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Fare scuola per laboratori: l’esempio della scuola materna "Pedersoli" di Chiari (Brescia) (seconda parte)

(b) Laboratorio biblioteca

Da tempo abbiamo avuto modo di apprezzare l’interesse dei bambini per le immagini dei libri.

Il piacere della lettura è qualche cosa che non si sviluppa spontaneamente. I bambini devono essere aiutati a scoprire quello che i diversi libri offrono e devono imparare a sfogliarli con interesse e rispetto.

A casa (in molte case può accadere che i libri abbiano una funzione poco più che decorativa) e a scuola, il gioco della lettura e della narrazione dovrebbe essere organizzato e praticato con grande cura.

I libri che gli adulti, genitori e insegnanti, leggono insieme ai bambini costituiscono le fondamenta dell'interesse necessario all'apprendimento e al piacere della lettura.

Inoltre, portare il libro a casa, per leggerlo con i genitori, i fratelli o i nonni, costituisce un tramite, un legame fra la scuola e la famiglia, tra il bambino e il libro, (ed è occasione di colloqui e scambi tra insegnanti e genitori).

L’adulto che racconta e legge è simile ad un mago che fa scoprire le innumerevoli meraviglie dei libri. La magia prende corpo ogni volta che nelle pagine compaiono immagini affascinanti e mondi tridimensionali.

La scuola dell’infanzia è un momento privilegiato per accendere e coltivare nel bambino un rapporto positivo e duraturo con il libro, considerandolo come un qualsiasi gioco di divertimento, di conoscenza e sostegno per le abilità linguistiche.

La magia della comunicazione è nelle parole: esse regalano storie, fiabe, racconti… e viaggiano nella mente, sollecitando l’immaginazione e il pensiero creativo.

Allora emergono e si espandano le capacità di immaginare e di inventare: il bambino diventa anche capace di raccontare se stesso, le proprie gioie, i problemi, i desideri e i sogni.

Anche quando sarà grande ed avrà a che fare con altri libri, potrà mantenere quell’atteggiamento positivo e confidenziale che avrà costruito sin dall’infanzia.

 

Obiettivi del laboratorio:

Motivare i bambini all’interesse e all’uso del libro fin dai primi anni di età, quale oggetto fisico e oggetto culturale, strumento di gioco, di divertimento e di conoscenza.

Stabilire un rapporto di continuità nella scuola di base attraverso il libro, quale mezzo privilegiato della cultura.

Promuovere lo sviluppo linguistico affinché i bambini meno avvantaggiati abbiano maggiori stimoli e conoscenze.

Costruire libri che raccontano esperienze vissute o storie fantastiche, inventate.

 

Abbiamo allestito la Biblioteca in uno spazio della scuola ben definito, all’interno di una piccola stanza. È dotato di scaffali, di un tappeto grande ed è adeguatamente illuminato.

Per aiutare il bambino nella scelta, i libri sono stati catalogati per argomento: favole e animali.

Sul frontespizio di ciascuno è stata applicata un’etichetta col simbolo dell’uccellino e del mago.

Il bambino è invitato a scoprire il libro nel laboratorio biblioteca attraverso le seguenti fasi.

Ascolto: è il momento in cui l’insegnante organizza il “gioco della lettura” e il bambino deve porre la necessaria attenzione per capire, ricordare, interiorizzare…

Lettura: è il momento in cui il bambino sceglie da solo il libro, lo sfoglia, lo legge a modo suo, lo interpreta, lo modifica… insomma è protagonista del “gioco”.

Condivisione: insieme ai compagni il bambino, attraverso la narrazione spontanea, rende partecipi e coinvolge gli altri ad ascoltare la storia da lui letta.

Costruzione: è l’attività in cui il bambino realizza “praticamente” la storia inventata o ascoltata. Richiede un lavoro grafico – pittorico, di ritaglio, di collage, di strappo, di assemblaggio… attività queste che, spesso, per motivi di praticità si svolgono nel laboratorio costruttivo. Il libro, a questo punto, viene collocato negli scaffali della biblioteca della scuola insieme agli altri testi, a disposizione di tutti i compagni.

Le regole che governano l’accesso e l’utilizzo del laboratorio, individuate e redatte dal gruppo dei bambini di 5 anni, sono le seguenti.

Si entra nel laboratorio in piccolo gruppo, accompagnati dall’adulto.

Occorrono silenzio e rispetto per l’ambiente e il materiale.

È necessario utilizzare i libri correttamente, riponendoli poi, con cura, negli appositi scaffali.

Si può chiedere in prestito un solo libro per volta che dovrà essere restituito entro una settimana.

È dovere delle insegnanti sensibilizzare i bambini al rispetto delle regole stabilite con loro:

si sceglie il libro,

si mette nelle borsine e si porta a casa per leggerlo,

a casa, il libro non si butta “per aria”,

non si strappa e non si ritaglia,

non si sciupano le foderine,

non si incollano le pagine,

non ci si scrive e non si butta nella spazzatura, perché il libro si legge con la mamma, il papà, i fratelli, le sorelle e, se c’è un fratellino piccino, non gli si fa strappare il libro,

si legge e si rilegge, se ci piace, si può guardare anche da noi.

Il libro preso in prestito si riporta dopo qualche giorno, al massimo una settimana.

Per valorizzare maggiormente il libro da portare a casa, viene consegnata una borsa di stoffa, cucita e colorata da alcune mamme: la borsa custodisce un bene prezioso da sfogliare a casa con i fratelli ed i genitori. È dovere delle mamme abituare il bambino a riportare in buone condizioni e con puntualità questa borsa “speciale”.

Competenze indicative per età

3 ANNI

Ascolta e presta attenzione alla comunicazione verbale dei compagni e degli adulti.

Segue e comprende narrazioni semplici.

Comunica i suoi bisogni.

Sa raccontare semplici esperienze

4 ANNI

Ascolta e presta attenzione alla comunicazione verbale nelle sue varie forme (storie, resoconti, messaggi…)

Partecipa a conversazioni, giochi di gruppo, in maniera rappresentativa, rispettando turni e regole.

Racconta esperienze personali e sa cogliere i personaggi e il senso di una storia

Memorizza canzoni, poesie e filastrocche.

5 ANNI

Partecipa attivamente a conversazioni collettive.

Comprende e segue racconti e comunicazioni complesse, cogliendovi consapevolmente relazioni temporali e causali.

Sa esprimersi e comunicare efficacemente utilizzando un linguaggio appropriato.

Familiarizza con semplici segni della lingua scritta.

Comprende e utilizza il gioco linguistico.

Gioca con le parole, inventa filastrocche e storie.

Spiega il significato della parole con esempi concreti (la notte è quando c’è buio).

(c) il laboratorio grafico-pittorico

Il bambino ama giocare così come ama disegnare, essendo il disegno un’attività dove può mettere in scena, al pari ell’attività ludica, quanto sente predominante nel proprio mondo interiore.

A questo proposito, i nuovi orientamenti per l’attività educativa affermano:“Sono le attività grafiche-pittoriche che introducono il bambino ai linguaggi della comunicazione ed espressione visiva, partendo dalla scarabocchio e dalleprime concettualizzazioni grafiche per attivare una più matura…”

Nel laboratorio grafico- pittorico si tratta di spronare il bambino a disegnare, ad esprimersi graficamente vuoi in maniera libera, vuoi sulla base di tecniche ad hoc. Non si vuole negare l’importanza del disegno guidato, tuttavia, nell’età della scuola dell’infanzia sembra essere fondamentale che il bambino si senta libero di disegnare, di esprimere i propri vissuti interni, di sporcarsi le mani avvicinandosi all’attività grafica come ulteriore modo di comunicare se stesso e le sue risorse interiori. Lo scopo dell’attività grafico – pittorica non è certamente diagnostico o di conoscenza dei complessi significati del simbolismo grafico infantile, ma è quello di offrire al bambino uno spazio dove poter utilizzare un linguaggio espressivo alternativo e complementare alla verbalizzazione che non sempre consente di dare voce alle emozioni e ai vissuti.

Le finalità che il laboratorio grafico – pittorico si propone di perseguire sono:

Cominciare a fare utilizzando l’intuizione, la curiosità, la realtà delle sensazioni e la realtà … immaginata.

Manipolare prendendo contatto sensoriale con la materia che viene utilizzata: colori artificiali: tempere, gessi, pastelli, pennarelli, colori a dita, ecc…. colori naturali: terra, polveri colorate, acqua colorata, verdura, frutta, erba, ecc….

Comunicare visivamente attraverso i messaggi che colpiscono i nostri sensi considerando che il contatto diretto e la manipolazione del colore, stimola un forte coinvolgimento emotivo.

Sperimentare tecniche con l’uso di vari strumenti: rulli, spugne, pennelli di vari tipi e dimensioni, pastelli, pennarelli, matite, cannucce e materiali vari: cartone, plastica, legno, stoffa, pietra…

Progettare ed interpretare riuscendo spontaneamente a portare la realtà dentro il foglio del simbolo (la casa, l’albero…) tutti i segni sui quali il bambino torna continuamente ripetendoli, trasformandoli, arricchendoli di particolari che via via va scoprendo nel reale e nell’immaginativo.

Riprodurre e rappresentare partendo da un’osservazione e da un’analisi del mondo circostante, utilizzando consapevolmente il segno, il punto, la linea, la superficie, la forma, la dimensione, la trasparenza, la perpendicolarità, il movimento, il piano di appoggio…

Sollecitare l’utilizzo consapevole e competente delle leggi cromatiche per valorizzare l’espressione, la creatività, il gusto e il senso estetico.

Comprendere il significato di un’immagine: quali strutture riesce l’occhio di un bambino a leggere, intuire e scoprire in un’immagine reale o in un messaggio pubblicitario, una fotografia, un’opera d’arte; i punti, le linee, le aree, i colori che sono elementi fondamentali di ogni opera, quindi il processo inconscio che l’artista ha compiuto per giungere alla produzione dell’elaborato.

 

Il laboratorio grafico – pittorico è collocato, nella nostra scuola, in una delle sezioni dove, durante l’arco della giornata, i bambini svolgono anche le attività di routine (accoglienza, distribuzione dei compiti, pranzo…).

È allestito con arredi (tavoloni, cavalletti per pittura, pareti plasticate, lavandini con acqua corrente...) e con materiale strutturato (tempere, colori a dita, acquarelli, pastelli, pennarelli atti ai più svariati utilizzi, gessi, matite colorate, colori a cera ed a olio, inchiostri di china o per timbri, carboncini… e ancora, carte, cartoni di varie forme, colori e spessore, lucidi e opachi, fogli di plastica lisci e ruvidi, bianchi, neri, trasparenti, di varie forme e dimensioni, stoffe di varie textures, pennelli di vari calibri, rulli, spugne, cannucce…).

Una predisposizione di tutti questi materiali non esclude la presenza e l’utilizzo, nel laboratorio, di quei materiali di recupero che favoriscano il soddisfacimento dei bisogni primari ed intrinseci del bambino di età compresa fra i tre e sei anni e atti all’acquisizione delle specifiche abilità e competenze del laboratorio stesso.

Fra il materiale non strutturato ricordiamo tutti gli elementi vegetali facilmente reperibili (verdure, frutta, erbe, foglie, rametti che abbiano la più ampia gamma di forme e che possano fornire essi stessi un colore in natura), polveri colorate (zafferano, vaniglia, paprica, sabbia, farine, cacao…), tappi di sughero, oggetti di forme diverse, ma che lascino una traccia o un’impronta da utilizzare per la stampa.

 

Le attività possibili da effettuare nel laboratorio sono:

Disegnare (dal semplice scarabocchio senza significato, al segna chiaro di una realtà circostante del vissuto del bambino leggibili attraverso il segno grafico che lascia nello spazio del foglio bianco in corretta collocazione spaziale).

Colorare (sperimentazioni con lo spettro cromatico, colori fondamentali, secondari, complementari, gradazioni e sfumature di colore).

Sperimentare tecniche miste (spugnare, tamponare, stampare, campismo, frottage, macchie di colore, impronte, tracce, grovigli, litografie, uso dei pennelli, ecc….).

Osservare e leggere immagini (allenare visivamente il bambino ad analizzare e a leggere immagini per carpirne la veridicità o la finzione del messaggio, arricchendone graficamente il contesto con particolari altrettanto reali o fantastici).

 

È importante tenere presente che il materiale, indipendentemente dalla tipologia e varietà, deve rispettare alcuni criteri quali:

Facilitare il bambino nel fare quella che ha visto fare dall’adulto.

Soddisfare piacevolmente l’interesse e i bisogni del bambino attraverso esperienze plurisensoriali.

Favorire l’acquisizione della specifica tecnica per poterla utilizzare in modo creativo, spontaneo ed individuale.

Superare l’utilizzo del materiale convenzionale in forma alternativa.

 

Competenze indicative per età

 

3 ANNI

Conoscenza dei materiali;

Uso corretto di strumenti e materiali;

Sa dare significato ai segni tracciati;

Conosce i colori fondamentali (rosso, giallo, blu, verde).

 

4 ANNI

Sa descrivere il proprio prodotto grafico;

Conosce i colori derivati;

Padronanza di nuove tecniche;

Utilizza i colori e li attribuisce correttamente agli oggetti reali;

Sviluppo di fantasia e creatività:

Uso corretto dello spazio-foglio.

 

5 ANNI

Disegna e colora con diverse tecniche pittoriche;

Utilizza materiali e tecniche in modo personale;

Lavora con autonomia e creatività;

Nel gruppo accetta e dà collaborazione;

Rielabora procedimenti e materiali per esprimere esperienze reali e fantastiche.

» Indice generale di "Curricolo, programmazione e POF"

   

  » Prodotto editoriale di riferimento








» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui


» Costo

- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
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