» Il
laboratorio di musica nella scuola dell’infanzia (II) -
Infantiae.Org™ n.238/2005
di Benedetta Toni, Docente a contratto di didattica
della musica, Facoltà di Scienze della Formazione, Libera
Università di Bolzano.
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Percorso 1: Stella stellina….una ninna nanna per
imparare
Stella stellina
la notte s’ avvicina:
la fiamma traballa,
La mucca è nella stalla.
La mucca e il vitello,
la pecora e l’ agnello,
la chioccia coi pulcini,
la mamma coi bambini.
Ognuno ha la sua mamma
e tutti fan la nanna.
La ninna nanna è una delle forme privilegiate
di espressione vocale del bambino piccolo (in particolare tre
anni), è il contatto con la figura vocale di riferimento,
la madre e successivamente l’educatrice e/o l’insegnante.
É caratterizzata da andamento melodico cullante, da linguaggio
semplice e ripetitivo.
La configurazione musicale della ninna nanna riprende la teoria
del baby talk o motherese, ossia del particolare modo che ha la
madre di parlare al bambino nella prima infanzia. Sono state effettuate
ricerche che hanno individuato caratteristiche strutturali ed
espressive a livello musicale ascrivibili al baby talk e riscontrabili
anche nella ninna nanna: segmentazione, semplicità sintattica,
lentezza del tempo, semplificazione e amplificazione dei moduli
espressivi e dei contorni melodici.
Nell’interazione vocale madre/insegnante e bambino una delle
funzioni delle ninne nanne è quella della formazione e
dello sviluppo della musicalità del bambino. L’esempio
vocale risulta dunque determinante non solo per l’ imitazione
di lessico, ritmo e melodia, ma anche per la capacità di
sentire e vivere la musica.
La ninna nanna Stella stellina a livello lessicale ricorda due
argomenti tipici della scuola materna vale a dire il tema della
mamma e dei suoi piccolini e il tema degli animali in particolare
quelli della fattoria. Anche con i bambini di tre anni è
possibile inserire la ninna nanna in attività che trattino
di animali, di cuccioli, di fattoria.
A livello musicale interessante potrebbe essere utilizzare una
base musicale la cui introduzione strumentale sia caratterizzata
prima da suoni delicati e separati da pause più o meno
lunghe e da glissandi realizzati con strumenti melodici dello
Strumentario Orff ad esempio il glockenspiel vicino all’
intimità infantile.
I suoni isolati possono essere interpretati come le stelle che
brillano una alla volta e descritti fisicamente con cenni delle
mani e i glissandi possono essere interpretati come tutte le stelle
che dal cielo cadono sul bambino e possono essere mimati con movimenti
delle braccia dall’alto al basso funzionali alla descrizione
fisica dell’altezza del suono.
Se i bambini sono un po’ più grandi o un po’
più “esperti” si può suonare sulla ninna
nanna cantata con strumenti ritmici quali triangoli, legnetti
e cimbalini. L’accompagnamento ritmico non ha funzione strutturale,
ma di rinforzo e di sicurezza emotiva in relazione alla percezione
della pulsazione.
A livello vocale la rima coinvolge e favorisce la memorizzazione,
la brevità e la semplicità del testo facilitano
la ripetizione, l’estensione vocale limitata è tipica
dei primi canti infantili e funzionale alla discriminazione intuitiva
e all’intonazione dei semplici intervalli.
A livello di notazione creativa è possibile realizzare
una partitura disegnata dai bambini di quattro e cinque anni.
Percorso 2: la filastrocca dei cavallini per l’agogica
Il cavallo
Il cavallo del bambino
Va pianino, va pianino;
il cavallo del vecchietto
va zoppetto, va zoppetto;
il caval del giovanotto
va di trotto, va di trotto;
il caval del mio compare
come il vento sa volare.
La filastrocca si colloca a metà fra il
linguaggio parlato e il linguaggio cantato, è scandita
sillabicamente su definiti pattern ritmici ed è spesso
accompagnata da gesti che descrivono le parole.
La filastrocca dei cavallini è caratterizzata da linguaggio
semplice, da rima e da una morale. A livello musicale alle parole
si accompagnano movimenti descrittivi delle andature dei cavalli
e quindi dell’andamento sonoro. L’andatura del cavallo
nella sua diversificazione presuppone un primo approccio all’agogica
musicale, la percezione e consapevolezza delle oscillazioni espressive
e conseguentemente interpretative create dalle diverse indicazioni
di andamento musicale ad es. allegro, adagio, allegretto…
La filastrocca declamata può essere drammatizzata come
girotondo cantato utilizzando strumenti per descrivere il testo:
i legnetti per il bambino, la cassettina per il zoppetto, il tamburello
per il giovanotto e da produzioni vocali onomatopeiche che rappresentano
il vento per il cavallo del compare.
L’articolazione delle frasi può essere varia a seconda
del carattere da interpretare ad esempio si può usare l’alternanza
legato-staccato per indicare le diverse andature con minore o
maggiore accentuazione a seconda della situazione.
La dizione dovrebbe essere chiara e scandita anche per facilitare
l’apprendimento delle consonanti doppie frequenti nella
filastrocca.
Si ringrazia l'Opera
Nazionale Montessori per l'autorizzazione alla pubblicazione
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
"La Sapienza" Roma
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- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
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