(1) Perché studiare la
Pedagogia oggi (II)
Franco Blezza, Facoltà di Scienze Sociali – Università
“G. d’Annunzio” – Chieti
L’educazione non è più replicazione di modelli:
i ritmi d’evoluzione culturale e la diffusione dell’informazione…
Un tempo, più o meno lontano, era plausibile un’educazione
che consistesse nella trasmissione e nella replicazione di modelli
prefissati. Oggi, se anche questo paradigma pedagogico fosse accettabile
in linea di principio, non sarebbe più possibile sul piano
pratico: sarebbe inattuabile sul piano di fatto.
Non è necessario dare un giudizio sul tempo attuale in confronto
col tempo passato, nel quale era effettivamente possibile educare
diversamente; quello che e necessario, imprescindibile, fondamentale
è riconoscere questo dato di fatto storico. Ciascuno di noi,
da un punto di vista strettamente personale e soggettivo, può
benissimo ritenere che la realtà nella quale era effettivamente
possibile educare trasmettendo e replicando modelli che l'educatore
a sua volta aveva ricevuto dai suoi educatori quando era educando
fosse una realtà preferibile rispetto quella attuale.
(2) Personalizzazione
o individualizzazione?
di Massimo Baldacci, Università di Urbino
La scuola italiana attraversa una stagione di cambiamento dei propri
connotati formativi. Il rapido susseguirsi di due Riforme —
quella Berlinguer-De Mauro (poi abrogata) e quella Moratti, volta
in gran parte a ripristinare l'esistente, ma non senza delicate
trasformazioni — non ha prodotto soltanto una rideterminazione
formale degli ordinamenti e dei curricoli, ha innescato anche un
largo dibattito politico e pedagogico, ricco di elementi conflittuali.
(3) Andiamo
al mare sul nostro tappeto
di Daniela Venturelli, Monica Mantovani, Giovanna Rovatti, nido
d'infanzia Elena Giovanardi, Cittanova, Modena
Descrizione del gioco.
L’adulto organizza un gioco nel quale con le seggioline
i bimbi immaginano di essere in autobus e di andare a una gita
al mare.