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» “Festivities e tradizioni nella cultura anglosassone” - Seconda parte

Città di Torino, Assessorato si Servizi Educativi -Settore “Bilinguismo” Lingua Inglese

Gruppo di lavoro: Daniela AGRIPPINO, Maria Teresa COPPO, Maria Luisa LOMBARDO, Maria Adalgisa MASENGA, Luisa QUENDA, Nori VICO

ANNO SCOLASTICO 2005/2006

THANKSGIVING DAY
Ultimo giovedì di novembre

• Storia
Tanti anni fa, nella terra d’Inghilterra, viveva un piccolo gruppo di persone, chiamati “Pellegrini”. I Pellegrini erano tristi perché il Re d’Inghilterra non voleva che pregassero Dio alla loro maniera.
Così i Pellegrini impacchettarono tutte le loro cose e salutarono piangendo le loro case, i loro amici e il mondo che conoscevano. In una tiepida giornata d’autunno salparono da Plymouth per un lontano paese chiamato America, che era dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. Anche altre persone si unirono a loro. Insieme speravano di trovare la libertà ed una vita migliore.
Più di cento persone si imbarcarono su una piccola nave di legno, chiamata Mayflower. Ventidue Pellegrini erano bambini. Per il viaggio, portarono con sé solo il cibo più semplice – cose tipo formaggio, pane, fagioli secchi, una mucca e una capra per avere il latte fresco, qualche gallina che potesse saziarli con le proprie uova e della carne sotto sale.
Giorno dopo giorno, i Pellegrini non videro altro che l’oceano senza fine e il cielo. Ogni tanto, l’enorme corpo di una balena rompeva la superficie dell’acqua.
Continuarono a navigare tra la calma e le tempeste, fino a che, dopo 66 giorni di mare, udirono la frase che avevano sognato da lungo tempo: “TERRA!!!”
Si avvicinarono sempre più alla terra, finché l’acqua divenne così bassa da dover proseguire a piedi. Gettarono l’ancora in una calma insenatura di sabbia bianchissima. Un fitto bosco circondava la spiaggia. Non c’erano città e neanche case. Non c’era alcun segno di vita.
I Pellegrini si misero in cammino per esplorare questa terra piena di mistero e promesse: gli uomini avevano i fucili. Avevano sentito che l’America era piena di animali feroci e di Indiani selvaggi.
Dopo molti giorni di esplorazione su e giù lungo la costa, trovarono una profonda vallata vicino ad una terra che sembrava molto fertile. Qui decisero che avrebbero costruito le loro case. Chiamarono questo posto New Plymouth. Mentre alcuni facevano la guardia contro gli Indiani, gli altri iniziarono a costruire le case. La prima era molto grande: la chiamarono la “Common House”, poiché era la casa di tutti. E siccome ogni giorno era un po’ più freddo e un po’ più buio, tutti lavorarono in fretta: l’inverno era alle porte.
E fu un inverno terribile! Erano giorni bui e tremendamente freddi – molto più freddi di quelli che tutti avevano conosciuto in Inghilterra. La neve e il gelo e il vento forte avvolsero la “Common House” e la nave “Mayflower”, ancorata nella baia. I Pellegrini si riunirono tutti insieme per combattere il freddo, cercando di sopravvivere con il poco cibo che era rimasto dal loro lungo viaggio. Molti di loro si ammalarono seriamente ed infine morirono.
All’arrivo della primavera, erano sopravvissuti solamente 50 pellegrini e la maggior parte di loro erano bambini. Cosa avrebbero potuto fare se gli indiani li avessero attaccati? Sicuramente sarebbero stati troppo deboli per combatterli.
Un giorno, venne davvero un Indiano. I Pellegrini non avevano mai visto un Indiano così da vicino e ne furono terrorizzati. Ma l’Indiano era venuto “in pace”: il suo nome era Samoset.
Qualche giorno dopo, molti più indiani giunsero al villaggio dei Pellegrini: erano 69, guidati dal capo guerriero. I Pellegrini e gli indiani fecero un patto: promisero, non solo di non combattersi mai l’un l’altro, ma di aiutarsi reciprocamente.
Un Indiano di nome Squanto si rivelò un amico davvero speciale per i Pellegrini: insegnò loro tantissime cose utili…! Dove pescare il pesce migliore, come costruire vasi e contenitori con il fango preso dal mare quando c’era la bassa marea; come ritrovare il sentiero sicuro nel buio della foresta, e dove trovare nocciole, bacche ed erbe selvatiche.
E Squanto insegnò ai Pellegrini come seminare e crescere un cibo nuovo e meraviglioso: era chiamato mais o granturco. In ogni solco, con il seme, sotterravano anche il pesce che aiutava il granturco a crescere.
Per tutta quella prima estate nel Nuovo Mondo, i Pellegrini pescarono, cacciarono e coltivarono le loro pannocchie, oltre a zucche, fagioli ed erbe selvatiche. Costruirono più case per abitarvi e più capanne da usare come deposito per le provviste. I bambini lavoravano ed esploravano e giocavano con i loro semplici giochi.
Quando giunse l’autunno, i Pellegrini rimasero stupititi per l’abbondanza del loro primo raccolto: tantissime pannocchie di grano turco, grandissime zucche, piselli, fagioli e deliziose erbe selvatiche. Erano così contenti e soddisfatti che si vollero riunire per festeggiare la loro grande fortuna. Sapevano bene che non avrebbero mai potuto sopravvivere senza l’aiuto degli Indiani. Così i Pellegrini decisero di invitare gli indiani alla loro bellissima festa: arrivarono novanta Indiani.
Per tre giorni e tre notti i Pellegrini e gli Indiani mangiarono e bevvero e ballarono e giocarono tutti insieme.
Per ricordare quel tempo così lontano – un tempo di coraggiosi Pellegrini e Indiani caritatevoli – oggi si continua a celebrare questa festa.
Si chiama il Giorno del Ringraziamento

Attività:
Con l’uso dei rotoli di carta igienica, è possibile costruire i personaggi della storia: gli indiani e i pellegrini, le loro abitazioni e gli strumenti del loro lavoro.

Gioco:
1. Gobble, Gobble, Cook Me!
Questo gioco è un adattamento di “Duck, duck, Goose”
I giocatori sono seduti in cerchio, un bambino fa finta di essere il Tacchino. Il tacchino sceglie un cuoco che dovrà cercare di prenderlo ed arrostirlo per la cena del ‘Ringraziamento’. Il tacchino cammina intorno al cerchio toccando leggermente la testa dei compagni dicendo ad ognuno “Gobbe” oppure “Cook me!”. Quando il tacchino dice “Gobbe”, è salvo ma se dice “Cook me!” il giocatore seduto deve alzarsi immediatamente e rincorrere il Tacchino intorno al cerchio. Se il cuoco “Cook” prende il tacchino, questo deve sedersi al centro del cerchio (padella “roasting pot”) ad arrostire. Se il tacchino invece riesce a sedersi al posto del cuoco, quest’ultimo diventa il tacchino e riprende a girare ricominciando il gioco.

2. Fruit Salad
Fare una lista dei vari tipi di frutta (un frutto ogni tre giocatori. Assegnare il nome di un frutto ad ogni giocatore. (almeno tre giocatori devono avere lo stesso nome). Scegliere un bambino che deve far finta di fare il cuoco. Il cuoco nomina uno o più tipi di frutta, e tutti i giocatori che hanno il nome della frutta chiamata devono alzarsi, correre e poi ritornare al proprio posto senza che il cuoco riesca a prenderli. Quando uno di loro viene preso dal cuoco diventa il nuovo cuoco. Se il cuoco dice “Fruit salad”, tutti I giocatori devono scambiarsi di posto. Mentre tutti si muovono, il cuoco cerca di rubare un posto a sedere. Chiunque sia rimasto in piedi diventa il nuovo cuoco.

3. Stick the Feather on the Turkey
Preparare una piuma per ogni giocatore. Sul dietro della piuma attaccare u pezzo di scotch o di un qualsiasi altro tipo di adesivo. Bendare un giocatore alla volta. Far girare su se stesso un po’ di volte il bambino bendato. I giocatori rimanenti devono indirizzare il bendato usando dei comandi in inglese [left, right, up, down, behind you, in front of you, etc.] verso la corretta posizione del tacchino, disegnato su un grande foglio ed appeso al muro, in modo che riesca ad appiccicare la penna che porta in mano. Per rendere tutto questo molto più competitivo, si può assegnare a ciascuno giocatore un tacchino, scrivendo il nome o contrassegnandolo in qualsiasi altra maniera, e quindi dividere il gruppo in due squadre. La squadra vincente sarà quella che ha più penne attaccate al proprio tacchino.

4. Piligrims and Indians
I bambini sono divisi in due squadre: la squadra dei Pellegrini e la squadra degli Indiani. Al via i bambini, insieme o a turno, devono velocemente “cercare” il cibo descritto nel racconto (che può consistere in oggetti reali oppure in sagome di varia grandezza o immagini). Affinché il raccolto sia valido e quindi depositato nel luogo designato (es: Common House/ Tenda degli Indiani; due sacchi di colore diverso; due tavoli differenti, ecc..) i concorrenti devono dire Inglese il nome del cibo o dell’oggetto “trovato”: vince chi raccoglie più cose e ne “ricorda” il nome.

Cibo:
I pop corn sono tradizionali per questo tipo di festività

Canzoni:
Around the table
Boys and girls, boys and girls
Around the table, around the table,
eating corn and turkey, eating corn and turkey
and pumkin pie, pumkin pie.
Piligrims and Indians, Piligrims and Indians
Around the table, around the table,
they are celebrating, they are celebrating
thanksgiving day, thanksgiving day

If You're Thankful and You Know It
sulla musica di “If you’re happy”
If you're thankful and you know it, clap your hands.
If you're thankful and you know it, clap your hands.
If you're thankful and you know it,
Then your face will surely show it.
If you're thankful and you know it, clap your hands.
….stamp your feet.
…shout "I am!"
…do all three.


I'm a Turkey
sulla musica di “Fra’ Martino”
I'm a turkey, big and fat. (allargare le braccia.)
I spread my tail. I walk like that. (dita a ventaglio dietro la schiena.)
Each day's corn I will not miss, (fare il segno della fame sulla stomaco.)
And when I talk, I sound like this: (puntare la bocca:la mano vicino all’orecchio in segno di ascolto.)
GOBBLE! GOBBLE! GOBBLE! (gridare!!!.)

We are Thankful
sulla musica di “Fra Martino"
We are thankful, we are thankful,
For our food, for our food.
And our many blessings,
And our many blessings,
Thank you Sir. Thank you Sir.

Let's be Thankful for this Day
sulla musica di "Twinkle, Twinkle Little Stars"
Let's be thankful for this day,
For our friends and our play.
Let's be thankful, let's be glad,
For our food and the things we have.
Let's give thanks for you and me,
And our home and family

Little Pilgrim
sulla musica di "Twinkle, Twinkle, Little Star"
Little Pilgrim clothed in grey
On that first Thanksgiving Day,
Little Indian clothed in brown
Come to visit Plymouth Town,
Side by side they ate and played
On that first Thanksgiving Day.

The Turkey
(fingerplay)
The turkey is a funny bird.
(mettere I pollici insieme ed allargare le dita per formare la coda del tacchino).
Its head goes wobble, wobble.
(muovere la testa avanti ed indietro)
And all it knows is just one word:
(alzare un ditto)
"Gobble, gobble, gobble."
(Fare con le mani il becco del tacchino)

CHRISTMAS
25 dicembre

Storia
Natale è la festa più importante del mondo cristiano. Celebra la nascita di Gesù, il fondatore della fede cristiana, a Betlemme, la Terra Santa, oltre 2000 anni fa. L’evento segnò l’inizio di una nuova era, l’era del Cristianesimo. Il calendario che noi usiamo divide il tempo in A.C. (Avanti cristo) e D.C. (dopo Cristo).
Natale veniva originariamente celebrato a luglio, ma fu spostato al mese di dicembre dalla Chiesa perché coincidesse con la festa pagana della rinascita, e conseguentemente assorbì molte delle feste pagane. Perciò alcune tradizioni natalizie precedono il Cristianesimo.
Sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti, per esempio, negozi e case sono decorate con vischio, pino e sempreverdi, tradizione che deriva dall’uso che gli antichi Romani facevano delle piante sempreverdi, simbolo dell’eternità. La tradizione di baciarsi sotto il vischio ci proviene da un antico rito dei Druidi.
Altri simboli sono profondamente radicati nelle tradizioni del natale. La stella, per esempio, si riferisce a quella che condusse i Re magi alla capanna dove nacque Gesù, e la tradizione dello scambio dei regali, sembra essere ispirata ai tre doni che i Re Magi portarono al Bambin Gesù, oro incenso e mirra. E naturalmente la scena della natività ci ricorda quell’evento speciale.
L’albero di natale è uno dei simboli più diffusi, e alberi all’interno o all’esterno delle case sono decorati con luci, palline e fili colorati. Una delle molte leggende narra che la notte in cui nacque Gesù, tutti gli alberi si ricoprirono di fiori e frutti, e le nostre moderne decorazioni si ispirano a tale leggenda.
Babbo Natale o Santa Claus, come è più conosciuto negli Stati Uniti, viaggia su una slitta trainata dalle renne e porta a tutti i bambini dei doni nella notte di Natale. La leggenda che Babbo Natale faccia calare i doni dal camino è di origine lappone, per le loro tende, che hanno un’apertura in cima, la quale serve anche da sfiato per il camino.
I “Crackers” sono una parte essenziali in ogni festa di Natale sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti. Ogni persona lo trova al suo posto a tavola, e tira le due estremità finché “scoppia”: all’interno si possono trovare dei cappellini di carta, dei piccoli regalini o uno scherzo. I “Crackers” furono inventati da un pasticcere londinese, di nome Tom Smith.

Attività
Realizzazione di un “Chirstmas Cracker”

Materiale occorrente: carta colorata, un rotolo di carta da cucina, nastro colorato per legare, colla e forbici.
- tagliare un pezzo di carta colorata 15 cm più lungo del rotolo di carta da cucina, quindi avvolgerlo attorno al tubo.
- Incollare i bordi insieme.
- Mettere all’interno uno scherzo o un piccolo regalo o un bigliettino.
- Lega i lati del tubo con il nastro colorato.
- Ora tira!!!!

Realizzazione di un “Handprint Christmas Tree”
Materiale occorrente: cartoncino verde, un grande foglio bianco, colla, punteruolo e matite.
- disegniamo la forma delle mani dei bambini sul foglio verde e con loro scriviamo il loro nome dentro ogni forma.
- Facciamo tagliare le sagome con l’aiuto del punteruolo.
- Incolliamo le mani capovolte in modo da formare un pino
- Quindi decoriamo il nostro albero con semplici addobbi natalizi

Gioco
Chistmas Bingo: rinforza e verifica l’abilità di ascolto dei bambini in modo divertente.
Dare ad ogni bambino una cartella con le figure che rappresentano tutti gli argomenti su cui si è lavorato fino al periodo natalizio: Colombo (es:la foto del navigatore…), Halloween (es: la strega, il gatto nero, il fantasma, la zucca…), Thanksgiving day (es: i padri pellegrini, gli indiani, la pannocchia…), e il Natale con i suoi simboli…
Per i più piccoli è utile unire alla comprensione orale anche un disegno che rappresenti l’oggetto.

Cibo
I cibi tradizionali che compongono il pranzo natalizio sono: il tacchino con le verdure, la “Christmas cake”, il “Christmas Pudding” con la whisky- cream.

Canzoni
Twinkle Twinkle little star
Twinkle Twinkle little star
How I wonder what you are
Up above the world so high
Like a diamond in the sky
Twinkle Twinkle little star
How I wonder what you are

We wish you a Merry Christmas
We wish you a Merry Christmas
We wish you a Merry Christmas
We wish you a Merry Christmas
And a Happy New Year

Decorate the house with jolly
Decorate the house with jolly
Lalalalala lala la la
It’s the season to be jolly
Lalalalala lala la la
Put some thistle on the tree
Lalala lalala la la la
And some lights for all to see
Lalalalala lala la la

SAINT VALENTINE’S DAY
14 febbraio

Storia
La festa di San Valentino, nel mondo anglosassone, è la festa “di chi si vuole bene”. Tutti possono esprimere il proprio affetto mandando dei biglietti di auguri o regalando fiori e cioccolatini. Il colore dominante è il rosso, e i simboli che ricordano questa ricorrenza sono i cuori, gli uccellini che ricordano la primavera e Cupido, che lancia la propria freccia nei cuori!
In passato questa era le festa dei giovani, ma ora anche nonni, parenti ed amici inviano auguri alle persone care.
I bambini più piccini imbucano il biglietto di auguri, scritto o disegnato, in una scatola, chiamata “Valentine box”: la scatola verrà aperta il giorno di San Valentino e i biglietti verranno distribuiti ai destinatari.
L’origine storica di questa festa risale ad antichi riti pagani per l’inizio della Primavera: la festa romana di “Lupercalia” veniva celebrata il 15 frbbraio in onore di Giunone, la regina degli dei, dea delle donne e del matrimonio. In questo periodo le giovani ragazze scrivevano messaggi d’amore che imbucavano in un’urna. I giovanotti che prendevano i messaggi potevano corteggiare la ragazza per tutto l’anno successivo: questo è anche il periodo degli amori degli uccellini, che preannunciano l’arrivo della primavera.
La festa pagana fu poi assorbita dai cristiani come ringraziamento al Santo. San Valentino fu un martire del III secolo d.c. che fu fatto prigioniero ed ucciso per la sua fede religiosa durante il regno dell’imperatore Claudio II.
Durante la sua prigionia divenne amico e confidente della figlia del suo guardiano. La povera ragazza era cieca, ma attraverso la fede di Valentino avvenne un miracolo e la ragazza riacquistò la vista. Valentino fu ucciso il 14 febbraio del 270 d.c. ed il giorno prima della sua esecuzione, mandò un biglietto alla sua mica con su scritto “Dal tuo Valentino”. Queste parole sono rimaste nel tempo come simbolo dell’amicizia e dell’affetto. Nel 496 il Papa istituì la festa di San Valentino il 14 febbraio e da allora fino ad oggi non ha perso il suo antico significato

Attività 1
Preparazione dell’albero di San Valentino
Ogni bambino ritaglia con il punteruolo un cuoricino rosso, su cui può scrivere il proprio nome: tutti i cuori di tutti i bambini sull’albero sono simbolo di affetto e di amicizia reciproca. Si prepara inoltre la scatola di San Valentino, semplicemente colorando una scatola da scarpe o cercando di costruirne una a forma di cuore. Dopo averla colorata e dopo che si è asciugata, si procura una fessura nel lato alto, tanto grande da permettere ai bigliettini di poter essere imbucati. Tutti i bambini, secondo le loro capacità, preparano i bigliettini, destinandoli ai propri compagni di scuola. Il giorno di San Valentino la scatola si aprirà ed i bigliettini saranno recapitai ai destinatari, mostrati in classe e commentati.

Attività 2
Preparazione di un cartellone “patchwork”
Ad ogni bambino viene dato un foglio di cartoncino A5, magari di diverso colore. Su ognuno di questi viene scritto “love is…” e già stampato un cuoricino. I bambini devono sviluppare un disegno intorno al cuoricino, pensando a qualcosa che a loro piace fare o pensare. Al termine del lavoro, si uniscono tutti i disegni ed il risultato sarà un grandissimo poster che esprimerà i loro pensieri…

Gioco
Normalmente tutti i bambini di 5 anni sono in grado di scrivere il proprio nome, ed è proprio con il proprio nome che vogliamo giocare a questo gioco. Dopo aver preparato più serie delle lettere dell’alfabeto, si divide il gruppo in due squadre e si chiede ai componenti di cercare le lettre per comporre il nome del compagno a cui si vuole inviare un messaggio per San Valentino. Dopo aver composto il nome sarà cura del concorrente di mandare il messaggio….

Cibo
I cioccolatini sono molto graditi a chi festeggia San Valentino!!!…..

Canzoni
Skidamarink
Skidamarink ka din
Skidamarink ka doo
I love you (I love you)
Skidamarink ka din
Skidamarink ka doo
I love you (I love you)
I love you in the morning
and in the afternoon
I love you in the evening
and underneath the moon, oh
Skidamarink ka din
Skidamarink ka doo
I love you (I love you)

Diddle diddle
Roses are red, diddle diddle
Violets are blue
Sugar is sweet diddle diddle
And so are you
Roses are red, diddle diddle
Violets are blue
If you love me diddle diddle
I will love you
Lavander’s blue, diddle diddle
Lavander’s green
When I am king, diddle diddle
you shall be queen
Who tells you so? diddle diddle
Who tells you so?
It is my heart diddle diddle
It tells me so


Rhymes
One, two
One (clap)
Two (clap)
I love you
Two (clap)
Three (clap)
You love me
I love Jim
I love Sue
One (clap)
two(clap)
I love you


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