(1)
"Un
curriculum centrato sulla lingua"
Ana Teberosky, Università di Barcellona
1. Apprendere
la lingua
La lingua non è un fenomeno omogeneo, ma varia secondo gli
utenti e secondo le situazioni. Molte ricerche sono state fatte
sulle variazioni della lingua. Tutti sappiamo che le persone si
differenziano per le rispettive abilità linguistiche. Alcune
ricerche hanno individuato la causa delle variazioni: per esempio
nella provenienza dei parlanti o in funzione delle relazioni tra
di loro, per esempio le relazioni di potere sono spesso espresse
attraverso la lingua (alcune variazioni vengono definite "dialetti").
Altre ricerche si sono occupate delle variazioni che distinguono
i differenti aspetti della situazione comunicativa (le variazioni
dovute alle situazioni si chiamano registri). Ognuno di noi (adulti)
fa vari usi della lingua ed è molto difficile contare quante
parole produciamo durante, per esempio, dodici ore.
(2) "Le paure"
a cura di
Nirvana Blasich, direttrice didattica,
Torino
Di cosa avete paura?
Noi bambini, abbiamo paura delle streghe, dei fantasmi, dei mostri,
degli scheletri, dei draghi, degli orchi, dei lupi...
LE STREGHE. Ci fanno paura, perché hanno
la faccia brutta, tutta rosa con le pustole e i bernoccoli, il naso
curvo, il vestito nero, la calzamaglia e le scarpe nere, il cappello
appuntito e la scopa. (R. )
La strega ci spaventa perché ha la scopa che vola e può
entrare in casa quando noi dormiamo!. (A. )
(3) Elabora,
le scienze nella scuola dell'infanzia: uno strumento di formazione
e di auto formazione
Come proporre l'educazione scientifica nella scuola dell'infanzia?
Quali contenuti di esperienza mettere in campo?
Partire dai bambini o partire dagli oggetti di conoscenza?
E' un interrogativo diffuso nel fare scuola. Gli argomenti qui scelti,
effettivamente oggetto di ricerca nelle scuole di Padova, costituiscono
ciascuno una sorta di "paesaggio", sufficientemente ampio
per contenere una pluralità di "luoghi" da esplorare.
Quello che vale è che i contenuti (gli oggetti di conoscenza)
si accompagnino a scelte metodologiche che si propongono non solo
che i bambini imparino qualcosa del mondo fisico o naturale e sociale,
ma che attivino i loro modi di pensare e sviluppino il loro potenziale
cognitivo.