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(1) Il Tirocinio Didattico nei tempi della Riforma: Progettare per Unità di Apprendimento: Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria Facoltà di Scienze della Formazione di Palermo (I)

I supervisori Maria Antonietta Sansalone, Rosaria Inguanta e Rosetta Monreale

All’inizio dell’Anno Accademico 2004-2005, all’interno del lavoro di pianificazione del percorso di Tirocinio, relativo al Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, ci si è interrogati sulle implicanze di tipo formativo prodotte dalla Riforma dei Cicli Scolastici (Legge 53 del 28 marzo 2003 e successivi norme) in termini di nuove prassi e competenze da promuovere e favorire nello studente.
La molteplicità delle dimensioni del lavoro professionale a scuola, infatti, si sta muovendo verso nuove estensioni contenutistiche e relazionali, verso nuove specificità della funzione docente e conseguenti modalità di azione/interazione pedagogico/didattiche e organizzative.

Il nostro gruppo di lavoro, partendo dall’assunzione degli elementi portanti della Riforma in atto, si è attivato per ricercare e costruire e/o ristrutturare il modello progettuale e formativo adottato in passato seguendo più linee di azione:
— Consolidare il rapporto scuola/università con possibilità di sviluppo di una ricerca comune sulle modalità di interazione;
— Tratteggiare in modo unitario il modello formativo a partire dallo studente/persona, lungo le vie della trasversalità, precisando il     Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del percorso di studi, da cui partire per individuare le capacità da     sviluppare nel singolo,determinare le competenze che ciascuno/a studente/ssa dovrà acquisire sia nella singola annualità sia alla
    fine del percorso, nella circolarità di un continuo rilancio teoria/prassi;
— Rendere significativa l’azione formativa movendosi all’interno di una progettualità a maglie larghe dalla quale far discendere finalità,     nuclei tematici e obiettivi formativi, e da cui partire per strutturare all’interno di Unità di Apprendimento l’agire del supervisore, della     scuola accogliente e dello studente.

In questa trattazione ci si vuole soffermare proprio sulla nostra scelta di costruire Unità di Apprendimento riferite ad un modello progettuale aperto, trasferibile e applicabile nel contesto del Tirocinio didattico.

I fondamenti di questo orientamento


All’interno del Corso di Laurea Discipline, Laboratori e attività di Tirocinio potrebbero evocare polarità diverse se lo spazio/tempo del tirocinio stesso non si configurasse come contesto di sintesi teorico/pratica, che porta lo studente dalla concettualizzazione del sapere teorico (discipline), alla sua concretizzazione in situazione più o meno artificialmente strutturata (laboratori didattici) e, infine, alla contestualizzazione e realizzazione pratica (Tirocinio Didattico)
La sfida posta è quella di una reale integrazione e interazione delle forme e modalità del conoscere, attraverso la quale il pensare e il fare interconnessi si diramano in azioni consapevoli sul campo e a riflessioni significative, varco e risorsa per l’elaborazione da parte dello studente di opportunità di co-costruzione della sua professionalità.

Le ragioni pedagogico-didattiche

Se il processo dell’apprendere e dell’insegnare passa attraverso l’attivazione di funzionali apparati di ricerca, di progettazione e di rielaborazione creativa della conoscenza in contesti reali (o, quantomeno, realistici), esso si deve misurare con la complessità e l’unità del reale.
Questa prospettiva non può non assumere caratteristiche di trasversalità e interdisciplinarità e condurre ad un itinerario di ricerca, che non separi la teoria, dalla pratica e dall’esperienza riflessa e sia capace di centrare la complessità, la diversità e l’unità della persona/studente, considerato in tutte le sue dimensioni e sostenuto da fattori di motivazione intrinseca.
Allorché la flessibilità, la trasversalità, la personalizzazione, la modularità e formatività delle esperienze divengono i tratti costitutivi del percorso formativo del Tirocinio, prende vigore l’esigenza della costruzione di Piani di Studio Personalizzati e del portfolio, contenitore significativo all’interno del quale includere le competenze acquisite nel corso dell’esperienza del tirocinio stesso, elementi qualificanti per l’intero percorso di preparazione professionale.
All’intero dei singoli PSP la strutturazione delle Unità di Apprendimento riveste carattere ipotetico e propositivo, si mostra come passaggio ideale per supportare apprendimenti in seno a contesti reali di tipo scolastico, connotati da dinamicità e da imprevedibilità.
Adottare questo modello, proposto nell’ambito della Riforma del Cicli Scolastici, può rappresentare valore aggiunto per l’attività di tirocinio. Esso, infatti, tende a garantire non solo l’unitarietà e organicità del processo e la sistematicità del percorso, ma anche a favorire la flessibilità dell’azione, vista come strutturazione progressiva, e la valorizzazione delle esperienze del soggetto in apprendimento, nell’ambito di una progettualità graduale, contestuale e orientata al raggiungimento da parte dello studente di livelli ottimali di prestazione professionale direzionati alla significatività e all’efficacia.


Gli step di lavoro per la costruzione delle u.a.

- Lettura e approfondimento dei materiali specifici (normative, documentazioni di supporto, testi esplicativi ecc;.) inerenti la Riforma dei Cicli Scolastici.
- Lettura e approfondimento delle norme costituenti il Corso di Laurea per l’estrapolazione degli elementi fondanti il PECUP
- Individuazione dei bisogni dell’utenza
- Sviluppo dei nuclei tematici del percorso del di tirocinio (costruzione di mappe)
- Individuazione delle competenze da raggiungere alla fine dell’annualità in riferimento al PECUP
- Costruzione delle singole unità di apprendimento con l’uso di matrici specifiche
- ………………………………………….

PIANO PERSONALIZZATO DELLE ATTIVITÀ DI TIROCINIO AA.2004-2005 - II ANNUALITA’ DEL CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA



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