Un libro da segnalare
a cura di Angela Santese, Università La
Sapienza, Roma
Difficoltà di lettura nei bambini
di Margherita Orsolini, Rachele Fanari, Cristina Maronato
(2005)
Roma: Carocci editore - Bussole
I titoli dei capitoli. Dall’indice:
1. La lettura: processi cognitivi e linguistici
2. Lo sviluppo della lettura
3. Bambini con difficoltà di lettura
4. Difficoltà di comprensione dei testi
5. La valutazione delle difficoltà di lettura nei bambini
Ci ha particolarmente interessato
“Per alcuni bambini imparare a leggere può essere
un percorso particolarmente impegnativo, segnato da insuccessi,
frustrazioni, paura di non riuscire, senso di profonda inadeguatezza”
(p. 48).
Il terzo capitolo risponde ad alcune delle domande che ci possono
aiutare a comprendere le difficoltà di lettura.
Alcuni bambini ricevono una diagnosi di dislessia, ma qual è
il significato di questa parola?
Dislessia è il termine che si usa per segnalare una prestazione
di lettura molto bassa (rispetto alla media di un campione di
riferimento) in assenza di un ritardo cognitivo, un disturbo emotivo,
danni neurologici, generali difficoltà di apprendimento.
Per molti bambini le difficoltà di lettura si accompagnano
a problemi nella scrittura, nel calcolo e, nei primi anni della
scuola elementare, nella comprensione del testo scritto.
Cosa può caratterizzare la lettura di un bambino
dislessico?
- Una particolare lentezza
- Più la parola è lunga e maggiore è il tempo
impiegato
- Una minore numero di grafemi decifrati correttamente
- Un minor numero di parole riconosciute correttamente
- Una lettura basata sulla decifrazione ad alta voce di parti
della stringa ortografica
- Uno sviluppo molto lento della lettura lessicale (stringa pronunciata
da subito come parola intera, in maniera fluida e con accento
corretto)
Quali sono le spiegazioni presenti in letteratura per
queste difficoltà?
- La teoria del deficit fonologico “ipotizza che i dislessici
abbiano un disturbo nella rappresentazione e/o memorizzazione
e/o recupero dei suoni delle parole”
- Una teoria neurofisiologica ipotizza un disturbo visivo che
ostacolerebbe il riconoscimento delle lettere
- Un’altra teoria ipotizza un malfunzionamento del cervelletto
da cui deriverebbe una difficoltà nel controllo motorio
e nell’automatizzazione della lettura e della scrittura
Quali sono i fattori cognitivi che possono contribuire
a rallentare lo sviluppo della lettura nei bambini?
- Una scarsa efficienza della memoria fonologica a breve termine
- Una lentezza o scarsa coordinazione tra spostamento dell’attenzione
da una lettera all’altra, riconoscimento visivo delle lettere,
recupero delle forme fonologiche corrispondenti (nome delle lettere)
Viene sottolineato che questi fattori (insieme ad altri qui non
citatati) non operano in “maniera deterministica”,
“tutto o niente”. I problemi che generano sono “modulati”
da un insieme complesso di variabili, ad esempio:
- Le conoscenze linguistiche (grammaticali e lessicali) possono
compensare le difficoltà create dal deficit di memoria
fonologica a breve termine
- La comprensione della struttura alfabetica della scrittura e
la familiarità con la lingua scritta in età prescolare,
costituisce un potente fattore di protezione dal rischio
- Le attività educative e riabilitative: più precocemente
inizia un’attività di recupero e sostegno all’apprendimento
della lingua scritta, minori possono essere le conseguenze negative
del deficit
Questi sono, in sintesi, soli alcuni dei punti/spunti di comprensione/riflessione
offerti dal capitolo, che espone un modello in cui molte sono
le variabili che contribuiscono alle difficoltà di lettura.
Ma come si può intervenire in
caso di difficoltà di lettura?
“I bambini che leggono con molta difficoltà hanno
una sofferenza: non sperimentano un felice inserimento a scuola,
non provano benessere in una serie di apprendimenti che coinvolgono
la lingua scritta, hanno un profondo senso di frustrazione e di
ansia, un drastico abbassamento della stima di sé”
(p. 95).
Come possiamo aiutare il “bambino prima possibile […]
facendolo sentire seguito e aiutato”?
Il primo passo è la valutazione che deve servire per capire
la natura, i fattori sottostanti le difficoltà di lettura
allo scopo di progettare un intervento su misura per quel bambino.
Nel capitolo quinto le autrici ci parlano di un tipo di valutazione
delle difficoltà di lettura che ha proprio questo obiettivo:
la valutazione che può essere effettuata in un centro di
riabilitazione o in un servizio di consulenza a scuola.
Viene esposto come lo psicologo a scuola può aiutare gli
insegnanti a distinguere i segni di difficoltà transitorie
e di difficoltà che richiedono invece una valutazione e
quali fasi segue la valutazione quando viene intrapresa.
• Indice
della Sezione
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"Suono o Sono? - Un compito di consapevolezza fonologica"
- (Cd-rom + guida pp.24)
- di Margherita Orsolini, Sara Capriolo, Angela Santese
- Facoltà di Psicologia 2, Università "La
Sapienza" Roma
» Costo
- Prezzo al pubblico = € 34,00
- Prezzo "Sconto 50% Università" = €
17,00
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