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"Variabili organizzative ed educative implicite. Definizione di possibili criteri per il controllo della qualità pedagogica dei servizi per l’infanzia" (V)

di Anna Grazia Lopez, Università di Foggia


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4. Gli indicatori

Prima di intraprendere un percorso di valutazione-costruzione della qualità occorre che il gruppo di valutatori decida il sistema di indicatori a cui fare riferimento.

"L’indicatore è (…) un dato, quantitativo o qualitativo, accertabile empiricamente relativo a un fenomeno, il quale può risultare sintomatico a patto che esso sia collocato entro un quadro concettuale all’interno del quale diventa segnale dello stato funzionale di un sistema" (A.Bondioli, P.O.Ghedini, op.cit., p.58).

L’indicatore può essere considerato:

 

un segno diagnostico per cui dato un certo fenomeno è possibile risalire alla causa.;

un segno prognostico, per cui dinanzi a un fenomeno noi riusciamo a prevederne le conseguenze.

Sia che l’indicatore abbia una funzione diagnostica sia che abbia una funzione prognostica, rivela una correlazione tra due fenomeni per cui il verificarsi dell’uno implica la presenza dell’altro. La relazione che si instaura in entrambi i casi è quella del "se… allora…".

L’utilizzo degli indicatori ci consente di studiare anche fenomeni complessi perché ci informano sullo stato di una determinata realtà.

La situazione si complica quando si devono rilevare informazioni di tipo qualitativo. In questi casi utilizzeremo dei dati empirici che, per inferenza ci permettono di collegarci a fenomeni difficilmente accertabili.

Gli indicatori possono assumere all’interno del contesto educativo tre tipi di funzioni:

- per rilevare informazioni, come indice numerico, circa la qualità di un sistema formativo. Questo tipo di accezione ha origine nel mondo economico e sociologico per cui di fronte a un dato di tipo quantitativo è possibile risalire a un fenomeno. Ad esempio, in campo economico il tasso d’inflazione ci permette di capire le condizioni economiche di un paese, mentre in campo educativo il tasso di dispersione scolastica o quello di scolarizzazione ci consente di capire lo stato di salute della scuola. Lo scopo di un indicatore "neutro" non è quello di valutare ma di descrivere. In genere questo tipo di utilizzo serve sia per condurre uno studio comparativo tra istituzioni scolastiche che come strumento per la raccolta di informazioni su alcuni sistemi. Si pensi alla ricerca comparativa condotta sulle scuole efficaci il cui scopo era quello di individuare gli istituti scolastici che avevano raggiunto buoni risultati e di compararli con scuole inefficaci per capire quali caratteristiche consentono il raggiungimento dei risultati superiori. A queste indagini sull’efficacia delle scuole basato esclusivamente sul rapporto input/output, seguirono ricerche sempre sull’efficacia delle scuole, che considerarono questa volta non i risultati ottenuti rispetto agli elementi di partenza ma i processi educativi. Cfr. Ceri, Ocse, Gli indicatori internazionali dell’istruzione, Armando, Roma 1994, pp. 67-69;

- per valutare il raggiungimento o meno degli obiettivi dell’organizzazione. In questa accezione perde il suo carattere neutrale per assumere una funzione politica in quanto serve a valutare l’efficacia di un sistema;

- per migliorare la qualità del servizio. In questo caso l’indicatore assume un carattere "deontico" (Cfr. A.Bondioli, P.O.Ghedini, La qualità negoziata, Junior, Bergamo 2000, p.61) perché utilizzato allo scopo di rilevare lo scarto esistente tra l’essere e il dover essere, ovvero tra il livello di qualità raggiunto, e che l’indicatore permette di accertare, il livello di qualità che si auspica. L’indicatore, in questo caso, fa riferimento ad una scala di valori che ci dice cosa una società considera auspicabile e desiderabile. Nel caso dei servizi educativi questa scala di valori è data dagli obiettivi di qualità delineati dalla Rete per l’Infanzia.

Ma l’indicatore esprime anche un valore se paragonato ad uno standard e può essere sottoposto a giudizio di valore se inserito in un sistema di indicatori. L’indicatore da solo non può fornire un’adeguata informazione sul sistema. E’ opportuno invece, che sia inserito all’interno di un sistema "vale a dire un insieme coerente di indicatore che fornisca una valida rappresentazione della condizione di un particolare sistema d’istruzione e non solo una raccolta ad hoc di dati statistici di immediata disponibilità" (Ceri, Ocse, op.cit., p.21.).

Per questo gli indicatori non sono semplicemente degli elementi diagnostici che consentono la descrizione dell’istituzione ma, ancora di più, essi hanno lo scopo di indirizzare l’istituzione verso il miglioramento, sollecitano il sistema formativo verso valori che loro stessi rappresentano e contengono. Il sistema di indicatori rappresenta le idee di qualità condivise da un gruppo di persone che hanno in comune dei valori e degli obiettivi verso i quali vogliono indirizzare l’istituzione e sono elaborati in modo da legarsi a un contesto, da esprimere l’ethos dell’istituzione che vanno ad analizzare. I sistemi di indicatori esprimono gli aspetti essenziali dell’istituzione che si vuole valutare e sono costruiti in un processo di negoziazione tra diversi soggetti.

A prescindere dalle diverse funzioni che può assumere, gli indicatori consentono di rappresentare la complessità di un’organizzazione all’interno di un quadro di riferimento concettuale: il framework. Si parla di framework o non di modello perché allo stato attuale non esiste un modello forte a cui rifarsi per costruire un sistema di indicatori dei servizi educativi, e si preferisce parlare di quadro di riferimento concettuale in cui uno dei criteri di scelta degli indicatori è quello di individuare le diverse dimensioni del sistema e assicurare la visibilità dell’intreccio tra i diversi elementi.

"Elaborati in una prospettiva sistemica, gli indicatori si configurano come un corpus sistematico, un insieme organizzato di condizioni irrinunciabili, di componenti ritenute essenziali o importanti, ognuna delle quali viene esplicitamente declinata in aspetti o fattori che determinano la qualità educativa, nonché la qualità percepita, organizzativa e gestionale".

Tale sistema di indicatori deve inoltre rilevare le diverse variabili che a livello di micro, eso e macrosistema possono influenzare la qualità di un servizio educativo. Per macrosistema si intende

"la situazione particolare che configura quotidianamente la vita dell’individuo (la sezione o la classe, ad esempio, in cui si trova il bambino, [per] esosistema (…) la rete più ampia di relazioni tra varie situazioni in cui l’individuo non è direttamente chiamato in causa anche se tali situazioni hanno influenza sul quotidiano di ciascuno (si pensi all’importanza delle decisioni assunte dalle amministrazioni locali, ad esempio) il macrosistema esprime le scelte ideologiche ed organizzative di una società data" (A.Bondioli, P.O.Ghedini, op.cit., p.33.).

B.Vertecchi nel definire la qualità dell’istruzione oltre a considerare le variabili di macro e microsistema aggiunge un altro gruppo di variabili, quelle legate alle caratteristiche dell’allievo e definisce la qualità dell’istruzione

"come l’adeguatezza della proposta di formazione a corrispondere alle esigenze individuali degli allievi in funzione del conseguimento di determinati traguardi, contrastando i condizionamenti che derivano dal contesto (micro e macrosistema) o che sono il frutto delle esperienze precedenti di ciascuno" (B. Vertecchi, L’archivio docimologico per l’autovalutazione delle scuole, Franco Angeli, Milano 1999, p. 14.).

 

4.1. Problemi operativi

La costruzione degli indicatori per il monitoraggio e la valutazione dei sistemi educativi pongono problemi sia di ordine tecnico che di ordine politico. La traduzione in termini operativi degli indicatori non è un compito facile, soprattutto se devono rilevare fenomeni di tipo qualitativo e se queste informazioni devono essere utilizzate per una indagine comparativa. Ne consegue che altro problema rilevante non è solo la loro accettabilità quanto la loro accertabilità, la loro traduzione in termini osservabili.

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