» LE ESPERIENZE DEL NIDO - Sezione Speciale - "
Infantiae.Org Nido"
“Le tavole di sviluppo di Kuno
Beller: un esempio d’impiego in relazione ad un bambino
portatore di handicap motorio”
A cura dell’Asilo nido Valentino, Citta' di Casale
Monferrato, Alessandria
E. ha iniziato a frequentare l'asilo nido all'età
di circa un anno.
La sua frequenza è stata relativamente
costante, anche se qua e là interrotta per motivi di salute.
Ha cambiato in questi anni diverse insegnanti
di sostegno, ma ciò non ha impedito un ottimo inserimento
nel nido.
E. ha instaurato buonissimi rapporti con tutte
le educatrici, con il personale ausiliario e con alcuni bambini
in particolare.
E' sufficientemente autonomo pur considerando
le sue difficoltà motorie, si esprime verbalmente molto
bene, partecipa a tutte le attività proposte, sempre in
gruppo con gli altri bambini, è un bambino interessato
e curioso, pone delle domande e all'occorrenza sa dire di no.
In questi anni è stato attivato all'interno
dell'asilo nido un progetto di recupero individualizzato costante
e progressivamente sempre più complesso.
Sono state prese come punto di riferimento ed
osservazione le Tavole di sviluppo di Kuno Beller. (Si veda a
questo proposito http://www.infantiae.org/bellerhp.asp)
Le tavole comprendono otto aree di riferimento
e si riferiscono a tutte le situazioni in cui si può o
si dovrebbe trovare un bambino dall'età di tre mesi ai
sei anni. Costituiscono non solo un valido strumento di osservazione
e verifica delle attività che il bambino sa fare, ma anche
di eventuali obiettivi da raggiungere e, quindi, si rivela un
valido strumento per progettare ed individuare percorsi individualizzati
e/o di gruppo.
Le tavole del Beller non sono perciò uno
strumento diagnostico, ma, come si diceva sopra, uno strumento
di osservazione/verifica/progettazione.
Le aree sono:
1. dominio e funzioni del corpo;
2. consapevolezza dell'ambiente circostante;
3. sviluppo sociale ed emotivo;
4. gioco;
5. linguaggio;
6. sviluppo cognitivo;
7. motricità generale;
8. motricità fine.
1. Dominio e funzioni del corpo
E. sta seduto a tavola con gli altri bambini
utilizzando una sedia personale con i braccioli.
Mangia e beve autonomamente, utilizza correttamente
le posate, mostra le sue preferenze nei confronti del cibo e ne
interrompe il consumo se si sente sazio.
Si lava le mani prima di pranzo appoggiandosi
al lavandino, si asciuga da solo, dopo pranzo si lava i denti
autonomamente sempre appoggiandosi al lavandino e quindi rimanendo
in posizione eretta.
Accanto c'è l'educatrice che lo affianca
e lo stimola a fare da solo nelle varie operazioni: aprire e chiudere
il rubinetto, insaponarsi le mani con movimenti rotatori, asciugarsi.
spremere il dentifricio sullo spazzolino, spazzolare con cura
i dentini. In questo caso l'educatrice tiene lo spazzolino di
E. in mano ed egli con entrambe le mani schiaccia il dentifricio
sullo spazzolino, quindi si lava i denti.
Sa dove sono custoditi i suoi abiti di ricambio
nel bagno ed è in grado di prendersi il pannolone da solo.
Infatti le sue cose personali sono collocate in una posizione
da lui raggiungibile autonomamente.
Prova con l'aiuto dell'educatrice che lo sostiene
ad abbassarsi le brachette e ha slacciare il pannolone. Si siede
sul water e spesso fa la pipì. Non ha raggiunto ancora
il controllo sfinterico, ma spesso il pannolone è asciutto
e si serve quindi del water. Lo si stimola ad usare la carta igienica
facendogliela strappare personalmente.
2. Consapevolezza dell'ambiente circostante
E. conosce e dice correttamente il proprio nome
e cognome.
Indica chiaramente che abita a Casale. Dice la
sua età, riconosce i bambini più piccoli o più
grandi di lui.
Collega, ricorda ed esprime verbalmente esperienze
che ha vissuto: nomina persone, luoghi, avvenimenti.
Esprime le sue paure in modo chiaro e dice chiaramente
no quando non vuole fare qualcosa.
Anche in riferimento alle sue difficoltà
è consapevole dei suoi limiti: quando è stanco chiede
di modificare la situazione.
Indica le persone che conosce con l'appellativo
giusto e con la giusta indicazione di parentela: ad esempio nomina
la cuoca del nido differenziandola dall'altro personale, chiama
per nome gli adulti del nido, nomina la zia, sa il nome del padre
e quello della madre.
Se un bambino o una educatrice del nido è
assente si informa dei motivi della sua assenza.
3. Sviluppo sociale ed emotivo
E. è in grado di modificare o limitare
i propri bisogni in rapporto ad esigenze degli altri bambini:
è in grado infatti di attendere il proprio turno ad esempio
nell'utilizzare la scaletta o lo scivolo del nido.
Gioca all'occorrenza in modo cooperativo con
altri bambini, ad esempio nel costruire una torre.
Gioca contemporaneamente con altri bambini nella
cucinetta.
Mostra le sue preferenze nei confronti delle
persone ed ha alcuni amici preferiti.
Mostra gentilezza utilizzando parole e frasi
adeguate: grazie, lui è stato gentile a, ecc.
Interrompe un comportamento sbagliato quando
gli viene suggerito o comprende che forse è meglio modificare,
ad esempio quando urla e gli viene fatto notare che non è
il caso di urlare E. smette.
Nella realizzazione del progetto "Serve
aiuto" (fare piccoli commissioni, portare messaggi a...)
è stato coinvolto anche E.
Utilizzando una borsa di tela da applicare al
suo deambulatore lo si è invitato ad andare a prendere
i bavaglini in refettorio; E. ha dimostrato di sapersi orientare
perfettamente nel nido e conoscere l'utilizzo e la funzione degli
spazi.
4. Gioco
Gioca da solo, in modo indipendente sviluppando
giochi tematici: ad esempio facendo una fila di animali oppure
giocando con le automobiline.
Nella cucinetta gioca con i pentolini, "stira",
fa il "bagnetto " ai bambolotti.
Infila in una cordicella i rocchetti, gioca con
i lego o i clipo e fa delle costruzioni.
Anche nel gioco si dimostra autonomo e indipendente
sia nel giocare da solo, sia nel relazionarsi ad altri bambini.
Nel gioco con la palla la lancia al compagno, la prende nel riceverla
e la rilancia; partecipa attento e imitando le canzoni proposte
nel tempo del cerchio; ha instaurato amicizie privilegiate con
alcuni bambini e bambini, usa bene i pennarelli, dipinge sia in
verticale, cioè in posizione eretta si tiene con una mano
al deambulatore e con l’altra dipinge, sia seduto a tavolino,
nella cosiddetta pittura orizzontale.
Durante le attività ed i giochi si esprime
verbalmente senza difficoltà dimostrando di essere perfettamente
consapevole dei propri limiti.
Quando si sente stanco lo esprime chiaramente
e di conseguenza si modifica la situazione.
5. Linguaggio
E. si esprime molto bene, possiede un linguaggio
ben articolato e conosce molti vocaboli.
Esprime dei giudizi di valore: bello, cattivo,
sporco.
Pone domande e chiede spiegazioni quando non
capisce qualcosa o si vuole informare sull'assenza delle persone.
Riferisce di avvenimenti ed esperienze in frasi
compiute e corrette, usa il plurale ed anche il passato dei verbi.
Comprende e ricorda canzoni o storie che gli
vengono raccontate.
Tutti i giorni E. partecipa al tempo del "cerchio"
in cui vengono cantate filastrocche, cantate canzoni e raccontate
storie.
Ascolta in modo attento e concentrato, chiede
informazioni sulle caratteristiche degli oggetti, da un nome ai
propri prodotti o ad un disegno che ha fatto.
6. Sviluppo cognitivo
E. comprende frasi di una certa complessità
ed è perfettamente in grado di trarre delle conclusioni
del tipo: si mette il cappotto per uscire, ci si lava le mani
per andare a pranzo, ecc.
Mostra un certo orientamento temporale. Racconta
infatti delle sue esperienze riferendole al passato o al futuro:
ieri sono andato da..., domenica vado ecc.
Nota le differenze di grandezza riferendola a
sé stesso o agli altri bambini: lui è più
piccolo, lei è grande come me ecc.
Giocando con gli animali o con la tombola appaia
oggetti o figure uguali.
7. Motricità generale
E. ha delle difficoltà oggettive legate
alla sua situazione generale di cui è perfettamente consapevole.
Ha fatto però dei notevoli progressi passando
attraverso tutte le fasi dello sviluppo motorio generale:
1) si alza e si abbassa tenendosi con una mano
ad un sostegno;
2) pratica la cosiddetta "navigazione laterale"
tenendosi con le mani e spostandosi lateralmente in posizione
eretta;
3) va carponi sforzandosi di mettere prima avanti
un ginocchio e poi l'altro, tale movimento gli viene ogni tanto
ricordato dall'educatrice che spiega ad E. l'importanza dei movimenti
per sviluppare i muscoli delle sue gambe;
4) utilizzando il deambulatore E. si sposta in
modo autonomo negli spazi del nido, tale strumento è vissuto
molto bene da tutti, non mancano infatti i bambini che ogni tanto
se ne appropriano e lo provano;
5) nel limite del possibile e facendo attenzione
alle esigenze fisiche di E. molte attività gli sono proposte
in piedi.
Le attività che gli vengono proposte in
piedi sono: la pulizia delle mani prima e dopo pranzo; il lavaggio
dei denti facendo in modo che E. si "appoggi" al lavandino
naturalmente con l'educatrice accanto che lo affianca in tutte
le operazioni.
Sale e scende dalla scaletta di legno dentro
il nido in modo autonomo, va sul triciclo sul quale si colloca
con l'aiuto dell'adulto.
8. Motricità fine
Mangia autonomamente usando correttamente le
posate ed il bicchiere.
Usa bene i pennarelli ed è perfettamente
in grado di togliere e mettere il tappo.
Partecipa a tutte le attività di manipolazione
e collage utilizzando colla, pezzetti di carta, altro materiale
che richiede una certa destrezza manuale.
Usa preferibilmente la destra, ha ancora delle
difficoltà nell'usare la forbice.
Riflessioni
Nel programmare le attività per E. e nella
definizione degli obiettivi da raggiungere si è periodicamente
osservato le sue capacità e si è partiti dalle cose
che "sapeva fare" per arrivare ad altre sempre un pochino
più difficili.
Nel fare questo tipo di lavoro sono state molto
utili le tavole del Beller che suddivise per età ci hanno
consentito di programmare percorsi, utilizzare certi materiali,
modi di intervento.
Abbiamo puntato molto sulla capacità di
autodeterminazione di E. che in effetti ha sempre collaborato
con molto impegno, ma senza tuttavia rinunciare ad esprimere i
suoi bisogni con dei no oppure sono stanco o ancora voglio fare
quello piuttosto di...
La cosa importante da sottolineare è che
abbiamo sempre informato E. sui motivi e sugli obiettivi da raggiungere,
quindi coinvolgendolo anche "cognitivamente" in prima
persona.
E. non è mai stato isolato nello svolgere
le attività, ma sempre in grande o piccolo gruppo pur non
perdendo di vista il percorso individuato per lui.
Recentemente a causa dell'ennesimo cambiamento
dell'educatrice di "sostegno" come punto di riferimento
privilegiato per E. abbiamo concordato di dislocare questa nuova
persona con il gruppo di bambini e abbiamo fatto in modo che le
educatrici della sezione, con particolare riferimento ad una educatrice
di cooperativa, si occupassero di E.
Questa scelta è stata motivata dalla necessità
di evitare ad E. un nuovo sforzo di adattamento ad una persona
sconosciuta quando egli è perfettamente inserito nel nido
e si relaziona in modo autonomo ed indipendente agli adulti ed
ai bambini che ben conosce.
Le tavole del Beller possono favorire una certa
continuità di interventi nel passaggio di E. alla scuola
dell’infanzia.
» Indice
di "Le esperienze del nido"
» Indice
generale di "Infantiae.Org™ Nido
|
|
|
|
| » Titolo
"ZeroTre - Che cosa fanno i bambini al Nido"
- (Cd-rom + guida pp.24)
- di Camilla Monaco
- Prefazione di Clotilde Pontecorvo
- € 18,50 + spese di spedizione
- con pagamento anticipato la spedizione "base" è
gratuita
>> Entra nel catalogo
online di Edizioni Infantiae.Org™!
|
|