" Infantiae.Org n.243/2005"
(1) "Le comunità di apprendimento"

a cura di Donatella Cesareni*, Antonio Iannaccone**, Beatrice Ligorio***

*Università “La Sapienza” Roma, ** Università di Salerno, *** Università di Bari

CD-ROM "DAP - DISCORSO e APPRENDIMENTO"
- Progetto nazionale COFIN, guida pp.48 + Cd-rom, Edizioni Infantiae.Org™, Roma, Euro 34,00
- Responsabile scientifico Clotilde Pontecorvo, Università "La Sapienza" Roma

Le Comunità di apprendimento costituiscono ormai una consolidata cornice teorica e metodologica che guida il lavoro in molte classi dove l’insegnamento/apprendimento è inteso come costruzione di conoscenza svolta in collaborazione con i pari e gli adulti che gestiscono la comunità (Brown e Campione, 1990). Con il termine Comunità di apprendimento si intende l’organizzazione di una situazione di classe diversa da quella tradizionale, in cui adulti e ragazzi lavorano insieme con lo scopo di costruire conoscenza.
Gli studenti sono quindi considerati costruttori attivi di conoscenza e prendono parte a tutte le pratiche discorsive, operative, tecnologiche della comunità nel pieno rispetto delle diversità individuali.
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(2) Le prestazioni simbolico - culturali degli spazi al nido: il gioco

a cura della Redazione di Infantiae.Org™

Gli spazi del nido devono ovviamente offrire anche possibilità di gioco ricche e molteplici. Esso infatti, nelle sue molteplici manifestazioni, favorisce la crescita, l'affermazione di sé, la fiducia negli altri, la curiosità, il desiderio incessante di esplorare, la creatività. Gli spazi devono perciò necessariamente prevedere possibilità di gioco diverse, di movimento, di concentrazione, di socializzazione, di libera esplorazione, di apprendimento.
Eric Erickson afferma che il gioco del bambino di questa età si muove su tre ambiti di sviluppo progressivi:
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(3) Il simbolismo dei suoni

di Meco Traversa, responsabile pedagogico, Comune di Trino, Vercelli

La pulsazione è la rappresentazione primaria attraverso la quale cogliamo il senso vitale che ci pone in contatto con l’altro e con il movimento. E’ l’analogia con il battito cardiaco, quella traccia sonora che ci lega alla madre, alla nostra origine ma che ci spinge a camminare e a proseguire in modo autonomo.
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