» "Oltre le paure: verso un'idea di micromusica.
Un'esperienza" (III) - Infantiae.Org™ n.229/2005
di Meco Traversa, responsabile
pedagogico, Comune di Trino, Vercelli
Occorre provare molto perché tutto risulti
preciso e sincronizzato dal punto di vista ritmico-musicale ed
è utile un forte intervento direttivo che, con segni e
gesti di comunicazione anticipatori e sollecitatori dell’attenzione,
possa positivamente organizzare e portare a buon esito l’esperienza.
E' evidente che si tratta di esperienze molto
semplici che risultano ancor più realizzabili quando si
passa dalla teoria alla pratica.
Nella metodologia micromusicale è evidente l’importanza
che assume la realizzazione immediata delle esperienze micromusicali
cui fa seguito una riflessione, un’acquisizione, un’evoluzione
continua e creativa e, dato fondamentale, il forte coinvolgimento
dei bambini nell’azione sia all’interno del gruppo
che come solisti, direttori o creatori di nuove forme realizzative.
L’educatore/animatore ha il solo obiettivo di proporre stimoli
e situazioni nuove, parzialmente o completamente aperte, e invitare
i bambini a trovare le soluzioni possibili o inventare nuove esperienze.
Furono i bambini stessi a dirmi: “Perché tutti battono
le mani ? Non potremmo diversificare i suoni dei gruppi ?”.
Dopo varie discussioni si pervenne ad un uso delle varie parti
del corpo, secondo una interessante caratterizzazione timbrica.
GRUPPO A: piede destro forte
GRUPPO B: entrambe le mani sulla pancia all’1 e al 3
GRUPPO C: mani
GRUPPO D: mani alternate sulle rispettive cosce
Negli incontri successivi, quando ormai l’insegnante era
diventata una convinta e interessata fan della micromusica, proposi
una serie di frasi ritmiche a eco molto semplici da realizzarsi
con diverse parti del corpo e con gesti-suono:

Ovviamente, sulla base di questi esempi, ognuno
potrà divertirsi nell’inventare nuovi abbinamenti
ritmici ottenuti con altre parti del corpo.
La conclusione di questo percorso di lavoro imperniato sul corpo
fu la realizzazione di uno spartito (fig. 18) che era connotato
da 1) notevole complessità globale e una semplicità
esecutiva delle singole parti 2) presa in considerazione del lavoro
di coppia e del grande gruppo 3) articolazione in una struttura
musicale denominata “domanda/risposta”, con presenza
quindi di due distinti gruppi, cui si aggiunse un terzo che determinava
un ritmo ostinato:
• Il
progetto