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» Il laboratorio di musica nella scuola dell’infanzia (III) - Infantiae.Org™ n.241/2005

di Benedetta Toni, Docente a contratto di didattica della musica, Facoltà di Scienze della Formazione, Libera Università di Bolzano.

• Consulta la parte precedente (I) - (II)


Percorso 3: il regno delle note è un castello o una casa a più piani?

La notazione musicale tradizionale è un passaggio graduale dal suono al segno. La decodifica della nota musicale si sviluppa cantando semplici e brevi melodie accompagnate da gesti musicali concordati con l’insegnante. Si coscientizza l’intonazione della nota e attraverso la visualizzazione fisica si esprime la posizione della nota nel pentagramma educando al concetto di altezza musicale. La ripetitività delle canzoncine facilita la memorizzazione e la rappresentazione mentale del suono.

Le note musicali vengono spesso associate ad immagini fantasiose perché giocare con l’ immaginario favorisce la motivazione, la curiosità, il desiderio, il piacere. Paynter sottolinea che “la creatività è un modo per arrivare alla conoscenza” e Gardner definisce l’ infanzia “stagione della creatività”.

Il pentagramma viene ora associato ad un castello (Canzone: Le olimpiadi musicali) dove si svolge una gara delle “Olimpiadi musicali” fra i cinque concorrenti: nonno dondolo (do), regina (re), micio (mi), farfalla (fa), sole (sol).
La chiave di violino dà il segnale di inizio della gara.
La farfalla (fa) è in uno spazio e il micio (mi) in una riga. Nonno dondolo (do) “si è addormentato” ed è la posizionata più in basso, la regina (re) invece è un suono più acuto del dondolo, ma più grave del sole ed è per questo che “cerca in alto il sole”. (Carla Pastormerlo, Elena Rizzi, Io cresco con la musica, album per giocare, Milano, Rugginenti 2004.)
Attraverso canto e movimento si interiorizzano alfabeti musicali.

Nella ritmica Suzuki (Testo didattico di riferimento: Elena Enrico, Suonare come parlare, Etica e guida al metodo Suzuki, Suzuki Talent Center di Torino) il castello diventa una casa delle note (Canzone: La casa delle note) a più piani dove per scoprire la posizione dei suoni la, si, do, re, mi dobbiamo salire e scendere a seconda dell’altezza delle note. Il nostro punto di riferimento è il do centrale “con due lunghe orecchie” cioè con un taglio in testa, le note sul rigo aspettano al “davanzale”, il re è attaccato al “soffitto” del rigo del pentagramma.
Il tutto viene eseguito cantando, visualizzando fisicamente e visivamente il suono anche attraverso cartelloni appositamente predisposti. Il ritornello è un canto ritmato utile per l’intonazione dei suoni da si a la e per la ripetizione ritmica da eseguirsi con il battito delle mani.


Percorso 4: Ernie un jazz chant per educare al canto, al ritmo e alla lingua straniera

Parte 1

Good morning.
     Hello.
Good morning.
     Hello.
Where’s Ernie?
     I don’ t know.
Where’s Ernie?
     I don’ t know.
Good morning.
     Hello.
Good morning.
     Hello.
Where’s Ernie?
     I don’ t know.
Here I am.


Parte 2

It’s Ernie! Hello Ernie.
It’s Ernie! Hello Ernie.
It’s Ernie! Hello Ernie.
It’s Ernie! Hello Ernie.
It’s Ernie! Hello Ernie.
It’s Ernie! Hello Ernie.
It’s Ernie! Goodbye Ernie.
Goodbye, goodbye, goodbye.

(Carolyn Graham, Jazz Chants for children, Oxford University Press 1979).

La cantante e pianista americana Carolyn Graham ha creato un metodo didattico interdisciplinare per insegnare la lingua inglese attraverso la musica.
I jazz chants basati su semplici temi musicali rielaborati con micro-improvvisazioni jazz sono funzionali per l’acquisizione di abilità linguistiche e musicali. Naturalmente in questo caso le competenze dell’insegnante dovranno essere anche competenze linguistiche: conoscenza del sound, della funzione, della grammatica, del lessico in lingua inglese.
Dal punto di vista linguistico il bambino acquisirà conoscenze relative ai saluti in lingua inglese in raccordo con la programmazione educativo-didattica in lingua italiana nel momento di presentazione e saluto dei bambini, abilità di pronuncia in relazione alle forme contratte where’ s, it’s, don’t, percezione intuitiva delle frasi interrogative, affermative e negative in lingua straniera se la canzone sarà prima declamata verbalmente e poi cantata.
Dal punto di vista musicale se i bambini sono piccoli (3 anni) l’attività corale è sempre all’ unisono, se i bambini sono un po’ più grandi (5 anni) si può introdurre l’ alternanza solo-tutti a rotazione.
La seconda parte della canzone introduce all’ educazione ritmica e allo stile jazz attraverso una micro-improvvisazione e l’ uso reiterato della sincope.

Si ringrazia l'Opera Nazionale Montessori per l'autorizzazione alla pubblicazione

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