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» La cultura della qualità pedagogica dei servizi (II) - Infantiae.Org™ n.214/2004

di Anna Grazia Lopez, Scienze della Formazione, Università di Foggia


3. Valutazione della qualità dei contesti educativi

Secondo Kaplan vi sono quattro tipi di valutazione:
• La need evaluation, messa in atto allo scopo di “accertare il bisogno o la desiderabilità di un programma di intervento;
• La input evaluation, che riguarda un programma specifico;
• Il process evalutation che prevede il controllo continuo (monitoraggio) della influenza che il programma ha sui partecipanti;
• L’outcome evaluation, infine, valuta se gli obiettivi sono stati raggiunti (E.Becchi, A.Bondioli, La valutazione: una pratica in via di definizione, in M.Ferrari (a cura di), la valutazione di contesti prescolari: strumenti e realtà, Junior, Bergamo 1994).

La process evaluation e l’outcome evaluation costituiscono i due momenti della formative evaluation (valutazione formativa). Basata sul principio di retroazione, la formative evaluation si caratterizza per l’uso del feed-back degli attori coinvolti nel programma.

3.1 Il modello della educational evaluation


Rilevare la qualità un servizio educativo comporta non solo una valutazione di tipo sommativo (Secondo Laura Cipollone per valutazione sommativa si intende “Per valutazione sommativa si intende la formulazione di un giudizio finale sulla capacità dimostrata da una certa realtà educativa nell’assolvere i compiti che le sono stati affidati e gli obiettivi che essa si è riproposta. L’accento è posto sulla parola “finale” che sta ad indicare come si tratti di una forma di valutazione conclusiva che giudica, in un momento dato, la qualità delle prestazioni erogate da un servizio o da un’agenzia educativa” . Mentre per valutazione formativa “una forma di valutazione che ha luogo “in itinere”, nel corso del processo di qualificazione pedagogica del servizio o della realtà educativa, al fine di migliorare e innovare il servizio o della realtà educativa, al fine di migliorare e innovare il servizio stesso dopo averne osservato le realizzazioni e le pratiche e dopo aver riflettuto e discusso sulle finalità che un gruppo di lavoro si è dato e sugli obiettivi che intendeva raggiungere”( L.Cipollone, …in L.Cipollone (a cura di), Strumenti per valutare il nido, Junior, Bergamo 1999, p.37), che ci permette di verificare se il servizio educativo ha raggiunto gli obiettivi cogenti, ma anche di tipo formativo, in itinere, che ci permette di verificare la qualità dei processi, che sono alla base dell’azione formativa come, ad esempio, l’utilizzo delle risorse, la organizzazione degli spazi e dei tempi, la professionalità degli educatori.

Nell’ambito dei servizi per l’infanzia la valutazione sommativa è legata al bisogno di certificare la qualità del servizio soprattutto in relazione all’obbligo di dover assicurare un buon livello di prestazione in base alle risorse che si possiedono e di controllare che anche gli enti privati assicurino buoni standard di qualità. Alla valutazione sommativa, in genere, è attribuita una funzione psicologico-politica perché mira ad ottenere il consenso intorno a un progetto o a un’istituzione. Prevede, inoltre, la partecipazione di più attori che collaborano a vario titolo, negoziando le finalità da raggiungere e le azioni da intraprendere.
Per quanto riguarda invece, la valutazione formativa o in itinere, la sua utilizzazione avviene in quelle amministrazioni impegnate al miglioramento del servizio offerto, attraverso la formazione e l’aggiornamento continuo, e alla diffusione di una cultura per l’infanzia. Sollecita a una coscientizzazione dell’importanza del lavoro che il nido svolge non solo per il bambino ma anche per la comunità, in quanto non solo servizio alla persona ma anche servizio di pubblica utilità. La valutazione in itinere consente di calibrare gli interventi ai bisogni dei bambini e delle famiglie, di definire continuamente i parametri di qualità, e di accertare di volta in volta se questi parametri sono stati raggiunti. Alla valutazione formativa, infine, si chiede di creare, attraverso la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nel servizio, l’orientamento pedagogico del nido.
Questo tipo di valutazione fa riferimento al modello della educational evaluation, affermatasi negli ultimi anni negli Stati Uniti e che attribuisce alla valutazione una funzione orientativa e, quindi pragmaticamente orientata.
Pur utilizzando strumenti della ricerca empirica la educational evaluation si discosta da questa per la funzione trasformativa. Se, infatti, la ricerca empirica ha lo scopo di osservare i fenomeni e di elaborare, sulla base dei risultati di questa osservazione, delle leggi generali, la valutazione ha lo scopo di osservare e indagare alcuni aspetti dell’istituzione formativa allo scopo di orientare le decisioni e di intervenire sui contesti. Pertanto, “potremmo definire il processo di valutazione della qualità come un processo orientato pragmaticamente verso il cambiamento, in ogni caso iniziato e concluso da una pratica di ricerca che attraverso il controllo e il monitoraggio di quello che già c’è, prospetta alternative e possibilità progettuali che devono essere sperimentate e di nuovo testate” (M.Ferrari, La qualità del contesto educativo: strumenti e metodologie valutative, in M.Ferrari (a cura di), la valutazione di contesti prescolari: strumenti e realtà, Junior, Bergamo 1994, p.19)

Il modello della educational evaluation sottolinea la necessità di precisare gli ambiti di valutazione, di scendere nei dettagli e di specificare ogni parte del processo valutativo. La definizione e la circoscrizione dell’ambito da valutare è il primo passo, indispensabile, per la formulazione degli indicatori di qualità. Gli obiettivi, in tal senso, dovranno essere precisi e misurabili, affinché l’osservato e l’osservatore abbiano dei punti di riferimento comuni, inequivocabili.
“In altre parole valutare la qualità di un contesto educativo significa lavorare dapprima sul progetto determinando la priorità degli obiettivi e dei parametri in gioco; significa innescare un processo dinamico che deve organizzare strumenti e metodi funzionali agli obiettivi del gruppo coinvolto e che parte dalla individuazione di un percorso diagnostico che analizzando l’esistente si apre a nuove possibilità” (M.Ferrari, La qualità del contesto educativo: strumenti e metodologie valutative, in M.Ferrari (a cura di), la valutazione dei contesti prescolari: strumenti e realtà, Junior, Bergamo, 1994, p.18-19).

Una valutazione orientata all’azione ha una forte caratterizzazione ideologica perché le decisioni intraprese in seguito alla valutazione hanno delle ricadute nel sociale. La valutazione fa riferimento a un sistema di criteri e valori frutto di un accordo politico tra i diversi attori che partecipano al processo di valutazione e che riguardano gli obiettivi delle istituzioni coinvolte, i bisogni della popolazione, i valori della comunità in cui l’istituzione educativa è inserita. Tale sistema sta a indicare ciò che è giusto e opportuno raggiungere e ciò che è desiderabile socialmente che si realizzi. Parlare di valutazione comporta, perciò, mettere in relazione i singoli soggetti coinvolti nel processo educativo e il contesto in cui sono inseriti allo scopo di promuovere un’azione innovativa.

Se il servizio è un evento che nasce dall’incontro tra soggetti erogatori e utenti, si capisce che la valutazione non può che essere il risultato di una convenzione sociale , valida in un determinato momento e in un determinato contesto. Tale convenzione sociale si stabilisce negoziando tra i diversi soggetti coinvolti nel servizio e nella comunità sociale all’interno della quale il servizio opera, i criteri di base per la misurazione e la valutazione del servizio offerto.


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