» 2. L’investimento
espressivo sulle pietre - Infantiae.Org™ n.254/2005
di Meco Traversa, responsabile
pedagogico, Comune di Trino, Vercelli
L’esperimento fu ripetuto una seconda volta.
Le pietre in possesso dei bambini furono poi disegnate con pennarelli
indelebili o colorate con colori a tempera (con i più grandi,
avendo a disposizione anche pennelli, smalti e spray, si possono
ottenere risultati duraturi e di grande effetto).
Fu un lavoro che osservai con molta attenzione perché,
lungi dall’essere di secondaria importanza o puramente decorativo,
si connotò subito per la sua valenza proiettiva e per i
suoi risvolti fortemente impregnati di emotività ed affettività.
Questa osservazione, oltre a fornire importanti elementi di valutazione
di tipo psicomotorio, mi permise di prendere in debita considerazione
il contenuto della produzione grafico-pittorica.
Queste forme espressive contenute in uno spazio ridotto ci raccontano
del bambino più di quanto ci possa fornire una sistematica
e costante rilevazione scopica.
La pietra possiede alcune specificità: a differenza della
carta o di altro materiale essa, opportunamente disegnata e colorata,
non è una produzione “esterna” al bambino,
ma contiene una serie di segni, simboli ed espressioni profonde
che vengono assorbite direttamente dall’esecutore attraverso
la manipolazione e la percussione dell’oggetto creato.
La pietra è vissuta, interiorizzata e integrata attraverso
tutti i sensi in modo distinto e in modo globale (sinestesia).
I bambini attivano le potenzialità sensoriali mobilitando
vista, udito, tatto e olfatto (le pietre percosse o sfregate producono
un particolare e intenso odore), mentre il gusto è indotto
e sollecitato sinesteticamente o virtualmente proprio da tutti
gli altri sensi e in particolare dall’olfatto.
La pietra diventa una parte del bambino, un suo prolungamento,
una sorta di oggetto transazionale che lo accompagnerà
positivamente nel suo lavoro sonoro-musicale.
L’esperienza mi ha insegnato a valutare il tipo di investimento
espressivo a partire dalla scelta del tipo di pietra, ovvero la
propensione per una determinata forma, fino all’osservazione
della grandezza e della superficie della stessa.
Pensate alle inevitabili analogie e alle possibili comparazioni
con il disegno infantile e a cosa possa significare scegliere
una superficie con spazio ridotto e poco sfruttabile.
1. Valutai le seguenti modalità di esecuzione:
• impugnatura dell’elemento tracciante
• impugnatura del pennello
• sicurezza e velocità di esecuzione
• pressione esercitata – traccia lasciata sulla pietra
• uso dei colori
2. Successivamente osservai il contenuto della produzione
grafica:
• disegno astratto/simbolico
• disegno con elementi paesaggistici
• disegno misto con presenza di elementi paesaggistici e
figurativi
• disegno con presenza di soli elementi figurativi
• solo cromatismo
3. Per ultimo rilevai la soddisfazione
del bambino circa il risultato finale e il tipo di manipolazione
esercitata sulla pietra.
Per quel giorno l’esperienza si era conclusa.
Decisi che avrei ripreso il tema della sonorità corale,
espressa dai bambini in modo confuso e informale, molto più
avanti.
• Il
progetto