» Le teorie - Sezione Speciale
- "Tirocinio"
La progettualità educativa nel progetto
formativo di tirocinio * di Monica Oppici,
Università Cattolica, Milano
Nelle attività di Tirocinio l’ambito della progettualità
diviene campo strategico di azione e riflessione nell’iter
di formazione degli aspiranti docenti per il complesso e stimolante
dialogo tra livelli e tipologie diverse di progettazione che attiva:
la progettualità educativa e didattica della scuola e la
progettualità formativa dell’università.
IL PROGETTO FORMATIVO DELLA SCUOLA NEL PROGETTO FORMATIVO
DI TIROCINIO: UN SISTEMA DI MATRIOSKE
Con progettualità della scuola si intende la traduzione
dell’intenzionalità educativa di una comunità
scolastica in regime di autonomia in concrete scelte operative;
all’interno di questa cornice già possiamo individuare
piani progettuali specifici ma interagenti ed interdipendenti
come quello educativo, didattico ed organizzativo, spesso collegati
alla progettazione del Territorio. L’esperienza di tirocinio
vede una parte del percorso di formazione articolato su un modello
di ricerca-azione che vuole implementare ulteriormente le abilità
e conoscenze culturali e professionali dei futuri docenti ma soprattutto
promuovere la loro espressione in termini di competenze pedagogico-didattiche
e disciplinari con una circolarità tra teoria e prassi
che “metabolizza” in situazione saperi differenti.
In questa prospettiva il contesto progettuale vorrebbe favorire
la costruzione di una ‘valigia’ professionale capace
di comprendere la complessità dei fenomeni in una dialettica
che accetta la ‘turbolenza del reale’, culture e linguaggi
diversi, strategie, bisogni e risorse, progettando e realizzando
percorsi per intervenire teleologicamente su di essi.
Da un punto di vista pratico ciascun studente si inserisce, con
la mediazione del supervisore al Tirocinio, in uno specifico percorso
di progettazione previsto dal Collegio docenti di una scuola ed
auspicabilmente caratterizzato da elementi di trasversalità
(es. approccio pluridisciplinare o interdisciplinare). Questo
con l’affiancamento di un docente tutor che lo accompagna
nelle diverse fasi della progettazione educativa (ideativa, organizzativa,
realizzativa e valutativa) come collega esperto all’interno
di uno specifico contesto territoriale, progettuale ed organizzativo
e come “amico critico” rispetto all’ulteriore
sviluppo del ruolo professionale.
Nell’esperienza di tirocinio il progetto - educativo della
scuola e formativo dello studente - diviene quindi un “dispositivo
teorico-prassico in grado di connettere gli elementi dell’azione
con quelli della cognizione” (Summa, 1996) ma anche luogo
strategico per l’avvio di esperienze monitorate di ricerca-azione.
In esse risulta “peculiare la simultaneità dell’intento
esplorativo, intento formativo e intento emancipatorio per cui
la R-A aspira ad essere di per sé educativa e promozionale
primariamente interessata all’incremento dei gradi di consapevolezza
critica dell’operatore nei confronti della propria prassi.”(Scurati,
1983).
Il movimento ermeneutico in questo sistema di progettualità
prevede inoltre la valorizzazione del collegamento e dell’alternanza
(che non si vuole ridurre ad una sequenzialità lineare)
di momenti diversificati ma integrati di elaborazione nella scuola,
nel territorio, all’interno dei corsi e dei laboratori;
il tutto all’interno di una progettazione integrata caratterizzata
da flessibilità e contestualità (Milani, 2000) con
l’assunzione di compiti di ricerca/riflessione/intervento
a diversi livelli nella quale il tirocinio ed i supervisori funzionano
da struttura e figure ponte.
LA TRIANGOLAZIONE FORMAZIONE INIZIALE – TIROCINIO
- FORMAZIONE CONTINUA
La dialettica progettuale sopra descritta ha evidenziato un importante
collegamento tra formazione iniziale, esperienza di tirocinio
e formazione continua nelle scuole nelle figure delle studentesse
e degli studenti, dei supervisori al tirocinio, e degli insegnanti
tutor con i dirigenti scolastici. Questa triangolazione ha infatti
reso visibile il valore generativo della didattica della ricerca
applicata all’oggetto “progetto” in ciascuno
dei tre ambiti, con interessanti aree di riflessione ed intervento
tra loro interconnesse.
Tra queste segnaliamo:
La messa a confronto di saperi ed ottiche diverse
in una prospettiva di formazione continua.
Il tirocinio ha creato tempi dedicati e strumenti per attivare
all’interno dei progetti educativo e formativo il dialogo
tra saperi diversi non sempre – o occasionalmente - comunicanti
tra loro (universitario e scolastico, teorico, pratico e laboratoriale,
personale e professionale, individuale e collegiale).
Una maggiore visibilità della correlazione
tra qualità della formazione (iniziale e continua), dell’insegnamento
e dell’apprendimento con la percezione della necessità
di un coerente collegamento tra innovazione della scuola e della
formazione universitaria dei docenti.
La promozione di una cultura della valutazione
e dell’autovalutazione.
Un primo punto riguarda la ricerca e l’utilizzo di tecniche
e strumenti specifici per il monitoraggio e/o la valutazione dell’oggetto
“progetto” e della sua complessità non riducibile
alla sola valutazione degli apprendimenti degli alunni. Si accosta
un ‘poliglottismo’ della valutazione (Calidoni, 1999)
con osservatori su piani come la dimensione organizzativa, la
coerenza del progetto con il piano dell’offerta formativa
ed il suo rapporto con altri percorsi all’interno di una
progettualità integrata nel territorio.
Questo rende possibile un distanziamento riflessivo da pratiche
consolidate con stimoli all’ulteriore sviluppo dell’identità
culturale e professionale per lo studente tirocinante ma anche
occasioni per la revisione e l’implementazione del ruolo
docente per il tutor e del potenziale progettuale della scuola.
In questa prospettiva il processo di monitoraggio e verifica del
progetto, in molti casi vissuto come espletamento formale e burocratico,
diviene esso stesso formazione (metaformazione).
La valorizzazione della documentazione e disseminazione
della progettualità.
La registrazione delle attività pianificate e realizzate
nonché delle riflessioni emerse in itinere, elemento essenziale
nel percorso di tirocinio, è emersa come il punto di forza
del progetto formativo ma anche l’anello debole di alcuni
progetti educativi.
Il lavoro di documentazione delle attività condotte nelle
scuole dalle studentesse e dagli studenti (sia in forma cartacea
che multimediale) ha infatti facilitato in molti casi la progettazione
stessa come essenziale economizzatore e riproduttore di energie
e risorse fornendo occasioni di condivisione e riflessione più
puntuale sull’impianto complessivo e sulle scelte effettuate.
La documentazione ha inoltre consentito di rendere maggiormente
visibili i progetti con la socializzazione e disseminazione degli
esiti sia all’interno della scuola che all’esterno
con la messa in rete di alcuni materiali esemplificativi e conduzione
di workshop ed attività formative che coinvolgono:
- comunità territoriali e scolastiche con alunni e famiglie,
insegnanti e dirigenti scolastici, amministratori locali;
- atenei con studenti, docenti di Corsi e Laboratori e supervisori
al Tirocinio;
- altri soggetti impegnati nella formazione continua dei docenti
- Ufficio Scolastico regionale e provinciale, associazioni.
UNA PROGETTAZIONE “BEN FATTA”
Concludendo si vorrebbe riprendere la metafora delle matrioske
ed applicare alla progettualità la relazione individuata
da Morin (Morin, 2000) tra società e scuola per rilevare
che tra soggetto che propone il progetto (università, scuola)
ed il progetto (formativo, educativo) esiste un rapporto sia di
tipo ologrammatico che ricorsivo. Ologrammatico in quanto il progetto
nella sua singolarità porta in sé l’essenza
del soggetto che lo ha definito e ricorsivo poiché l’università
e la scuola producono il progetto che produce loro stesse.
Questo richiama livelli specifici di attenzione e responsabilità
per una valorizzazione delle diversità e peculiarità
dei contesti ma anche la promozione di un dialogo e interazione
non occasionale e teleologicamente orientata tra i soggetti coinvolti
nella definizione di architetture generative di progettazione
educativa e formativa nella quale il Tirocinio ha dimostrato di
poter validamente funzionare da struttura ponte.
* tratto da "DIVENTARE INSEGNANTI, IL TIROCINIO
TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO, UNIVERSITÀ
CATTOLICA DI MILANO, CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE
PRIMARIA"
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
"La Sapienza" Roma
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