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» LE ESPERIENZE DEL NIDO - Sezione Speciale - " Infantiae.Org Nido"

"Gli atelier delle intelligenze"

a cura di Sabina Navarrino Pedagogista di Codess - Sociale (Mestre)

.....Una preoccupazione delle educatrici e degli adulti che operano nell’asilo nido è quella di offrire al bambino un ambiente nel quale egli possa trovarsi ampiamente a suo agio. Diventa particolarmente importante, in questo senso, l’organizzazione dei tempi e degli spazi. Se l’accoglienza all’asilo nido e la continuità con l’esperienza domestica è importante per lo sviluppo del bambino, non ci si deve fermare qui. Il rischio può essere infatti che per molti bambini il divario fra le loro potenzialità e le occasioni di esperienza disponibili all’asilo nido possa essere grande.

Occorre perciò un asilo nido capace di offrire una molteplicità di stimoli, di occasioni e di esperienze in grado di favorire le molteplici abilità del bambino. Si può cioè pensare all’asilo nido come ad una sorta di “atelier delle intelligenze”. Non si pensa, con questo, a nessuna intenzionalità anticipatrice e precocizzante: lo scopo non è volere “riempire le teste dei bambini”, quanto piuttosto quello di offrire loro un ambiente di vita nel quale sono presenti possibilità di molteplici incursioni esplorative non solo nell’esperienza comune e nella cultura del quotidiano, ma anche nel complesso mondo dei linguaggi codificato di cui l’ambiente che circonda il bambino è largamente disseminato.

La strategia pedagogica dell’atelier delle intelligenze può essere proposta ed interpretata alla luce delle esperienze prodotte nei servizi formativi secondo due chiavi di lettura di significato pedagogico differenziato.

Da una parte l’atelier è lo strumento per eccellenza di un'interpretazione dell'educazione al nido che punta alla stimolazione nel bambino della capacità di costruire/scoprire direttamente l'esperienza e la cultura.

Dall'altro esso è stato in diversi asili nido sperimentato come strumento per l'attivazione di competenze prefissate in un contesto dominante di esecuzione / applicazione.

L’atelier si propone al bambino come il primo banco di prova per la sua esperienza di cre­scita. Esso gli si offre da un lato in modo immediato e diretto (gli spazi, gli oggetti e gli eventi che cadono nell'esperienza per­cettiva possono essere letti ed intesi dal bambino per quello che sono senza la necessità di una mediazione da parte dell'adulto - in questo caso è privilegiato l'approccio diretto ed in prima persona) dall'altro in modo mediato ed indiretto (le connessioni fra gli spazi e gli oggetti non è sem­pre evidente, gli eventi sono collegati fra loro da cause che non sono chiare o che sfuggono, le ragioni che originano certi fatti e situazioni ri­mangono a volte in ombra: in questo caso il bambino non può farcela da solo ed è richiesta la presenza ed il sostegno dell'adulto e/o di strumenti che ne aiutano la comprensione).

Nell'asilo nido l’atelier delle intelligenze consente da un lato di fare esperienza diretta con le cose, di guardare con i propri occhi e di toccare con le proprie mani, di soddi­sfare la propria curiosità, di rice­vere ed accet­tare spiegazioni semplici, dall'altra di dotarsi di strumenti per fare ricerca, di non ac­contentarsi cioè della soluzione più immediata e più semplice, ma di interessarsi alla soluzione di problemi, di trovare ragioni nascoste, di elaborare dei metodi personali e/o condivisi dagli altri attra­verso i quali organiz­zare il proprio lavoro.

Nella convinzione che l’atelier mira a spezzare una trasmissione di conoscenze cen­trate prevalen­temente sulla parola per giocare a favore dell'esperienza diretta ed individualizzata del bambino, esso consente:

· di accedere alle conoscenze ed alle esperienze intese come strumento attivo, ossia di acquisire cono­scenze immedia­tamente utilizzabili e orientate a fini pratici: il loro scopo è quello di fornire abilità materiali e legate all'esperienza quotidiana (apprendimen­to di contenuti e di informazioni);

· di attivare gli apprendimenti secondari, ossia di cogliere l'occasione, mentre si impara, per imparare ad imparare (apprendimento di metodi).

In questo senso la ragione educativa di fondo dell’atelier sembra proprio essere quella di consentire al bambino di approdare direttamente ed in prima persona ad esperienze di cono­scenza che potranno solo successivamente essere apprezzate nella loro congruenza e nel loro potere illuminante.

Si propongono qui di seguito schematicamente alcune ipotesi di atelier che hanno un loro collegamento più o meno stretto con le tavole di sviluppo. Di ognuno di essi si indica, a titolo esemplificativo, la sala-sezione di riferimento, l’area o le aree di sviluppo alla/e quali la proposta di atelier afferisce, il tipo di atelier proposto e alcuni contenuti e modalità dominanti del laboratorio stesso.

Si propongono qui di seguito alcuni esempi.

A. Lo spazio percettivo e motorio

Aree di sviluppo di riferimento

· Dominio delle funzioni del corpo

· Consapevolezza dell’ambiente circostante

· Motricità globale

Contenuti e modalità dominanti.

E' collocato in uno spazio ampio della sala. Si prevedono attività legate alla motricità globale e fine.

In particolare viene attivato:

· L’angolo della manipolazione: è caratterizzato dalla disponibilità di materiale quale pastella, creta, liquidi diversi, colla, carta di diversi tipi e misure

· Il percorso attrezzato: è caratterizzato dalla presenza di macrostrutture per interno (materassoni, grandi cubi ed altre forme geometriche in gom­mapiuma ricoperta) e, se possibile, per esterno (ponti mobili, passerelle, pista ciclabile, rete per l’arrampicata, ...)

B. L’atelier dell'immagine, della lettura e della fantasia

Aree di sviluppo di riferimento.

· Linguaggio

· Consapevolezza dell’ambiente circostante

Contenuti e modalità dominanti

Favorisce le prime attività di carattere grafico-pittorico (pennelli, colori, tempere, pastella, ecc.) e di lettura delle immagini (fotografie, disegni, immagini di fiabe, ...

In particolare si propone la realizzazione:

· dell’angolo della lettura (organizzazione di itinerari guidati di approccio al libro: il libro dei buchi, delle storie, degli animali, delle parole, ...)

· il cesto delle figure (esposizione di raccolte di immagini, di figure che illustrano situazioni date, di giornali da potere ritagliare, ...)

· della costruzione del libro (di immagini, di fotografie di persone note e/o di luoghi, delle proprie produzioni grafiche, ...)

C. Il laboratorio ambientale in scatola

Aree di riferimento:

· Sviluppo cognitivo

· Motricità fine

Contenuti e modalità dominanti

E’ un laboratorio che può essere utilizzato quando mancano gli spazi o le ri­sorse per la realiz­zazione di un laboratorio.

E' nella sostanza una scatola (una valigia) che contiene degli oggetti e degli strumenti che servono:

- per giocare;

- per raccogliere materiali;

- per fare ricerca;

- per compiere esperienze di carattere scientifico.

Il laboratorio in scatola consente alcuni vantaggi che qui di seguito elenchiamo:

· è un contenitore di strumenti immediatamente pronti per l'uso;

è facilmente realizzabile perché è "povero", non richiede cioè particolari risorse; per questa stessa ragione è “esportabile”, ossia è facilmente riproducibile, in modo diverso, da tutte le scuole, anche quelle relativamente povere di mezzi;

· è trasportabile (può diventare una valigia) e quindi può essere utilizzato nei luoghi dell'osservazione o della sperimentazione;

· è individuale e perciò personalizzato: ogni scatola ha un pro­prietario che ne è responsabile e deve custodirla con cura;

· contiene l'archivio delle osservazioni e dei materiali prodotti;

· contiene una dotazione fissa (alcuni strumenti di base: carta, corda, contenitori di plastica, elastici, sassi, ...) ed una dotazione variabile sulla base della situazione e del momento (lente di ingrandimento, contenitore in plastica per piccoli animali - coccinelle, farfalle, ecc. - raccoglitore di foglie, ...

D. L’atelier delle parole

Aree di riferimento

· Linguaggio

· sviluppo cognitivo

Contenuti e modalità dominanti

L’atelier della comunicazione privilegia il canale uditivo-vocale e richiama abilità fonologiche, semantiche e sintattiche per favorire l'apprendimento delle lingue. Gli obiettivi del laboratorio sono quelle di costruire un ambiente il quanto più possibile favorevole ad un bambino che sta passando da una comunicazione gestuale a quella anche verbale in una situazione di forte esposizione a più di una lingua. Formuliamo a titolo esemplificativo tre proposte.

Il libro delle parole. Si propone la costruzione di un libro. Attività di:

· raccolta di parole da inserire nel libro (giochi di suoni, assonanze, ritmi, ...);

· guardare figure, riconoscere situazioni, raccogliere immagini e ordinarle secondo un senso,...); costruzione di brevi racconti...: il libro dell'acqua, delle paure, della cucina, ecc.

L'edicola. L'edicola si propone come una occasione di utilizzo di materiale

destinato ad un rapido consumo. L'approccio può essere tanto individuale che di

piccolo gruppo. È un modo, simile alle possibilità/occasioni tradizionalmente offerte anche dalla famiglia, di accostarsi al simbolico.

Lo spazio lettura. Lo spazio lettura si propone: di essere occasione di una prima alfabetizzazione culturale attraverso la realizzazione di un ambiente cosparso di stimoli, e di risposte culturali; di favorire soprattutto le capacità rappresentative e simboliche (la raccolta di immagini, le fiabe, la poesia per piccolissimi,...); i porsi quale centro di documentazione delle esperienze educative e didattiche prodotte nelle diverse sale: raccolta di materiali diversi, itinerari di ricerca, percorsi di lettura, ecc. elaborati/proposti dalle singole sezioni e messi a disposizione di tutti.

E. L’atelier simbolico

Aree di riferimento

· Linguaggio

· sviluppo cognitivo

Contenuti e modalità dominanti

In riferimento a questo ambito si possono prevedere attività quali:

· il cesto degli oggetti (si propone al bambino oggetti individuabili sulla base di uno o più criteri: la dimensione, la forma, il colore, la stabilità/instabilità, la rigidità/plasticità, ecc. Il bambino avrà occasione di compiere diverse azioni sugli oggetti (dapprima battere, capovolgere, rotolare, portare alla bocca, ecc., poi confrontare, ordinare dal piccolo al grande, e così via).

· l'angolo del “pasticciamento” (pensiamo ad uno spazio nel quale offrire al bambino diverse occasioni di sperimentazione sulle proprietà fisiche degli oggetti. Le varie "protesi": il bastoncino -rigidità-, la corda per trainare -proprietà tensiva- o per avvolgere -flessibilità-, il bicchiere per contenere, ecc.).

· il laboratorio “logico”: è finalizzato a favorire la possibilità di compiere azioni su oggetti sulla base di relazioni spazio-temporali (un oggetto dentro l'altro, uno sopra l'altro, uno di seguito all'altro,...); compiere azioni iterative: mettere insieme, riunire, collezionare, separare,...; stabilire corrispondenze (riunire oggetti sulla base di un criterio (esempio: il colore, la forma, il suono,...); frazionare (filo, cotone idrofilo, plastilina), ridurre in pezzi (pane, biscotti, giocattoli ad incastro,...), tagliare, ecc., modificare le forme (elastico, filo di ferro ricoperto e flessibile,...); attività di trasformazione dell'azione come fingere di pulirsi il viso con attività di deformazione come il cotone, usare il cotone per farsi i baffi finti,...; utilizzare un filo o una corda per tendere, avvolgere intorno, tirare, avvicinare oggetti, ecc.

F. Lo spazio affettivo

Aree di riferimento

· Consapevolezza dell’ambiente circostante

· sviluppo sociale ed emotivo

Contenuti e modalità dominanti

In riferimento ad uno spazio “espressivo” ed “affettivo” si potrebbe supporre:

· L'angolo dei giochi e dei giocattoli affettivi. La presenza di giocattoli che (richiamano tanto personaggi della propria esperienza relazionale: bambole, bambolotti - rappresentanti bambini piccoli - ecc., quanto oggetti - spesso animali - rievocatori di immagini e o situazioni di fantasia: l'orsetto di peluche, il papero del cartone animato, il cagnolino televisivo e così via) potranno essere una occasione di gioco informale nel quale sono attivati comportamenti simbolici. Il bambino infatti giocherà a prendere in braccio, cullare e nutrire, rimproverare e sgridare, ecc., imitando, in una situazione "di finzione", alcune esperienze desunte dalla vita di tutti i giorni. Vale appena la pena precisare che per lo svolgimento di questo tipo di attività sono sufficienti (e del resto di notevole gradimento dei bambini) gli oggetti della vita quotidiana: pentole e coperchi, cucchiai e mestoli, strisce di carta, nastri, metri da sarta, ecc.

L'atelier espressivo. L'atelier ha lo scopo sia di offrire occasioni di decodifica (avvicinamento al colore, lettura di immagini fisse e/o in movimento, interpretazione di messaggi grafici), sia di proporre opportunità di codifica (avvio al grafismo, dallo scarabocchio, la linea chiusa, alla prima figura umana,...).

» Indice di "Le esperienze del nido"

» Indice generale di "Infantiae.Org™ Nido

   

  » Prodotto editoriale di riferimento

» Titolo
"ZeroTre - Che cosa fanno i bambini al Nido"
-
(Cd-rom + guida pp.24)
- di Camilla Monaco
- Prefazione di Clotilde Pontecorvo





Catalogo "ZeroTre" (CD-ROM + GUIDA/libretto pp.24) a € 18,50 + spese di spedizione

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- PACCO ORDINARIO (consegna 8/10 gg lavorativi) = € 0,93 (*)
- PACCO ORDINARIO CONTRASSEGNO (consegna 8/10 gg lavorativi) = € 2,70
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