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» Teatropercaso (I) - Infantiae.Org n.285/2006
di Rosa Laura Rubiola e Rita
Villa, Scuola dell'infanzia di via Coppino, Torino
“Il fare teatro con i bambini” ha sempre
fatto parte della nostra programmazione didattica; si è modificato
nel corso degli anni e rafforzato con la partecipazione ai corsi
di formazione del comune di Torino presso il laboratorio teatrale
“a caval teatro si guarda in bocca”.
Insegnati e bambini hanno alternato la visione di spettacoli a teatro
con la realizzazione di scene a scuola o in ambientazioni esterne.
Questo ci ha permesso di strutturare e realizzare i nostri percorsi
didattici. Raccontare storie è diventato un momento fondamentale.
Le emozioni suscitate dal racconto sono state rielaborate dai bambini
e comunicate con la creazione di nuovi racconti. Le nuove storie
sono diventate spettacolo.
Con l’introduzione di nuove tecniche per interagire con i
bambini con percorsi che esulano dai canoni tradizionali abbiamo
pensato, organizzato, e strutturato uno “spazio teatro”.
Questo ci permette di realizzare un laboratorio che coinvolge non
solo le nostre sezioni ma l’intera scuola.
La metodologia di ascolto del bambino adottata è stata determinante
nella scelte del laboratorio in quanto i percorsi sono stati sviluppati
su argomenti introdotti dai bambini stessi.
Il nome scelto per il laboratorio è Teatropercaso.
Abbiamo attivato due tipologie di intervento:
- laboratorio della scuola dedicato ai bambini di 4 e 5 anni
- laboratorio di interazione per le proposte di lavoro dei bambini
delle nostre sezioni.
Luci ed ombre
L’ombra è un fenomeno fisico che ci
accompagna costantemente. La possibilità di sfruttare questo
fenomeno fisico assegnandogli un significato poetico, comunicativo
o fantastico è l’obiettivo che ci si pone nel fare
esperienza in questo campo.
Le proposte rivolte ai bambini mirano al gioco della scoperta, della
ricerca da farsi insieme grandi e piccoli; di provocare curiosità,
interessi, discussioni e possibilità di manipolazioni. È
bene provocare le situazioni, stare a guardare ciò che succede,
essere pronti a raccogliere proposte ed a giocarle con i bambini.
Questo sarà il punto di partenza per indagare i vari aspetti
delle ombre in ambito teatrale, indirizzandosi verso il campo espressivo,
comunicativo e narrativo.
Le paure immaginarie possono ostacolare l’autonomia, la maturazione
dell’identità, gli apprendimenti e lo sviluppo delle
competenze del bambino. Tra queste, la paura del buio è una
delle più ricorrenti, è la paura dell’ignoto,
della mancanza di punti di riferimento e determina forte insicurezza.
Il laboratorio teatrale affronterà questo argomento e il
nostro percorso didattico si snoderà attraverso l’esplorazione
del buio, della luce, dei colori e delle trasparenze; scopriremo
fenomeni fisici e fantastici dove le emozioni si metteranno in discussione
e verranno comunicate al gruppo.
Il laboratorio è una proposta educativa per favorire la libera
espressione del bambino sul piano del piacere, della scoperta e
della creatività, coinvolge i bambini di cinque anni.
Percorso
La scatola magica
Primo approccio con lo spazio teatro, dove il buio
ci accoglie e ci avvolge, dove i rumori e le piccole luci accendono
la fantasia, dove la paura e la “non paura” sono divise
da una linea sottile, dove la curiosità ci spinge a superare
le incertezze e il gioco diventa magia, le ombre da paurose diventano
amiche e tutto è divertimento.
Anche gli oggetti hanno un’ ombra
Nello spazio teatro, con in mano un oggetto portato
da casa o recuperato in scuola, scopriamo insieme ai bambini che
gli oggetti illuminati con una sorgente luminosa hanno un’ombra
e che quell’ombra si può trasformare diventando un
personaggio fantastico. Tracciamo i contorni dell’ombra su
un cartoncino; l’ombra diventa un disegno che, tagliato, diventa
un personaggio. Giocando con le pile proiettiamo i personaggi su
un telo. Si vede solo la forma. Utilizzando gli acetati colorati
e ritagliando i particolari della forma vediamo che i nostri personaggi
hanno assunto sembianze fantastiche e scopriamo il gioco delle trasparenze.
I personaggi sono pronti per raccontarci una nuova avventura.
Giochiamo con gli schermini
I personaggi creati con gli oggetti sono riportati
su cartoncino nero e ritagliati. Con l’ausilio di alcuni schermini
e di un telo, i bambini diventano i protagonisti delle storie che
raccontano ai loro compagni. Imparano così a posizionare
le luci per ottenere le forme e i colori desiderati.
Tante storie
Da soli o con l’aiuto dei compagni i personaggi
prendono forma e l’ombra si trasforma in teatro. La fantasia
dei bambini ha libero sfogo e le storie si animano, coinvolgendo
emozionalmente tutto il gruppo.
La scatola magica
Lo spazio teatro è completamente oscurato.
I bambini vengono accompagnati e rassicurati per affrontare il buio.
Alcuni hanno paura si fanno coraggio stringendosi le mani. Il silenzio
è assoluto come il buio. Ad un certo punto si sentono dei
piccoli rumori:
- sembrano dei ragni
si vede un filo di luce:
- è un fuoco
- sembra una bocca
- quello è magico
così piano piano l’attività prende corpo ed
i bambini cominciano a familiarizzare con il buio e con le ombre.
Nascono spontanee le domande: “che cos’è il buio?
Cos’ hanno provato nell’ entrare nello spazio teatro?”.
- avevo paura
- mi sembrava di entrare nel mondo di un cartone delle streghe,
ma ero contenta
- ho pensato ai mostri ed ai fantasmi, avevo un pochino di paura
e poi che Rosaura era un mostro, Rosaura non è una strega
perché non ha il cappello
- io sentivo rumore di pietre
- è buio come la notte, io guardo i cartoni, vado a dormire
e dormo
- è buio come quando andiamo a dormire
- mi piace il buio perché fa anta paura e dormo tranquilla
- quando è buio si va a dormire e tutti stanno in silenzio
e tranquilli
- il buio per me è il nero, è il colore che fa più
paura
- le ombre sul muro sono belle
- tutti abbiamo l’ombra
- se io mi muovo la mia ombra si muove.
Anche gli oggetti hanno un’ ombra
Diversi oggetti vengono messi a disposizione. I
bambini scelgono un oggetto e con le pile ne proiettano l’ombra
su un muro nero.
- anche gli animali hanno un’ombra
- l’ombra è sottile
- le mosche sono piccole, hanno l’ombra lo stesso
- anche le case e gli alberi hanno l’ombra
I bambini proiettano l’ombra dell’oggetto sul cartoncino
e ne tracciano il contorno, lo tagliano e possono aggiungere dei
particolari: l’ombra dell’oggetto diventa un personaggio.
I bambini possono sperimentare la proiezione dell’ombra attraverso
il telo ma non si vedono gli occhi e le bocche.
- non si vedono gli occhi perché l’ombra è tutta
nera
- forse se metto la pila negli occhi si vede
- proviamo ad accendere la luce grande
- forse bisogna disegnare un telo
- forse bisogna bucare il telo
- la luce riflette solo l’ombra
- non si vede un accidente
- non possiamo fare niente perché è buio
- se accendiamo la luce grossa non si può più vedere
l’ombra
facciamo un esperimento e proviamo a tagliare il pezzettino dell’occhio
o della bocca:
- la luce passa nel buco
- si vedono gli occhi e la bocca con la luce piccola
Proviamo a mettere l’acetato colorato nei buchi ed a proiettare
l’immagine sul telo:
- adesso con i colori assomigliano a dei veri animali
- con la velina colorata è troppo facile
- quella è la carta lumina.
Dietro il telo e con l’ausilio del buio diventato amico, parlare
diventa facile e si ha il coraggio di esprimere i propri stati d’animo.
Bambini insicuri hanno trovato le parole per raccontare, attraverso
i loro personaggi, le loro situazioni, i desideri e le paure. Anche
il piccolo non udente ha raccontato, a voce alta, la storia del
suo personaggio (normalmente si esprime a gesti, ma dietro al telo
ha dovuto usare la voce e ci è riuscito).
Dietro al telo presentiamo i nostri personaggi
Debora: è un bambino, si chiama Alessandro,
è un curiosane, vuole vedere la faccia dei bambini azzurri
e con la luce li vede.
Beatrice: io sono Pinocchio e non voglio andare
a scuola, voglio andare sotto al letto a giocare con le pile e fare
l’ombra con qualcosa sul pavimento.
Annalisa: è un cane, va a giocare e passeggiare
in giardino, quando torna a casa è stanco e si addormenta
Noemi: è una bambina, si chiama Erica, viene
a casa mia e giochiamo insieme alla Barbie, lei è più
grande di me.
Madalina: è un maialino, va a cercare i
suoi amici, ne trova uno e insieme vanno a cercare gli altri.
Alex: è uno squalo, vive nell’acqua,
nella sua casa ci sono gli squaletti e lui gli porta dei pesciolini
piccoli.
Luca: è una luna, vola in cerca di una casa
e le stelline la aiutano a trovarla di notte, ma di giorno la sua
casa sparisce perché i raggi del sole non la fanno vedere
Loris: è una nave, si chiama “delfinus”,
va a pescare nel mare profondo, poi torna nel porto dove ci sono
le navi parcheggiate e si sente solo il rumore dell’acqua
che va contro gli scogli
Mario: l’astronave vola nello spazio dove ci sono delle palle
con i buchi
Tiziana: il coniglietto si chiama “Mantova”,
mangia le carote e salta
Giochiamo con gli schermini
Dopo aver scoperto che ognuno di noi ed anche gli
oggetti hanno un’ombra e che attraverso gli acetati colorati,
la luce filtra, i personaggi sono diventati ben visibili al di la
del telo. In questo incontro, rimpiccioliamo i nostri personaggi
su cartoncino nero e con l’utilizzo di alcuni schermini realizzati
precedentemente invitiamo i bambini a giocare con i personaggi e
le pile. Individualmente o a coppie proiettano e creano situazioni
fantastiche. I bambini vengono invitati a inventare e raccontare
storie.
Tante storie
Antonio, Beatrice, Cecilia, Luca M..
C’era una casa delle fate, dove viveva una fatina di nome
Smeralda, voleva tutti i giochi dei bambini. Un giorno arriva una
strega che la vuole castigare perché lei vuole sempre giocare
e non fare mai le cose vere.
- “Sim sala grim sparisci casa e diventa albero” la
strega ridacchiando se ne và.
- “Dov’è finita la mia casa?” chiede la
fata
- “sono io!”
- “tu, albero parlante?
- “si, è stata la strega”
- “ma non posso più giocare dentro la mia casa”
- “perché devi fare anche le cose vere”
- “ora io l’ascolto”
e fu così che l’albero parlante ritornò la casa
delle fate.
Alberto, Madalina, Gioele
La principessa Aurora se ne andava in giro in una foresta e cercava
un drago per compagnia. Il drago era bravo, sputava fuoco sui cattivi.
Il drago e la principessa erano amici fin da bambini, dopo aver
giocato la principessa torna al castello. Arriva un leone che vuole
mangiarla, Aurora chiede aiuto al drago: “aiuto, aiuto, drago
Cirillo” di colpo senza farsi vedere, il drago salta addosso
al leone, gli brucia la coda e il leone scappa.
Mario, Flavio, Carol
In città arriva un pagliaccio che ruba un cavallo al re.
Viene arrestato dalle guardie, ma mentre queste dormono il pagliaccio
riesce a spaccare la catena e scappa. Quando il re si sveglia dice
alle guardie di cercare il cavallo. Le guardie trovano il cavallo
in un bosco e lo riportano al re.
Andrea, Alex, Marco, Martina
Un coccodrillo era nascosto in un lago. Nel lago viveva tranquillo
anche un pesce, i due diventano amici ma il pesce ha un po’
paura di essere mangiato – “io non mangio i pesci, mangio
solo l’erba, vieni a giocare con me”.
Ad un certo punto arriva una bambina, il coccodrillo e il pesce
si nascondono. La bambina raccoglie i fiori in un prato ma quando
vede i due si spaventa e scappa. Il giorno dopo la bambina torna
e fa amicizia con loro, lei corre nel prato con il suo aquilone.
Il coccodrillo e il pesce la guardano e si divertono.
Loris, Alex
C’era una volta in un mare profondo un sottomarino, incontra
uno squalo che è affamato. I marinai hanno paura e allora
gli buttano dei pesciolini. Lo squalo contento se ne va.
Tiziana, Debora, Francesco
C’era una bambina con il suo coniglietto e la sua girandola,
vanno a spasso, incontrano un ragno e la bambina ha paura: “non
scappare perché io non sono cattivo, sono intelligente, possiamo
giocare insieme, io voglio accarezzare, abbracciare e baciare le
persone.” Il ragno, la bambina e il coniglio vanno vicino
al lago ma vedono un mostro. Il ragno convince il mostro ad andarsene
lontano lontano e non tornerà più sulla nostra terra.
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
"La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata
al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui
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- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00
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- PACCO ORDINARIO CONTRASSEGNO (consegna 8/10 gg lavorativi)
= € 2,70
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= € 8,00
(*) Pagamento in carta di credito, bonifico bancario, c/c postale
• Contatti
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