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» LE ESPERIENZE DEL NIDO - Sezione Speciale - " Infantiae.Org Nido"

"Il Centro Infanzia Agostino Gallo di Brescia. Alcune coordinate pedagogiche per un progetto (terza parte)"

Pietro Reghenzi,
pedagogista, Brescia

Alcune considerazioni sulll’esperienza in micronido e Centri Gioco

Il ruolo dell'educatore del Centro Infanzia

L'educatore svolge, all'interno del Centro Infanzia, un duplice ruolo: da un lato si propone quale punto di riferimento diretto per i genitori (formula proposte, dà indicazioni e consigli, stabilisce insieme a loro le regole dell'organizzazione, indica contenuti e suggerisce attività che possono essere svolte) ed indiretto per i bambini (collabora con i genitori per lo svolgimento di giochi di animazione, per la conduzione di piccoli spettacoli, per scoprire insieme le modalità di utilizzo di strumenti e materiali, ecc.).

In sostanza l'educatore è chiamato a sostenere una doppia presenza ed un doppio carico: al mattino svolge infatti il ruolo di insegnante di asilo nido ed al pomeriggio animatore del Centro Infanzia. Si assiste perciò inevitabilmente al problema di una difficile convivenza con:
una doppia identità dell'educatore (ed il doppio carico, la doppia fatica che il suo lavoro gli comporta);
la necessità di atteggiamenti, comportamenti e scelte improntate sulla flessibilità in un contesto organizzativo complessamente strutturato;
la gestione di una doppia tipologia di genitori incontrati: quelli del mattino al termine dell'accoglienza se ne devono andare ed invece gli altri del pomeriggio devono obbligatoriamente restare);
bambini "addestrati" al mattino a fare riferimento alle educatrici, a imparare a convivere con regole dell'istituzione assoggettandosi a poco a poco ai tempi ed all'organizzazione del nido; bambini al pomeriggio che sono invitati a convivere insieme per un lasso di tempo relativamente breve e perciò insufficiente ad imparare a condividere spazi, oggetti e situazioni anche perché hanno abitudini fra loro molto diverse e che fanno riferimento a modelli (familiari) di cura molto differenti.

Assistiamo in altre parole, come detto, ad una doppia identità dell'educatore (e ad un doppio carico, una doppia presenza che con il tempo non può che lasciare ben visibile le sue tracce di impegno costante e fatica) che è insegnante al mattino (mestiere che conosce) e conduttore-animatore di adulti (mestiere del tutto nuovo che non si può improvvisare e che richiede competenze precise). A questo si aggiunge che sia il micronido del mattino, sia il Centro Infanzia pomeridiano prevedono permanentemente l'inserimento (ed i relativi carichi di lavoro) di bambini nuovi. A tutto questo inoltre non si può dimenticare l'influenza (anche se non sempre esplicita, ma del resto più che comprensibile) che inevitabilmente esercita la costanze situazione di fluidità: l'ansia del nuovo.
Tale doppia presenza si traduce nell'educatore, sul piano metodologico, nella necessità da un lato di lasciarsi guidare dalla situazione (e per fare questo occorre intuito, capacità di lettura immediata del contesto, abilità nell'inserirsi nelle dinamiche, ecc.) e dall'altro di muovere la propria azione educativa sulla base di chiare ipotesi a monte. Al mattino cioè le attività sono programmate e questo consente una certa sicurezza e tranquillità. Al pomeriggio si può correre il rischio di mettersi in ansia per non avere predisposto le cose prima.

Questa è una delle principali difficoltà che si incontrano nella gestione quotidiana del Centro Infanzia. Non si può certo pensare di predisporre tutto in anticipo. Non si può nemmeno certamente lasciare, d'altra parte, tutto all'intuito immediato o al caso. La chiarezza degli obiettivi a monte dovrebbe contribuire a consentire scelte immediate senza che abbiano il sapore dell'improvvisazione. Si può agire sul momento, ma ugualmente sulla base di un piano e di un filo rosso conduttore coerente.
Un aspetto importante (lo è certamente per il nido, ma lo è molto di più per il Centro Infanzia) è la necessità di una preparazione adeguata per condurre i gruppi. Si tratta da un lato della capacità di "mettersi in situazione", di guardare ciò che sta introno come se si avesse il "teleobiettivo", ma anche nella capacità dall'altro di sapere vedere con occhio distaccato, di saper guardare con il "grand'angolo".

I genitori

Le ragioni che possono motivare i genitori all'iscrizione al Centro infanzia sono, come già sopra accennato, riconducibili:
all'esigenza di offrire al bambino uno spazio ampio e nello stesso tempo protetto ed attrezzato con dei giochi;
alla possibilità di offrirgli occasioni di socializzazione e di interazione-comunicazione con dei coetanei;
alla possibilità per l'adulto di avere un momento per sé in cui potersi rilassare e socializzare liberamente con altri adulti.
Ciò che i genitori sembrano soprattutto apprezzare è l'assenza di obblighi. La frequenza al centro infanzia è intesa come un piacevole impegno importante per il bambino, molto più di una uscita per prendere un po' d'aria o una passeggiata in centro. E' considerato valido il fatto che non sussistano obblighi di frequenza ed è apprezzato è il clima informale che regna nel centro.
L'assenza di obblighi (ad esclusione delle regole minime della gestione del Centro) consentono la realizzazione, in un tempo relativamente breve, di un clima di fiducia e di familiarità. E' evidente che in seguito emergono le aspettative che le madri nutrono non solo nei confronti del Centro Infanzia, ma soprattutto del loro figlio e di se stesse.

Quali sono le principali attese dei genitori nei confronti del Centro Infanzia?
Una prima aspettativa riguarda il buon inserimento del bambino al Centro Infanzia. E' considerato importante che il proprio figlio interagisca senza particolari difficoltà con gli altri bambini. E interagire, per le mamme, significa essenzialmente effettuare scambi verbali e non verbali accettabili. Una preoccupazione è stata ad esempio l'aggressività da parte di altri bambini. Alla base di essa è evidente il timore che il proprio bambino di fronte ad un atto aggressivo non sapesse reagire in modo adeguato, ritraendosi o mostrando paura.

Una seconda attesa è relativa conquista dei bambini di maggiore che li rendesse progressivamente meno dipendenti dalle madri. Di fronte ad una difficoltà o un impedimento, il bambino reagirà tentando o cercando soluzioni, oppure si dispererà e si rifugerà dalla mamma?
Una terza attesa ricorrente è relativa ad una eventuale (ed auspicata) modificazione dei comportamenti del bambino. Le madri si augurano in generale che il loro bambino diventi meno timido e più partecipativo, che diminuisca le proprie tendenze aggressive, che incentivi gli scambi con gli altri bambini. Si aspettano anche che tali modifiche siano stimolate ed incentivate dall'osservazione dei coetanei: l'idea dunque è che il bambino acquisisca dei modelli di comportamento desumendoli dai pari età. Anche la condivisione dei materiali di gioco viene collegata ad un aumento della disponibilità e della capacità di stare con gli altri bambini.

I genitori desiderano inoltre che i bambini aumentino le loro capacità intellettuali, attraverso lo sviluppo del linguaggio, ma anche e soprattutto attraverso l'acquisizione di abilità manuali. Conseguentemente sono molto attenti alle "scoperte" che i loro figli effettuano attraverso le proposte di gioco che sono (o ritengono che siano) in linea tendenziale più cognitivamente mirate o che raramente sono proponibili a casa, come l'uso dell'acqua, della farina, del colore e così via.
E' inoltre considerato importante offrire al bambino uno spazio adeguatamente attrezzato e predisposto che lo possa favorire nel campo della motricità globale e fine.
Da tutto ciò emerge come il Centro Infanzia sia un ambito nel quale i genitori possono vedere e osservare il proprio bambino agire in una situazione specificamente strutturata. A differenza di quanto avviene nell'asilo nido, il genitore può interagire direttamente con il bambino oppure osservarlo senza intervenire: in questo senso il Centro Infanzia si configura come un formidabile osservatorio dell'esperienza della crescita e nello stesso tempo un contesto particolarmente flessibile perché può di volta in volta decidere se limitarsi ad osservare senza intervenire, oppure stimolare, incoraggiare, ecc.
Il Centro Infanzia è anche una occasione di scambio di esperienze e di informazioni fra genitori in un clima libero da preoccupazioni perché i loro bambini si trovano in un luogo sicuro.
Gli scambi reciproci tuttavia, anche se indubbiamente importanti, non sono considerati sufficienti. Di fronte alle difficoltà che comporta l'essere genitori, la figura dell'educatore svolge un ruolo centrale nella costruzione di un clima insieme di discrezione e di fiducia.

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» Titolo
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