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» Un curriculum centrato sulla lingua - Infantiae.Org™ n.258/2005

Ana Teberosky, Università di Barcellona

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1. Apprendere la lingua

La lingua non è un fenomeno omogeneo, ma varia secondo gli utenti e secondo le situazioni. Molte ricerche sono state fatte sulle variazioni della lingua. Tutti sappiamo che le persone si differenziano per le rispettive abilità linguistiche. Alcune ricerche hanno individuato la causa delle variazioni: per esempio nella provenienza dei parlanti o in funzione delle relazioni tra di loro, per esempio le relazioni di potere sono spesso espresse attraverso la lingua (alcune variazioni vengono definite "dialetti"). Altre ricerche si sono occupate delle variazioni che distinguono i differenti aspetti della situazione comunicativa (le variazioni dovute alle situazioni si chiamano registri). Ognuno di noi (adulti) fa vari usi della lingua ed è molto difficile contare quante parole produciamo durante, per esempio, dodici ore. I bambini e gli insegnanti tuttavia utilizzano la lingua con usi differenti nella situazione scolastica. Per gli insegnanti è importante conoscere quali sono questi usi, per decidere che cosa e come insegnare la lingua. I parametri di chi usa la lingua non sono i più utili per l'insegnamento. Tenendo conto degli obiettivi educativi, andiamo a considerare i parametri della situazione comunicativa e a partire da quelli cerchiamo di circoscrivere le variazioni d'uso della lingua.

La prospettiva adottata sarà, poi, quella di insegnare una lingua a partire dalle sue variazioni in contesti sociali differenti. Questo non esclude lo studio delle forme della lingua, ma tali forme saranno inquadrate dentro a variazioni di funzioni.

Apprendere la lingua implica l'acquisizione delle regole e delle convenzioni d'uso della lingua stessa. Questi usi variano in funzione delle situazioni comunicative.


(a) Variazione nella lingua orale e scritta

Una prima variazione (e divisione) che si riflette nella pratica quotidiana della scuola consiste nel separare il linguaggio orale e il linguaggio scritto. Questa divisione determina il mezzo o il modo di comunicare messaggi: per un mezzo orale o per un mezzo grafico. Questa divisione è importante anche se un po' artificiale, perché ci sono molti messaggi che sono stati prodotti in modo scritto, ma che si realizzano oralmente e al contrario. Perché non sia tanto artificiale, unito al mezzo orale o scritto dobbiamo considerare altri aspetti, quali il livello di formalità, l'ascoltatore, la forma d'espressione. A questi altri aspetti daremo il nome di modi. Così per esempio, una conferenza può usare un mezzo orale, però la forma dell'espressione è immediatamente associata ai modi accademici.

Obiettivi
- Che i bambini siano capaci di discriminare produzioni di lingua orale o scritta non solo limitandosi all'individuazione del mezzo ma individuando differenze tra i modi (o forme) d'espressione in cui il parlante si esprime.
- Che i bambini siano capaci di stabilire relazioni tra i modi e i loro contesti d'uso.
- Dati differenti contesti d'uso, che arrivino a produrre il modo o la forma della lingua convenzionalmente associati a quelli.

Procedimenti

Il materiale più importante per quest'attività sarà una cassetta per registrare il parlato o la lettura.
Usare cassette registrate con racconti (linguaggio scritto), con conversazioni (linguaggio orale), con pubblicità dalla tivù (linguaggio orale), con poesia (linguaggio orale e scritto), con dialoghi tra venditore e compratore (linguaggio orale), con notizie dalla radio (orale e scritto), eccetera. Se fosse possibile, registrare parlanti di differenti età, provenienza sociale e culturale, genere e sesso.
Lavorare sulla comprensione di ciò che sta facendo il parlante (sta parlando, leggendo, spiegando, chiacchierando), in quale situazione si è registrato, e come ci si rende conto di queste diverse situazioni.


(b) Variazioni secondo i generi


Una seconda divisione della lingua è possibile stabilirla riguardo agli argomenti, al ruolo dei partecipanti che intervengono e al mezzo. Questa divisione dà luogo ai generi. Molte volte differenti generi attraversano il mezzo orale o scritto, finché arrivano ad essere più strettamente in relazione con la modalità adottata. Vuol dire che c'è un tipo di linguaggio e ci sono tipi d'argomenti più frequenti nello scritto che nell'orale e viceversa.

Obiettivi
- Che i bambini siano capaci di identificare alcuni generi.
- Che i bambini siano capaci di stabilire relazioni tra i contesti d'uso e i generi.
Che arrivino a produrre il genere convenzionalmente associato ai differenti contesti d'uso.

Procedimenti
Il materiale per quest'attività sarà nuovamente la cassetta per registrare il parlato o la lettura e il telefono.
Usare la cassetta per registrare la produzione orale dei bambini in situazione di monologo o dialogo: in funzione di differenti situazioni d'uso, creare le condizioni attraverso le quali i bambini producano un linguaggio adeguato a tali contesti. Per esempio, registrare la spiegazione di un racconto da parte di un bambino (narrazione), la spiegazione di un evento (- quando e come accadde un evento-, narrazione/informazione), la spiegazione di un oggetto (- com'è?- , descrizione), la spiegazione di un procedimento (per esempio di una ricetta o di cio' che si deve fare- istruzione), registrare un dialogo (discorso diretto) eccetera. Analogamente l'insegnante usa la cassetta per incidere per i bambini la sua produzione orale in situazione di monologo o dialogo.
Lavorare non solo all'identificazione di che cosa sta facendo il parlante come atto comunicativo (parlando, leggendo, raccontando, spiegando, dialogando), ma anche sul contenuto: "Che cosa sta spiegando?" (racconto, ricetta, notizie, descrizioni) e riflettere su come i bambini si rendono conto di ciò.
Usare il telefono per chiedere informazioni su un prodotto, simulare una conversazione (con due ruoli) attraverso il mezzo orale (attraverso il telefono vuol dire non faccia a faccia), eccetera.


(c) Variazioni secondo i componenti delle attività

Una terza forma di variazione tocca non solo il mezzo orale o scritto e i generi ma anche le attività che si sviluppano nel processo di costruzione e apprendimento della lingua. In effetti, possiamo provare, nel caso specifico della scrittura, che deve considerarsi per se stessa e non un'attività sussidiaria della lettura. Per questo si deve mantenere la precauzione di non considerare l'abilità di scrittura in un modo monolitico, abilità di tutto o niente, di cui apprendere tutti gli aspetti simultaneamente; al contrario, manteniamo la precauzione di tenere distinti i componenti della scrittura: componenti grafici, componenti linguistici (tema del quale parleremo più avanti). Intanto, entriamo nell'attività di "scrittura a voce alta" attraverso il dettato ad un adulto o ad un compagno di classe. La ragione di quest'attività si può ritrovare nella storia delle pratiche di lettura e di scrittura.
- L'abilità di leggere non è quella dello scrivere ( Houston 1996, pag. 28)
- Nell'antica Grecia molte persone potevano leggere ma non scrivere. Nel Medio Evo c'erano gli scrivani, quelli che scrivevano; nel secolo XVI molta gente colta poteva solo leggere e fu così fino al secolo XVIII ( Thomas op. cit., p. 10)
- Lettura e dettato erano frequentemente associati, ma non la lettura e la scrittura ( Clanchy 1993, pag. 125)
- Molti scrittori nel secolo XII (ad esempio, Pietro il venerabile, Zumthor 1987, pag. 111) componevano il testo nella mente e poi lo dettavano ad un segretario.
- Dettare era la parola utilizzata per descrivere il tipo d'attività che si attualmente viene definita "scrivere" o "redigere" ( Mignolo, 1996, pag. 270 ).
- L'uomo medievale aveva un concetto differente delle attività di lettura e scrittura: leggere era in relazione con la voce, scrivere era in relazione con il dettato ( Chartier 1992)
- In effetti, osserviamo diversi tipi di strategie, tanto nel processo come nel testo finale. Dette strategie possono facilmente convertirsi in obiettivi di quest'attività:

Obiettivi
- Conquistare un controllo sulle unità da dettare: segmentazione di diverso tipo d'unità.
- Promuovere la ripetizione letterale delle parole da dettare (Wording).
- Promuovere un controllo sul ritmo del dettato.
- Giungere a differenziare "dire" e "dettare".
- Promuovere un controllo su un testo mediante la lettura (o mediante l'intermediazione della maestra come lettrice) al fine di sapere quello che c'è scritto e quello che manca da scrivere.

Procedimenti
Proponiamo il dettato come un procedimento d'istruzioni per lo "scrivere" e non solo come mezzo di valutazione dell'ortografia e/o calligrafia. Si stimolino i bambini a dettare i racconti che ascolteranno dalla maestra o quelli che gia' conoscono. Stimoliamo anche il dettato tra i bambini più competenti. Il dettato è un'attività linguistica nella quale il bambino può partecipare, tanto nel processo di produzione come nel risultato del testo scritto.».In questo modo, dettare è "parlare il linguaggio scritto" (1986). La partecipazione al dettato facilita i bambini nel controllo sulla lingua.
Ci sono differenti modi di apprendere a scrivere, ma il dettato è una maniera di apprendere la scrittura quando i bambini non possono farlo a partire da se stessi. Il dettato è un importante strumento pedagogico: dettare ad un compagno più esperto, dettare il contenuto di una cassetta, cambiare i ruoli tra colui che scrive e colui che detta, eccetera. Il dettato nella classe, come in epoca medievale, permettere ai non letterati di partecipare alle attività letterate... "come nell'Inghilterra medievale, essere letterati significava conoscere il linguaggio scritto e/o esclusivamente avere l'abilità di leggere e scrivere" (Clanchy, op. cit., 1986).
La considerazione dei generi e delle attività sollevano il secondo aspetto considerato da Halliday: apprendere attraverso la lingua.

• La lettura continua

Il contributo è tratto da: Lourdes Teobada, III Congreso Internacional AGAMEI, Ler e escribir na escola infantil? Novas respostas, para unha vella polémica, Torculo Edicións, Santiago de Compostela, 1998. Per gentile concessione della curatrice.

Traduzione dal galego: Cristina Guglielmi e Giovanna Morando

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  » Prodotto editoriale di riferimento



» Titolo
"FOAI - Bambini e lingua scritta nella Scuola dell'Infanzia"
-
(Cd-rom + Libro "Come scrivo come leggo" pp.82)
- a cura di Franca Rossi, Università di Perugia e Insegnanti delle Scuole
Comunali dell'Infanzia del Comune di Padova






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