri e di breve durata erano collocati nella gamma del rosso, quelli chiari e semplici erano identificabili con il blu o il verde mentre quelli bassi o di media durata erano collocati tra il marrone e il nero.
Il passo successivo fu la divisione in gruppi per realizzare partiture informali o, come li definivamo noi, gli “spartitoni”.
La caratteristica fondamentale degli “spartitoni” realizzati da piccoli gruppi di bambini (da 4 a 6) era la costanza rappresentativa, vale a dire la possibilità di eseguire, anche a notevole distanza di tempo dalla prima esecuzione, infinite produzioni musicali conformi a quella originaria.
Pur cambiando i valori e i rapporti tra suono-silenzio, si manteneva il senso musicale della composizione.

Il progetto

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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui


» Costo

- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00 + spese di spedizione

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» Spese di spedizione
- PACCO ORDINARIO (consegna 8/10 gg lavorativi) = € 0,93 (*)
- PACCO ORDINARIO CONTRASSEGNO (consegna 8/10 gg lavorativi) = € 2,70
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Contatti
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