» Il
simbolismo delle forme - Infantiae.Org™ n.237/2005
di Meco Traversa, responsabile pedagogico, Comune
di Trino, Vercelli
Come esempio, farò un brevissimo riferimento all’evoluzione
e trasformazione delle forme geometriche, diventate simboli per
esprimere le nostre angosce, i nostri timori, i nostri ricordi,
ma anche le possibilità di cambiamento, manifestate dall’Io
profondo con chiavi simboliche che possono individuare caratteristiche
della nostra personalità.
Voglio analizzare brevemente i simboli di base che possono essere
lineari o spaziali.
I simboli lineari sono fondamentalmente formati da punti, linee
rette, angoli, linee curve; da questi nascono quelli lineari composti
come la croce, le parallele, le forme geometriche, gli archi,
la circonferenza, ecc..
La forma più primitiva, la spirale, è la più
vicina alle forme naturali di crescita, dalla chiocciola all’embrione.
Qualcuno ha voluto vedere nella spirale un collegamento con l’ombelico,
interpretato come punto centrale del corpo ed elemento di confine
tra “contatto totale, fusione dualistica” e “separazione,
evoluzione dell’essere appena nato”
Viene spesso disegnata per scaricare tensioni interiori. Può
essere simbolo di evoluzione, quando va dall’interno all’esterno;
può anche rappresentare “il più in là”,
il fuori.
Quando è involvente, rappresenta l’introversione
o l’entrare in se stesso.
Il cerchio può rappresentare l’infinito, l’esistenza,
la vita; può essere immagine del mondo cosmico.
Esso avvolge, protegge, libero da angoli e da spigoli.
Lo possiamo disegnare senza interruzioni.
Tutti i punti della circonferenza hanno uguale distanza dal centro.
Per la sua forma concentrata può anche rappresentare la
condensazione di energia.
Ogni forma che emerge dall’inconscio assoluto è legata
alla filogenesi.
E’ una figura morbida che viene scelta per la sua completezza,
per la sua armonia, per la sua maturità, per la sua adesione
alle rotondità della Grande Madre.
Una figura che va incontro all’altro, senza aggredirlo e,
eventualmente, racchiuderlo dolcemente.
Il quadrato può rappresentare la struttura sociale che
modella, che “quadra”.
Quadrate erano alcune palafitte di strutture sociali primitive.
Con la sua forma simmetrica riproduce una figura statica.
Il rettangolo è un quadrato appoggiato su due lati allungati.
Se le parti allungate sono orizzontali c’è più
immobilità, più staticità che nel quadrato.
I lati allungati verticali possono indicare il risveglio del bisogno
di rendere più dinamiche le aree simboleggiate del rettangolo.
Il triangolo rappresenta una figura estremamente dinamica.
Il dinamismo è dovuto, soprattutto, alle diagonali che,
nel triangolo isoscele, per esempio, tendono come frecce ad una
direzione.
Vi sono, inoltre, triangoli equilateri, scaleni, a seconda degli
angoli e dei lati.
Ad ogni forma di triangolo si addice un equilibrio, nel quale,
in modo sottile, dinamica e staticità mantengono una loro
simmetria.
Il triangolo è una forma sempre carica di tensione, volta
verso una direzione.
Pitagora ritiene il triangolo rivolto verso l’alto simbolo
della divinità e può significare per noi il desiderio
di trascendenza.
Il triangolo originario è quello nel quale vengono a trovarsi
le persone durante la loro esistenza, madre, padre e bambino nelle
loro relazioni reciproche.
Nel triangolo due lati si incontrano in un angolo, sono in relazione,
l’altro rimane spettatore, escluso.
Così nei rapporti umani, possiamo avere una interazione
totale solo con una persona alla volta.
Forse per questo la completezza, in quasi tutte le religioni,
assume la forma simbolica triangolare, sono contenute tensioni
più o meno forti, se non riusciamo a liberarle, ci lacerano.
Il triangolo, qualsiasi sia la sua posizione nello spazio, verso
l’alto, il basso, verso destro o sinistra, significa sempre
una connessione con qualcosa oltre me, significa essere o voler
essere in relazione.
Il cubo, delimitato da sei quadrati, rientra nel simbolismo del
quadrato.
Con l’assunzione della terza dimensione il quadrato acquista
spazialità e corporalità.
Ha facce illuminate e altre scure.
Una delle forme più antiche del cubo è l’altare.
E’ il simbolo di ciò che è immutabile.
Inoltre può simboleggiare una forza potenziale compatta,
compressa e addensata.
La piramide forma un’immagine costituita con quattro triangoli
appoggiati su una base quadrangolare.
Pesantemente piantata sulla terra indica il cielo, una direzione
e un obiettivo precisi, suggerisce la speranza di immortalità
del popolo egizio e di altri popoli.
La croce è soprattutto incrocio, intersezione, punto di
incontro, dell’orizzontale con il verticale, della tensione
e della distensione fra il cielo e la terra.
Come il quadrato è una figura statica ma, in confronto
ad esso, ha solo una piccola base d’appoggio.
L’armonia della sua forma sta nell’equilibrio tra
l’asse longitudinale e quella trasversale.
La croce obliqua è molto dinamica perché nasce dall’incrocio
di due diagonali.
La croce ha una simbologia complessa, totalizzante.
Ha una funzione di sintesi e di misura, si congiungono il cielo
e la terra.
Nella croce si mescolano il tempo e lo spazio, essa è la
grande via di comunicazione, è diffusione, emanazione,
ma anche raccoglimento.
Possiede anche il valore di simbolo ascensionale.
Nella tradizione cristiana condensa la storia della passione e
della salvezza, l’iconografia cristiana la mostra come simbolo
di vita e di luce.
Rappresenta il Crocifisso, il Cristo Salvatore.
Il trapezio può essere considerato come un triangolo tronco.
Dà impressione di incompiutezza, di irregolarità
o di fallimento.
Può rappresentare una fase di sviluppo che è stata
bloccata, deviata o mutilata.
Indica un difficile dinamismo.
Il labirinto è essenzialmente un intersecarsi di vie delle
quali alcune sono senza uscita e attraverso le quali si tratta
di scoprire la via che conduce al centro.
C’è una sola strada per raggiungere, avanti e indietro,
il centro che il labirinto protegge.
Esistono tantissime storie sul labirinto e la mitologia, al riguardo,
è abbondante e profonda.
Il punto rappresenta lo stato limite dell’astrazione del
volume, il centro, l’origine, il principio e la fine…
un’interruzione nello spazio.
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