» 2. Motivi di una ripresa Montessoriana
- Infantiae.Org n.282/2006
di Sergio Neri
Con questo contributo iniziamo
la pubblicazione di alcuni significative riflessioni che Sergio
Neri ha scritto, nel corso di diversi anni, nelle pagine di Vita
dell'Infanzia, la rivista ufficiale dell'Opera Nazionale Montessori.
Si tratta di articoli che Sergio Neri ha pubblicato nel corso
di poco meno di tre anni a cavallo fra la fine degli anni Sessanta
e l’inizio degli anni Settanta, quando le scuole dell'infanzia
comunali di molte città italiane erano fortemente impegnate
nello sviluppo di un modello pedagogico forte e coerente e le
scuole dell'infanzia statali muovevano i loro primi passi.
I materiali di Neri possono essere letti da due prospettive distinte
ed entrambe assai ricche: sul piano storico per riscoprire obiettivi
e percorsi di un passato a noi ancora vicino e sul piano dell'oggi
per la freschezza e l'attualità che ancora oggi conservano
le sue riflessioni.
Oltre al valido contributo apportato sul piano pedagogico, la
raccolta - che via via si arricchirà nel tempo - consente
anche di apprezzare la particolare lettura, ricca di implicazioni,
suggestioni e suggerimenti, che Neri ha effettuato, in quegli
anni, del pensiero Montessoriano.
La moderna ricerca pedagogica è concorde
sul fatto che il bambino che entra nella scuola per l'infanzia
non ha solo bisogni allo stadio, per così dire, elementare:
è, al contrario, ricco di vivacissimi interessi, di capacità
manuali e motorie, si mostra avido di scoperte, di arricchimenti
sensoriali, nella ricerca instancabile di attività ripetute.
Più specificatamente si tende a mettere in evidenza, con
il conforto dei risultati di ricerche e sperimentazioni sempre
più probanti, la natura dei poteri mentali del bambino,
anche dai tre ai sei anni, e quindi a diffondere l'idea che sia
urgente penetrare dentro a questi poteri e di aiutarli a svolgersi.
E, contro il convincimento comune, in passato condiviso anche
dalla gran parte degli educatori e degli psicologi che l'attenzione
del bambino dai tre ai sei anni sia sfuggente, incapace di fissarsi
su di un oggetto o su di una situazione, anche la più semplice,
si volge sempre più l'interesse al potere dei bambini dai
tre ai sei anni di polarizzare la loro attenzione e, con ciò,
di ordinarsi e crescere interiormente: qualità come la
capacità di osservazione attenta e precisa, come il saper
procedere per analogia, per confronti, per induzione generica,
sono ricorrenti e caratterizzanti le moderne «descrizioni
» che si forniscono dei bambini di scuola per l'infanzia.
Ciò appare di capitale importanza nel nostro paese, dove
ad una verbosa e dolciastra retorica, per cui il bambino piccolo
appare tanto amato, vezzeggiato, curato, si accompagna, di fatto,
una quasi completa noncuranza dei suoi bisogni psichici, generalmente
poco o niente valutati anche nel contesto familiare.
E’ vero che, anche in Italia, è in atto un notevole
risveglio di interessi e di intenzioni verso i bambini dai tre
ai sei anni: l'istituzione della scuola materna statale e la più
larga conoscenza di esperienze straniere in proposito ne sono,
allo stesso tempo, cause ed effetti più appariscenti; tuttavia
non è men vero che è ancora troppo carente quel
lavorio di ricerca e di sperimentazione che solo può fornire
le indicazioni operative di cui le insegnanti della scuola per
l'infanzia sentono la urgente necessità.
Si tratta, dunque, di un impegno puntuale e prospettico, aperto
ad ogni contributo, soggetto solo a quei controlli ed a quelle
limitazioni funzionali che un corretto uso di metodi scientifici
in educazione impone inderogabilmente.
Se questo è il contesto nel quale ci si muove, oggi, in
Italia e nel mondo, appare evidente che il montessorismo, in quanto
impegno di ristrutturazione dell'esperienza educativa a livello
della scuola per l'infanzia, ha tutte le carte in regola per svolgere
un ruolo primario, essendo stato, proprio esso, l'antesignano
della maggior parte di quegli atteggiamenti teoretici e pratici
che, oggi, sono costitutivi delle innovazioni che percorrono tutto
il mondo scolastico.
Potere di concentrazione, indipendenza di spirito, chiarezza di
pensiero furono mete ideali che la Montessori ebbe sempre presenti
nella sua opera educativa, il cui scopo non fu certo quello di
fornire nozioni e contenuti frammentari di conoscenza, ma, piuttosto,
di sviluppare nel bambino l'abito del conoscere: l'attenzione
alle cose, la capacità percettivo-discriminativa a cogliere
le loro qualità, la disposizione ad una chiara ed ordinata
classificazione di essi.
A queste mete ideali si ricollega, nella vasta produzione montessoriana,
troppo frequentemente ignorata o superficialmente criticata, una
serie di motivi che mostra di rispondere ancora alle esigenze
fondamentali di un rinnovamento educativo, che deve accompagnare
lo sviluppo della società contemporanea, sia nel senso
del progresso tecnologico, sia nel senso dello sviluppo realmente
democratico della comunità.
Ci basta ricordarne alcuni:
- il carattere scientifico della ricerca e della sperimentazione;
- l'esigenza dell'impiego sistematico di materiali strutturati,
rigorosamente intellettualizzati, da ritenersi non tanto strumenti
per l'insegnamento, quanto strumenti per l'apprendimento;
- la riscoperta della classificazione come metodo in atto di orientamento
e non come sistema di nomi che il bambino deve imparare a memoria;
- la razionalizzazione dei processi di apprendimento su basi scientifiche
o, quanto meno, controllabili;
- il concetto di motivazione intrinseca;
- la riscoperta della possibilità e della convenienza dell'anticipazione
temporale di certi insegnamenti (a cominciare da quello dello
scrivere e del leggere in accordo con le fasi di maturazione del
bambino);
- l'educazione « dilatatrice » degli interessi della
personalità, in opposizione alle tecniche repressive e
libertarie.
In queste pagine dedicate specialmente alle insegnanti
della scuola per l'infanzia ci proponiamo conseguentemente due
mete fondamentali:
a) delineare e chiarire, sia pure in limiti ristretti di spazio,
i principi fondamentali che possono costituire la base e la giustificazione
teorica della vita quotidiana alla scuola per l'infanzia;
b) fornire indicazioni, suggerimenti, tracce, relazioni, esperienze,
tali da costituire un utile materiale per la quotidiana attività
nella scuola per l'infanzia.
Neri Sergio, Motivi di una ripresa montessoriana, in
Vita dell’Infanzia – Opera Nazionale Montessori, Roma,
1969, n. 10 p. 14
Si ringrazia l'Opera
Nazionale Montessori per l'autorizzazione alla pubblicazione.
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"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
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