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La programmazione educativa e didattica - I

A cura della redazione di Infantiae.Org™

La scuola è un “sistema di cultura” ed è un sistema complesso. Da un lato l’autonomia di ognuno è fondamentale, dall’altro può essere un rischio se, appunto in nome dell’autonomia, non è presente una direzione di lavoro, si naviga a vista e non c’è la chiarezza di dove si sta esattamente andando. E’ perciò necessario rispettare la libertà di ognuno e nello stesso tempo è necessario contrastare la casualità, l’improvvisazione, l’abitudine di essere attivi (appunto, portando avanti delle “attività”) senza interrogarci e senza sapere queste attività servono davvero o se ne servivano invece delle altre.
Non è bene tirare la didattica per la giacca, chiamarla in causa a sproposito. La didattica non è un’improvvisazione e non dobbiamo permetterci di inventare le cose di volta in volta senza collegarle con quello che c’era prima e ciò che ci sarà dopo.

C’è chi afferma, e a nostro avviso a ragione, che la didattica sia una scienza. Nel senso che il “metodo conta”. Dipende molto come viene messa in campo un certa esperienza per divenire pregnante per i bambini o, all’opposto, per risultare insignificante. Ed anche i “contenuti” contano. Ci sono cose importanti ed altre che non lo sono affatto. Ad esempio il disegno è importante ma lo è solo se c’è una direzione di lavoro e non ha il solo scopo di coprire i muri.
Il “fare scuola” non si può affidare, per l’importanza che ha anche per la fascia zerotre o tresei, al semplice senso comune o all’intuizione immediata. Nell’autonomia di ognuno, è necessario predisporre un piano di lavoro deve mirare, per quanto possibile, ad un sistema che deve essere insieme razionale e coerente.
E’ in questo senso che Infantiae propone alcune schede che vogliono essere di indirizzo. Non intendono cioè essere una gabbia: intendono proporsi come una bussola.

A titolo di esempio si propone uno schema di programmazione di inizio d’anno organizzato per campi di esperienza. E’ una traccia che consente una riflessione sistematica e che invita a non trascurare nessuno dei saperi/esperienza che dovrebbero essere offerti ai bambini. Non pensiamo con questo che sia necessario muoverci su schemi rigidi. E’ certamente preferibile formulare proposte ‘globali’ che comprendano in sé più ambiti. I campi di esperienza costituiscono tuttavia lo standard minimo al di sotto del quale è opportuno non andare. Il filo conduttore dovrebbe essere fornito da contenuti forti.

Infantiae propone in questa prospettiva un gruppo di schede che possono aiutare nella definizione negli obiettivi che una scuola dell’infanzia potrebbe sviluppare. Non sono certo da sviluppare ad uno ad uno. Possono però essere tenuti presenti perché costituiscono una traduzione possibile di ciò che, più globalmente, viene chiamato “Processo educativo” e che in caso contrario può correre il rischio di tradursi in qualcosa di generico e approssimativo.

Infantiae non intende muoversi sulla base di più o meno sottintese intenzioni produttive: il cognitivismo (ogni ‘ismo’ fa riferimento ad un eccesso) va combattuto nelle sue degenerazioni ma la scuola dell’infanzia è anche, appunto, scuola ed è bene non dimenticare che è non può rinunciare alla cultura, all’esperienza significativa, all’apprendimento.


La programmazione educativa e didattica

La programmazione educativa e didattica è una parte del Piano dell’Offerta Formativa. Ne costituisce anche il punto centrale. Rientra nei compiti del collegio degli insegnanti provvedere alla stesura della programmazione dell’azione educativa definendo le linee di fondo dell’intervento educativo complessivo della scuola e organizzando progetti di intervento che tengano conto delle finalità educative, delle dimensioni di sviluppo e dei sistemi simbolico-culturali di riferimento. Infantiae ha già presentato, a questo proposito, alcune schede di lavoro sul piano dell’offerta formativa.

La programmazione educativa si configura come la ‘carta pedagogica’ della scuola ed esplicita le scelte pedagogico-didattiche ed organizzative di base e costituisce il quadro di riferimento per l’elaborazione di un piano di intervento a lungo e medio termine in sintonia con le linee programmatiche nazionali calibrate sul contesto scolastico di appartenenza. Il progetto educativo della scuola deve pertanto strutturarsi tenendo conto delle caratteristiche dei bambini, delle loro famiglie e del contesto socio-culturale di provenienza, definendo le competenze dei bambini che si intendono perseguire e le mete educative che si intendono raggiungere, individuando i criteri metodologici di intervento ed adottando modelli organizzativi coerenti con le intenzionalità pedagogiche esplicite e con le risorse di cui dispone la scuola. Il progetto educativo verrà elaborato entro la fine del mese di ottobre di ogni anno.

La programmazione didattica della sezione si configura come una pianificazione dinamica, flessibile ed a breve termine che favorisce il fare, la scoperta, la conoscenza e lo scambio sociale, nel rispetto dei diversi stili cognitivi individuali e delle esperienze pregresse familiari e sociali dei bambini. Essa è oggetto di verifica periodica da parte del collegio in presenza del coordinatore pedagogico. (Vedi schede n. 1 e n. 2).

Ci pare utile proporre anche, a fine puramente esemplificativo, una scheda – matrice ipotetica della programmazione educativa e didattica (vedi scheda n. 3). Tale scheda vuole proporsi come possibile strumento utile agli insegnanti per una riflessione. Contenuti e metodi non sono indifferenti. Un piano di lavoro non dovrebbe essere generico e vago che non entra veramente nel merito delle cose che effettivamente si faranno. Dovrebbe invece illustrare con puntualità che cosa si pensa di fare e perché.

La programmazione educativa e didattica ha infatti un duplice scopo:
- verso l’esterno: è un’importante informazione (per i genitori, la scuola, gli altri insegnanti, il comune, i cittadini, …) su ciò che si intende fare nel corso dell’anno: è un rendiconto pubblico delle proprie intenzioni e delle proprie scelte educative;
- verso l’interno: anticipa gli obiettivi (gli apprendimenti, le scelte valoriali) che verranno proposti ai bambini. Non possono essere casuali ma richiedono un sistema organico e coerente.

La scheda 4 propone, a titolo esemplificativo, alcuni obiettivi in relazione alcune direzioni di lavoro possibili.

La scheda 5 riporta, sempre a titolo esemplificativo, un repertorio di temi e proposte di attività che fanno riferimento agli Orientamenti del 1991 a cui sono tenute ad aderire anche le scuole dell’infanzia paritarie.

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» Indice generale di "Curricolo, programmazione e POF"

   

  » Prodotto editoriale di riferimento








» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui


» Costo

- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00 + spese di spedizione
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