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Infantiae.Org Nido"
"I materiali e gli arredi"
a cura di Infantiae.Org™
Per materiali in generale si intendono quelle
componenti dell'ambiente adatti a soddisfare le più svariate
esigenze dell'uomo. Si tratta cioè di quelle risorse (naturali)
che l'uomo sfrutta e che costituiscono la base per la fabbricazione
di prodotti di utilità. Non sono quindi tali quelle risorse
che non posseggono (oppure di cui non è possibile prevedere)
una loro utilità, una loro funzione d'uso.
La stessa cosa si può dire anche analogamente
per la scuola materna. Per materiali intendiamo quelle risorse
che sono utili al bambino in ragione della loro funzione (o dello
loro molteplici funzioni) d'uso per il suo sviluppo. Ed in questo
senso è possibile arrivare ad affermare che vi sono materiali
essenziali ed irrinunciabili (potremmo paragonarli alle cosiddette
"materie prime" per l'industria), altri opportuni anche
se non indispensabili ed altri ancora sostanzialmente inutili.
In ogni modo, se ci è consentito riprendere il paragone
più sopra esposto, è indubbio che la presenza di
materiali nella scuola è il segno della ricchezza della
scuola stessa allo stesso modo per cui la presenza di materie
prime è una condizione necessaria (ma non sufficiente)
per la ricchezza di una nazione. Non sufficiente perché
è necessario essere in grado di potere utilizzare tali
risorse: allo stesso modo a poco vale un'abbondanza di risorse
a disposizione della scuola in assenza di una strategia di utilizzo
adeguata, ossia senza un piano educativo che ne consenta l'utilizzo
ottimale. In tal caso, in presenza cioè di un progetto
educativo debole, a nulla valgono da soli i materiali e le potenzialità
che essi potrebbero esprimere.
Sinteticamente i materiali presenti nella scuola
materna dovrebbero essere tali da rispondere ad alcuni criteri
dominanti: la dominanza percettiva, la dominanza funzionale, la
dominanza simbolica.
La dominanza percettiva
Nella scelta dei diversi materiali (degli arredi,
così come, pur in misura diversa, degli oggetti di uso
quotidiano, dei giocattoli, dei cosiddetti "materiali di
consumo") è importante prestare attenzione alle loro
qualità percettive ed alla varietà di esperienze
che attraverso di essi è possibile offrire. La presenza
di una molteplicità di materiali diversi fra loro per proprie
caratteristiche strutturali nel favorire la voglia di esplorare
dovrebbe/potrebbe riguardare:
La varietà di colori presenti nell'ambiente
e negli oggetti (né "monotonia", né "caos"
percettivo);
L'esistenza di una vasta gamma di possibili
opportunità tattilo-percettive (rigidità ed elasticità,
durezza e friabilità, consistenza e frammentarietà,
stabilità ed instabilità; fissità e variabilità
della forma, ecc.)
La co-presenza di materiali "indivisibili",
strutturati una volta per tutte e materiali che si prestano ad
essere rimodellati, smontati e rimontati, scomposti e ricomposti
in un modo diverso.
La dominanza funzionale
La scelta dei materiali deve avvenire sulla base
di uno scopo esplicito e deve essere in possesso di caratteri
pedagogici definiti. Indicativamente si pensa ai materiali legati:
· all'organizzazione dei momenti di routine
(che cosa serve per rendere più accogliente il momento
dell'entrata? come predisporre una tavola per consumare un pasto
gradevole? è sufficientemente "morbida" la coperta
che serve per il riposo? ...)
· al gioco (come favorire il gioco individuale
e di gruppo? come consentire dominanze diverse del gioco: motorio,
sociale, affettivo, esplorativo-cognitivo?)
· alla comunicazione (come sono consentiti/favoriti
i rapporti comunicativi con gli altri? un tappeto in un angolo
appositamente predisposto? uno spazio racchiuso da arredi? ...)
· alle abilità motorio-corporee
(percorrere, salire, saltare, stare in equilibrio, scivolare,
rotolarsi, esplorare sensorialmente, ...)
· agli apprendimenti (riconoscere ricorsività,
cogliere nessi e relazioni, ipotizzare possibili cause, intuire
principi costitutivi, ...)
La dominanza simbolica
E' indubbio che vi siano qualità sensoriali
dell'ambiente circostante che assumono un significato simbolico.
Il carattere della "morbidezza" è assimilabile
al senso di protezione ed al calore dell'abbraccio; un orsetto
che fosse privo di gradevolezza tattile non verrebbe utilizzato
per essere "tenuto in braccio", un cibo di un colore
non invitante difficilmente viene consumato e così via.
Il bambino cioè stabilisce una relazione soggettiva con
singoli oggetti che acquistano in questo modo un preciso significato
per lui (gli "oggetti transazionali")
Gli oggetti
Sono possibili in situazione educativa due concezioni,
fra loro antitetiche, del concetto di oggetto.
Una prima definizione è estensiva e rimanda
a tutto ciò che può esistere per la conoscenza,
ossia al mondo intero, ed in particolare anche perciò a
tutto ciò che può divenire per il bambino una rappresentazione.
Una seconda accezione rimanda a tutto quanto
è fisico, concreto, materiale.
Siamo insomma in qualche modo in presenza, a
seconda che si prenda in considerazione l'uno o l'altro degli
aspetti, dell'Homo Sapiens o dell'Homo Faber. E' possibile cioè
parlare, in relazione agli oggetti, di una funzione prevalentemente
rappresentativa e di una funzione operativa e pratica maggiormente
legata cioè alla cultura materiale.
Funzione rappresentativa
E' indubbio che un ambiente ricco (e tale ricchezza
è rappresentata anche dalla qualità degli oggetti
in esso contenuti) è in sé maggiormente stimolante
e gioca di conseguenza a favore dello sviluppo. E' implicito che
tale ricchezza dipende non tanto dalla quantità, quanto
dalla qualità ed insieme dalla varietà. La crescita
sana del bambino dipende da ciò che gli sta intorno (oggetti,
ma anche persone, climi, emozioni, ecc.).
Le parole nascono dalle cose ed i nomi degli
oggetti svolgono una funzione economica in quanto stanno al posto
degli oggetti stessi. A questo si aggiunge che le "parole"
sono un ingrediente essenziale del "pensiero": insomma
si pensa attraverso delle parole (si pensa in una "lingua")
che a loro volta stanno al posto delle cose. In questo senso gli
oggetti sono il veicolo del pensiero ed è indubbio che
il pensiero parte (e nello stesso tempo è rappresentazione)
proprio dalle cose.
Funzione operativa e pratica
Il rapporto con gli oggetti, dal punto di vista
della loro funzione operativa, è complesso. Si può
pensare:
· al semplice utilizzo di oggetti (i quali
in questo senso preesistono e sono "immodificabili");
· alla produzione di oggetti (i quali
in questo senso sono il prodotto dell'intenzione "fabbricatrice"
di chi li realizza);
· agli oggetti in "rete" o fra
loro concatenati: questo avviene quando un oggetto ne richiama
necessariamente un altro o quando un oggetto è legato strettamente
ad un altro oggetto (una ruota d'automobile richiama il suo intero,
cioè l'automobile; un tavolo richiama il suo complementare,
cioè la sedia.
Sul piano della cultura materiale è lecito
dire che gli oggetti hanno una funzione pratica immediata e differita.
· La funzione immediata richiama il criterio
di utilità: risponde cioè sempre ad un bisogno e
sottolinea l'aspetto tecnico-pratico della realizzazione o dell'utilizzo
degli oggetti. Le qualità desunte in rapporto a quest'ottica
sono quelle della pesantezza o della leggerezza, della maneggevolezza,
della stabilità, ecc.
· La funzione mediata rimanda al criterio
della simbolicità e marca il significato che un determinato
oggetto porta con sé: magico-rituale, religioso, estetico,
ecc. Insomma molto spesso dietro un oggetto sta un'idea e tale
idea è richiamata (continuamente) dall'oggetto.
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» Prodotto editoriale
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» Titolo
"ZeroTre - Che cosa fanno i bambini al Nido"
- (Cd-rom + guida pp.24)
- di Camilla Monaco
- Prefazione di Clotilde Pontecorvo
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Spese di spedizione
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