La programmazione educativa e didattica
- VII
A cura della redazione di Infantiae.Org™
Temi e proposte di attività per
la programmazione didattica desunti dagli Orientamenti .
Dal campo di esperienza ‘Il corpo
e il movimento’
Gli Orientamenti affermano che il campo
di esperienza “Il corpo e il movimento” contribuisce
“... alla crescita e alla maturazione complessiva
del bambino promuovendo la presa di coscienza del valore
del corpo inteso come una delle espressioni della personalità
e come condizione funzionale, relazionale, cognitiva, comunicativa
e pratica da sviluppare in ordine a tutti i piani di attenzione
formativa. Ad esso ineriscono inoltre quei contenuti di
natura segnica i cui alfabeti sono indispensabili per l’espressione
soggettiva e la comunicazione interpersonale e interculturale”.
Sinteticamente il testo mette in evidenza i seguenti aspetti:
- il controllo globale degli schemi motori dinamici e posturali
generali (camminare, correre, saltare, lanciare, ecc., avvalendosi
anche dell’utilizzo di piccoli attrezzi che dovrà
avvenire prevalentemente in modo libero);
- il controllo segmentario (destra e sinistra su di sé);
- lo sviluppo delle capacità senso-percettive;
- il riconoscimento di parametri spaziali;
- il riconoscimento di parametri temporali (la riproduzione
di semplici strutture ritmiche);
- la ‘corretta gestione del proprio corpo’ in
relazione all’assunzione di adeguate misure igienico-sanitarie
ed in un contesto di educazione alla salute;
- la conoscenza del corpo nella sua dimensione sessuale;
- la costruzione di un’immagine complessivamente positiva
di sé.
A ciò si possono aggiungere tre annotazioni volte
a sottolineare aspetti specifici:
· la prima è riferita all’importanza
attribuita al gioco che deve costituire il clima ed il contesto
costante dell’attività motoria;
· la seconda consiste in una sottolineatura di carattere
generale e che riguarda aspetti globali e della vita quotidiana:
si tratta del riferimento al naturale interesse per il proprio
corpo, ivi compresa la dimensione sessuale;
· il terzo consiste in un esplicito riferimento ai
soggetti disabili ed alla necessità di attività
motorie specificamente programmate che non procurino esclusioni.
Sembrano rintracciabili, all’interno
del testo che descrive questo campo di esperienza, due anime
distinte e che in alcuni passi reciprocamente si compenetrano:
a. da un lato l’esaltazione del corpo come movimento:
secondo questa accezione viene attribuito valore al corpo
in relazione a quello che sa fare o che può imparare
a fare;
b. dall’altro l’affermazione del corpo come
presenza e come individualità: questa seconda accezione
richiama insieme il tema del rispetto del corpo (ed il rispetto
dovuto all’infanzia) attraverso la propria auto identificazione
(a partire dalla propria identità sessuale) e l’attenzione
positiva alle differenze che devono essere intese essenzialmente
come valore e come risorsa.
All’interno delle categorie che caratterizzano
i contenuti dominanti del campo e che ne costituiscono l’impalcatura,
è indubbio che il corpo si coniuga con lo sviluppo,
sia nel senso della crescita del corpo come segno esteriore
di un accrescimento complessivo che riguarda anche gli aspetti
psichici, cognitivi, affettivi e sociali, sia nel senso
di ciò che il corpo fa ed impara a fare sempre meglio,
cioè il movimento che è inteso in questo senso
come l’insieme delle azioni del corpo.
Assume una particolare importanza la qualità dei
‘movimenti’, la loro raffinatezza, la precisione
ed aderenza ad un progetto che a loro volta si configurano
come una sorta di intelligenza fra le intelligenze (‘intelligenza
sensoriale’, ‘intelligenza percettiva’,
‘intelligenza motoria’, ‘intelligenza
spaziale’).
Nella rinuncia ad una concezione frammentaria e frammentata,
che ridurrebbe le attività e le proposte che si effettuano
ad un grande eserciziario distaccato e freddo, il contesto
privilegiato di quest’ambito è, senza dubbio,
come detto, il gioco: di massima importanza è che
tutto ciò che avviene in esso si esprima sempre in
forma ludica.
Un’altra riflessione importante riguarda una concezione
del corpo non ipostatica, metafisica, ideale. Il corpo entra
nella scuola dell’infanzia in tutta la sua matericità,
fisicità, individualità: il corpo è
posto fra i corpi ognuno con la propria identità
plurale (è maschio o femmina, bianco o nero, dotato
di un aspetto particolare, fornito di caratteristiche proprie
ed uniche, più o meno capace di svolgere determinati
compiti, ecc.;) e tutto questo evidenzia come sia importante
coniugare il corpo con la diversità.
Per quanto riguarda in specifico il movimento, le competenze
messe in campo attraverso l’organizzazione di situazioni
di gioco riguardano:
· il coordinamento motorio:
· per intrattenere capacità interattive diverse
con l’ambiente (oggetti e persone);
· per l’organizzazione delle azioni attraverso
abilità coordinative e dissociative;
· lo schema corporeo inteso come
capacità di controllo:
· delle posture;
· dell’equilibrio;
· del tono muscolare;
· degli ‘schemi’ d’azione;
· l’accomodamento allo spazio
come capacità:
· di rapportarsi alle distanze;
· conoscere direzioni:
· utilizzare consapevolmente, come guida della propria
azione motoria, funzioni topologiche (dentro-fuori, sopra-sotto,
ecc.) e proiettive (davanti a - dietro a, ecc.);
· l’accomodamento al tempo
intesa come esperienza di rapportarsi, in situazione motoria,
alle durate attraverso:
· alla capacità di sincronizzarsi a suoni
e a ritmi;
· di organizzare le azioni del corpo in funzione
al tempo (velocità, successione, contemporaneità,
...).
Dal campo di esperienza ‘I discorsi e le parole’
A proposito del campo di esperienza “I
discorsi e le parole, gli Orientamenti affermano che esso
rappresenta: “...lo specifico campo di esercizio delle
capacità comunicative riferite al linguaggio orale
ed al primo contatto con la lingua scritta, la cui valida
impostazione, sul piano culturale e scientifico, muove dal
principio che la lingua si apprende all’interno della
sua varietà di contesti comunicativi e che essa,
nella complessità dei suoi aspetti costitutivi ...
è un sistema governato da regole implicite, che si
applicano anche se non si sanno descrivere”.
Il testo degli Orientamenti mette in evidenza
i seguenti aspetti:
a) la promozione di tutte le funzioni linguistiche presenti
nei diversi contesti comunicativi;
b) l’attenzione ai discorsi degli altri e il cercare
di comprenderli;
c) il capire ed il farsi capire attraverso una pronuncia
adeguata ed una scelta appropriata dei termini;
d) nelle capacità di interazione comunicativa con
gli altri, come l’analizzare una situazione, descriverla
agli altri, rievocare fatti personali, renderne conto ad
altri, riassumere racconti o letture;
e) la familiarizzazione con la lingua orale nelle sue diverse
forme (ad esempio, il racconto, il comando, l’intervento
procedurale o regolativo, ecc.);
f) la familiarizzazione con la lingua scritta nelle sue
diverse manifestazioni e nei suoi diversi luoghi (il libro,
il giornale, il manifesto pubblicitario, l’insegna,
le scritte televisive, ...).
Gli strumenti metodologici principali sono:
· la conversazione regolata dall’insegnante:
è di grande importanza il suo ruolo regolativo e
di guida;
· l’interazione verbale con i coetanei: grande
rilievo assume il lavoro di piccolo gruppo.
Le finalità fondamentali del campo
si possono condensare nella capacità delle bambine
e dei bambini:
· di acquisire fiducia nelle proprie capacità
di comunicazione e di espressione;
· di porsi nei confronti degli altri in termini di
accettazione e di confronto;
Sembrano rintracciabili, all’interno del testo che
descrive questo campo di esperienza, due anime distinte
e che in alcuni passi reciprocamente si compenetrano:
a) l’azione ‘diretta’ volta a stimolare
la fruizione e la produzione linguistica nella sua duplice
manifestazione di ‘lingua orale’ e ‘lingua
scritta’;
b) l’azione ‘indiretta’ tesa a prestare
particolare attenzione al contesto comunicativo sia attraverso
l’organizzazione di spazi e l’utilizzo di oggetti,
sia valorizzando le modalità comunicative di condivisione
e di scambio fra le persone.
Dal campo di esperienza ‘Le cose, il tempo e la natura’
A proposito del campo di esperienza “Le
cose, il tempo e la natura”, gli Orientamenti sottolineano
che si tratta del “… campo di esperienza relativo
all’esplorazione, scoperta e prima sistematizzazione
delle conoscenze del mondo della realtà naturale
ed artificiale, che ha come sistemi simbolici di riferimento
tutti i domini della conoscenza scientifica nei quali entrano
particolarmente in gioco l’intelligenza spaziale,
quella logico-linguistica e i collegamenti con il pensiero
matematico. Le finalità specifiche riguardano la
prima formazione di atteggiamenti e di abilità di
tipo scientifico…”.
Sul piano dei contenuti, il testo dei Nuovi Orientamenti
fa riferimento a conoscenze ed esperienze di fatti, di situazioni
e di fenomeni osservabili per lo più nell’ambiente
naturale (le cose inanimate e gli esseri viventi) coi quali
le bambini e i bambini vengono in contatto con la loro esperienza.
Gli Orientamenti sono portatori di una
visione particolarmente innovativa ed attuale dell’ambiente
che viene inteso soprattutto come contesto di vita. Viene
data particolare rilevanza:
g) Al rispetto per tutti gli esseri viventi e all’interesse
per le loro condizioni di vita;
h) All’apprezzamento per gli ambienti naturali e l’impegno
attivo per la loro salvaguardia;
i) Al contatto diretto con diversi materiali come l’acqua,
i sassi, la sabbia, ecc.
j) A tutto quanto può favorire lo sviluppo dell’intelligenza
spaziale;
k) A tutto quanto può contribuire a far entrare in
gioco dimensioni di tipo temporale;
l) A tutto quanto rimanda ad abilità di tipo logico.
Sul piano del metodo, il testo degli Orientamenti,
nel sottolineare che il presente campo di esperienza è
essenzialmente finalizzato a “… l’accostamento
educativo alle conoscenze scientifiche…”, suggerisce
di promuovere nel bambino:
- La curiosità e la motivazione all’esplorare;
- La conoscenza dell’esistenza di problemi ed il riconoscimento
della possibilità di poterli affrontare ed eventualmente
risolvere;
- Lo sviluppo di abilità quali l’esplorazione,
la manipolazione, l’indagine attraverso l’uso
dei sensi;
- L’esercizio e lo sviluppo di abilità cognitive
di tipo ‘logico’ quali la registrazione, la
seriazione, l’ordinamento, la corrispondenza, la misura;
- La capacità di fare previsioni e di formulare ipotesi,
così come il mettere a punto piani di azione e di
verificarne successivamente gli esiti.
Come si vede, si tratta di una visione
assai ricca ed impegnativa: il bambino è invitato
ad entrare direttamente nelle cose fin da piccolissimo.
Il campo di esperienza Le cose, il tempo e la natura fornisce
una visione quanto mai aperta dell’ambiente e dei
contesti di vita. Parla da un lato di contatto diretto con
i diversi materiali e con gli oggetti che contribuiscono
a costruire la propria esperienza, dall’alto di apprezzamento
per gli esseri viventi. Ciò che viene richiesto al
bambino ed alla bambina è soprattutto l’immersione
nella situazione, la capacità cioè di entrare
direttamente con l’esperienza nelle cose. E’
evidente, contestualmente, l’importanza attribuita
ai processi di astrazione, come capacità di cogliere
ciò che sta dietro la facciata delle cose.
In una parola, il legislatore propone nello stesso tempo
un’idea “alta” di educazione ambientale
ed esprime attese fortemente metacognitive nei confronti
delle bambine e dei bambini.
Dal campo di esperienza ‘Lo spazio,
l’ordine e la misura’
Nel testo degli Orientamenti si afferma:
“Questo campo di esperienza si rivolge in modo specifico
alle capacità di raggruppamento, ordinamento, quantificazione
e misurazione di fatti e fenomeni della realtà, ed
alle abilità necessarie per interpretarla e per intervenire
consapevolmente su di essa. A questo scopo, le abilità
matematiche riguardano ... la soluzione di problemi mediante
l’acquisizione di strumenti che possono diventare
a loro volta oggetto di riflessione e analisi”.
Le prestazioni significative che le bambine
ed i bambini sviluppano relativamente a questo campo, secondo
quanto espresso dagli Orientamenti, si rivolgono in due
principali direzioni:
a. raggruppare, ordinare, contare, misurare attraverso il
ricorso a modi più o meno sistematici e per mezzo
dell’uso di simboli (schemi, disegni, modelli) che
possono essere di aiuto;
b. ‘localizzare’, cioè fare ricorso a
modi spontanei e guidati per esplorare il proprio ambiente,
viverlo, osservarlo, occuparlo, rappresentarlo.
Dal punto di vista del metodo è
importante lo sviluppo della capacità di ‘mettere
in relazione’ e precisamente:
· fare previsioni e formulare ipotesi,
· sottoporre punti di vista e ipotesi al setaccio
critico delle operazioni di raggruppamento, classificazione,
quantificazione, ecc.;
· inventare creando progetti, forme, oggetti, spazi,
dell’ambiente;
· elaborare, attraverso esperienze reali, concetti
matematici;
· argomentare, comprendere la logica interna, prestare
attenzione ai processi.
Sinteticamente il campo di esperienza sviluppa
due aspetti fondamentali: il primo riguarda l’acquisizione
progressiva ed il possesso di concetti matematici, il secondo
riguarda la loro applicazione nella realtà circostante.
Occorre precisare che i due aspetti non possono prescindere
l’uno dall’altro: da un lato i concetti matematici
servono ad interpretare la realtà rappresentata dall’ambiente
circostante e dal mondo di vita quotidiano delle bambine
e dei bambini, dall’altro lo stesso contesto di vita
è il punto di partenza e deve essere la situazione
stimolo principale dal quale ricavare ed evincere tali concetti.
I concetti chiave. Gli ambiti di attività
riferiti a questo ambito si pongono lo scopo di favorire
l'acquisizione di alcuni "concetti chiave" che
potranno successivamente divenire "strumento"
costante dell'attività del fare e del pensare del
bambino della scuola dell'infanzia. La bambina ed il bambino
partono dalle informazioni percettive per compiere, a poco
a poco, il passo della capacità di "astrarre"
(cioè "trarre fuori") dall'esperienza immediata
e dai fatti percettivi concreti per andare, attraverso forme
diverse di generalizzazione, verso la formazione di concetti.
In questo senso le "azioni cognitive" che qui
vengono proposte hanno lo scopo da un lato di invitare il
bambino a "formare" la propria mente sulla base
di determinate strutture/strategie (la logica) di pensiero,
dall'altra ad imparare ad utilizzare/applicare tali strutture/strategie
in contesti concreti ed operativi (ad esempio nel laboratorio
scientifico-ambientale).
Le principali competenze in situazione
di gioco sono:
· giochi di classificazione:
· costruire insiemi, raggruppare, trovare elementi
comuni;
· individuare delle proprietà, giustificare
l’appartenenza o meno di un oggetto ad un gruppo di
oggetti;
· compiere delle ripartizioni;
· rappresentare graficamente o con semplici simbolizzazioni
gli insiemi e le relative operazioni;
· giochi di seriazione:
· individuare, attraverso il confronto, le relazioni
fra gruppi di elementi (più di, meno di, ...);
· individuare, attraverso il confronto, le relazioni
quantitative fra gruppi di elementi (lunghezza, larghezza,
spessore, capacità, massa);
· ordinare in senso crescente e decrescente, inserire
al posto giusto un oggetto all’interno di una sequenza,
riconoscere il criterio adottato per la realizzazione della
sequenza;
· rappresentare graficamente e con l’uso di
simboli;
· giochi della conta:
· saper contare stabilendo la corrispondenza fra
la sequenza numerica verbale e la raccolta di oggetti;
· effettuare semplici operazioni del tipo aggiungere,
togliere, aggiungere o togliere equamente in due insiemi;
· effettuare semplici ripartizioni;
· rappresentare simbolicamente delle quantità
numeriche, scrivere le cifre;
· giochi di rapporto con lo spazio:
· percorrere tragitti, labirinti, utilizzare segnaletiche,
rappresentare percorsi graficamente;
· riconoscere relazioni topologiche e proiettive;
· rappresentare graficamente linee (chiuse / aperte,
verticali / orizzontali, forme piane semplici)
· attività di riconoscimento
e rappresentazione di relazioni temporali:
· utilizzare termini temporali delle azioni (prima,
adesso, dopo);
· riconoscere le scansioni temporali (ieri, oggi,
domani, ...);
· riconoscere situazioni che implicano l’idea
di durata, contemporaneità, successione, ...
Dal campo di esperienza ‘Messaggi, forme e media’
Il campo di esperienza ‘Messaggi,
forme e media’, secondo quanto è dichiarato
negli Orientamenti “considera tutte le attività
inerenti alla comunicazione ed espressione manipolativo-visiva,
sonoro-musicale, drammatico-teatrale, audiovisuale e mass-mediale
e il loro continuo intreccio”.
A partire dalla consapevolezza che molte di queste forme
espressive fanno parte della tradizione consolidata della
scuola dell'infanzia, gli Orientamenti sottolineano l’importanza
che l’attenzione nella scuola dell'infanzia ai diversi
linguaggi non verbali non solamente vada conservata ma anche
potenziata. E’ anzi importante che tali linguaggi
siano usati il più correttamente possibile, si avvii
tempestivamente le bambine ed i bambini ad una loro fruizione.
Gli scopi di tale consolidamento sono da rintracciare:
· nell’importanza oggi, nella civiltà
dell’informazione e nell’era della multimedialità,
che riveste la capacità di ognuno di comprendere,
tradurre e rielaborare messaggi in più codici;
· nelle potenzialità immaginative, inventive
e creative che il possesso di tali capacità comporta:
esse costituiscono la base per lo sviluppo di una creatività
ordinata e produttiva;
· nella loro efficace difesa contro i rischi di omologazione
immaginativa e creativa.
I contenuti dominanti proposti dal testo
degli Orientamenti sono sinteticamente riportati qui di
seguito.
Attività grafiche, pittoriche e
plastiche.
Riguardano i linguaggi della comunicazione espressiva visiva.
L’organizzazione di questo tipo di attività
si muove su due fronti:
· le bambine ed i bambini devono essere avviati alla
produzione, fruizione e scambio di segni, tecniche e prodotti:
debbono cioè svolgere molteplici attività
grafiche avvalendosi di tecniche e strumenti diversi;
· l’ambiente di vita delle bambine e dei bambini
deve essere predisposto in modo tale da costituire costantemente
una situazione di stimolo alla fantasia, all’immaginazione,
alla creatività attraverso una differenziata gamma
di offerte di esperienze.
Attività drammatico-teatrali.
Riguardano i linguaggi della comunicazione espressiva gestuale
e consistono nello sviluppo di processi regolati di identificazione
e di proiezione; in altre parole, ‘entrare nei panni
di un altro’, travestirsi e/o recitare una parte rappresenta
un’esperienza di arricchimento che contribuisce a
rafforzare la propria identità, ad identificarsi
nelle emozioni degli altri e ad esercitare il controllo
della propria emotività. Si prevedono, anche avvalendosi
della disponibilità di appropriati materiali, diversi
tipi di attività e giochi:
· giochi simbolici e di finzione liberi e guidati;
· giochi con maschere;
· travestimenti;
· uso di burattini e marionette;
· drammatizzazioni di fatti, situazioni e di narrazioni.
Attività sonore e musicali.
Riguardano i linguaggi della comunicazione espressiva musicale.
Partendo dalla consapevolezza che le bambine ed i bambini
vivono in un mondo caratterizzato dalla comprensenza di
stimoli diversi, il cui eccessivo e disorganico sovrapporsi
può generare diminuzione dell’attenzione e
riduzione dell’interesse, l’azione educativa
in quest’ambito potrà muoversi nella direzione:
· scoperta e conoscenza della propria immagine sonora;
· ricognizione esplorativa dell’ambiente sonoro;
· uso dei suoni della voce;
· uso di oggetti e strumenti tradizionali ed elettronici;
· utilizzo di strumenti di registrazione e amplificazione;
· uso di strumenti musicali (strumentario didattico);
· realizzazione di attività quali invenzioni
di semplici melodie, sonorizzazione di fiabe e racconti,
attività ritmico-motorie, giochi di rappresentazione
simbolica dei suoni, scoperta e uso di regole musicali.
Educazione mass-mediale.
Ha per oggetto l’esperienza televisiva, i giocattoli
elettronici, gli strumenti tecnici della vita quotidiana
con cui la bambina ed il bambino vengono in contatto. Si
sottolinea in particolare come la scuola dell’infanzia
possa cogliere molte occasioni didattiche, attraverso lo
smontaggio e il rimontaggio, l’analisi, il gioco della
drammatizzazione, ecc.:
· dalla radio e dalla televisione;
· dal cinema;
· dai cartoni animati;
· dai fumetti;
· dalla pubblicità.
Tavola delle abilità afferenti al campo di esperienza
“messaggi, forme e media”
a. Il grafico-pittorico
a1. Prestazioni legate alla memorizzazione
ed all’acquisizione di automatismi
- Utilizzo delle competenze sensorio / percettive fondamentali;
- conoscenza ed utilizzo di strumenti elementari (pennello,
matita, ...)
- adozione di tecniche semplici e complesse (linee, sagome,
riempimenti, ...; realizzazione di un collage, di un graffito,
...)
- modelli di classificazione semplice di forme e colori;
a2. Prestazioni intese come utilizzo ed
applicazione di tecniche
- riconoscimento di procedure per la realizzazione di prodotti
grafici (esempio: elementi simmetrici di immagini, rapporto
figura-sfondo);
- traduzione di messaggi verbali o gestuali in grafico-plastici;
- risoluzione iconica di ‘temi’ utilizzando
tecniche e strumenti appropriati.
a3. Prestazioni di metodo e di formulazione
di ipotesi
- attività di descrizione, di prescrizione, di documentazione;
- analisi delle tecniche e dei significati di prodotti grafico-pittorici.
A4. Prestazioni inventive e creative
- produzione di messaggi grafici (esempio: una pubblicità,
un cartello segnaletico, ...);
- individuazione di soluzioni originali per la realizzazione
di messaggi grafico-pittorici.
b. Il sonoro-musicale
b1. Prestazioni legate alla memorizzazione
ed all’acquisizione di automatismi
- presa di coscienza dei suoni, della loro provenienza,
di chi li ha prodotti, ...
- discriminazione di caratteristiche dei suoni (ambiente,
voce, strumenti, ...)
- utilizzo di termini appropriati per la descrizione dei
suoni;
- utilizzo di strumenti semplici come ad esempio il registratore;
- classificazione dei suoni sulla base di uno o più
criteri (altezza, timbro, durata, intensità, ...).
b2. Prestazioni intese come utilizzo ed
applicazione di tecniche
- utilizzo di strumenti musicali, conoscenza del loro nome,
...
- riconoscimento di melodie, ritmi, sequenze sonore, ...
- esecuzione di forme semplici: il canto di una canzone,
...
- esplorazione delle potenzialità sonore di oggetti;
- ascolto di musiche.
b3. Prestazioni di metodo e di formulazione
di ipotesi
- riconoscimento di caratteristiche peculiari di un messaggio
sonoro;
- intervento con produzioni sonore appropriate in un contesto
(esempio: la creazione della ‘colonna sonora’
di un racconto)
- realizzazione di progetti, come la costruzione di strumenti,
o l’invenzione di piccole sequenze sonore
b4. Prestazioni inventive e creative
- esecuzione di sequenze di suoni con partitura (ad esempio
i rumori che accompagnano una breve storia);
- interpretazione di una musica con movimenti di danza;
- costruzione di sequenze ritmiche.
c. Il drammarico – gestuale
C1. Prestazioni legate alla memorizzazione
ed all’acquisizione di automatismi
- coscienza gestuale, percezione delle proprie parti del
corpo;
- utilizzo di forme gestuali semplici;
- capacità di semplici sincronizzazioni motorie;
- imitazioni di semplici posizioni del corpo o espressioni
del viso;
- riconoscimento di personaggi, situazioni, contesti.
C2. Prestazioni intese come utilizzo ed
applicazione di tecniche
- utilizzo di strumenti tipici della rappresentazione drammatico-teatrale:
il trucco, il costume, ...
- rappresentazione di una parte in rapporto ad un copione
prestabilito o concordato;
- capacità di rapportare propri comportamenti espressivi
in conformità ad un contesto (sfondo) dato o concordato.
C3. Prestazioni di metodo e di formulazione
di ipotesi
- decodificazione di messaggi di contenuto o/e di relazione
espressi gestualmente (volto, arti, corpo intero);
- codificazione di messaggi di contenuto o/e relazione espressi
gestualmente (volto, arti, corpo intero);
- lettura di un copione;
- produzione di un copione.
C4. Prestazioni inventive e creative
- riproduzione con i linguaggi gestuali, di esperienze e
concetti con la massima aderenza al reale;
- rielaborazione ed interpretazione con i linguaggi gestuali,
delle proprie esperienze rielaborate creativamente
d. Il mass-mediale
D1. Prestazioni legate alla memorizzazione
ed all’acquisizione di automatismi
- riconoscimento di messaggi mass-mediali (le insegne, la
pubblicità);
- utilizzo di forme semplici del linguaggio mass-mediale:
uno slogan, un cartello segnaletico, ecc.;
- individuazione dei ‘luoghi’ dei messaggi mass-mediologici.
D2. Prestazioni intese come utilizzo ed
applicazione di tecniche
- riproduzione, a partire da un modello, di un messaggio
mass-mediologico: una sigla, una sequenza grafica, ...
- utilizzo di strumenti e tecniche tipiche del massaggio
mass-mediologico: registratore, scenografia, testi, ...
D3. Prestazioni di metodo e di formulazione
di ipotesi
- analisi di un messaggio: il racconto di un fumetto, le
sequenze di uno spot, le modalità organizzative di
una sigla, ecc.;
- produzione di un messaggio: utilizzo delle tecniche e
degli strumenti più opportuni per il suo confezionamento.
D4. Prestazioni inventive e creative
- formulazione di ipotesi per la realizzazione di un messaggio
‘efficace’;
- messa a punto delle linee significative di un progetto
per la realizzazione di un messaggio pubblicitario.
Dal campo di esperienza ‘Il sé e l’altro’
Si legge negli Orientamenti: “In
questo campo confluiscono tutte le esperienze ed attività
esplicitamente finalizzate che stimolano il bambino a comprendere
la necessità di darsi e di riferirsi a norme di comportamento
e di relazione indispensabili per una convivenza umanamente
valida. Tali esperienze muovono dal fatto che il bambino
ha già iniziato a maturare una sua propria capacità
di riflessione e di interiorizzazione, e viene progressivamente
a vivere in una sempre più estesa ed articolata comunità
di rapporti. Si avviano in tal modo il riconoscimento pratico
e la presa di coscienza critica dell’esistenza di
norme sulle quali si fonda l’organizzazione sociale
e della presenza di diversi contesti valoriali”.
Il presente campo si assume come scopo
l’assunzione personalizzata dei valori della propria
cultura. Questo significa non una generica disponibilità
a stare insieme agli altri ma l’acquisizione di una
vera e propria capacità di rapportarsi ad essi, di
collaborare, di aiutare, di condividere. Inoltre le bambine
ed i bambini di quest’età iniziano ad interrogarsi
sui grandi temi quali il senso dell’esistenza, la
morte, l’origine delle cose e così via.
Il testo degli orientamenti delinea, in modo preciso, quattro
direzioni di intervento sul piano della proposta educativa.
- Una prima dominanza riguarda lo sviluppo affettivo ed
emotivo teso da un lato alla conquista di una propria autonomia
personale e dall’altro alla manifestazione di emozioni
e sentimenti oltre che al controllo di sé. L’idea
qui espressa dello sviluppo ha evidentemente una dimensione
ed una funzione sociale sia nella capacità di sapersi
rendere autonomo in rapporto di integrazione con le regole
di un contesto, sia nei termini di comunicazione esplicita
all’esterno di situazioni emotive.
- La seconda dominanza fa esplicito riferimento allo sviluppo
sociale. Viene sottolineata l’importanza dell’integrazione
nel proprio contesto culturale attraverso la partecipazione
agli eventi significativi della vita sociale. Viene poi
segnalato il problema dell’educazione multiculturale
che esige la conoscenza, il rispetto e la valorizzazione
della diversità.
- La terza dominanza richiama lo sviluppo etico-morale,
conquista essenziale per la costruzione dei significati
sui quali si definiscono e strutturano le regole di convivenza
e di realizzazione di solidi rapporti interpersonali all’interno
della propria comunità (famiglia, vicinato, scuola
dell'infanzia). Gli obiettivi principali sono quelli della
promozione dell’autonomia, della responsabilità,
dell’accoglienza, della collaborazione e del senso
di appartenenza.
- La quarta dominanza infine riguarda lo sviluppo di un
corretto atteggiamento nei confronti della religiosità
e delle religioni e delle scelte dei non credenti. Anche
in questo caso le esperienze educative mirano all’accoglienza
e all’atteggiamento di disponibilità.
Per quanto gli obiettivi relativi a questo
campo facciano riferimento ai vissuti ed agli atteggiamenti
di sfondo, non sono da escludere attività specificamente
previste e adeguatamente predisposte alle quali le bambine
ed i bambini sono invitati ad aderire in modo attivo e partecipe.
» Indice
generale di "Curricolo, programmazione e POF"
| |
|
»
Prodotto editoriale di riferimento
|
|
|
|
» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
"La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata
al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui
» Costo
- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00
+ spese di spedizione
- con pagamento anticipato la spedizione "base"
è gratuita
>> VAI AL CATALOGO EDITORIALE
|