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DEL NIDO - Sezione Speciale - " Infantiae.Org Nido"
"Lasilo nido di qualità: un servizio per la bambina e il bambino"
A cura della redazione di Infantiae.Org
Autonomia, identità competenze
Pensiamo ad un servizio per la prima infanzia
finalizzato allo sviluppo di tre versanti della dimensione
del bambino:
Lautonomia, intesa
come costruzione della capacità di fare e di "stare
bene" da solo e di vivere rapporti solidali con gli
altri.
Lidentità, intesa
come maturazione di unimmagine di sé positiva e
di fiducia in se stesso e nelle proprie capacità di relazione
con gli altri.
Le competenze, intese come
costruzione della capacità di interiorizzazione e di avvio
alluso dei sistemi simbolico-culturali.
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» Camilla Monaco “ZEROTRE –
Che cosa fanno i bambini al Nido ” (CD-Rom +
guida pp. 24), Ediz. Infantiae.Org™,
Roma 2007
Prefazione di Clotilde Pontecorvo,
Università “Sapienza”
Roma. • Vai
alla PRESENTAZIONE (clicca
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Autonomia, identità e competenze rappresentano tre versanti fortemente
interconnessi e fanno parte di un unico processo integrato di
sviluppo.
Una vecchia antinomia
Sul fronte della ricerca psicopedagogica sembra
ormai essere definitivamente superata la vecchia antinomia che
vedeva su fronti contrapposti i fautori della soggettività / individualità
dell'apprendimento e dello sviluppo e coloro che sostenevano la
funzione irrinunciabile e determinante dell'ambiente nei processi
di sviluppo.
Da un lato dobbiamo riconoscere che il bambino
matura da sé le proprie possibilità e condizioni di crescita:
i cambiamenti qualitativi avvengono sostanzialmente all'interno
del soggetto e questo accade quando egli si trova pronto, senza
avere uno stretto riferimento alla possibile incidenza di fattori
culturali esterni. Dall'altro lato cioè è da rifiutare la rigida
posizione di coloro che attribuiscono esclusivamente all'ambiente
il ruolo determinante per lo sviluppo.
Per una cultura dello sviluppo
Apprendimento e sviluppo si compenetrano in modo
imprescindibile. Da un lato il bambino trae dall'ambiente e da
quanto gli sta intorno gli elementi per apprendere, dall'altro
lo stesso apprendimento viene sollecitato e sostenuto dalle esperienze
con l'ambiente.
Come dire: una proposta formativa che volesse
puntare tutto sull'ambiente culturale circostante sarebbe debole
perché non terrebbe conto della forte influenza che il proprio
contesto di vita esercita sull'esperienza di crescita.
All'opposto chi fosse fautore di una concezione
cumulativa dell'apprendimento (secondo cui tutto dipenderebbe
dagli input espliciti forniti al bambino senza tenere conto delle
condizioni sociali, degli stili individuali, delle esperienze
personali, dei ritmi biologici e cognitivi diversi per ognuno,
compierebbe una operazione destinata a fallire). Questo perché
le competenze che il bambino deve a poco a poco acquisire sono
da intendersi come l'insieme delle abilità necessarie a padroneggiare,
come afferma David Olson, gli strumenti e le tecnologie della
propria cultura.
Crescita come sviluppo
Da una parte vorremmo insistere su una educazione
centrata sulla crescita come sviluppo di competenze, ossia
mirata ad attività ed interventi a carattere formativo pensati,
elaborati e proposti in funzione dello sviluppo.
Dall'altra è prevista per i servizi per linfanzia
una educazione centrata sullautonomia e sullidentità.
Essa è inserita nella vita quotidiana, è seguita dagli adulti
ed appare più pervasiva ed implicita.
Si pensa ad un progetto educativo non vuole né
essere centrato su proposte strutturate e gerarchizzate, né su
un impianto teso a lasciare molta parte nel sommerso e nellimplicito.
Per un bambino attivo
Il modello pedagogico che proponiamo pensa piuttosto
ad un bambino attivo: lo sviluppo (affettivo, sociale,
emotivo, cognitivo) viene direttamente dalle azioni delle bambine
e dei bambini. Nello stesso tempo le azioni sono governate dalle
capacità di pensare e di "vivere emozioni" da parte
della bambina e del bambino. Bambine e bambini insomma soggetti
ed artefici del proprio sviluppo.
Lo sviluppo dellIo
In riferimento alla conquista della propria identità,
pensiamo allimportanza della maturazione dellIo. LIo
(con i suoi contenuti, i suoi confini, le sue funzioni, la sua
dipendenza dal mondo esterno) è la sede di osservazione privilegiata
dello sviluppo. Il bambino infatti è soggetto alle regole della
realtà e la sua crescita è rappresentata dalla sua progressiva
capacità di fare i conti con lambiente che gli sta intorno.
Identità e autonomia: lo sviluppo consiste nella costruzione di
un equilibrio dinamico fra queste due istanze contrapposte.
La costruzione di sé
Fra identità ed autonomia si muovono istanze
che possiamo schematicamente definire come il principio della
costruzione di sé: consiste nella progressiva demarcazione
dei confini fra il "fuori" ed il "dentro".
A poco a poco, con la progressiva costruzione del "senso
dellIo" il bambino separa sempre di più e sempre meglio
ciò che fa parte di una sorta di proprium (un Io interiore)
del soggetto con ciò che invece è da attribuire allesterno.
E sostanzialmente in questo senso entra in campo ed assume la
sua importanza lo sviluppo del linguaggio: quando il bambino può
parlare e pensare in termini di giocattoli, di scarpe, di papà
o di mamma, fa tutto questo come mezzo per mettere in relazione
gli oggetti con se stesso.
Il rapporto corpo-mente
In questo piano si pone anche il rapporto corpo-mente.
Il bambino riceve dallesterno un flusso di sensazioni/informazioni
esterne. Vi è uno sforzo costante per mantenere una posizione,
per raggiungere un oggetto, per rapportarsi con una certa situazione
entrandone in contatto fisico. Questo genera successi ed insuccessi.
Non vi è processo di conoscenza senza esperienza diretta, senza
azioni concrete, tangibili, inserite nella vita di tutti i giorni
; allopposto limmersione nella quotidianità rappresenta
il "brodo di coltura" della crescita della mente.
E dunque possibile pensare allautonomia
come scoperta progressiva del bambino di divenire padrone delle
proprie azioni imparando sempre di più a volere ciò che è realizzabile,
così come ad esercitare le prime forme di autocontrollo in rapporto
alle regole imposte dagli adulti; alliniziativa
come consapevolezza di sé ed insieme come senso della finalità,
ossia come capacità di scegliere, di mettere alla prova le sue
forze, ecc.; alla competenza come desiderio di padroneggiare
informazioni, conoscenze, strumenti, emozioni, ecc.
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di "Strumenti del Nido"
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» Prodotto editoriale
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» Titolo
"ZeroTre - Che cosa fanno i bambini al Nido"
- (Cd-rom + guida pp.24)
- di Camilla Monaco
- Prefazione di Clotilde Pontecorvo
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