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» Sezione Speciale - "Giocare con Infantiae.Org"

"Il ludotecario e il suo lavoro"

di Battista Quinto Borghi

Compiti del ludotecario

Il mestiere del ludotecario è un mestiere nuovo e come tale, chi lo esercita, costantemente contribuisce a precisarlo e ridefinirlo.

E’ un mestiere impegnativo perché occorre una certa disponibilità e una buona dose di capacità di adattamento. Il ludotecario deve essere capace di adattarsi a situazioni molto diverse fra loro. Non gli viene quasi mai a trovarsi in una situazione standard: gli è richiesta la capacità di essere insieme stabile e fluido, di conservare alcuni punti fermi e nello stesso tempo di rapportarsi a contesti costantemente "in fieri".

E’ interessante perché è un mestiere, per così dire, di frontiera. Il ludotecario deve mantenere un rapporto diretto con il contesto sociale. Ha la possibilità di verificare immediatamente ed "in itinere" la validità (o la non validità) ed il successo (o l’insuccesso) del suo progetto e della sua azione. Il lavoro suo è di responsabilità perché contribuisce ad innalzare il livello della qualità della vita dei bambini che la frequentano. Conseguentemente (e contestualmente) contribuisce anche ad innalzare il livello qualitativo della vita della città.

Alcune indicazioni utili

Le competenze che il ludotecario deve possedere sono molte.

 
» "PLAYWAY - Giocare per crescere" (Cd-rom + libretto pp.48), Euro 18,50
- Ilaria Baczynsky de Pukszyn, Barbara De Serio,
Ediz. Infantiae.Org™, Roma 2007

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Chi propone la realizzazione e la gestione di una ludoteca si espone a due rischi fra loro opposti.

Il primo rischio è quello di ritenere che tutti siano capaci di gestire una ludoteca. Sono di questa opinione coloro che sono convinti che il gioco infantile sia tutto sommato un problema semplice e che la ludoteca sia un servizio facile da gestire. Non è vero. E non è nemmeno vero che tutti sono capaci di occuparsi di bambini e di gioco. C’è chi punta tutto alla "buona disposizione" a questo tipo di lavoro: la disponibilità, la generosità e la voglia di fare sono un buon inizio, ma non sono affatto sufficienti. Le difficoltà si presentano via via strada facendo: chi parte sprovvedutamente e senza solide basi, corre il rischio di andare presto in crisi. E’ relativamente facile aprire una ludoteca: è molto più difficile gestirla nel tempo mantenendo livelli qualitativi sempre alti.

Il secondo rischio - opposto - è quello venire presi dal panico, di spaventarsi di fronte alle difficoltà del compito. Se è difficile essere dei ludotecari perfetti è altrettanto difficile essere ludotecari assolutamente e totalmente inadeguati. Un difetto ricorrente è quello di "stare nel sicuro", di gestire il servizio un po’ burocraticamente, affidandosi totalmente alle regole e lasciando poco spazio all’inventiva, alla opportunità di tenere conto del contesto. In questo caso la ludoteca è destinata un po’ per volta a distanziarsi dalle ragioni per cui è sorta ed a chiudersi.

Per fare fronte a tutto questo vale la pena a nostro avviso che il ludotecario tenga in considerazione alcuni utili suggerimenti:

guardarsi costantemente intorno e cercare di capire che cosa accade;

non pensare che i problemi che si presentano siano irrisolvibili: anche nelle situazioni più difficili vale la pena usare la propria testa per cercare la soluzione migliore;

non pensare che non vi siano problemi: anche nelle situazioni più tranquille vale la pena sospettare che forse il proprio occhio non è sufficientemente allenato;

si fa come si può: tuttavia ad un ludotecario sbrigativo e facilone, è preferibile un ludotecario perfezionista e pignolo. Ovviamente è meglio la via di mezzo;

non stancarsi mai di osservare i bambini ed i ragazzi e cercare di capire da loro qual è la strada per andare avanti;

formulare molte proposte ed accettare molte proposte: il loro numero conta. E’ importante poi analizzare le alternative ad una ad una e scegliere quelle migliori per metterle poi in pratica.

Un mestiere che richiede un’adeguata formazione

Sarebbe utile (ma non in sé indispensabile) che il ludotecario avesse una formazione di base educativa. Pensiamo a diplomi specifici (scuola magistrale, Istituto magistrale, tecnico dei servizi sociali) o a studi particolari (laurea in pedagogia, in psicologia, ...). E’ anche utile una buona esperienza in campo educativo (avere praticato l’insegnamento o essersi occupati di servizi extrascolastici: i centri estivi, lo scautismo, ...).

Nella prospettiva di una formazione "in itinere" le conoscenze teoriche del ludotecario dovrebbero - tendenzialmente - vertere su tematiche quali:

aspetti legati alla psicologia dell’età evolutiva (le abilità motorie, lo sviluppo delle competenze simboliche, gli apprendimenti, le capacità comunicative, le padronanze sociali, ...);

aspetti legati al gioco del bambino e dell’adolescente;

aspetti legati al sistema formativo integrato: il raccordo fra scuola, famiglia, agenzie formative territoriali (pubbliche, dell’associazionismo, del privato sociale), Ente Locale;

aspetti legati ad esperienze specifiche di ludoteca: le ludoteche (in Europa), i parchi attrezzati, gli spazi della città dedicati all’infanzia, ...

aspetti legati ad alcune metodologie educative: la collaborazione e la cooperazione fra pari, il lavoro di gruppo, il laboratorio, ....

Competenze organizzative

Il ludotecario ha il compito di conservare sempre intatta la "tenuta" del servizio. Per questo è necessario che:

la ludoteca sia mantenuta sempre perfettamente efficiente ed in ordine: si fa qui riferimento agli scaffali (la disposizione dei giocattoli deve tenere conto dei criteri di classificazione adottati);

gli schedari siano sempre aggiornati: occorre sapere sempre del patrimonio a disposizione, di ciò che è presente in ludoteca e di ciò che è assente perché affidato al prestito;

si presti attenzione alle indicazioni degli utenti attraverso ad esempio la lettura costante dei questionari ritornati: in essi si possono trovare le indicazioni migliori per l’acquisto di altri giocattoli mancanti e che possono efficacemente integrare il patrimonio esistente;

si dedichi adeguata attenzione anche al mercato del giocattolo: è importante che il ludotecario sia sempre informato delle offerte più significative senza lasciarsi prendere dalle mode; in questo senso conosce ad esempio le norme che distinguono un giocattolo sicuro da un altro che non lo è;

si conosca inoltre adeguatamente il funzionamento e le regole dei giochi presenti in ludoteca: deve sempre essere in grado di fornire a tutti -a richiesta - le informazioni adeguate relativamente alla prosecuzione di un gioco od alle modalità corrette del suo utilizzo.

Competenze educative

Non va dimenticato che il ludotecario è innanzitutto e soprattutto un educatore. Per questo gli atteggiamenti ed i comportamenti sono tali da rendere a tutti evidente che per lui il bambino (ed il suo benessere fisico e psicologico) occupa il primo posto.

In particolare il ludotecario dovrà essere capace di:

attivare un rapporto duale, di essere cioè in grado di interagire con ogni singolo bambino, ponendogli domande, offrendo suggerimenti ed indicazioni, conquistandosi la fiducia di ognuno (è importante fra l’altro imparare come prima cosa il nome di tutti i bambini che frequentano la ludoteca);

avere una buona disposizione a condurre e ad interagire con il piccolo gruppo, valorizzando la capacità dei singoli di interazione e rafforzando la reciproca cooperazione, offrendo opportune deleghe, ecc.;

essere capace di animare un grande gruppo, ad esempio in occasione di una festa o in situazione di gioco di gruppo o di "squadra";

mantenere un rapporto attento con i genitori, rendendosi disponibile a discutere, quando se ne presenta l’opportunità, delle azioni del bambino, della sua evoluzione nelle capacità di gioco, ecc.

Attivare e rafforzare rapporti istituzionali di vario tipo:

con l’Ente Locale per le scelte di fondo della ludoteca, tanto per la scelta dei giocattoli da acquistare, quanto per la promozione di iniziative rivolte a tutti i cittadini; inoltre l’Ente Locale dovrebbe rappresentare il punto di raccordo fra lo sviluppo della ludoteca e la scelta di determinati indirizzi con i bisogni formativi espressi dal più ampio contesto sociale della città;

con le famiglie dei bambini che frequentano la ludoteca al fine di valorizzare il gioco all’interno della famiglia attraverso l’interazione ludica dei sui componenti (giocare insieme fra genitori e figli, fra fratelli, ...);

con la scuola (dall’asilo nido alla scuola media) per rispondere al diritto dei bambini e delle bambine al gioco e non solo all’apprendimento nella consapevolezza che il gioco è una componente integrante e sostanziale dello sviluppo infantile;

con l’associazionismo ricreativo e culturale presente nel proprio contesto sociale; con le associazioni di volontariato e con i servizi che promuovono le loro iniziative e le loro offerte nell’ambito extrascolastico.

Capacità di animazione

Compito del ludotecario è infine quello di possedere capacità di animazione. In questo caso si pensa soprattutto:

alla capacità di "animare" l’ambiente della ludoteca quando le circostanze lo richiedono: organizzare dei gruppi, stimolare usi non stereotipi del giocattolo, organizzare iniziative e situazioni di gioco;

proporre iniziative di gioco nella città in rapporto a singole classi scolastiche o a gruppi diversi di bambini e ragazzi;

promuovere iniziative culturali sul gioco e sul giocattolo ai fini di una promozione della cultura del gioco e del tempo libero infantile nella città;

organizzare il laboratorio del giocattolo: quest’ultima attività può prevedere una molteplicità di opportunità e di articolazioni:

il laboratorio per la riparazione dei giocattoli rotti della ludoteca;

il laboratorio della ricostruzione dei "pezzi" mancanti o perduti dei giocattoli;

il laboratorio della invenzione-realizzazione di giocattoli nuovi;

il laboratorio della scoperta dei giochi delle passate generazioni.

» Indice di "La ludoteca"

» Indice generale di "Giocare con Infantiae.Org"™

 
   

  » Prodotto editoriale di riferimento

» Titolo
"PLAYWAY - Giocare per crescere"
-
(Cd-rom + guida pp.48)
- di Ilaria Baczynsky de Pukszyn e Barbara De Serio





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