Fare scuola per laboratori:
lesempio della scuola materna "Pedersoli"
di Chiari (Brescia)
(prima parte)
Organizzazione della scuola
La scuola dellinfanzia
statale "Pedersoli" è costituita da sei aule
sezioni e una piccola aula attrezzata a palestra; un ampio
atrio a forma di Z collega tra loro tutti gli ambienti.
Le sezioni si aprono sullatrio a tre a tre costituendo
due blocchi fra i quali si frappone una parte stessa dellatrio,
laccesso alla palestra e alla zona dei servizi (cucina,
sala insegnanti, ripostiglio). In questi modo si vengono
a formare fisicamente due padiglioni separati tra di loro
ma comunicanti. Su ognuno dei due padiglioni si affacciano
tre sezioni. I due padiglioni, identici nella struttura,
sono stati organizzati in angoli di gioco simbolico che
rappresentano levolversi del progetto annuale "
città-campagna".
Le sezioni sono strutturate in laboratori
con arredi e materiali mirati a favorire le esperienze e
il raggiungimento di finalità specifiche: grafico
pittorico, manipolativo costruttivo, scientifico
(che ha sostituito il teatrale, trasformato questultimo
in angolo simbolico esterno alle sezioni). Ogni sezione
comunica direttamente con lesterno mediante unuscita.
Il giardino è attrezzato con strutture e giochi che favoriscono
lattività ludica del bambino in tutti i suoi aspetti:
movimento, socializzazione, contatto con la natura...
Lorganico della nostra scuola è così
composto:
16 insegnanti di cui 1 di sostegno e 1
di I.R.C., un insegnante distaccata, 1 assistente per bambini
handicappati.
Il numero dei bambini iscritti è di 150,
di cui 1 con handicap.
La nostra scuola rimane aperta per 8 ore.
Lorario di entrata va dalle 8.00
alle 9.00, mentre luscita è dalle 15.45 alle 16.00.
Lorganizzazione della giornata è
sinteticamente la seguente.
| ORA |
LUNEDI |
MARTEDI |
MERCOLEDI |
GIOVEDI |
VENERDI |
| 8.00
9.00 |
Accoglienza
in sezione. |
Accoglienza
in sezione. |
Accoglienza
in sezione. |
Accoglienza
in sezione. |
Accoglienza
in sezione. |
| 9.00
9.30 |
Attività
di routine: calendario, suddivisione compiti, presenze,
menu. |
Attività
di routine: calendario, suddivisione compiti, presenze,
menu. |
Attività
di routine: calendario, suddivisione compiti, presenze,
menu. |
Attività
di routine: calendario, suddivisione compiti, presenze,
menu. |
Attività
di routine: calendario, suddivisione compiti, presenze,
menu. |
| 9.30
10.15 |
Attività
ludica negli angoli interni ed esterni alla sezione,
scelti dai bambini per interesse. |
Attività
ludica negli angoli interni ed esterni alla sezione,
scelti dai bambini per interesse. |
Attività
ludica negli angoli interni ed esterni alla sezione,
scelti dai bambini per interesse. |
Attività
ludica negli angoli interni ed esterni alla sezione,
scelti dai bambini per interesse. |
Attività
ludica negli angoli interni ed esterni alla sezione,
scelti dai bambini per interesse. |
| 10.15
10.30 |
Ritrovo in
salone. |
Ritrovo in
salone. |
Ritrovo in
salone. |
Ritrovo in
salone. |
Ritrovo in
salone. |
| 10.30
11.45 |
Attività
in sezione in gruppi eterogenei per età per I.R.C. |
Attività
di laboratorio in gruppi omogenei per età. |
Attività
di laboratorio in gruppi omogenei per età. |
Attività
di laboratorio in gruppi omogenei per età. |
Attività
ludiche. |
| 11.45
13.00 |
In sezione:
cure e pranzo. |
In sezione:
cure e pranzo. |
In sezione:
cure e pranzo. |
In sezione:
cure e pranzo. |
In sezione:
cure e pranzo. |
| 13.00
14.00 |
Giochi liberi
ed organizzati nel grande spazio del salone. |
Giochi liberi
ed organizzati nel grande spazio del salone. |
Giochi liberi
ed organizzati nel grande spazio del salone. |
Giochi liberi
ed organizzati nel grande spazio del salone. |
Giochi liberi
ed organizzati nel grande spazio del salone. |
| 14.00
15.15 |
Attività
ludica negli angoli e nei laboratori. |
Attività
ludica negli angoli e nei laboratori. |
Attività
ludica negli angoli e nei laboratori. |
Attività
ludica negli angoli e nei laboratori. |
Conclusione
di eventuali lavori di laboratorio. |
| 15.15
15.45 |
Merenda. |
Merenda. |
Merenda. |
Merenda. |
Merenda. |
| 15.45
16.00 |
Uscita. |
Uscita. |
Uscita. |
Uscita. |
Uscita. |
(a) Il laboratorio motorio
Il corpo può essere inteso come il centro attraverso il
quale la persona si manifesta e si esprime: il corpo si
muove, agisce, sperimenta, sente, pensa, prova emozioni,
unisce insomma strettamente laspetto fisico a quello
psichico con una complementarietà reciproca.
Questa realtà di ognuno è pienamente sottolineata nei Nuovi
Orientamenti, i quali affermano che il campo di esperienza,
"Il corpo e il movimento" contribuisce "
alla crescita e alla maturazione complessiva del bambino
promuovendo la presa di coscienza del valore del corpo inteso
come una delle espressioni della personalità e come condizione
funzionale, relazionale, cognitiva, comunicativa e pratica
da sviluppare in ordine a tutti i piani attenzione formativa".
Sembrano emergere due dimensioni distinte che si compenetrano
reciprocamente: da un lato lesaltazione del corpo
come movimento (quello che sa fare e quello che può
imparare a fare), dallaltro laffermazione del
corpo come presenza, come individualità.
Il laboratorio del corpo è dunque inteso come un modo di
fare scuola: un luogo allinterno del quale lo sviluppo
del corpo si coniuga con la crescita psichica, cognitiva,
affettiva e sociale.
Nel laboratorio motorio si rispettano i seguenti aspetti
dello sviluppo:
Il controllo globale degli schemi motori dinamici e posturali:
camminare, correre, saltare, lanciare, ecc.
Il controllo segmentario (destra e sinistra su di sé).
Lo sviluppo della capacità senso percettiva.
Il riconoscimento di parametri spaziali.
Il riconoscimento di parametri temporali (ritmo).
La conoscenza del corpo nella sua dimensione sessuale.
La costruzione di unimmagine complessivamente positiva
di sé.
Il contesto privilegiato di questo ambito è senza dubbio
il gioco: tutto ciò che avviene deve sempre esprimersi in
forma ludica perché, diversamente, le proposte e le attività
si ridurrebbero ad un grande eserciziario distaccato e freddo.
Unulteriore riflessione importante riguarda la nostra
concezione del corpo. È necessario, nel laboratorio
motorio, rispettare "le diversità del corpo" cioè
considerare che ogni bambino entra nella scuola con la sua
fisicità, con la sua individualità, maschio o femmina,
bianco o nero, capace o incapace di svolgere determinati
compiti e, come tale, deve essere rispettato nelle sue diversità.
Le competenze che il laboratorio motorio è chiamato a mettere
in campo, prevalentemente attraverso lorganizzazione
di situazioni di gioco, riguardano:
Il coordinamento motorio,
Lo schema corporeo inteso come capacità di controllo della
postura, dellequilibrio, del tono muscolare, degli
schemi dazione (camminare, correre, saltare
),
Laccomodamento allo spazio come capacità di rapportarsi
alla distanza, di conoscere direzioni, di utilizzare consapevolmente
funzioni topologiche (dentro/fuori, sopra/sotto
) e
funzioni (davanti a
dietro a
),
Laccomodamento al tempo inteso come capacità di sincronizzarsi
a suoni e ritmi, capacità di organizzare le azioni del corpo
in funzione al tempo (velocità, successione e contemporaneità
).
Dal punto di vista dello spazio e delle attrezzature, il
laboratorio motorio della scuola, è localizzato in una stanza
definita palestra.
Il materiale presente è prevalentemente strutturato (asse
dequilibrio, scale, tunnel, palle, cerchi, asticciole,
mattoni, birilli, corde, teli, ecc
.) anche se, spesso,
viene utilizzato materiale non strutturato:
materiale naturale: sabbia, sassi, ghiaia, creta, acqua,
bastoni, foglie, cortecce, pigne, paglia, farine, segature
;
materiale artificiale: carta, cartoni, scatoloni, stoffe
di varie textures, oggetti di plastica
.
Le attività di gioco sono molteplici, da quelle prettamente
motorie (arrampicarsi, salire, scendere, scivolare, salatre,
correre, strisciare
) a quelle sensopercettive
(toccare, strappare, accartocciare, appallottolare, avvolgere,
coprire, scoprire, lanciare
).
La cosa importante è che il materiale, indipendentemente
dal tipo o dalla varietà, deve rispettare alcuni criteri:
soddisfare piacevolmente linteresse e i bisogni del
bambino;
valorizzare il movimento globale ma anche la manualità
fine e il coordinamento segmentario;
stimolare movimento e azione, ma anche controllo, equilibrio
e rilassamento;
favorire il coinvolgimento di tutte le parti del corpo;
permettere situazioni di gioco guidato e finalizzato come
situazioni di gioco libero e spontaneo.
Nel laboratorio motorio prevale il gioco del fare rispetto
al compito, il gioco rispetto allesercizio, il corpo
rispetto al materiale.
Il laboratorio motorio da noi inteso, non è una situazione
in cui ciascuno fa ciò che vuole, ma nemmeno un contesto
in cui tutto è già stato deciso a tavolino dalladulto.
Il bambino è protagonista propositivo, con il proprio corpo,
delle esperienze vissute.
Ladulto ha un atteggiamento di regia: predispone
lambiente e i materiali, coglie, sorregge e rinforza
gli stimoli dati dai bambini, osserva e documenta.
Qualora la palestra non fosse disponibile anche un angolo
del salone, del giardino o della sezione, possono modificarsi.
Anche il carrello che contiene i diversi materiali può essere
trasportato da un luogo allaltro e può dunque trasformarsi
in un piccolo laboratorio motorio "improvvisato".
Competenze indicative per età
3 ANNI
Percepire lo schema corporeo.
Consolidare gli schemi motori del camminare e correre.
Conoscere e denominare le principali parti del corpo.
4 ANNI
Percepire e conoscere lo schema corporeo.
Consolidare gli schemi motori del camminare, correre, saltare,
strisciare e rotolare.
Iniziare a sviluppare lespressività corporea (giochi
imitativi
).
Partecipare a giochi di gruppo rispettando semplici regole.
5 ANNI
Percepire, conoscere e strutturare lo schema corporeo.
Orientarsi nello spazio.
Utilizzare il corpo in situazioni espressive e comunicative.
Abbinare musica e movimenti del corpo.
Cogliere le dinamiche di attività motorie collettive.
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Indice generale di "Curricolo,
programmazione e POF"
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
"La Sapienza" Roma
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