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  » Un libro da segnalare - Infantiae.Org ©®2000-2008 Tutti i diritti riservati Infantiae.Org™ s.r.l.

Un libro da segnalare

a cura di Angela Santese, Università La Sapienza, Roma

"Competenza emotiva tra psicologia ed educazione"
A cura di Ottavia Albanese, Louise Lafortune, Marie-Fance Daniel, Pierre-André Doudin, Fancisco Pons, 2006, Milano: FrancoAngeli.

Una breve presentazione. Dall’introduzione:
“L’obiettivo generale del volume è quello di definire meglio cosa sono le emozioni e la competenza emotiva, riferendosi sia agli studi condotti in ambito psicologico che quelli più propriamente dell’educazione. Pochi studi hanno associato l’ambito psicologico e quello educativo nelle riflessioni, azioni e ricerche in merito alla dimensione emotiva dell’apprendimento. Non sempre è facile scindere la parte che spetta ad ognuno di questi due ambiti nelle interazioni in classe e nel cammino individuale degli allievi, e questa difficoltà è ben evidenziata dalla loro complementarietà e dall’interesse a studiarli in una stessa opera.” (p. 11)

I titoli dei capitoli. Dall’indice:
1. La comprensione delle emozioni tra affetto e intelletto
2. La comprensione delle emozioni nei bambini: dati preliminari del progetto italiano di validazione del Test of Emotion Comprehension
3. Adolescenza ed emozioni positive: uno studio con diario
4. Il senso di colpa come strumento d’informazione negli adolescenti
5. Cognizione delle emozioni e psicopatologia. Il modello cognitivo-costruttivista nei disturbi del comportamento alimentare in età evolutiva
6. Una riflessione sui legami tra emozione e pensiero critico
7. Lo sviluppo della competenza emotiva. Utilizzo di attività interattivo-riflessive per assicurare l’aiuto dei genitori in matematica
8. La competenza emotiva nel quadro di una formazione all’accompagnamento. Analisi delle manifestazioni delle emozioni in un contesto di cambiamento
9. Uno studio delle rappresentazioni sociali di quattro emozioni di base da parte dei bambini nella prevenzioni primaria della violenza
10. La formazione degli operatori sociali alle realtà interculturali. Un modello d’insegnamento per contrastare l’affettività non ragionata e sviluppare il giudizio riflessivo

Ci ha particolarmente interessato
Il primo capitolo è dedicato alle origini affettive ed intellettuali della comprensione delle emozioni così come sono state analizzate in psicologia dello sviluppo. Alcuni recenti lavori teorici ed empirici mostrano che la comprensione che il bambino ha delle emozioni influenza la sua integrazione scolastica e che è possibile aiutarlo a sviluppare la comprensione delle emozioni. Dunque una migliore conoscenza delle origini dello sviluppo della comprensione emotiva può contribuire all’elaborazione di programmi educativi finalizzati ad aiutare il bambino ad accrescere la comprensione delle emozioni e quindi a favorire la sua integrazione scolastica.
Francisco Pons, Pierre-André Daudin, Paul L. Harris, Marc de Rosnay, autori del capitolo, definiscono la comprensione delle emozioni “la comprensione che il bambino ha della natura, delle cause, delle conseguenze e delle possibilità di controllo delle emozioni, che queste siano positive o negative, fittizie o reali, provate, espresse” (p. 16).
Viene presentato il modello gerarchico di sviluppo delle nove distinte componenti che costituiscono la comprensione emotiva (riconoscimento, cause situazionali, ricordi, desideri, conoscenze, controllo dell’espressione, regolazione del provato, emozioni miste, emozioni morali) e gli studi sull’impatto di alcune caratteristiche del bambino e del suo ambiente sulla comprensione delle emozioni. Per quanto concerne quest’ultimo aspetto sono rintracciabili nella letteratura due spiegazioni prevalenti: il modello “cognitivo” e “di sviluppo” ed il modello “psicodinamico” e “etologico”. Il primo ipotizza che sarebbero soprattutto le caratteristiche intellettuali come le difficoltà scolastiche, il quoziente intellettivo, il livello di linguaggio, la qualità dei discorsi sulle emozioni ad incidere sulla comprensione emotiva del bambino. Il secondo ipotizza che sarebbero soprattutto le esperienze affettive come la qualità delle relazioni d’attaccamento, l’aver subito maltrattati ad influire sulla comprensione delle emozioni.
Viene esposta una ricerca che ha lo scopo di comprendere il contributo specifico dell’integrazione scolastica, caratteristica intellettuale, e del maltrattamento, caratteristica affettiva, e della loro eventuale interazione, sulla comprensione che 28 preadolescenti, di lingua francese e con un’età media di 13 anni, hanno delle nove componenti della comprensione emotiva.
Il gruppo considerato è stato suddiviso in quattro sottogruppi: 1) preadolescenti maltrattati con difficoltà scolastiche; 2) preadolescenti maltrattati senza difficoltà scolastiche; 3) preadolescenti non maltrattati con difficoltà scolastiche; 4) preadolescenti non maltrattati senza difficoltà scolastiche. I preadolescenti maltrattati hanno subito in famiglia uno o più tipi di maltrattamenti: maltrattamenti psicologici, trascuratezza, maltrattamenti fisici, abusi sessuali. A causa della gravità dei maltrattamenti subiti tutti i preadolescenti sono stati allontanati dalle loro famiglie e accolti in una struttura specializzata. 86% dei preadolescenti con difficoltà di integrazione scolastica ha ripetuto almeno un anno scolastico e il 57% di questi è stata orientata in classi per alunni in difficoltà.
La comprensione delle emozioni è stata valutata con il Test of Emotion Comprehension (TEC) somministrato individualmente a scuola. Il TEC (descritto in dettaglio nel secondo capitolo del libro) è adatto a bambini dai tre agli undici anni e chiede al soggetto di ascoltare una storia e poi di attribuire un’emozione al personaggio principale della storia scegliendo tra quattro figure di espressioni facciali quella che corrisponde meglio a ciò che prova il personaggio. Il test è suddiviso in nove sezioni ognuna delle quali misura una componente particolare della comprensione emotiva.
“I risultati di questa ricerca evidenziano che il fatto di essere stato maltrattato non ha una incidenza sulla comprensione delle emozioni. I preadolescenti maltrattati hanno quasi lo stesso livello di comprensione dei preadolescenti non maltrattati. Questi risultati rivelano che il solo fatto di avere delle difficoltà scolastiche ha un effetto negativo sulla comprensione delle emozioni. Di conseguenza, i preadolescenti senza difficoltà scolastiche hanno un livello di comprensione delle emozioni che è superiore a quello dei preadolescenti che presentano difficoltà scolastiche. Infine, non c’è interazione tra il fatto di essere stato maltrattato e il fatto di avere o non avere difficoltà scolastiche. I gruppi di preadolescenti senza difficoltà scolastiche (maltrattati e non maltrattati) hanno sempre la tendenza ad avere un livello di comprensione delle emozioni superiore a quello degli alunni con difficoltà scolastiche (maltrattati e non maltrattati).” (p. 28-29)
I risultati porterebbero a concludere che la comprensione emotiva è influenzata maggiormente da fattori intellettuali piuttosto che affettivi ma gli autori lasciano spazio anche ad altre interpretazioni. Potrebbe essere che il contributo dei maltrattamenti e delle difficoltà scolastiche non sia lo stesso nel corso dello sviluppo: le caratteristiche affettive sarebbero un indizio migliore quando i soggetti sono giovani in quanto “le caratteristiche intellettive prenderebbero il sopravvento sulle caratteristiche affettive in forza della loro crescita e grazie anche alla maggiore autonomia bel bambino nei confronti del suo ambiente familiare” (p. 29). Un’altra ipotesi indicherebbe che i diversi tipi di maltrattamento non hanno la stessa incidenza sulla comprensione emotiva del bambino, riservando soprattutto alla trascuratezza l’impatto più drammatico. Una terza interpretazione porterebbe a dire che i preadolescenti maltrattati hanno compensato l’impatto della loro esperienza affettiva negativa. “Anche se una persona è stata maltrattata, può diventare un adulto fiducioso e competente. Kaufman e Zigler (1989) pongono in particolare l’accento sull’importanza delle esperienze scolastiche positive. Una scolarità integrata costituirebbe un fattore di compensazione essenziale che può agire molto positivamente sullo sviluppo affettivo e sociale dell’individuo maltrattato” (p. 30).

Indice della Sezione

   

  » Prodotto editoriale di riferimento






» Titolo
"Suono o Sono? - Un compito di consapevolezza fonologica"
-
(Cd-rom + guida pp.24)
- di Margherita Orsolini, Sara Capriolo, Angela Santese
- Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma

» Costo
- Prezzo al pubblico = € 34,00
- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00

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