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  » Trattamento logopedico: il ruolo della complessità (I) ©®2000-2008 Tutti i diritti riservati Infantiae.Org™ s.r.l.

» Rassegna di lavori scientifici


Trattamento logopedico: il ruolo della complessità - PRIMA PARTE

a cura di Margherita Orsolini, Facoltà di Psicologia 2 - Università "La Sapienza", Roma

Gierut, A. J. (2001) Complexity in phonological treatment: Clinical factors. Language, Speech & Hearing Services in Schools, 32,4, 229-241.

I bambini con un disturbo fonologico costituiscono, secondo una stima del National Institute on Deafness and other Communication Disorders, circa il 10% della popolazione scolastica. Gli errori fonologici nella produzione del linguaggio peggiorano la comprensibilità di ciò che il bambino dice e questo può avere un impatto molto negativo sulle relazioni sociali, sull’autostima e sull’inserimento a scuola.
E’ dunque molto importante capire quale tipo di trattamento logopedico possa avere una maggiore efficacia per l’intervento sui disturbi fonologici.
Gli studi che mettono a confronto l’efficacia di diversi trattamenti logopedici non sono molti, ma suggeriscono che un aspetto critico dell’intervento è la selezione iniziale dei “suoni target”. Da quali suoni linguistici cominciare l’intervento? Questa scelta deve essere orientata da uno scopo chiaro: indurre nel sistema dei suoni che il bambino sa utilizzare un forte impatto di generalizzabilità. In altre parole, i suoni linguistici scelti come target per l’intervento debbono indurre cambiamenti anche in altri tipi di suoni – suoni che non sono stati oggetto d’intervento. Gli effetti di generalizzabilità più interessanti sono quelli che inducono cambiamenti globali nel sistema dei suoni che il bambino sa utilizzare. La ricerca clinica suggerisce che questi cambiamenti si producono quando l’intervento si focalizza, fin dall’inizio, su proprietà complesse. Ad esempio, intervenire sulle consonanti fricative induce cambiamenti anche nella produzione di suoni più “semplici”, come le occlusive. Indichiamo nel riquadro qui sotto alcuni effetti di generalizzabilità che sono stati evidenziati dalla ricerca clinica.

Riquadro 1 - Risultati di ricerche cliniche che mostrano effetti di generalizzabilità con trattamenti che inizano da suoni target complessi

Occlusive sonore si generalizzano a occlusive sorde
Fricative si generalizzano a occlusive
Affricate si generalizzano a fricative
Liquide si generalizzano a nasali
Strutture sillabiche complesse (es., CCV) si generalizzano a affricate
Suoni di parole ad alta frequenza d’uso si generalizzano ad altre parole
Suoni di parole che hanno pochi “vicini lessicali” (parole con caratteristiche fonologiche simili) si generalizzano ad altre parole
Suoni di parole che non esistono (non-parole) si generalizzano a parole

Un altro problema cruciale per le terapie logopediche è: scegliere di trattare suoni che il bambino in parte sa produrre, oppure iniziare da suoni linguistici completamente assente dal repertorio fonetico del bambino? Ad esempio, il bambino potrebbe produrre la fricativa /s/ solo in certi contesti (iniziale di parola) e non aver ancora alcun tipo di affricata nel suo repertorio di suoni linguistici. Allora è meglio iniziare stimolando la generalizzabilità di /s/ ad altri contesti di parola oppure iniziare trattando consonanti affricate?
La tradizione logopedica è stata finora orientata sulla prima alternativa, cioè iniziare dal trattamento di suoni che sono già presenti nel repertorio fonetico del bambino. Alcuni studi di Gierut indicano tuttavia che sarebbe consigliabile scegliere la seconda alternativa. Stimolare la produzione di una consonante affricata, completamente assente dal repertorio del bambino, avrebbe non solo l’effetto di generalizzarsi ad altre consonanti affricate ma anche a suoni linguistici che non sono stati oggetto di trattamento. Se si sceglie la prima alternativa si inducono cambiamenti locali (ad esempio, /s/ si generalizza a diversi contesti di parola); se si sceglie la seconda alternativa si inducono cambiamenti globali, cioè si determina un’espansione del repertorio fonetico del bambino. Il suggerimento che emerge dalle ricerche di Gierut è dunque di iniziare l’intervento scegliendo suoni che sono ancora assenti dal repertorio fonetico del bambino.

Molti interventi utilizzano la strategia di presentare al bambino “coppie minime”, cioè coppie di parole che differiscono per un suono linguistico target (ad esempio, pino-vino). Anche in questo caso ci sono alcune scelte importanti che si possono compiere; le abbiamo riassunte nel riquadro 2. I risultati degli studi di Gierut indicano che ognuna delle scelte ha una certa efficacia, ma che la scelta 3 è più efficace della 2 e la 2 è più efficace della 1. Anche in questo caso, iniziare con un trattamento più complesso (la 3, in cui le coppie minime sono formate da due suoni ambedue assenti dal repertorio fonetico del bambino), induce cambiamenti globali e non soltanto cambiamenti locali.

Riquadro 2 – Trattamenti con “coppie minime” (es. /pino/-/vino/)

1) Nella coppia minima c’è una parola con il suono target e un’altra parola con il suono che il bambino tende a usare come sostituto. Ad esempio, il target è /s/ e la consonante con cui il bambino tendea sostituire /s/ è /t/; dunque si scelgono coppie come /sasso/-/tasso/ o /suono/-/tuono/.

2) Nella coppia minima c’è una parola con il suono target e un’altra parola con il suono che il bambino sa già usare (ma non un suono che il bambino usa come sostituto di quello target). Ad esempio, il target è /s/ e il suono conosciuto dal bambino è /m/; si scelgono coppie come /sasso/-/masso/ o /sale/-/male/.

3) Nella coppia minima ci sono due suoni target, ambedue assenti dal repertorio fonetico del bambino. Ad esempio, i target sono /s/ e /r/, dunque si scelgono coppie come /sasso/-/sotto/ - /rotto/.



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  » Prodotto editoriale di riferimento






» Titolo
"Suono o Sono? - Un compito di consapevolezza fonologica"
-
(Cd-rom + guida pp.24)
- di Margherita Orsolini, Sara Capriolo, Angela Santese
- Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma

» Costo
- Prezzo al pubblico = € 34,00
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