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  » Una valutazione del linguaggio di Ale a 3 anni e mezzo ©®2000-2008 Tutti i diritti riservati Infantiae.Org™ s.r.l.

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Una valutazione del linguaggio di Ale a 3 anni e mezzo

a cura di Margherita Orsolini e Sara Cerracchio, Università La Sapienza, Roma


Ale ha iniziato a parlare molto tardi e viene seguito da una logopedista; a tre anni è stato portato dai genitori in un centro medico dove un neuropsichiatra infantile ha diagnosticato un disturbo specifico del linguaggio. A tre anni Ale ha una comprensione di parole e frasi nella norma, ma produce pochissime parole. E’ un bambino molto attivo nella comunicazione, con ottime capacità nella conversazione e nel dialogo. I genitori di Ale sono preoccupati, ma sicuri che il problema del bambino sia ristretto all’area linguistica.
Ci hanno chiesto di valutare il livello del linguaggio di Ale a 3 anni e mezzo. In un primo tempo abbiamo fatto una valutazione “a distanza”, visto che Ale e i suoi genitori non abitano a Roma. Abbiamo utilizzato la trascrizione di un’ora di linguaggio spontaneo, traendolo da una videoregistrazione effettuata dai genitori durante il pranzo e un’attività di lettura di un libro. Questa valutazione non è ovviamente completa, infatti abbiamo successivamente potuto completarla chiedendo ad Ale e ai suoi genitori di venire nel laboratorio Osservazione bambini del Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e di Socializzazione. Di questa successiva valutazione parleremo in un successivo articolo.


1. Dal punto di vista fonologico

Il repertorio fonemico è quasi completo, da approfondire la valutazione delle affricate e della liquida /gl/

Ci sono difficoltà con la struttura sillabica CCV (esempio, /fre/ in freddo, o /bra/ in bravo) che tende ad essere semplificata (/feddo/, /bavo/) la maggior parte delle volte (su 16 possibili occasioni, 14 semplificazioni)

Ci sono difficoltà di pianificazione fonologica: sono molto frequenti processi di assimilazione (/ciacére/ per /piacere/) e di riduzione della lunghezza della parola (/tòccolo/ per /anatroccolo/).


2 . Dal punto di vista morfosintattico

Ale riesce a costruire enunciati con predicati e complementi. La frequenza con cui usa queste costruzioni frasali più complesse è tuttavia più bassa rispetto a quanto ci si aspetterebbe per la sua età. Occasionalmente sostituisce morfemi “liberi” (preposizioni, l’articolo /il/, il pronome riflessivo) con una vocale “segnaposto” /e/.

Papà e poi cosa c’è sul tavolo, vediamo
Ale e pantsontsino (il palloncino)

I pronomi riflessivi sono quasi sempre omessi, ma Ale sembra stia costruendo attivamente una struttura di pronome-verbo, come in questo esempio:

Ale mamma? ( … ) a me piace
Papà il telegiornale è brutto ma mamma e papà lo vogliono vedere
Ale a me piace
Papà e non fa niente tesoro se non piace, a mamma e papà piace
Ale a me piace
Papà cosa ti piace
Ale e piace solo pluto

I verbi sono quasi sempre in forma finita. Quando sono all’infinito è nel contesto di un atto linguistico in cui è sottinteso un verbo modale (devo, voglio).



3. Dal punto di vista dell’uso pragmatico del linguaggio

Ha un ruolo attivo nella comunicazione: molto frequentemente è lui a dare inizio a uno scambio. Occasionalmente, le sue risposte sono elaborate e permettono all’interlocutore di continuare il discorso.

Padroneggia una varietà di azioni comunicative: chiedere qualcosa, insistere su una richiesta che è stata rifiutata, progettare un’azione comune (papà? papà? pupi venirre purre pupi), opporsi all’azione di qualcuno (e dai! nooo! tavo mettedoto a poto qua! metila!), lamentarsi (fa male a pansia), esprimere una valutazione su quello che sta succedendo (io mangiato poco poco) o su un oggetto (e piace solo pluto).

Ci sono molte interazioni in cui Ale si riappropria di quello che dice l’adullto, ripetendolo

Papà e poi cosa c’è sul tavolo, vediamo  
Ale e panzonzino denomin
Papà e di che colore è il palloncino?  
Ale è blu denomin
Papà è blu? quello è rosso!  
Ale quello è rosso! denomin
Papà e poi ci sono i tuoi colori  
Ale  

Quando rifiuta di fare qualcosa, sa utilizzare spiegazioni e giustificazioni

Papà prima ci andiamo a fare un pò di nannina..
Ale ma io no fare nanna...
Papà non vuoi fare un pò di nanna con mamma e papi?
Ale non c’ho sonno
Papà non c’hai sonno?
Ale No
Papà Ale poggia la forchetta e siediti a tavola di nuovo.. ah.. siediti per bene.. prima andiamo a fare un pò di nanna
Ale Io fare nanna, non c’ho sonno
Papà ma papà si però
Ale non c’ho sonno
Mamma ci raccontiamo una storia
Ale No

Abbiamo suggerito ai genitori…

Andrebbe potenziato l’uso del linguaggio nel contesto di giochi di finzione.

Ale guadda? guadda? guadda?
Papà hai messo il tovagliolo sulla forchetta?
Ale
Papà e pekké?
Mamma e pekkè è feddo, toppo feddo
Mamma era fredda la forchetta?
Ale e sì

Se il papà o la mamma “giocano” possono far dire cose ai personaggi (la forchetta potrebbe parlare, ad esempio dire Ale, grazie, m’hai coperto). Il gioco di finzione può arricchire le capacità narrative di Ale (è più facile narrare qualcosa che si sta facendo, piuttosto che narrare qualcosa che è passato).

Nella lettura di libri di immagini: Piuttosto che cercare di raccontare tutta una storia attraverso le domande, sarebbe utile che mamma/papà e Ale si alternassero nel parlare delle immagini della storia. Concentrandosi sulle azioni dei personaggi (Qui che fa Biancaneve? oppure E qui che succede?). Questo aiuterà Ale ad arricchire il suo vocabolario relativo ai verbi.

Nella narrazione di fatti di vita quotidiana: è importante non solo fare domande, ma raccontare ad Ale (di nuovo, usando frasi semplici). E’ anche molto utile che Ale ascolti semplici racconti che i genitori possono farsi tra loro e abbia così un’opportunità per inserirsi con domande.

Nel dialogo: usare di più le “espansioni” di quello che dice Ale, come in questo esempio:

Mamma com’erano, com’erano quei cani
Ale e belli
Mamma erano neri belli
Ale neri

E’ consigliabile “espandere” un elemento alla volta: se il bambino dice solo il nome, espandere con nome e verbo, se il bambino dice solo nome e verbo, espandere con nome verbo e complemento, ecc.

Indice della Sezione

   

  » Prodotto editoriale di riferimento






» Titolo
"Suono o Sono? - Un compito di consapevolezza fonologica"
-
(Cd-rom + guida pp.24)
- di Margherita Orsolini, Sara Capriolo, Angela Santese
- Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma

» Costo
- Prezzo al pubblico = € 34,00
- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00

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