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DEL NIDO - Sezione Speciale - " Infantiae.Org Nido"
"Le attività allasilo nido"
Asilo nido di Mogliano Veneto (Treviso)
Si può affermare che il bambino inserito
all'asilo nido si trova ad agire in un ambiente in cui vi
sono elementi che possono diventare particolarmente importanti
per sollecitare in lui certi comportamenti piuttosto che
altri, certe linee di condotta, certe modalità di approccio
a determinati problemi e così via. In questo senso, l'ambiente
circostante (ivi compresi gli stili educativi e le sollecitazioni
degli adulti presenti) diviene una componente essenziale
per la definizione per lo più implicita delle linee
di condotta che di fatto a poco a poco il bambino è invitato
a tenere.
Inoltre ciò che avviene nella pratica quotidiana
(e che è oggetto di osservazione costante da parte degli
educatori) fornisce indicazioni e spunti per la definizione
esplicita delle linee educative che essi intendono
attivare attraverso la programmazione educativa e didattica.
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La pratica dellosservazione costante per conoscere lo
sviluppo
Losservazione sistematica può risultare
un utile stimolo per la progettazione educativa innescando diversi
tipi di processi che qui brevemente presentiamo.
· Un processo di auto-osservazione. Riguarda
ciò che losservazione costante suscita in chi la applica:
le sottolineature di particolari comportamenti, la necessità di
richiamare alla mente determinati scenari e situazioni specifiche
alle quale non si aveva pensato o a cui non si aveva dato particolare
peso, i collegamenti a cui singoli item fanno pensare,
ecc. E' un modo per cercare di osservare ciò che si conosce come
se ci si mettesse (almeno parzialmente) da un altro punto di vista,
come se si volesse guardare con occhi nuovi.
· Una processo, per così dire, di valutazione
delle proprie conoscenze. Riguarda ciò che leducatore
afferma a proposito delle proprie informazioni e del proprio "sapere"
sul bambino. Losservazione, attraverso lutilizzo di
appositi strumenti ad hoc può consentire di "valutare"
le proprie conoscenze per quanto riguarda un certo bambino o un
gruppo di bambini, e su questa base (non importa se implicitamente
o esplicitamente) si può ipotizzare schemi d'azione educativi
per interventi futuri (qual è la via migliore? qual è l'intervento
più efficace? quali possono essere le alternative?).
· Un processo di valutazione dei comportamenti
del bambino in relazione alle offerte educative dellambiente.
Da un lato l'adulto osservatore guarda ciò che il bambino
in un determinato contesto fa o non fa; dall'altro
si chiede se modificando l'ambiente di vita del bambino (abitudini
quotidiane, modalità di approccio, stile comunicativo e di stimolazione)
che cosa farà o non farà. Attraverso la pratica
dellosservazione mirata l'adulto raccoglie informazioni
e nello stesso tempo le stesse informazioni che possiede (che
sono sempre in aumento) sono utili per aggiustare, trasformare,
riproporre, ecc.
· Un processo di messa a confronto delle proprie
aspettative con le prestazioni del bambino. Si parte dal presupposto
che le caratteristiche di un bambino non siano sempre facilmente
coglibili, per cui alcuni aspetti possono risultare opachi, possano
risultare non sempre ben identificabili. L'osservatore si pone
di fronte al bambino rispondendo alle domande "ho visto
che questo lo fa", "ho visto che questo lo fa
in parte". Evidentemente l'adulto nel fare queste affermazioni
presuppone che vi siano dei comportamenti del bambino la cui presenza
è assolutamente attesa (l'adulto cioè si aspetta di trovare tale
comportamento nel bambino), che ve ne siano altri la cui presenza
è, dal suo punto di vista, meno necessaria (l'adulto cioè pensa
che tale prestazione non sia particolarmente significativa in
termini di sviluppo e conseguentemente tende a vederli di meno),
che ve ne siano altri infine che gli sembrerebbero irrilevanti
(l'adulto cioè pensa che alcuni comportamenti non abbiano un legame
con lo sviluppo e conseguentemente tende a non vederli).
Il risultato di tutto questo si traduce in una
loro significativa influenza nel lavoro quotidiano costante e,
come detto, nella programmazione educativa. Tutto questo può avvenire
fra l'altro, come si è avuto modo qua e là di sottolineare, in
modo per lo più implicito.
Losservazione costante e sistematica costituire
dunque un punto di riferimento per riflettere più approfonditamente
sul legame che esiste fra l'evoluzione dei bambini (lo "sviluppo")
ed il modello pedagogico e le pratiche educative che vengono messe
in campo.
Progetti di "sfondo" e progetti
"mirati"
Le informazioni raccolte durante losservazione
possono offrire spunti ed indicazioni per quanto attiene aspetti
metodologici e di contenuto e come tali possono essere utilizzate
dalle educatrici all'asilo nido. Esse possono costituire in altri
termini un punto di riferimento per individuare le linee della
propria programmazione.
E cioè possibile formalizzare delle ipotesi
di articolazione delle attività didattiche sulla base di un piano
che prevede due momenti metodologicamente distinti: i progetti
di "sfondo" e i progetti "mirati" come
evidenzia lo schema sotto riportato Borghi Battista Quinto, L'innovazione
nella scuola dell'infanzia, Modena, Cooptip, 1985, p. 51).
I progetti di "sfondo" fanno
riferimento agli interventi educativi legati alla quotidianità,
aderenti al bambino ed alla sua cultura/esperienza di provenienza,
al suo mondo affettivo e relazionale, alle regole di vita che
organizzano la sua esistenza. Essi si dispiegano cioè in una serie
di norme che stanno "a monte" e che riguardano
complessivamente l'organizzazione della vita di ogni giorno a
casa e/o all'asilo nido.
I progetti "mirati" fanno riferimento
all'esperienza quotidiana come fonte dalla quale attingere possibili
contenuti da organizzare su un piano didattico attraverso i quali
offrire occasioni di apprendimento di informazioni / conoscenze
/abilità / strumenti.
1.
I progetti di "sfondo"
(il quotidiano, le routine, le regole, la socializzazione,
il rapporto immediato con le cose e con gli oggetti...) |
1.1. Gli spazi
Dominanze percettive e proiettive
(i colori, le forme, i confini, le tessiture, ...), organizzative
(la distribuzione, la collocazione degli arredi e degli
oggetti, la stabilità/flessibilità, ...), simbolico-culturali
(la crescita esplorativa, la dipendenza /autonomia, il
gioco, gli apprendimenti, ...)
1.2. I tempi
Dominanze istituzionali (gli orari,
il calendario, lorganizzazione del lavoro delladulto
e larticolazione della giornata del bambino), simboliche
(i tempi - asincronici - dello sviluppo, le capacità di
astrazione e di memoria, le capacità di anticipazione,
...), prassiche (listantaneità, la durata,
la successione, ...)
1.3. Le dinamiche
Le interazioni fra bambini e fra adulti
e bambini |
2.
I progetti "mirati"
(le esperienze, gli apprendimenti, le competenze/padronanze
/ abilità, ...) |
2.1. Il corpo
La percezione, il movimento e lesplorazione
dellambiente circostante, la coordinazione motoria
globale e fine, ...
2.2. La comunicazione
Dal gesto alla parola, il linguaggio
come strumento di relazione con gli altri, il linguaggio
come strumento del pensiero
2.3. Il pensiero
Le abilità cognitive e logiche: le corrispondenze,
la classificazione, la seriazione, ... |
Proposta di contenuti di esperienza
Ci si riferisce alla definizione di proposte
di contenuti di attività e la predisposizione delle metodologie
attraverso le quali tali contenuti vengono offerti ai bambini.
Rappresenta l'insieme dei momenti, degli strumenti e delle attività
proposte e rielaborate dalle insegnanti per definire e gestire
i percorsi formativi intenzionalmente proposti ai bambini dell'asilo
nido.
Proponiamo itinerari formativi declinati su quattro
campi di esperienza corrispondenti ad altrettanti mondi
quotidiani del bambino di età compresa fra zero e tre anni: la
percezione e il movimento; il gesto, l'immagine e la parola; i
problemi, le prove e le soluzioni; la società la natura.
A. La percezione ed il movimento (la psicomotricità)
Intendiamo per percezione una vasta gamma di
funzioni attraverso le quali il bambino acquisisce e seleziona
le informazioni che gli vengono fornite dall'ambiente. (colori,
forme, temperature, ...).
Attraverso il movimento il bambino organizza
la rappresentazione degli oggetti e delle persone che lo circondano
e costruisce una immagine di sé in rapporto ad essi. Ogni azione
motoria del bambino richiede un intervento nello spazio e richiama
la capacità del corpo di controllare lo spazio stesso. Attraverso
gli spostamenti e l'attività esplorativa il bambino impara a situarsi
ed a misurarsi con esso tanto in rapporto agli altri quanto in
rapporto agli oggetti. Contemporaneamente anche il tempo è legato
all'azione motoria. Il concetto di tempo nasce dalla presa di
coscienza della durata dell'azione motoria. Il bambino misura
se stesso in rapporto allo spazio ed individua le sequenze di
azione più adatte per raggiungere un risultato soddisfacente nella
manipolazione e nell'utilizzo degli oggetti. Il bambino si muove
ed agisce anche in presenza di altri, in risposta ad indicazioni
e sollecitazioni, oppure opposizioni ed interferenze degli altri.
In questo caso i comportamenti motori sono fortemente influenzati
da situazioni del contesto sociale.
B. Il gesto, l'immagine e la parola
Attraverso lo sviluppo delle capacità simboliche,
intese come capacità di distaccarsi dal contesto concreto identificando
oggetti e loro proprietà senza essere in loro presenza, il bambino
impara a padroneggiare i codici comunicativi (verbali e non verbali).
C. La società e la natura
Il bambino acquisisce informazioni e conoscenze
legate ai fenomeni dell'ambiente fisico e naturale (gli oggetti,
le piante, gli animali). Il bambino a poco a poco coglie le connessioni
e le regole che governano l'organizzazione dell'ambiente fisico
che sta intorno a lui. Parimenti dall'ambiente sociale il bambino
riceve le informazioni sui fatti e sulle situazioni che lo circondano
e a poco a poco si mette sulle tracce delle modalità e delle procedure
che ha modo di osservare, si interessa cioè dell'organizzazione
interna dei fenomeni osservati. Il bambino da un lato apprende
che cosa accade e dall'altro come accade ciò che accade. Egli
acquisisce così anche le informazioni che gli vengono dal proprio
gruppo sociale di appartenenza. Attraverso il linguaggio simbolico
che si produce attorno a lui, impara ad orientarsi in un sistema
complesso di segni: tale processo di inculturazione è caratterizzato
dalla trasmissione di modelli di comportamento da una generazione
all'altra e il suo scopo è quello di fare in modo che il bambino
diventi a poco a poco agente attivo della propria cultura adottando
e praticando i modelli che meglio sembrano conformarsi ai propri
bisogni ed alla propria esperienza. L'ambiente si manifesta come
un sistema di segni da leggere e interpretare ed egli li desume
dalla propria realtà quotidiana: gli oggetti della mamma, la cucina
e le persone che la animano, il negozio, le strade, ecc.
D. I problemi, le prove e le soluzioni
Ci si riferisce alla capacità di comprendere
la funzione d'uso degli oggetti, di rispettare una se-quenza di
azioni finalizzate ad uno scopo, alla capacità di compiere azioni
mentali attraverso le quali organizzare la realtà (raggruppare,
ordinare, ecc.), alla capacità di utilizzare gli oggetti e rivivere
situazioni in maniera imitativa e simbolica.
Gli atelier delle intelligenze
Una preoccupazione delle educatrici e degli adulti
che operano nellasilo nido è quella di offrire al bambino
un ambiente nel quale egli possa trovarsi ampiamente a suo agio.
Diventa particolarmente importante, in questo senso, lorganizzazione
dei tempi e degli spazi. Se laccoglienza allasilo
nido e la continuità con lesperienza domestica è importante
per lo sviluppo del bambino, non ci si deve fermare qui. Il rischio
può essere infatti che per molti bambini il divario fra le loro
potenzialità e le occasioni di esperienza disponibili allasilo
nido possa essere grande.
Occorre perciò un asilo nido capace di offrire
una molteplicità di stimoli, di occasioni e di esperienze in grado
di favorire le molteplici abilità del bambino. Si può cioè pensare
allasilo nido come ad una sorta di "atelier delle
intelligenze". Non si pensa, con questo, a nessuna intenzionalità
anticipatrice e precocizzante: lo scopo non è volere "riempire
le teste dei bambini", quanto piuttosto quello di offrire
loro un ambiente di vita nel quale sono presenti possibilità di
molteplici incursioni esplorative non solo nellesperienza
comune e nella cultura del quotidiano, ma anche nel complesso
mondo dei linguaggi codificato di cui lambiente che circonda
il bambino è largamente disseminato.
La strategia pedagogica dellatelier delle
intelligenze può essere proposta ed interpretata alla luce delle
esperienze prodotte nei servizi formativi secondo due chiavi di
lettura di significato pedagogico differenziato.
Da una parte latelier è lo strumento per
eccellenza di un'interpretazione dell'educazione al nido che punta
alla stimolazione nel bambino della capacità di costruire/scoprire
direttamente l'esperienza e la cultura.
Dall'altro esso è stato in diversi asili nido
sperimentato come strumento per l'attivazione di competenze prefissate
in un contesto dominante di esecuzione / applicazione (Si
veda a questo proposito la scheda dedicata a: "I laboratori
dei campi di esperienza nell'asilo nido" in B. Q. Borghi
- L. Guerra, Manuale di didattica per l'asilo nido, Bari,
Laterza, 1992, pp. 82-92. ).
Latelier si propone al bambino come il
primo banco di prova per la sua esperienza di crescita. Esso gli
si offre da un lato in modo immediato e diretto (gli spazi, gli
oggetti e gli eventi che cadono nell'esperienza percettiva possono
essere letti ed intesi dal bambino per quello che sono senza la
necessità di una mediazione da parte dell'adulto - in questo caso
è privilegiato l'approccio diretto ed in prima persona) dall'altro
in modo mediato ed indiretto (le connessioni fra gli spazi e gli
oggetti non è sempre evidente, gli eventi sono collegati fra loro
da cause che non sono chiare o che sfuggono, le ragioni che originano
certi fatti e situazioni rimangono a volte in ombra: in questo
caso il bambino non può farcela da solo ed è richiesta la presenza
ed il sostegno dell'adulto e/o di strumenti che ne aiutano la
comprensione).
Nell'asilo nido latelier delle intelligenze
consente da un lato di fare esperienza diretta con le cose, di
guardare con i propri occhi e di toccare con le proprie mani,
di soddisfare la propria curiosità, di ricevere ed accettare spiegazioni
semplici, dall'altra di dotarsi di strumenti per fare ricerca,
di non accontentarsi cioè della soluzione più immediata e più
semplice, ma di interessarsi alla soluzione di problemi, di trovare
ragioni nascoste, di elaborare dei metodi personali e/o condivisi
dagli altri attraverso i quali organizzare il proprio lavoro.
Nella convinzione che latelier mira a spezzare
una trasmissione di conoscenze centrate prevalentemente sulla
parola per giocare a favore dell'esperienza diretta ed individualizzata
del bambino, esso consente:
di accedere alle conoscenze ed alle esperienze
intese come strumento attivo, ossia di acquisire conoscenze
immediatamente utilizzabili e orientate a fini pratici: il loro
scopo è quello di fornire abilità materiali e legate all'esperienza
quotidiana (apprendimento di contenuti e di informazioni);
di attivare gli apprendimenti secondari,
ossia di cogliere l'occasione, mentre si impara, per imparare
ad imparare (apprendimento di metodi).
In questo senso la ragione educativa di fondo
dellatelier sembra proprio essere quella di consentire al
bambino di approdare direttamente ed in prima persona ad esperienze
di conoscenza che potranno solo successivamente essere apprezzate
nella loro congruenza e nel loro potere illuminante.
Si propongono qui di seguito schematicamente
alcune ipotesi di atelier che hanno un loro collegamento più o
meno stretto con le tavole di sviluppo. Di ognuno di essi si indica,
a titolo esemplificativo, la sala-sezione di riferimento, larea
o le aree di sviluppo alla/e quali la proposta di atelier afferisce,
il tipo di atelier proposto e alcuni contenuti e modalità dominanti
del laboratorio stesso.
Si propongono qui di seguito alcuni esempi.
A. Lo spazio percettivo e motorio
Aree di sviluppo di riferimento:
Dominio delle funzioni del corpo
Consapevolezza dellambiente circostante
Motricità globale
Contenuti e modalità dominanti.
E' collocato in uno spazio ampio della sala.
Si prevedono attività legate alla motricità globale e fine.
In particolare viene attivato:
Langolo della manipolazione: è caratterizzato
dalla disponibilità di materiale quale pastella, creta, liquidi
diversi, colla, carta di diversi tipi e misure
Il percorso attrezzato: è caratterizzato dalla
presenza di macrostrutture per interno (materassoni, grandi cubi
ed altre forme geometriche in gommapiuma ricoperta) e, se possibile,
per esterno (ponti mobili, passerelle, pista ciclabile, rete per
larrampicata, ...)
B. Latelier dell'immagine, della lettura
e della fantasia
Aree di sviluppo di riferimento.
Linguaggio
Consapevolezza dellambiente circostante
Contenuti e modalità dominanti
Favorisce le prime attività di carattere grafico-pittorico
(pennelli, colori, tempere, pastella, ecc.) e di lettura delle
immagini (fotografie, disegni, immagini di fiabe, ...
In particolare si propone la realizzazione:
dellangolo della lettura (organizzazione
di itinerari guidati di approccio al libro: il libro dei buchi,
delle storie, degli animali, delle parole, ...)
il cesto delle figure (esposizione di raccolte
di immagini, di figure che illustrano situazioni date, di giornali
da potere ritagliare, ...)
della costruzione del libro (di immagini, di
fotografie di persone note e/o di luoghi, delle proprie produzioni
grafiche, ...)
C. Il laboratorio ambientale in scatola
Aree di riferimento:
Sviluppo cognitivo
Motricità fine
Contenuti e modalità dominanti
E un laboratorio che può essere utilizzato
quando mancano gli spazi o le risorse per la realizzazione di
un laboratorio.
E' nella sostanza una scatola (una valigia) che
contiene degli oggetti e degli strumenti che servono:
- per giocare;
- per raccogliere materiali;
- per fare ricerca;
- per compiere esperienze di carattere scientifico.
Il laboratorio in scatola consente alcuni vantaggi
che qui di seguito elenchiamo:
è un contenitore di strumenti immediatamente
pronti per l'uso;
è facilmente realizzabile perché è "povero",
non richiede cioè particolari risorse; per questa stessa ragione
è "esportabile", ossia è facilmente riproducibile, in
modo diverso, da tutte le scuole, anche quelle relativamente povere
di mezzi;
è trasportabile (può diventare una valigia) e
quindi può essere utilizzato nei luoghi dell'osservazione o della
sperimentazione;
è individuale e perciò personalizzato: ogni scatola
ha un proprietario che ne è responsabile e deve custodirla con
cura;
contiene l'archivio delle osservazioni e dei
materiali prodotti;
contiene una dotazione fissa (alcuni strumenti
di base: carta, corda, contenitori di plastica, elastici, sassi,
...) ed una dotazione variabile sulla base della situazione e
del momento (lente di ingrandimento, contenitore in plastica per
piccoli animali - coccinelle, farfalle, ecc. - raccoglitore di
foglie, ...
D. Latelier delle parole
Aree di riferimento
Linguaggio
sviluppo cognitivo
Contenuti e modalità dominanti
Latelier della comunicazione privilegia
il canale uditivo-vocale e richiama abilità fonologiche, semantiche
e sintattiche per favorire l'apprendimento delle lingue. Gli obiettivi
del laboratorio sono quelle di costruire un ambiente il quanto
più possibile favorevole ad un bambino che sta passando da una
comunicazione gestuale a quella anche verbale in una situazione
di forte esposizione a più di una lingua. Formuliamo a titolo
esemplificativo tre proposte.
Il libro delle parole. Si propone la costruzione
di un libro. Attività di:
raccolta di parole da inserire nel libro (giochi
di suoni, assonanze, ritmi, ...);
guardare figure, riconoscere situazioni, raccogliere
immagini e ordinarle secondo un senso,...); costruzione di brevi
racconti...: il libro dell'acqua, delle paure, della cucina, ecc.
L'edicola. L'edicola si propone
come una occasione di utilizzo di materiale
destinato ad un rapido consumo. L'approccio può
essere tanto individuale che di
piccolo gruppo. È un modo, simile alle possibilità/occasioni
tradizionalmente offerte anche dalla famiglia, di accostarsi al
simbolico.
Lo spazio lettura. Lo spazio lettura si
propone: di essere occasione di una prima alfabetizzazione culturale
attraverso la realizzazione di un ambiente cosparso di stimoli,
e di risposte culturali; di favorire soprattutto le capacità rappresentative
e simboliche (la raccolta di immagini, le fiabe, la poesia per
piccolissimi,...); i porsi quale centro di documentazione delle
esperienze educative e didattiche prodotte nelle diverse sale:
raccolta di materiali diversi, itinerari di ricerca, percorsi
di lettura, ecc. elaborati/proposti dalle singole sezioni e messi
a disposizione di tutti.
E. Latelier simbolico
Aree di riferimento
Linguaggio
sviluppo cognitivo
Contenuti e modalità dominanti
In riferimento a questo ambito si possono prevedere
attività quali:
il cesto degli oggetti (si propone
al bambino oggetti individuabili sulla base di uno o più criteri:
la dimensione, la forma, il colore, la stabilità/instabilità,
la rigidità/plasticità, ecc. Il bambino avrà occasione di compiere
diverse azioni sugli oggetti (dapprima battere, capovolgere, rotolare,
portare alla bocca, ecc., poi confrontare, ordinare dal piccolo
al grande, e così via).
l'angolo del "pasticciamento"
(pensiamo ad uno spazio nel quale offrire al bambino diverse occasioni
di sperimentazione sulle proprietà fisiche degli oggetti. Le varie
"protesi": il bastoncino -rigidità-, la corda per trainare
-proprietà tensiva- o per avvolgere -flessibilità-, il bicchiere
per contenere, ecc.).
il laboratorio "logico":
è finalizzato a favorire la possibilità di compiere azioni su
oggetti sulla base di relazioni spazio-temporali (un oggetto dentro
l'altro, uno sopra l'altro, uno di seguito all'altro,...); compiere
azioni iterative: mettere insieme, riunire, collezionare, separare,...;
stabilire corrispondenze (riunire oggetti sulla base di un criterio
(esempio: il colore, la forma, il suono,...); frazionare (filo,
cotone idrofilo, plastilina), ridurre in pezzi (pane, biscotti,
giocattoli ad incastro,...), tagliare, ecc., modificare le forme
(elastico, filo di ferro ricoperto e flessibile,...); attività
di trasformazione dell'azione come fingere di pulirsi il viso
con attività di deformazione come il cotone, usare il cotone per
farsi i baffi finti,...; utilizzare un filo o una corda per tendere,
avvolgere intorno, tirare, avvicinare oggetti, ecc.
F. Lo spazio affettivo
Aree di riferimento
Consapevolezza dellambiente circostante
sviluppo sociale ed emotivo
Contenuti e modalità dominanti
In riferimento ad uno spazio "espressivo"
ed "affettivo" si potrebbe supporre:
L'angolo dei giochi e dei giocattoli affettivi.
La presenza di giocattoli che (richiamano tanto personaggi della
propria esperienza relazionale: bambole, bambolotti - rappresentanti
bambini piccoli - ecc., quanto oggetti - spesso animali - rievocatori
di immagini e o situazioni di fantasia: l'orsetto di peluche,
il papero del cartone animato, il cagnolino televisivo e così
via) potranno essere una occasione di gioco informale nel quale
sono attivati comportamenti simbolici. Il bambino infatti giocherà
a prendere in braccio, cullare e nutrire, rimproverare e sgridare,
ecc., imitando, in una situazione "di finzione", alcune
esperienze desunte dalla vita di tutti i giorni. Vale appena la
pena precisare che per lo svolgimento di questo tipo di attività
sono sufficienti (e del resto di notevole gradimento dei bambini)
gli oggetti della vita quotidiana: pentole e coperchi, cucchiai
e mestoli, strisce di carta, nastri, metri da sarta, ecc.
L'atelier espressivo. L'atelier
ha lo scopo sia di offrire occasioni di decodifica (avvicinamento
al colore, lettura di immagini fisse e/o in movimento, interpretazione
di messaggi grafici), sia di proporre opportunità di codifica
(avvio al grafismo, dallo scarabocchio, la linea chiusa, alla
prima figura umana,...).
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» Titolo
"ZeroTre - Che cosa fanno i bambini al Nido"
- (Cd-rom + guida pp.24)
- di Camilla Monaco
- Prefazione di Clotilde Pontecorvo
»
Spese di spedizione
- PACCO ORDINARIO (consegna 8/10 gg lavorativi) = €
0,93 (*)
- PACCO ORDINARIO CONTRASSEGNO (consegna 8/10 gg lavorativi)
= € 2,70
- PACCO CELERE TRE CONTRASSEGNO (consegna 3/4 gg lavorativi)
= € 8,00
(*) Pagamento in carta di credito, bonifico
bancario, c/c postale
• Contatti
- Ordini via FAX al numeri +39.06.7102526
- Informazioni al numero mobile 329.7004539
e/o a commerciale@infantiae.org |
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