» Ricerca
Resoconti di casi
Una valutazione del linguaggio di Ale a 3 anni e mezzo
a cura di Margherita Orsolini
e Sara Cerracchio, Università La Sapienza,
Roma
Ale ha iniziato a parlare molto tardi e viene seguito da una logopedista;
a tre anni è stato portato dai genitori in un centro medico
dove un neuropsichiatra infantile ha diagnosticato un disturbo
specifico del linguaggio. A tre anni Ale ha una comprensione di
parole e frasi nella norma, ma produce pochissime parole. E’
un bambino molto attivo nella comunicazione, con ottime capacità
nella conversazione e nel dialogo. I genitori di Ale sono preoccupati,
ma sicuri che il problema del bambino sia ristretto all’area
linguistica.
Ci hanno chiesto di valutare il livello del linguaggio di Ale
a 3 anni e mezzo. In un primo tempo abbiamo fatto una valutazione
“a distanza”, visto che Ale e i suoi genitori non
abitano a Roma. Abbiamo utilizzato la trascrizione di un’ora
di linguaggio spontaneo, traendolo da una videoregistrazione effettuata
dai genitori durante il pranzo e un’attività di lettura
di un libro. Questa valutazione non è ovviamente completa,
infatti abbiamo successivamente potuto completarla chiedendo ad
Ale e ai suoi genitori di venire nel laboratorio Osservazione
bambini del Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo
e di Socializzazione. Di questa successiva valutazione parleremo
in un successivo articolo.
1. Dal punto di vista fonologico
Il repertorio fonemico è quasi completo, da approfondire
la valutazione delle affricate e della liquida /gl/

Ci sono difficoltà con la struttura sillabica
CCV (esempio, /fre/ in freddo, o /bra/ in bravo) che tende ad
essere semplificata (/feddo/, /bavo/) la maggior parte delle volte
(su 16 possibili occasioni, 14 semplificazioni)
Ci sono difficoltà di pianificazione fonologica: sono
molto frequenti processi di assimilazione (/ciacére/
per /piacere/) e di riduzione della lunghezza della parola
(/tòccolo/ per /anatroccolo/).
2 . Dal punto di vista morfosintattico

Ale riesce a costruire enunciati con predicati
e complementi. La frequenza con cui usa queste costruzioni frasali
più complesse è tuttavia più bassa rispetto
a quanto ci si aspetterebbe per la sua età. Occasionalmente
sostituisce morfemi “liberi” (preposizioni, l’articolo
/il/, il pronome riflessivo) con una vocale “segnaposto”
/e/.
| Papà |
e poi cosa c’è sul tavolo, vediamo |
| Ale |
e pantsontsino (il palloncino) |
I pronomi riflessivi sono quasi sempre omessi,
ma Ale sembra stia costruendo attivamente una struttura di pronome-verbo,
come in questo esempio:
| Ale |
mamma? ( … ) a me piace |
| Papà |
il telegiornale è brutto ma mamma e papà lo
vogliono vedere |
| Ale |
a me piace |
| Papà |
e non fa niente tesoro se non piace, a mamma e papà
piace |
| Ale |
a me piace |
| Papà |
cosa ti piace |
| Ale |
e piace solo pluto |
I verbi sono quasi sempre in forma finita. Quando
sono all’infinito è nel contesto di un atto linguistico
in cui è sottinteso un verbo modale (devo, voglio).
3. Dal punto di vista dell’uso pragmatico del linguaggio
Ha un ruolo attivo nella comunicazione: molto
frequentemente è lui a dare inizio a uno scambio. Occasionalmente,
le sue risposte sono elaborate e permettono all’interlocutore
di continuare il discorso.
Padroneggia una varietà di azioni comunicative:
chiedere qualcosa, insistere su una richiesta che è stata
rifiutata, progettare un’azione comune (papà? papà?
pupi venirre purre pupi), opporsi all’azione di qualcuno
(e dai! nooo! tavo mettedoto a poto qua! metila!), lamentarsi
(fa male a pansia), esprimere una valutazione su quello che sta
succedendo (io mangiato poco poco) o su un oggetto (e piace solo
pluto).
Ci sono molte interazioni in cui Ale si riappropria
di quello che dice l’adullto, ripetendolo
| Papà |
e poi cosa c’è sul tavolo, vediamo |
|
| Ale |
e panzonzino |
denomin |
| Papà |
e di che colore è il palloncino? |
|
| Ale |
è blu |
denomin |
| Papà |
è blu? quello è rosso! |
|
| Ale |
quello è rosso! |
denomin |
| Papà |
e poi ci sono i tuoi colori |
|
| Ale |
Sì |
|
Quando rifiuta di fare qualcosa, sa utilizzare
spiegazioni e giustificazioni
| Papà |
prima ci andiamo a fare un pò di nannina.. |
| Ale |
ma io no fare nanna... |
| Papà |
non vuoi fare un pò di nanna con mamma e papi? |
| Ale |
non c’ho sonno |
| Papà |
non c’hai sonno? |
| Ale |
No |
| Papà |
Ale poggia la forchetta e siediti a tavola di nuovo.. ah..
siediti per bene.. prima andiamo a fare un pò di nanna
|
| Ale |
Io fare nanna, non c’ho sonno |
| Papà |
ma papà si però |
| Ale |
non c’ho sonno |
| Mamma |
ci raccontiamo una storia |
| Ale |
No |
Abbiamo suggerito ai genitori…
Andrebbe potenziato l’uso del linguaggio nel contesto di
giochi di finzione.
| Ale |
guadda? guadda? guadda? |
| Papà |
hai messo il tovagliolo sulla forchetta? |
| Ale |
Sì |
| Papà |
e pekké? |
| Mamma |
e pekkè è feddo, toppo feddo |
| Mamma |
era fredda la forchetta? |
| Ale |
e sì |
Se il papà o la mamma “giocano”
possono far dire cose ai personaggi (la forchetta potrebbe parlare,
ad esempio dire Ale, grazie, m’hai coperto). Il
gioco di finzione può arricchire le capacità narrative
di Ale (è più facile narrare qualcosa che si sta
facendo, piuttosto che narrare qualcosa che è passato).
Nella lettura di libri di immagini: Piuttosto che cercare di raccontare
tutta una storia attraverso le domande, sarebbe utile che mamma/papà
e Ale si alternassero nel parlare delle immagini
della storia. Concentrandosi sulle azioni dei personaggi
(Qui che fa Biancaneve? oppure E qui che succede?). Questo
aiuterà Ale ad arricchire il suo vocabolario relativo ai
verbi.
Nella narrazione di fatti di vita quotidiana:
è importante non solo fare domande, ma raccontare ad Ale
(di nuovo, usando frasi semplici). E’ anche molto utile
che Ale ascolti semplici racconti che i genitori possono farsi
tra loro e abbia così un’opportunità per inserirsi
con domande.
Nel dialogo: usare di più le “espansioni”
di quello che dice Ale, come in questo esempio:
| Mamma |
com’erano, com’erano quei cani |
| Ale |
e belli |
| Mamma |
erano neri belli |
| Ale |
neri |
E’ consigliabile “espandere”
un elemento alla volta: se il bambino dice solo il nome, espandere
con nome e verbo, se il bambino dice solo nome e verbo, espandere
con nome verbo e complemento, ecc.
• Indice
della Sezione
| |
|
»
Prodotto editoriale di riferimento
|
|
|
|
» Titolo
"Suono o Sono? - Un compito di consapevolezza fonologica"
- (Cd-rom + guida pp.24)
- di Margherita Orsolini, Sara Capriolo, Angela Santese
- Facoltà di Psicologia 2, Università "La
Sapienza" Roma
» Costo
- Prezzo al pubblico = € 34,00
- Prezzo "Sconto 50% Università" = €
17,00
» Clicca
qui per informazioni su "Sconto 50% Università
» Acquista
"Suono o Sono?" a € 34,00
» Acquista
"Suono o Sono?" a € 17,00
» Spese di spedizione
- PACCO ORDINARIO (consegna 8/10 gg lavorativi) = € 0,93
(*)
- PACCO ORDINARIO CONTRASSEGNO (consegna 8/10 gg lavorativi)
= € 2,70
- PACCO CELERE TRE CONTRASSEGNO (consegna 3/4 gg lavorativi)
= € 8,00
(*) Pagamento in carta di credito, bonifico bancario, c/c postale
• Contatti
- Ordini via FAX ai numeri +39.06.7102526
- Informazioni al numero mobile 329.7004539
e/o a commerciale@infantiae.org
|