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» I metodi - Sezione Speciale - "Tirocinio"

La costruzione dell’identità del supervisore di tirocinio: problemi e prospettive

Aurora Rondini, supervisore Genova, portavoce CoSuPri, Coordinamento Supervisori Primaria

La legge 315 del 3.8.98 ha previsto per la funzione di supervisore al tirocinio (Sv) l’utilizzo di insegnanti provenienti direttamente dalla scuola e un rapporto supervisore/studenti tale da consentire la progettazione di un tirocinio assistito per la coniugazione del sapere con il saper fare e il saper essere.

La costruzione dell’identità del SV non può prescindere dal progetto di tirocinio e dai suoi risultati, quindi dal rapporto (quantitativo e qualitativo) con gli studenti tirocinanti, con l’Università e con le Scuole accoglienti.

Il presente contributo, pertanto, si basa su dati pervenuti tramite indagine effettuata nel gennaio 2003 presso i rappresentanti locali del CoSuPri (1)

Dai risultati del sondaggio emerge quale ruolo e quali funzioni siano stati costruiti in questi quattro anni; ruolo e funzioni che sono esplicazioni di un’identità al momento non ancora pienamente riconosciuta da atti normativi.

1. I risultati dell’indagine

1.1. Rapporto quantitativo (fig. 1)
In media ogni SV ha un numero di studenti tale per cui è possibile attuare, nella quasi totalità dei casi, un tirocinio assistito, come previsto dalla normativa vigente.

Facoltà
ST
SV
Sem. Agg.
ST a SV
Aosta
100
3
no
33
Bari
600
18
33
Bologna
1100
32
34
Calabria
769
28
no
27
Cagliari
225
7
no
32
Firenze
670
33
20
Genova
250
21
12
Matera
500
17
29
Milano Bicocca
800
40
20
Milano Cattolica
350
15
23
Napoli
847
25
34
Palermo
1075
32
34
Perugia
338
14
24
Roma 3
600
10
sì / no SV
60
Salerno
418
16
26
Torino
493
23
21
Udine
457
20
no
23
Urbino
447
25
18

Sono calcolati:
- gli studenti dal I al IV anno
- tutti i supervisori (DS, TP, SE)

Non sono calcolati:
- gli studenti iscritti al semestre aggiuntivo
- gli studenti fuori corso

1.2. Rapporto qualitativo

L’indagine ha preso in considerazione tipologia e modalità del tirocinio di esperienza diretta (tutto ciò che viene svolto nella scuola accogliente) e di esperienza indiretta (tutto ciò che viene svolto con il Sv generalmente in facoltà, ma anche altrove, ad es. nelle scuole.)

1.2.1. Tipologia del tirocinio di esperienza diretta

Essa viene articolata in moduli che parzialmente si sviluppano in parallelo: l’osservazione o acquisizione di informazioni (accompagna tutto il tirocinio, ma ha prevalenza soprattutto nei primi due anni del corso di laurea), l’azione nella classe accogliente (gradualmente diventa la parte principale), la programmazione con le insegnanti accoglienti (fondamentale soprattutto quando inizia l’azione diretta dei tirocinanti), l’attuazione di progetti di unità di lavoro (presente soprattutto nell’ultimo anno)

1.2.2. Modalità del tirocinio di esperienza diretta

Il tirocinio di esperienza diretta si svolge nelle scuole accoglienti, generalmente vicine all’abitazione del tirocinante o alla facoltà. In alcuni casi esse vengono scelte dallo studente tendenzialmente su specifico progetto concordato con il Sv e con gli insegnanti accoglienti.

1.2.3. Tipologia del tirocinio di esperienza indiretta

Generalmente è strutturato a piccolo gruppo di studenti dello stesso anno di corso. I gruppi possono essere seguiti sempre dallo stesso Sv, oppure possono ruotare in base alle specificità dei singoli Sv o a progetti individualizzati di tirocinio. In alcune situazioni vi sono momenti di riflessione generale, allargati al grande gruppo. Studenti lavoratori o che devono recuperare vengono seguiti anche in orari pomeridiani e/o serali su progetti individuali.

1.2.4. Modalità del tirocinio di esperienza indiretta


Esso è articolato in momenti di preparazione all’esperienza diretta, di riflessione sulla stessa, di simulazione di situazioni che potrebbero verificarsi in linea generale o che si presuppone possano verificarsi durante l’osservazione e l’azione diretta del tirocinante nella classe accogliente.

1.2.5. Connessioni tra esperienza diretta e indiretta

I progetti di tirocinio prevedono connessioni differenti anche in base all’anno di corso dello studente. Pertanto abbiamo progetti ove l’esperienza diretta è sempre preceduta da una preparazione con il Sv e seguita dalla riflessione sull’esperienza effettuata, e progetti che invece accorpano più esperienze dirette precedute da un unico momento di preparazione più generale e seguite da una riflessione onnicomprensiva. In alcune facoltà le due tipologie si fondono: nel primo biennio viene attuata la prima, quindi gradualmente si passa al secondo modello in considerazione del fatto che procedendo con il tirocinio aumentano le ore di esperienza diretta e diminuiscono quelle di indiretta.




1.3. Attività del Sv durante le fasi di tirocinio


Esso è presente in tutte le fasi del tirocinio di esperienza indiretta; è sempre presente in quello di esperienza diretta durante la programmazione con gli insegnanti accoglienti e nell’attuazione dei progetti specifici; è presente in classe con il tirocinante soprattutto all’inizio e quando si ritiene necessario osservare maggiormente l’azione del tirocinante.

1.4. Attività dei Sv all’interno della struttura universitaria

Altro elemento fondamentale per identificare il ruolo e le funzioni dei SV riguarda come essi possono operare all’interno della struttura universitaria, quali spazi sono loro riservati (fisici, ma soprattutto gestionali e di contenuto). Bisogna però tener presente che non sempre la valorizzazione delle strutture corrisponde ad una reale valorizzazione del ruolo dei SV in merito a scelte e contenuti del tirocinio, e viceversa. (fig. 2)




2. La lettura dei dati

Dalla lettura dei dati emerge un’uniformità di attribuzione riguardo alla funzione del SV; mente vi è difformità in merito al suo ruolo (fig. 3). Questa difformità può dipendere dalla tipologia del SV (dirigente scolastico, insegnante in esonero totale, insegnante in semiesonero) e/o dalla differente concezione del ruolo del SV.
Possiamo comunque affermare che il contributo determinante del supervisore di tirocinio, è riconoscibile nella realizzazione:
- attraverso la pratica del tirocinio assistito, del passaggio tra il sapere e il saper insegnare;
- attraverso la condivisione del progetto di tirocinio, dell’incontro tra le due istituzioni, Scuola e Università;
- di un produttivo coinvolgimento dei docenti delle scuole per la progettazione e la realizzazione delle attività di tirocinio.
… e dove questo è avvenuto:
- nell’apporto dell’esperienza professionale nella conduzione dei laboratori,
- nell’apporto del sapere e sapere insegnare, attraverso la collaborazione con i docenti, nell’impostazione e discussione delle tesi di laurea,
Si è quindi costruita una figura che identifica il supervisore in:
- insegnante organizzatore e mediatore della professione,
- insegnante formatore che sa relazionarsi con i colleghi e con le istituzioni ,
- docente che media il sapere attraverso il fare degli studenti,
- insegnante che sa concretizzare il complesso spazio dialogico tra teoria e prassi.

3. I problemi emersi durante l’esperienza

Essi sono stati e sono in massima parte intrecciati tra di loro:
- di ordine professionale, nella ricerca/costruzione/riconoscimento di identità all’interno della facoltà e della scuola,
- di ordine istituzionale, per l’ambiguità di fondo dovuta alla doppia appartenenza alle due istituzioni,
- di ordine sindacale (solo parzialmente in via di risoluzione, dopo quattro anni di richieste pressanti).

I problemi e le prospettive per il futuro, anche se di ordine diverso, sono tutti riconducibili all’importanza che le istituzioni danno/daranno al tirocinio nella formazione degli insegnanti.
Abbiamo affrontato questi problemi anche presentandoci in audizione alla Camera e al Senato per ribadire che:
- la piena realizzazione di un percorso formativo professionalizzante deve avvalersi del tirocinio assistito,
- determinante è il contributo del supervisore di tirocinio, figura professionale con funzione di cerniera tra il mondo universitario e la scuola.

(1) Hanno risposto ai questionari inviati 18 corsi di laurea sui 22 attivati nel territorio nazionale.

Tratto da Maria Chiara Michelini, (a cura di) L'apprendista insegnante, Quatroventi, Urbino 2003

Indice "I metodi"
Indice generale "Tirocinio"

   

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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
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