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» Giuseppina Ganio Mego Cecchin, Racconti di una nonna, Effata edizioni, Torino - Infantiae.Org™ n.274/2006

di Walter Ferrarotti, pedagogista Fism, Torino


Ho provato una grande commozione nel leggere le pagine del libro di Giuseppina Ganio Mego Cecchin. Sono scorci di vita vera, sentita profondamente, ma raccontata con un linguaggio semplice, lineare e quindi tanto più immediatamente comunicativo. Chi è vissuto in campagna negli anni tra le due grandi guerre e in quelli immediatamente successivi, sa che i fatti raccontati non possono non essere veri, anche se non fossero accaduti!

E’ la verità di una vita accettata con tutte le sue difficoltà, con uno spirito tale da nobilitare tutto, anche ciò che molti definiscono miseria. La dignità della persona pervade ogni episodio, emerge dai fatti non ha bisogno di essere declamata. La morale è nelle azioni quotidiane, non nelle sentenze. Il fascino di un mondo fantastico è negli oggetti e negli animali alla portata di tutti, non negli spettacoli sontuosi, inaccessibili ai più. La fede dà un senso alla vita e crea un ponte ‘visibile’ fra le ‘due vite’ e libera dall’angoscia della morte.

C’è una costante, forte carica di ottimismo, che non scade mai nelle smancerie di un mondo color di rosa. E’ l’ottimismo di un adulto che ha conservato quello del bambino con tutta la sua voglia di vivere, che vorrebbe riscoprire o rianimare in tutti quelli che incontra.

Non è solo la storia di una bambina, ma quella di tante persone che l'hanno vissuta con lei, perché le storie vere non sono mai storie di una persona sola. Una persona può fare da filo conduttore di una vicenda in cui altre persone, animali e ambienti sono protagonisti, ma la sua vita sarebbe stata diversa se fosse venuto meno anche solo uno dei personaggi che ne hanno condiviso una parte.

Sono osservazioni ovvie, che, tuttavia, molti modelli culturali che ci vengono proposti ci fanno dimenticare, riproponendo i miti di eroi solitari che lottano e vincono contro tutto e contro tutti.
I personaggi di Giuseppina Ganio Mego non sono supereroi o maghi competitivi, ma persone che hanno la loro forza nella solidarietà, anche con gli animali, che rispondono in modo sorprendente alla simpatia umana.

Queste storie che una nonna ha raccontato alle nipotine hanno avuto successo, e quale successo, visti i disegni con i quali Marianna, la maggiore, ha rivissuto le imprese della nonna! Non si poteva pretendere una migliore illustrazione del libro. Questo successo ha una spiegazione: la protagonista si è proposta senza mascheramenti ed ha fatto entrare le sue ascoltatrici in un mondo ormai lontano, remoto, incomprensibile se non ci fosse stata lei, testimone viva, a rappresentarlo. Forse, se si fosse limitata ad offrirglielo con uno scritto, le nipotine non avrebbero capito, non l'avrebbero scoperto interessante, perché il mondo di oggi, quello vissuto dai bambini, è troppo diverso da quello raccontato da nonna Giuseppina. Ma la voce della nonna, il suo sorriso, il suo tono sicuro di chi dice «io sono la storia che ti racconto», hanno il potere che manca alla parola scritta nei confronti del bambino che non sa ancora interpretare la storia, perché la sua storia è troppo breve, quasi inesistente.

Qualcuno obietterà che ai bambini si raccontano, si leggono storie, fiabe, leggende che suscitano in loro un grande interesse. Ma questo ci impone di evidenziare la differenza sostanziale tra la narrazione fiabesca, romanzesca, e la storia; con una semplice battuta (e me ne scuso) non essendo questa la sede per affrontare tale problema. La narrazione fantastica è un mondo con un inizio e una fine, con personaggi in cui il lettore si identifica, rivivendo le proprie dinamiche relazionali; la storia invece propone un cammino in cui ciascuno può inserirsi, dando il proprio contributo alla costruzione di un percorso infinito. I personaggi sono ben distinti e non «assimilabili».

Le fiabe, i miti, i romanzi sono, nel bene e nel male, possibili modelli di vita; la storia è la strada che stiamo percorrendo insieme ad altri con i quali possiamo condividere, o non, aspirazioni, valori, gioie, fatiche. La storia si fa con i rapporti umani diretti. Si capiscono i libri di storia quando si crea una continuità tra gli eventi più lontani e la vita quotidiana.

La storia di nonna Giuseppina è un libro di storia, che fa scoprire gli aspetti gioiosi e tristi e il senso della vita di una persona negli eventi vissuti e conservati nella memoria. Ciò che racconta è stato molto importante per chi l'ha ascoltato dalle parole di nonna Giuseppina. Per chi leggerà il libro sarà uno stimolo a ripensare la propria vita e farne storia per altri ascoltatori.
È un libro per la famiglia, che suggerisce un modo per alimentare il dialogo e fare la storia, scoprendo nella vita quotidiana il «meraviglioso» dell'esistenza che ci è data, unica e irripetibile. Ma è anche un libro per la scuola, perché suggerisce agli insegnanti l'importanza di proporsi ai propri alunni come testimoni convinti di un possibile futuro, non come distaccati ripetitori di schemi culturali chiusi nei libri.

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