» Il rumore di quel che non c’è (II)
- Infantiae.Org™ n.228/2005
Un racconto sulla paura e sulle strategie, fantastiche,
per fare della paura un’esperienza avventurosa di gioco
e affermazione di sé
di Manuela Monari, animatrice di lettura, Modena
• (vedi la prima parte)
Il giorno dopo Paolino prese la scatola, la dipinse tutta di blu
con i colori a tempera e la posò sul suo comodino, in attesa
di entrare in azione.
Nessuno, e credo nemmeno voi, avreste mai immaginato che quella
non era una trappola per topi, ma una vera trappola per “rumori
molesti”!
Quando si sentì pronto, in una tranquilla sera di gennaio
in cui tutto sembrava normale e nulla destava alcun sospetto,
Paolino attuò il suo piano.
Attese che tutti fossero addormentati, poi si mise in azione!
-”Meglio mettere qualche cuscino sotto alle coperte, perché
se quel rumoraccio capisse che non ci sono scommetto che non verrebbe
nemmeno!” pensò come prima cosa il nostro coraggioso
acchiappa-rumori!
Così fece. Poi rimboccò bene le coperte e osservando
il tutto da lontano disse:
-”Bene! Il risultato è ottimo!”- Poi Paolino
aprì l’armadio e indossò una tuta da ginnastica
grigio scuro, un berretto di lana nero, i guanti di pelle nera
della mamma che aveva preparato nel pomeriggio e si guardò
allo specchio: -” Proprio come speravo! Così mi confonderò
con la notte, proprio come fanno i ladri che ho visto in TV! Il
“rumore” non si accorgerà di nulla.”-
si disse compiaciuto della sua brillante idea.
-”Ma c’è ancora qualcosa che non va’!”-
esclamò -”La mia pelle è troppo bianca! Sembro
una lampadina accesa!”-
Senza esitazioni Paolino prese dei carboncini dal suo cassetto
dei colori e si annerì il viso.
Ora sembrava davvero un losco figuro, pronto a saccheggiare la
casa! Ma Paolino voleva soltanto ripulirla una volte per tutte
dal “RUMORE DI QUEL CHE NON C’E’”.
Avrebbe reso un servizio a tutta la famiglia e la pace sarebbe
finalmente tornata nella sua casa!
Si acquattò dietro alla porta della sua camera e attese.
All’improvviso...UARGHHHHFSCHHHH!...UARGHHHHFSCHHHH!....
-”Come immaginavo! Sembra Arrivare dalle scale.....Ma che
cos’è? Ancora non riesco a capirlo. Non c’è
nessuno là sotto!”- pensò Paolino attraversato
da un brivido freddo.
Era davvero il suono del nulla, un rumore trasparente e misterioso!
UARGHHHHFSCHHHH!.....UARGHHHHFSCHHHH!.....Il suono spettrale
si avvicinava....
-”Eccolo, ora sta strisciando nel corridoio! Lo so, sta
cercando proprio me, come ogni sera!”- Paolino era teso
come una corda di violino.
PUM PUM PUM! Si udì nella notte. Quel suono, però,
non c’entrava con il “RUMORE DI QUEL CHE NON C’E’”!
Quello c’era davvero ed era proprio il suo cuore che gli
martellava nel petto per la paura!
Poi, di nuovo..... UARGHHHHFSCHHHH!...
Sempre più vicino, quasi accanto a lui!
Quando Paolino lo udì chiaramente estrasse un robusto sacco
di plastica e ZAC! Con le mani che gli tremavano ed il fiato sospeso
lo catturò, proprio mentre il “RUMORE DI QUEL CHE
NON C’E’” si intrufolava furtivamente sotto
la soglia della sua porta per venirlo a spaventare.
UARGHHHHFSCHHHH!.....Tuonò più stonato del solito
il “RUMORE DI QUEL CHE NON C’E’!”
-”Ti ho acchiappato, furfante di un rumore! Ora ti sistemerò
per sempre!”- gridò Paolino felice e fiero di sé!
Accese la luce, prese la scatola scura sul comodino e vi introdusse
i lembi del sacchetto.
PSCHHHH!....Il rumore in un attimo, senza via di scampo, vi scivolò
dentro e la invase tutta.
UARGHHHHFSCHHHH! Ruggiva il rumore rinchiuso in quella prigione
di legno!
UARGHHHHFSCHHHH! Sbatteva, sibilava e si infuriava!
E poi, ZAC! Lo sportello scattò e si chiuse per sempre.
Ora Paolino aveva un nuovo, straordinario giocattolo che dopo
averci pensato molto bene chiamò “LA VOCE DELLA NOTTE
NERA”.
Infatti quell’insolito rumore non poteva che essere quello:
la voce sinistra e misteriosa del buio!
Paolino posò la sua scatolina magica sul comodino. Ne
era molto fiero!
A volte la usava per fare qualche scherzo ai suoi amici che gliela
invidiavano molto.
Altre volte, proprio prima di dormire, l’agitava per udire
ancora “IL RUMORE DI QUEL CHE NON C’E’”.
Adesso non gli sembrava più così spaventoso.
-”Sembra quasi una musica!”- disse un giorno al papà,
quando gli mostrò la sua scatolina magica per la prima
volta e gli raccontò la sua avventura.
-”Sì hai ragione, Paolino! Devo confessarti che a
me è sempre piaciuto il suono della notte....”- gli
rispose sorridendo il papà.
SSSSSCHHHHHH! Sibilava il vento.
UAUHHHHHHH! Latrava Ted.
FRRRRRRRRR! Sbatteva il bucato al sole.
E il concerto di suoni, rumori, sussurri continuò.
Ma nulla da quel giorno in poi turbò più Paolino.
Lui aveva sconfitto il rumore più spaventoso del mondo
ed anche la sua paura.
Adesso alla notte poteva dormire e sognare tranquillo!