Un libro da segnalare
a cura di Angela Santese, Università La
Sapienza, Roma
"Competenza emotiva tra psicologia ed educazione"
A cura di Ottavia Albanese, Louise Lafortune, Marie-Fance Daniel,
Pierre-André Doudin, Fancisco Pons, 2006, Milano: FrancoAngeli.
Una breve presentazione. Dall’introduzione:
“L’obiettivo generale del volume è quello di
definire meglio cosa sono le emozioni e la competenza emotiva,
riferendosi sia agli studi condotti in ambito psicologico che
quelli più propriamente dell’educazione. Pochi studi
hanno associato l’ambito psicologico e quello educativo
nelle riflessioni, azioni e ricerche in merito alla dimensione
emotiva dell’apprendimento. Non sempre è facile scindere
la parte che spetta ad ognuno di questi due ambiti nelle interazioni
in classe e nel cammino individuale degli allievi, e questa difficoltà
è ben evidenziata dalla loro complementarietà e
dall’interesse a studiarli in una stessa opera.” (p.
11)
I titoli dei capitoli. Dall’indice:
1. La comprensione delle emozioni tra affetto e intelletto
2. La comprensione delle emozioni nei bambini: dati preliminari
del progetto italiano di validazione del Test of Emotion Comprehension
3. Adolescenza ed emozioni positive: uno studio con diario
4. Il senso di colpa come strumento d’informazione negli
adolescenti
5. Cognizione delle emozioni e psicopatologia. Il modello cognitivo-costruttivista
nei disturbi del comportamento alimentare in età evolutiva
6. Una riflessione sui legami tra emozione e pensiero critico
7. Lo sviluppo della competenza emotiva. Utilizzo di attività
interattivo-riflessive per assicurare l’aiuto dei genitori
in matematica
8. La competenza emotiva nel quadro di una formazione all’accompagnamento.
Analisi delle manifestazioni delle emozioni in un contesto di
cambiamento
9. Uno studio delle rappresentazioni sociali di quattro emozioni
di base da parte dei bambini nella prevenzioni primaria della
violenza
10. La formazione degli operatori sociali alle realtà interculturali.
Un modello d’insegnamento per contrastare l’affettività
non ragionata e sviluppare il giudizio riflessivo
Ci ha particolarmente interessato
Il primo capitolo è dedicato alle origini affettive ed
intellettuali della comprensione delle emozioni così come
sono state analizzate in psicologia dello sviluppo. Alcuni recenti
lavori teorici ed empirici mostrano che la comprensione che il
bambino ha delle emozioni influenza la sua integrazione scolastica
e che è possibile aiutarlo a sviluppare la comprensione
delle emozioni. Dunque una migliore conoscenza delle origini dello
sviluppo della comprensione emotiva può contribuire all’elaborazione
di programmi educativi finalizzati ad aiutare il bambino ad accrescere
la comprensione delle emozioni e quindi a favorire la sua integrazione
scolastica.
Francisco Pons, Pierre-André Daudin, Paul L. Harris, Marc
de Rosnay, autori del capitolo, definiscono la comprensione delle
emozioni “la comprensione che il bambino ha della natura,
delle cause, delle conseguenze e delle possibilità di controllo
delle emozioni, che queste siano positive o negative, fittizie
o reali, provate, espresse” (p. 16).
Viene presentato il modello gerarchico di sviluppo delle nove
distinte componenti che costituiscono la comprensione emotiva
(riconoscimento, cause situazionali, ricordi, desideri, conoscenze,
controllo dell’espressione, regolazione del provato, emozioni
miste, emozioni morali) e gli studi sull’impatto di alcune
caratteristiche del bambino e del suo ambiente sulla comprensione
delle emozioni. Per quanto concerne quest’ultimo aspetto
sono rintracciabili nella letteratura due spiegazioni prevalenti:
il modello “cognitivo” e “di sviluppo”
ed il modello “psicodinamico” e “etologico”.
Il primo ipotizza che sarebbero soprattutto le caratteristiche
intellettuali come le difficoltà scolastiche, il quoziente
intellettivo, il livello di linguaggio, la qualità dei
discorsi sulle emozioni ad incidere sulla comprensione emotiva
del bambino. Il secondo ipotizza che sarebbero soprattutto le
esperienze affettive come la qualità delle relazioni d’attaccamento,
l’aver subito maltrattati ad influire sulla comprensione
delle emozioni.
Viene esposta una ricerca che ha lo scopo di comprendere il contributo
specifico dell’integrazione scolastica, caratteristica intellettuale,
e del maltrattamento, caratteristica affettiva, e della loro eventuale
interazione, sulla comprensione che 28 preadolescenti, di lingua
francese e con un’età media di 13 anni, hanno delle
nove componenti della comprensione emotiva.
Il gruppo considerato è stato suddiviso in quattro sottogruppi:
1) preadolescenti maltrattati con difficoltà scolastiche;
2) preadolescenti maltrattati senza difficoltà scolastiche;
3) preadolescenti non maltrattati con difficoltà scolastiche;
4) preadolescenti non maltrattati senza difficoltà scolastiche.
I preadolescenti maltrattati hanno subito in famiglia uno o più
tipi di maltrattamenti: maltrattamenti psicologici, trascuratezza,
maltrattamenti fisici, abusi sessuali. A causa della gravità
dei maltrattamenti subiti tutti i preadolescenti sono stati allontanati
dalle loro famiglie e accolti in una struttura specializzata.
86% dei preadolescenti con difficoltà di integrazione scolastica
ha ripetuto almeno un anno scolastico e il 57% di questi è
stata orientata in classi per alunni in difficoltà.
La comprensione delle emozioni è stata valutata con il
Test of Emotion Comprehension (TEC) somministrato individualmente
a scuola. Il TEC (descritto in dettaglio nel secondo capitolo
del libro) è adatto a bambini dai tre agli undici anni
e chiede al soggetto di ascoltare una storia e poi di attribuire
un’emozione al personaggio principale della storia scegliendo
tra quattro figure di espressioni facciali quella che corrisponde
meglio a ciò che prova il personaggio. Il test è
suddiviso in nove sezioni ognuna delle quali misura una componente
particolare della comprensione emotiva.
“I risultati di questa ricerca evidenziano che il fatto
di essere stato maltrattato non ha una incidenza sulla comprensione
delle emozioni. I preadolescenti maltrattati hanno quasi lo stesso
livello di comprensione dei preadolescenti non maltrattati. Questi
risultati rivelano che il solo fatto di avere delle difficoltà
scolastiche ha un effetto negativo sulla comprensione delle emozioni.
Di conseguenza, i preadolescenti senza difficoltà scolastiche
hanno un livello di comprensione delle emozioni che è superiore
a quello dei preadolescenti che presentano difficoltà scolastiche.
Infine, non c’è interazione tra il fatto di essere
stato maltrattato e il fatto di avere o non avere difficoltà
scolastiche. I gruppi di preadolescenti senza difficoltà
scolastiche (maltrattati e non maltrattati) hanno sempre la tendenza
ad avere un livello di comprensione delle emozioni superiore a
quello degli alunni con difficoltà scolastiche (maltrattati
e non maltrattati).” (p. 28-29)
I risultati porterebbero a concludere che la comprensione emotiva
è influenzata maggiormente da fattori intellettuali piuttosto
che affettivi ma gli autori lasciano spazio anche ad altre interpretazioni.
Potrebbe essere che il contributo dei maltrattamenti e delle difficoltà
scolastiche non sia lo stesso nel corso dello sviluppo: le caratteristiche
affettive sarebbero un indizio migliore quando i soggetti sono
giovani in quanto “le caratteristiche intellettive prenderebbero
il sopravvento sulle caratteristiche affettive in forza della
loro crescita e grazie anche alla maggiore autonomia bel bambino
nei confronti del suo ambiente familiare” (p. 29). Un’altra
ipotesi indicherebbe che i diversi tipi di maltrattamento non
hanno la stessa incidenza sulla comprensione emotiva del bambino,
riservando soprattutto alla trascuratezza l’impatto più
drammatico. Una terza interpretazione porterebbe a dire che i
preadolescenti maltrattati hanno compensato l’impatto della
loro esperienza affettiva negativa. “Anche se una persona
è stata maltrattata, può diventare un adulto fiducioso
e competente. Kaufman e Zigler (1989) pongono in particolare l’accento
sull’importanza delle esperienze scolastiche positive. Una
scolarità integrata costituirebbe un fattore di compensazione
essenziale che può agire molto positivamente sullo sviluppo
affettivo e sociale dell’individuo maltrattato” (p.
30).
• Indice
della Sezione
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"Suono o Sono? - Un compito di consapevolezza fonologica"
- (Cd-rom + guida pp.24)
- di Margherita Orsolini, Sara Capriolo, Angela Santese
- Facoltà di Psicologia 2, Università "La
Sapienza" Roma
» Costo
- Prezzo al pubblico = € 34,00
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