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  » Sezione Speciale - "Tirocinio" ©®2000-2008 Tutti i diritti riservati Infantiae.Org™ s.r.l.

» Le teorie - Sezione Speciale - "Tirocinio"

I volti degli studenti

di Sabrina Sironi, Università Cattolica, Milano

E’ possibile delineare un progetto, prevedere le sue fasi salienti, ricostruirne lo svolgimento nell’azione, riflettere sulle sue implicazioni formative solo in relazione ai contesti ed ai soggetti chiamati a dare un volto concreto all’esperienza.
Ecco perché l’impianto progettuale delle attività di tirocinio, precedentemente illustrato, può assumere una rilevanza di significati, divenire un “dispositivo” pedagogico flessibile, incidere in modo effettivo nella costruzione dell’identità personale, culturale e professionale dello studente solo se raccordato ed aperto ai bisogni formativi, alle aspettative iniziali, alle motivazioni personali presenti al momento della scelta del corso di studi e progressivamente tematizzati in relazione all’esperienza di tirocinio prevista all’interno del corso di laurea.
L’approccio alla problematica in questione, pertanto, si colloca in linea di continuità con alcune interessanti riflessioni di C. Scaglioso che in un contributo recente così argomenta:
“Un itinerario di formazione è insieme di natura professionale e di natura personale: professionale, perché riguarda l’area delle conoscenze culturali e scientifiche, degli aspetti pedagogico-didattici che costituiscono il tessuto base della professione docente, dei rapporti con la società vista nei suoi corpi intermedi, a cominciare dall’istituzione scolastica; personale perché chiama in causa lo studente-futuro insegnante come persona in ordine ai propri convincimenti, ai propri modi di essere e di agire, alle proprie scelte, ai propri impegni” (Scaglioso, 1998, p. 97).

UN PROFILO DINAMICO

Le sottolineature introduttive (attenta considerazione nei confronti dei bisogni formativi, delle aspettative, delle motivazioni dello studente) hanno rappresentato l’attenzione prioritaria nella fase di avvio della progettazione, nonché sono risultate ambito privilegiato di riflessione per l’adeguamento flessibile del progetto in itinere e per l’osservazione, l’analisi e l’interpretazione delle ricadute che il progetto ha comportato sul piano della formazione personale e culturale alla professione docente. Si è quindi venuta delineando una traiettoria evolutiva in cui il quadro delle percezioni e delle rappresentazioni dello studente rispetto alla professione docente (motivi della scelta, idea di insegnamento, motivazione alla professione, aspettative rispetto all’attività di tirocinio), rilevato attraverso un’approfondita indagine conoscitiva(Al fine di esplorare e conoscere il campo dei bisogni formativi in relazione alla scelta del corso di studi e all’attività di tirocinio, è stato elaborato e proposto agli studenti iscritti al I anno del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria negli anni 1999/2000, 2000/2001, 2001/2002, un questionario d’ingresso dal titolo “Motivazioni e aspettative iniziali rispetto al corso di studi e all’attività di tirocinio”. Scopo dell’iniziativa era quello di favorire negli studenti l’esplicitazione dei bisogni formativi principali che spesso rimangono sottesi e inespressi) è andato via via ampliandosi ed arricchendosi nel tempo di nuove connotazioni ed attribuzioni.

Nella presente riflessione si cercherà, dunque, di cogliere ed esplicitare alcune linee significative di tale sviluppo dinamico, puntando l’attenzione sulla progressiva evoluzione di modi di essere, di sentire e di conoscere dentro un’idea di professione di cui si sono gradualmente chiariti alcuni contorni distintivi.
Per ricostruire una visione completa ed unitaria, articoliamo i tracciati espositivi intorno ad altrettante piste esplorative (Le piste esplorative richiamate sono risultate oggetto di indagine specifica all’interno del questionario predisposto. Riguardo alla struttura del questionario, esso si compone di tre parti all’interno delle quali sono state appunto selezionate alcune aree di riflessione in ordine alla questione fondamentale delle aspettative e dei bisogni formativi.) in grado di ricostruire i tratti di un’identità in crescita.

I motivi della scelta

Precisiamo fin da subito che la natura stessa del corso di laurea, dagli esiti fortemente professionalizzanti, porta a riflettere sul fatto che ci si trova in presenza di soggetti adulti che vivono la propria formazione nella direzione di una precisa professione (Scaglioso, 1998).
In merito alle motivazioni della scelta universitaria e alle aspirazioni manifestate, è possibile individuare un fitto intreccio tra dimensioni diverse.
L’aspetto ritenuto prioritario e particolarmente decisivo nella scelta del corso di studi universitario è quello relativo alla possibilità di svolgere un compito educativo importante.
Questa attribuzione di valore può indicare come l’aspirazione ad intraprendere la professione di insegnante sia considerata dallo studente significativa ed in essa si debba investire poiché l’insegnamento è considerata un’azione educativa e formativa che rivendica il primato del “fattore umano”, pone al centro l’idea di persona e consente un fondamento assiologico-valoriale. Tale idea trova corrispondenze di significati anche nelle associazioni che lo studente generalmente elabora pensando all’idea di insegnamento in quanto tale (Nell’ambito del questionario proposto è stato inserito un quesito aperto “Penso che l’insegnamento sia...” ed è stato richiesto a ciascun studente di elaborare una mappa individuale in cui far emergere i significati principali associati alla parola insegnamento).
La scelta è inoltre guidata da altre aspettative come il desiderio di ricevere una formazione rivolta ad approfondire le discipline e i metodi didattici per l’insegnamento, ad acquisire idee e strumenti per gestire le relazioni educative, a conoscere in modo più approfondito la psicologia del bambino. Sono, inoltre, ravvisabili ragioni di carattere strumentale legate alla speranza di trovare un’occupazione nel mondo della scuola.
Un elemento interessante si introduce nella presente analisi: accanto ad una domanda di arricchimento culturale personale emerge la richiesta iniziale di una formazione professionale mirata e specifica. Questo riscontro, ricollegabile a quanto esplicitato nella premessa del presente paragrafo, può essere anche assunto come rivelativo di una tendenza diffusa e più generale degli studenti universitari ad esprimere una domanda sempre più pressante di formazione professionale accanto a quella culturale (Viganò, 2000).

L’idea di insegnamento


Come lo studente in formazione si vede proiettato nella futura professione di insegnamento? Quali sono le “centrature” e le concettualizzazioni che prevalgono quando lo studente pensa a come caratterizzare e definire l’azione di insegnamento?
Nella rievocazione delle associazioni spontanee che vengono in mente pensando alla parola “insegnamento”, realizzata attraverso un’attività di brainstorming, lo studente introduce immediatamente attribuzioni riferite alle esperienze vissute personalmente su di sé come discente. La definizione dei tratti distintivi dell’azione di insegnamento è, dunque, essenzialmente manifestata attingendo e ripensando a figure carismatiche di docenti incontrati lungo il proprio cammino di studio. Questo rende ragione di un approccio iniziale alla problematica della definizione del campo semantico (“che cosa è l’insegnamento”) di tipo autocentrato e poco mediato razionalmente. Attraverso il necessario distanziamento critico sviluppato sia in itinere sia a conclusione dei diversi moduli di tirocinio, si approda poi gradualmente ad una sintesi complessiva più articolata, risultato della messa in comune delle associazioni prodotte individualmente.
Il confronto e la riflessione sulle concettualizzazioni spontanee, porta progressivamente a condividere una serie di categorie interpretative comuni rispetto all’oggetto “insegnamento”. Le dimensioni costitutive che lo studente individua ed elabora, attraverso la ricomposizione e l’intersezione tra le molteplici caratterizzazioni fornite, sono le seguenti:
- insegnamento come professione umana; in questo ambito rientrano le sottolineature relative alla centralità della persona ed emergono le caratteristiche più intrinsecamente umane (i significati personali) insite nello svolgimento del compito educativo;
- insegnamento come formazione; in questo caso i significati esplicitati richiamano l’idea di insegnamento come azione educativa e formativa attenta alle dimensioni valoriali;
- insegnamento come relazione; i riferimenti rientranti in questa categoria semantica pongono l’accento sulle dimensioni della comunicazione interattiva docente-alunno;
- insegnamento come trasmissione; lo studente sottolinea, come aspetti qualificanti della mediazione culturale, la rielaborazione del sapere da parte dell’alunno e la valorizzazione delle preconoscenze;
- insegnamento come progettualità; lo studente pone in risalto il fatto che l’azione di insegnamento, per essere orientata ed intenzionale, deve prevedere la definizione di obiettivi, contenuti, metodologie.
In conclusione, occorre ribadire la significatività di questa mappatura di elementi, richiamata sopra in termini sintetici. Questa è stata utilizzata come una sorta di matrice di base da cui prendere le mosse e su cui innestare i percorsi formativi progettati, nel tentativo di “aprire le diverse finestre tematiche”, approfondirne le molteplici sfaccettature, offrire nuovi strumenti di lettura e di comprensione, valorizzando l’esperienza di tirocinio come “testo aperto” da leggere ed interpretare in modo critico e problematico.
Le motivazioni alla professione
Lo studente che inizia il suo cammino in ambito universitario appare mobilitato alla professione dell’insegnamento da una serie di elementi di forte richiamo sul piano affettivo-emotivo e relazionale.
La riflessione e l’interpretazione, seguita all’indagine esplorativa condotta e più volte menzionata, ha portato a tratteggiare un volto di studente animato, nell’area delle motivazioni alla professione, da “affetto, amore e passione per i bambini” e “desiderio di stare a contatto con un mondo dinamico come quello dell’infanzia”.
La mappatura di questa serie di elementi (Tavola 2), inizialmente particolarmente sbilanciata sulla categoria interpretativa degli affetti e delle emozioni, si è gradualmente ricomposta nel corso dell’esperienza formativa in un’immagine d’insieme in cui le varie dimensioni motivazionali (pedagogiche, di autorealizzazione, culturali, di riconoscimento sociale) riacquistano maggiore equilibrio ed interagiscono tra di loro. Tali riscontri si sono resi visibili all’interno di una prospettiva a lungo termine e sono progressivamente emersi sia nelle narrazioni/conversazioni intorno alle esperienze concrete sia all’interno di strumenti strutturati utilizzati in ambito universitario e scolastico per orientare periodicamente la riflessione sull’azione.

Tavola 2: Mappa delle motivazioni iniziali

AFFETTIVO-EMOTIVE PEDAGOGICHE CULTURALI di AUTOREALIZZAZIONE SOCIALE
passione/amore per i bambini aiutare a crescere/guidare trasmettere conoscenze realizzare le proprie potenzilità svolgere una professione utile


Aspettative rispetto all’attività di tirocinio

Per concludere questa panoramica sui tratti del profilo dello studente-futuro insegnante, recuperiamo sinteticamente alcune considerazioni in merito alle aspettative generalmente espresse dagli studenti nei confronti dell’attività di tirocinio.
Dall’analisi degli elementi a nostra disposizione, emerge che la maggioranza di essi si attende dalle attività di tirocinio lo sviluppo di capacità progettuali ed operative.
Altrettanto importanti ed esplicite sono le aspettative nutrite verso i seguenti descrittori di conoscenza/competenza:
- acquisire le tecniche di osservazione e valutazione;
- incrementare la sensibilità verso la relazione educativa
con i bambini;
- acquisire gli strumenti per una formazione continua;
- sviluppare modalità di lavoro collegiale.
L’ordine di enunciazione riprende l’ordine di priorità attribuito dallo studente al momento della scelta del corso di studi.

Il dar voce ed il tematizzare questi aspetti, unitamente ai precedenti, riportandoli alla luce e confrontandoli nei gruppi in formazione, ha permesso di progettare percorsi di tirocinio il più possibile rispondenti alle aspettative personali, nonché rispettosi del principio dell’individualizzazione degli itinerari di formazione.
Per lo studente si sono aperte, attraverso il tirocinio, possibilità di confronto e di elaborazione di nuovi punti di vista sull’azione di insegnamento che è divenuta ambito di costruzione concettuale critica. L’elaborazione di processi cognitivi e metacognitivi ha comportato ricadute qualitative sul sapere teorico-pratico con risvolti importanti sulla formazione personale e culturale alla professione docente.

* tratto da "DIVENTARE INSEGNANTI, IL TIROCINIO TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO, UNIVERSITÀ CATTOLICA DI MILANO, CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA"

Indice "Teorie"
Indice generale "Tirocinio"

   

  » Prodotto editoriale di riferimento








» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui


» Costo

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