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Ludoteca: gioco quotidiano di pratica educativa (II)

di Tamara Lavina, Agata Magnani, Giuseppina Spadaro

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“Se vuoi conoscerli in fretta, falli giocare…
Se vuoi fare il tuo mestiere, falli giocare, giocare, giocare”
(F. Deligny)

Ludoteca e gioco

Che cos’era il gioco trent’anni fa in un’area cittadina del Nord Italia? Era il cortile, la strada, dove i bambini esprimevano una propria cultura del gioco che veniva trasmessa dai più grandi ai più piccoli, era autoregolata ed era legata alla differenza di sesso. Era un affare dei bambini che gli adulti, pur controllando a distanza, capivano e rispettavano. Per giocare al negozio si prendevano le cassette al mercato e le si portava in cortile contro il volere della portinaia. Il gioco era anche una conquista: bisognava litigare con la portinaia, con la signora disturbata dal chiasso o dallo spostamento della ghiaia per fare le pista delle biglie. In paese il luogo di gioco era la piazza, dove gli adulti facevano il mercato al mattino, i bambini giocavano nel pomeriggio e nelle sere d’estate sotto l’occhio attento dei genitori e dei nonni che chiacchieravano poco più in là.

 

 
» "PLAYWAY - Giocare per crescere" (Cd-rom + libretto pp.48), Euro 18,50
- Ilaria Baczynsky de Pukszyn, Barbara De Serio,
Ediz. Infantiae.Org™, Roma 2007

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La ludoteca ha tenuto conto consapevolmente di certi elementi del gioco da cortile: vivere e scoprire l’ambiente e la vita giocando in modo autonomo, esercitando, quindi, la libera scelta dei giochi e, ancor più, dei compagni; avere la possibilità di giocare con bambini più grandi o più piccoli; utilizzare materiale non strutturato per costruire giocattoli e ambienti (la casa, la capanna, il negozio, il campo di calcio…); giocare senza o con pochi strumenti, come nel gioco della tradizione infantile; saltare la corda, giocare alla settimana, a nascondersi, giocare con la sabbia e le biglie, con l’acqua, i cerchi, l’elastico, fare giochi cantati, giocare a prendersi (fazzoletto, i quattro cantoni, fulmine, strega tocca colore, il lupo, rialzo, lo sparviero, gatto e topo, mondo, mosca cieca…..) fare giochi sportivi della tradizione (le bocce, la lippa, il calcetto a cinque, le gimkane….).
Riproponendo questi giochi tradizionali la ludoteca ne ha sottolineato il valore educativo. Sono giochi universali. Reperibili in tutti gli angoli del mondo, hanno attraversato i secoli, avendo in sé una struttura capace di calibrarsi a seconda delle motivazioni, delle possibilità, dei tempi di crescita e del contesto storico-sociale di ciascun bambino. Nel gioco della tradizione vince la capacità di adattamento all’ambiente. In questo senso è estremamente creativo e favorisce uno sviluppo psico-fisico armonico e globale. La ludoteca, inserita in un contesto metropolitano postindustriale, oltre a rivisitare i significati del gioco tradizionale coerentemente con la sua dimensione di adattabilità, ha creato un spazio ludico nuovo, rispettoso delle nuove esigenze di bambini, famiglie e servizi sociali (assistenza, scuola, neuropsichiatria infantile) e ispiratore di nuove suggestioni che si iscrivono in una sensibilità rinnovata verso orizzonti ludici più articolati. Scrive Roberto Farné :

La città, esposta ai problemi delle nuove povertà e attraversata dalle lacerazioni legate alle difficoltà delle convivenze multiculturali, sembra oggi essere, almeno potenzialmente, interessata…….a ridescriversi ricavando in se stessa con maggior rigore non soltanto spazi attrezzati per il gioco, ma anche percorsi importanti per un ludico (estetico, culturale, sportivo…) non più recintato in spazi marginali (1).


L’obiettivo di creare uno spazio ludico a misura di bambino ha orientato la nostra riflessione sul senso di un servizio fondato su un’attività libera come il gioco, sul suo valore educativo e sociale e sulle sue potenzialità rispetto alle famiglie e al territorio (scuole, servizi sociali, associazioni, cooperative, ecc.). La sfida è stata sperimentare percorsi di servizio che salvaguardassero e rispettassero la cultura ludica dei bambini di oggi e di ieri. Di oggi perché la fiducia nei bambini e nelle loro capacità propositive è la base di un rapporto fondato sull’ascolto e sul rispetto, di ieri perché nella pratica e nell’analisi dei giochi di un tempo troviamo la profonda sapienza ludica che l’essere umano ha elaborato durante la sua storia. In questo senso la costruzione di un legame fra passato e presente, rivolto al futuro, è stato un saggio adattamento alla modernità, un atto di umiltà nella lettura dei nuovi bisogni della società attuale e di coraggio nel concepire un progetto che ne tenesse realmente conto.
Il progetto complessivo partiva dalla consapevolezza dell’importanza del gioco nello sviluppo globale del bambino e dalla carenza di luoghi deputati a tale scopo a livello cittadino (2). Le mutate condizioni ambientali, l’intensa urbanizzazione, la conseguente riduzione di aree libere nella città e soprattutto la scomparsa dello spazio sotto casa e del cortile ormai occupato da automobili e veicoli, hanno precluso totalmente il gioco infantile autonomo. Inoltre l’aumento del traffico ha reso sempre più pericoloso lo spostamento libero di bambini e ragazzi.
La necessità di tutelare concretamente il diritto al gioco sicuro e all’autonomia ha delineato le caratteristiche di una ludoteca territoriale intorno alla quale si voleva ricostruire il tessuto sociale di aiuto reciproco proprio di una comunità attenta e responsabile.
Nel corso degli anni il progetto si è modificato alla luce dell’analisi costante delle diverse e nuove esigenze o mutate condizioni di vita dei bambini. La possibilità di cambiamento, legata sia alla particolarità del servizio offerto sia alla sensibilità degli educatori verso le sollecitazioni dell’utenza, ha evidenziato quanto ribadisce lo stesso Roberto Farnè:

La libertà progettuale di una ludoteca ( legata alla situazione di intervento) le consente sia di adattarsi e di corrispondere alla realtà del proprio territorio, sia di osservarlo dal punto di vista del gioco, entrandovi con proposte e iniziative di animazione che aiutano i soggetti (soprattutto giovani ) ad ampliare i propri campi d’esperienza a partire dal bisogno naturale e autentico di gioco. L’identità debole della ludoteca rischia così di diventare la sua forza (3).

Dal momento dell’apertura al pubblico ad oggi l’utilizzo e la destinazione degli spazi in ludoteca, la programmazione e il calendario delle attività hanno subito continue trasformazioni legate alle esigenze espresse nel corso del tempo dai bambini, dai ragazzi stessi, dalle loro famiglie e dalla scuola. Per esempio, il numero crescente di iscritti ha orientato la scelta di una diversa articolazione degli spazi e dei progetti al fine di salvaguardare la qualità della proposta educativa. Un’altra scelta importante è stata quella di dotare la ludoteca di un certo numero di giocattoli di tipo industriale, attentamente selezionati, per consentire una opportunità democratica di uso, prestito e scambio. La consapevolezza che la ludoteca è, oggi, un luogo possibile da cui partire per rifondare una coscienza fondata sulla relazione, sul riconoscimento dell’altro, sulla responsabilità educativa calata nella concretezza della vita quotidiana, ci consente di osservare con meno preoccupazione la sua fragilità di prospettiva, la sua precarietà istituzionale. Il nostro sentire in questo particolare momento professionale è ben interpretato nella conclusione del libro di Alessandro Dal Lago e Pier Aldo Rovatti : “…Ma nella passione e nella serietà con cui ci impegniamo a trasformare i giochi che stiamo giocando si manifesta, ancora una volta, il paradosso della libertà” (4).

Pubblicato in “Infanzia”, n.2 \ ottobre 2001

(1)
L. Guerra, Le ludoteche dopo…. domani, in R. Farné ( a cura di), Le case dei giochi, op. cit. p. 54

(2)
Cfr.G. Cumino e M. Cortese (a cura di), Da bambino scolaro a bambino cittadino, Città di Torino, Assessorato per l’Istruzione, 1992.

(3)
R. Farné, Una ricerca sul rapporto fra scuola elementare e ludoteca, in R. Farnè (a cura di), op. cit., pag.142.

(4)
A. Dal Lago, P.A.Rovatti, Per gioco. Piccolo manuale dell’esperienza ludica, Cortina, Milano, 1993, p. 174.

» Indice di "La ludoteca"

» Indice generale di "Giocare con Infantiae.Org"™

 
   

  » Prodotto editoriale di riferimento

» Titolo
"PLAYWAY - Giocare per crescere"
-
(Cd-rom + guida pp.48)
- di Ilaria Baczynsky de Pukszyn e Barbara De Serio





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