(1) Perché
studiare la Pedagogia oggi (IV)
Franco Blezza, Facoltà di Scienze Sociali – Università
“G. d’Annunzio” – Chieti
I due fattori convergono nell’indicare l'esigenza di nuove
idee di fondo su che cosa significhi educare oggi, nuove rispetto
ad un passato cronologicamente non lontano. I ritmi d’evoluzione
si sono fatti frenetici a seguito dell’azione di un moltiplicarsi
di fonti di diffusione dell’informazione e di relativa rielaborazione;
e i tempi dell’educazione si sono fatti anche esplicitamente,
dichiaratamente, consapevolmente più lunghi, fino a riguardare
l’intero corso della vita umana. L’eventuale proposizione
di un modello quale sia, e per rispettabile che sia, diviene obsoleta
ben presto, e ha molto più tempo per diventarlo.
(2) Il
gioco dell’appello
Asilo nido “Amici dello Scoiattolo”, Pavullo, Modena
In una parete del salone abbiamo attaccato un grande cartellone
dipinto di blu che raffigura il mare, con abbondante vegetazione
marina, una grossa conchiglia rosa e 15 piccoli pezzi di strap.
Abbiamo applicato le foto di tutti i bambini su cartoncini a forma
di pesciolini colorati, così da avere 15 pesci di forme e
colori diversi, muniti di strap nel retro.
(3) Il
gioco del dottore
Asilo nido “Amici dello Scoiattolo”, Pavullo,
Modena
Proporremo ai bambini di giocare al dottore. Costruiremo
cappellini bianchi e allestiremo il salone come un piccolo ambulatorio
medico.
Ad esempio, noi educatrici allestiamo l’ambiente poi dividiamo
i bambini in due gruppi uno da sei e uno da cinque elementi. In
occasione di un'attività di osservazione, si dimostrano molto
interessati al gioco Mattia (mesi 24) e Nicola (32mesi ), Marjam
(20mesi) disfa il cappellino che le abbiamo fatto indossare; Matilde
(21mesi) non è convinta e si guarda intorno.