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» GLI STRUMENTI DEL NIDO - Sezione Speciale - " Infantiae.Org Nido"

Gli spazi delle routine: IL SALONE, LA ZONA PRANZO, LA ZONA SONNO, I BAGNI

Paola Marchetti, Coordinatore Pedagogico - Area Infanzia e Adolescenza, Quartiere Savena - Comune di Bologna

Organizzare gli spazi di un Nido D’Infanzia, vuol dire affrontare la complessità di un sistema polifunzionale che come tale deve soddisfare contemporaneamente una molteplicità di funzioni, bisogni, relazioni.
Diversamente dai luoghi di lavoro monofunzionali ed in analogia con lo spazio domestico, il Nido D’infanzia accoglie bambini e adulti – educatori e genitori – per un lungo periodo di tempo nell’arco della giornata, dovendo così rispondere ad esigenze di contenuto diversificato.
Queste esigenze sono generalmente connesse alle routine, dell’entrata e uscita, del pasto, dell’igiene personale, del sonno.
Attività abitualizzate di natura diversificata, le routine assolvono ad una funzione di tipo cognitivo ed emotivo.
Cognitivo, poichè’ nel loro costante ripetersi consentono al bambino di ricordare, quindi prevedere ed anticipare ciò che accadrà, la successione della giornata.
Emotivo, perché la prevedibilità degli eventi ed il rapporto individualizzato con l’educatore rassicura il bambino.

 

» Camilla Monaco “ZEROTRE – Che cosa fanno i bambini al Nido ” (CD-Rom + guida pp. 24), Ediz. Infantiae.Org™, Roma 2007
Prefazione
di Clotilde Pontecorvo, Università “Sapienza” Roma.

Vai alla PRESENTAZIONE (clicca qui!)

Data l’importanza generale e specifica delle routine, queste “irripetibili quotidianità “ devono svolgersi all’interno di uno spazio strutturato secondo determinati criteri di seguito illustrati.

SALONE

Nei servizi educativi per l’infanzia, il salone svolge generalmente una pluralità di funzioni.
Luogo – soglia fra l’interno e l’esterno del Nido, il salone acquisisce tale significato poiché in esso si realizzano le routine dell’entrata e dell’uscita.

Sono questi momenti a forte connotazione emotivo – affettiva, poiché il bambino deve elaborare la separazione dalla figura di riferimento e il dolore relativo a questo evento nonché “decontestualizzarsi “, ossia compiere un passaggio da una situazione all’altra.
Un distacco positivo dal genitore è presupposto importante per godere l’esperienza del Nido.Allo stesso modo, un ricongiungimento emotivamente sereno è necessario per sostenere il bambino nel passaggio fisico e psicologico dal contesto Nido al contesto familiare.
Creare una configurazione di spazio che possa configurarsi come elemento d’aiuto in questi momenti di entrata e uscita, vuol dire innanzitutto fare del salone un luogo accogliente, attraverso accorgimenti strutturali ed una estetica calda e intima.
Il genitore ed il bambino, iniziano qui la loro giornata al Nido, all’interno di un luogo al quale viene affidato il non facile compito di dare il benvenuto alla coppia madre/padre / bambino.
Come ogni luogo che voglia “ accogliere”, dunque il salone dovrà essere caratterizzato da un’atmosfera intima, individualizzata resa possibile da luci modulate, colori gradevoli, eliminazione di rumori eccessivi mediante pannelli fonoassorbenti.
Anche la presenza di tende dai colori chiari e piante, quando possibile, contribuisce a definire uno spazio con analogie di casa, come tale rassicurante nel suo invito ad entrare.
Accanto a questo, irrinunciabile è la presenza nel salone, di almeno un angolo appartato che consenta di separarsi dal gruppo allargato, per dedicare al bambino ed al genitore appena arrivati, il proprio momento di attenzione individualizzata.
Poiché protagonista delle routine di entrata ed uscita è la coppia adulto di riferimento – bambino,
l’arredamento del salone dovrà prevedere anche qualche elemento a misura di adulto, indispensabile in questi momenti ed anche durante il periodo dell’ambientamento.

Luogo metaforico di separazioni e ricongiungimenti, il salone è anche spazio dei momenti - cerniera, di attesa fra l’uno e l’altro evento. L’attesa del pasto, del sonno, del gioco libero dopo le attività etc…..
Frequente è infatti l’esperienza dei Nidi nei quali il salone rappresenta l’unico spazio alternativo alle sezioni, utilizzato a turno da tutti i bambini, sia a livello singolo che di intersezione, per lo svolgimento di alcune attività e per le sopracitate attese.
Per rispondere in modo funzionale a questa pluralità di momenti, da gestirsi con grande cura, l’organizzazione del salone deve essere pensata in relazione al Nido D’Infanzia complessivamente considerato.
Come già affermato, i molteplici bisogni infantili trovano risposta potenziale nella presenza di spazi atti a garantire un equilibrio dinamico fra strutturato e non – strutturato, sociale e individuale.
Nella presenza di luoghi corrispondenti ad aree ludiche che il bambino deve incontrare per crescere.
Analogamente, i bisogni degli adulti – educatori e genitori – di incontro, progettazione, documentazione, richiedono di collocarsi in precise geometrie abitative, per legittimarsi anche attraverso i luoghi dell’educare.
Per questo motivo, costituisce decisione strategica la capacità di analizzare l’esistente in senso trasversale, così da utilizzare il salone a completamento delle funzioni ancora mancanti.
Nell’ipotesi in cui, l’ampiezza del Nido D’infanzia sia sufficientemente per dare spazio a tutte le aree ludiche, il salone potrà utilmente essere impiegato come spazio di gioco motorio e libero movimento.
In generale, infatti, il salone si configura come il locale più ampio del Nido, quindi come luogo interno più adeguato per le attività di movimento, da specificarsi eventualmente in setting psico – motori, con l’ausilio di arredi e materiali adeguati.
In caso contrario, la sua parziale delimitazione - comunque necessaria per evitare effetti confusivi - potrà consentire di ricavare angoli di gioco assenti in altri luoghi.
In ogni caso, data la conformazione del salone e la necessità di preservare nel Nido uno spazio idoneo alle attività di libero movimento, è necessario ricordare che la decisione degli angoli di gioco da collocare in questo spazio deve seguire il principio di coerenza.
Nel salone quindi, possono essere accolte attività che permettano sequenze di gioco evitando antitesi.
Ad esempio, se la connotazione principale del salone è quella del movimento è possibile arricchirla con macro –strutture utili al gioco simbolico da articolarsi eventualmente attraverso la presenza di un teatrino e/o angolo travestimenti.
La presenza all’interno del salone di macro – strutture ludiche, ottiene il duplice scopo di moltiplicare le possibilità di incontri, giochi, relazioni ; delimitando al contempo uno spazio altrimenti troppo ampio come tale dispersivo.
Altra ipotesi è rappresentata da quella tipologia di Nido, la cui struttura richiama un cannocchiale. Si intende con tale definizione, il Nido a svolgimento lineare nel quale da una sezione si accede all’altra in assenza di spazi comuni o spazio salone.
In questo caso, risulta comunque importante reperire una stanza da dedicare alle attività di movimento e psico – motorie.


ZONA PRANZO

Il pasto rappresenta un momento di centrale importanza poiché simbolico di una esperienza non solo corporea ma anche psichica, come tale inscritta nel più generale percorso dell’autonomia infantile.
Per tali caratteristiche durante il momento del pasto è importante realizzare il passaggio dal bisogno al desiderio. Desiderio di vivere e far vivere al bambino una esperienza piacevole affettivamente e socialmente connotata.
Finalità del pasto, infatti non è semplicemente quella di saziare il bambino ma di proporgli un uso ed una sperimentazione attiva ed individualizzata della realtà.
Per realizzare questi obiettivi è indispensabile che durante il pasto, il bambino abbia la possibilità di concentrarsi sulle proprie sensazioni interne ed esterne. Sulla relazione con l’adulto prima ed in seguito con i coetanei.
Di qui l’esigenza di individuare all’interno del Nido zone pranzo prive o comunque protette da interferenze micro – climatiche. Da evitare, dunque luoghi troppo rumorosi, di passaggio eccessivamente esposti alla luce o insufficientemente illuminati, etc...
Situazione ideale è quella di disporre di spazi autonomi, adiacenti le singole sezioni, deputati solo allo svolgimento di questa funzione. In questo modo lo spazio acquisisce significato peculiare attraverso le attività che lo animano e contemporaneamente diventa elemento di comprensione – anticipazione dello svolgimento temporale, rassicurando così il bambino mediante la comprensione di ciò che accadrà.
In caso contrario, ossia nell’ipotesi in cui l’assenza di spazi autonomi vincoli lo svolgimento del pasto all’interno delle sezioni è comunque indispensabile connotare fortemente l’angolo pranzo. Si tratta di renderlo riconoscibile attraverso la documentazione, apposita cartellonistica o collocazione prossima all’angolo cucina.
Essenziale in tutte le sezioni, con particolare riferimento ai medi ed ai grandi, valorizzare il momento del pranzo curando l’estetica dell’angolo pranzo.
Una tavola apparecchiata da una tovaglia o altra forma di coperto, stoviglie dello stesso colore o di colori armonici, salviette colorate non sono elementi superflui. Al contrario veicolano un messaggio di importanza e piacere che riflette il valore attribuito dall’adulto a questo momento.
Altro elemento da salvaguardare in tutte le sezioni è l’identificazione dello spazio pranzo come spazio personale da organizzarsi all’interno di un piccolo gruppo di riferimento.
Perché il pasto possa essere vissuto piacevolmente ed in tutti i suoi significati è essenziale che ogni bambino abbia un proprio posto a tavola all’interno di un piccolo gruppo di bambini seguiti, in questo momento da una educatrice di riferimento.
Creare questi elementi di costanza è sinonimo di una intenzionalità educativa mirata a creare un clima di personalizzazione e socializzazione. Un clima positivo per sostenere lo sviluppo del bambino e di ogni bambino.
Particolare attenzione, poi deve anche essere attribuita alla disposizione degli arredi che si diversifica in relazione all’età dei bambini, quindi alle sezioni.
Nella sezione Piccoli, oltre agli infant – sit, indispensabili per i piccolissimi dovrà essere previsto un tavolo a forma di mezzaluna attorno al quale collocare i seggioloni. In corso d’anno, poi questo tavolo viene generalmente sostituito con i tavolini e relative seggiole di piccole dimensioni.
Data la particolare età dei bambini e la conseguente diversificazione delle fasce orarie e modalità di assunzione del cibo, risulta comunque importante individuare nella sezione piccoli una “zona pranzo individuale “ o di piccolissimo gruppo. Si evita così che le esigenze ed i ritmi dei bambini di pochi mesi colludano col gruppo più allargato.
Nella sezione medi, il tavolo a forma di mezzaluna, spesso presente ad inizio d’anno viene ben presto sostituito da tavolini e seggioline.

L’esigenza di manipolare il cibo, di utilizzarlo come gioco, di esplorare tutte le possibili forme d’uso delle posate e delle stoviglie è particolarmente presente in questa età. Nel periodo che intercorre fra i due e i tre anni, infatti, il pasto assume forti connotazioni di sublimazione dell’energia aggressiva oltre a diventare importante momento di socializzazione. Attribuire metaforico spazio a queste esigenze, vuol dire prevedere un luogo sufficientemente ampio e come già detto, una organizzazione in piccoli gruppi fissi accompagnati da una educatrice di riferimento. Analoga organizzazione caratterizza la sezione grandi, dove sin dall’inizio dell’anno trovano posto tavoli e seggiole di piccole dimensioni.
Nella sezione grandi, i bambini hanno ormai raggiunto un buon livello di autonomia nel pasto. Autonomia che trova sollecitazione e valorizzazione in un contesto curato, nei piccoli incarichi di cameriere, nella disponibilità di concedere al bambino l’uso di determinate stoviglie e contenitori.
Come nella sezione medi, risulta importante ribadire l’importanza di organizzare il pasto a piccoli gruppi, evitando situazioni allargate e confusive.
Se è vero cge i bambini frequentanti la sezione grandi hanno maggiori competenze strumentali e sociali, ricordiamo che l’origine di queste competenze è la capacità di selezione e non l’assenza di distinzione.

ZONA SONNO

Il momento del sonno si configura come uno dei momenti più delicati della vita del Nido.
La particolarità di questa routine è determinata da una mancata o più precisamente ad una ancora incompleta interiorizzazione del concetto di permanenza di realtà. Nei primi tre anni di vita il bambino non possiede la consapevolezza del sonno come evento temporaneo. Al contrario lo percepisce come una caduta nell’ignoto, in un modo sconosciuto che lo angoscia privandolo della certezza di risvegliarsi nel suo mondo di cose e di affetti.
Per tale motivo il bambino riuscirà a rilassarsi ( allentare il controllo di realtà ) solo dopo aver riconosciuto l’ambiente – fisico e sociale – come contesto rassicurante.
Primo ed ovvio aspetto da curare è dunque quello di eleggere a zona sonno, l’ambiente più insonorizzato del Nido, e possibilmente contiguo alle singole sezioni così da permettere soluzioni di continuità nelle diverse percorrenze.
Ed è proprio in questi termini che l’organizzazione dello spazio svolge un ruolo importante, individuando quale connotato essenziale delle zone riposo quello della personalizzazione.
Elemento questo da intendersi in una molteplicità di significati.
Innanzitutto, la zona sonno quale luogo personale e di accesso ad una sfera intima deve necessariamente identificarsi in uno spazio individuale. Questo aspetto può essere opportunamente valorizzato attraverso un arredo che in analogia con quello domestico permetta di disporre dei propri oggetti personali / transizionali nello spazio breve del gesto, limitrofo al corpo.
Comò con abat – jour, luci soffuse, biancheria e coperte personali insieme ai propri oggetti aiutano a rendere familiare l’ambiente allontanando l’idea di istituzione,di quelle camere dove l’uguaglianza coincide con la mancanza di personalizzazione.
Altro aspetto di personalizzazione delle zone riposo è la presenza in esse di uno spazio pre – sonno.
Un angolo morbido, dedicato alle coccole, arredato con cuscini, materiali soffici, musiche rilassanti, carillon che consenta di proporre ai bambini attività di rilassamento, preparatorie al sonno. Oppure di appartarsi con un bambino che incontri difficoltà ad addormentarsi.
Importante ricordare che la possibilità dei bambini di riposare tranquillamente è spesso legata alla presenza di un adulto che propone forme di rassicurazione via via più simboliche ; dal corpo, alla mano, alla voce. In particolare, nel periodo di ambientamento al sonno l’educatore trascorre lunghi periodi di tempo nella camera, per questo è indispensabile prevedere alcuni arredi a misura di adulto. Ideale una sedia a dondolo o altra poltrona che permetta di prendersi cura dei bambini in condizioni di benessere adulto.

BAGNI

I momenti dedicati all’igiene personale svolgono una funzione fondamentale all’interno dei servizi educativi poiché rappresentano una dimensione di cura del corpo a valenza bio – psichica.
Dimensione privilegiata di relazione individualizzata con l’adulto, il momento del cambio contribuisce a sostenere il processo di individuazione del bambino attraverso il piacere, legato alla cura del corpo ed alla sua conoscenza e conseguentemente alla formazione dell’identità infantile.
Lo spazio gioca in questi termini ruolo importante, se garantisce al bambino la possibilità di osservarsi allo specchio e ancora meglio in più specchi, mentre l’adulto si prende cura di lui.
Associare due differenti sensazioni tattili, costituisce infatti un ponte verso la conoscenza del sé e della propria immagine come baricentro unitario.
Per tale motivo, lo specchio rappresenta arredo indispensabile anche nelle zone dedicate all’igiene personale. Ideale è collocare uno specchio sopra al fasciatoio e tanti piccoli specchi accanto ai lavandini, ad altezza bambino.
Il bambino sperimenterà così il piacere dell’acqua per lavarsi, per giocare unito al piacere della propria immagine sempre presente ma in costante trasformazione.
Luogo elettivo di cura, il bagno assume al Nido una forte valenza ludica per la possibilità di giocare col proprio corpo e con quell’acqua che per il bambino rappresenta un affascinante materiale di gioco.
Sostenere questo aspetto, vuol dire creare nel bagno uno spazio- gioco arredato con opportuni materiali. In particolare, la sezione piccoli potrà arricchire il fasciatoio con un “ cesto dei tesori “ a tema, ossia un cesto riempito da scatole di pomate, oli profumati, spugnette e piumini di vario tipo. Nella sezione medi e grandi, questo “ cesto dei tesori “ potrà opportunamente specificare il proprio tema riempiendosi di materiali utili ai travasi ed alle trasformazioni dell’acqua : bolle di sapone, colori, essenze etc….
La presenza in bagno dei sopracitati materiali, permette non solo di ampliare le possibilità d’uso degli spazi dedicati all’igiene personale, ma anche di impegnare creativamente quei tempi di attesa che spesso ingenerano fra coetanei situazioni conflittuali di difficile gestione.
Sempre a tale scopo è importante prevedere la presenza in bagno di una panchina o altro arredo utile a garantire che le eventuali attese possano svolgersi in condizioni di sicurezza e comodità.
Come per la zona pranzo e sonno, anche nei luoghi di igiene personale deve poi essere garantito uno spazio personale dove collocare i propri oggetti ed indumenti. L’apposizione della propria fotografia o di un simbolo conosciuto, consentirà al bambino di identificare i propri accessori favorendone l’autonomia..
I momenti dedicati all’igiene personale sono infatti, anche importanti tappe di una percorso di crescita che configura il controllo degli sfinteri come tappa essenziale.
In questi termini è bene ricordare il fasciatoio dei piccoli può proficuamente dotarsi nella sezione medi e grandi di una scaletta che permetta al bambino di raggiungere autonomamente questa posizione. Ancora, il cambio sopra al fasciatoio, indispensabile nei piccoli può trasformarsi in altre modalità che vedono il bambino della sezione medi e grandi diventare reale protagonista di questo momento.

• Apparso in Bambini, Junior, Bergamo

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"ZeroTre - Che cosa fanno i bambini al Nido"
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- di Camilla Monaco
- Prefazione di Clotilde Pontecorvo





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