» LE ESPERIENZE DEL NIDO - Sezione Speciale - "
Infantiae.Org Nido"
"Farina bianca"
A cura di Pietro Reghenzi Dirigente
Asili Nido Comune di Brescia
Da una conversazione con Anita Presterà
Formatrice prima infanzia Milano
La farina è un materiale affettivo, tenerissimo,
ma anche invasivo, con il quale si instaura un rapporto un po'
simbiotico, che in un certo senso imprigiona; perciò va usato
con cautela. E' un materiale aereo (si deposita ovunque, va dove
vuole, non possiamo controllarlo) e allo stesso tempo compatto
(trattiene la forma se compresso per brevi istanti).
Con il sacchetto possiamo fare molte attività: stringere, aprire,
chiudere, svuotare, comprimere, ecc. E' importante riflettere
su questi aspetti per rendersi conto del fatto che ci sono molti
modi di dare la farina ai bambini.
I punti di riflessione importanti sono i seguenti.
- non
bisogna essere frettolosi: un adulto frettoloso è un adulto
che "non vede" tutto ciò che di diverso si può fare
con uno stesso oggetto. Questo atteggiamento, facendo sì che
si trovino sempre nuove soluzioni, scongiura il pericolo di
cadere nella noia, la quale non ci permette di dare stimoli
adeguati ai bambini quando ne hanno bisogno: il bambino arriva
velocemente alla conclusione dell'esperienza, se non sa cosa
fare.
- tenere
presenti le diverse modalità di approccio alle cose e alle
situazioni dei bambini del gruppo con cui andiamo a lavorare:
questo significa, ad es., avere pronta una soluzione alternativa
per quei bambini che hanno tempi più rapidi nel risolvere
l'esperienza, tenendo conto dell'esigenza di quelli che hanno
il desiderio e l'interesse di prolungare più a lungo il lavoro
- l'adulto
non dovrebbe mai allontanarsi e quando inizia l'incontro deve
avere già un'idea precisa di cosa proporre: non proporre più
di due o tre oggetti per volta; se ci sono troppi oggetti
"non succede niente", il bambino "consuma"
tutto ma non vive un'esperienza coinvolgente. Se notiamo che
un bambino non ha la costanza di lavorare con poco materiale
adatto alla sua età, la risposta dell'educatore non deve essere
quella di proporre tanti oggetti, ma quella di pensare a delle
strategie affinché questo bambino impari a trovare il piacere
del coinvolgimento. Mi devo chiedere "Come mai è così
frettoloso? Ha paura del giudizio? Non è interessato? Non
vuole confrontarsi? Non vuole sporcarsi? Non ho preparato
o avviato bene il lavoro?"
- l'educatore
deve tenere presente il proprio stato d'animo: ci si deve
domandare "Fino a che punto sono disposto ad accettare
la confusione?"; se si è ben disposti possiamo mettere
a disposizione ad es. setacci e imbuti, strumenti che possono
creare situazioni di grande "dispersione"; altrimenti
possiamo mettere a disposizione dei contenitori, perché pur
nella dispersione avremo sempre un qualcosa che indica al
bambino che deve star dentro a un confine. Risulta, sì, importante
chiedersi di cosa ha bisogno il bambino, ma è di uguale importanza
la domanda "Di cosa ha bisogno l'educatore?". Non
si può fingere di essere disponibili, quando non lo si è;
quando capita che l'educatore non sia disponibile ad accettare
situazioni di probabile confusione, può anche mettere a disposizione
semplicemente un cucchiaino e un bicchierino: sarà comunque
un modo di operare buono, eccellente, perché comunque quell'educatore
è un educatore "presente". Riconoscere il proprio
limite è una cosa molto saggia che consente di fare un'esperienza
significativa anche nel limite, soprattutto nel limite.
Con la farina possiamo proporre due tipi di attività:
al tavolo o a terra.
Lavoro a terra
Se la superficie a terra su cui si lavora è troppo
chiara la traccia del materiale si perde, quindi decade il significato
dell'esperienza. Per ovviare a questo inconveniente si possono
utilizzare dei teli marroni ( es. tela cerata marrone) oppure
della carta da pacco. A terra è meglio dare importanza a un totale
coinvolgimento corporeo, quindi ad una "situazione di immersione"
(con tanta farina e pochi strumenti, es. tubi e perette) piuttosto
che di "tracce", altrimenti si snatura la farina bianca
del suo primario significato affettivo.
Lavoro al tavolo
E' più evoluto rispetto al precedente. In questa
situazione risulta maggiormente efficace il "gioco del lasciar
traccia": l'uso della traccia fatto con i rulli implica che
il bambino stia in piedi e abbia una buona coordinazione oculo-manuale;
di fronte ad una superficie alta, con il corpo fermo e le braccia
in movimento, il bambino potrà concentrarsi più facilmente. In
questo tipo di lavoro è auspicabile che la farina sia racchiusa
in un contenitore piccolo inserito in uno o più contenitori grandi,
in modo tale che la farina utilizzata dal bambino rimanga raccolta
nella scatola maggiore senza dispersione; oppure si può fornire
al bambino un tavolo "bordato" di una cornice e anche
in questo caso la farina resterà raccolta all'interno di questo
spazio evitandone la caduta che di per sé significherebbe solo
dispersione di un materiale che, contenuto ha un valore, mentre
lasciato a sé stesso provocherebbe, probabilmente, un senso di
confusione e di smarrimento.
Per i bambini più grandi l'importanza di lavorare
anche con gli oggetti sta, oltre che nella possibilità di affinare
la manualità, nel fatto di sottolineare il passaggio che in un
materiale informale si possono ricavare forme più precise attraverso
un percorso di tracce e scoperte legate alla ricchezza delle sensazioni
che l'oggetto stesso evoca a contatto con la farina.
Anche nei piccoli gesti con gli oggetti comuni
il bambino fa delle esperienze : non dobbiamo mai sottovalutare
il significato presente in questi piccoli gesti, si può perfezionare
quello che c'è già nella realtà con un atteggiamento di valorizzazione
di quello che il bambino fa. La professionalità di un educatore
si arricchisce via via, non tanto attraverso i grandi progetti,
ma attraverso la modalità con cui egli fa fare le cose e l'attenzione
con cui riesce a leggerle. Se si capisce il valore di ciò che
si fa in ogni momento, automaticamente si avrà un ritorno in termini
di gratificazione e si riuscirà a trasmettere anche ai genitori
l'impegno profuso nel proprio lavoro.
Un esempio di attività: se mescoliamo la farina
con il colore (tempera)
II materiale di base occorrente per questo tipo
di esperienza è il seguente:
- fogli Fabriano F4 (spessore) ruvidi;
- tempere nei colori primari oltre che il bianco
e il nero;
- scotch carta per "incorniciare"
il foglio :la cornice di scotch viene poi tolta e ha la funzione
di dare luce al disegno;
- oggetti per lasciare impronte o segni (spatoline,
forchettine, coltellini e cucchiaini in plastica, pennelli da
barba, tamponi realizzati con diversi materiali...)



» Indice
di "Le esperienze del nido"
» Indice
generale di "Infantiae.Org™ Nido
| |
|
» Prodotto editoriale
di riferimento
|
|
|
 |
|
» Titolo
"ZeroTre - Che cosa fanno i bambini al Nido"
- (Cd-rom + guida pp.24)
- di Camilla Monaco
- Prefazione di Clotilde Pontecorvo
»
Spese di spedizione
- PACCO ORDINARIO (consegna 8/10 gg lavorativi) = €
0,93 (*)
- PACCO ORDINARIO CONTRASSEGNO (consegna 8/10 gg lavorativi)
= € 2,70
- PACCO CELERE TRE CONTRASSEGNO (consegna 3/4 gg lavorativi)
= € 8,00
(*) Pagamento in carta di credito, bonifico
bancario, c/c postale
• Contatti
- Ordini via FAX al numeri +39.06.7102526
- Informazioni al numero mobile 329.7004539
e/o a commerciale@infantiae.org |
|