(1) "Il
bullismo. Presentazione di un'esperienza"
di
Beatrice Bramucci, Irre Marche
Il presente lavoro è una raccolta di esperienze sulle problematiche
inerenti i diritti umani, l’aggressività e il cosiddetto
fenomeno del “bullismo”. L’interesse per questo
argomento è nato fin dai tempi in cui insegnavo nella scuola
elementare quando osservavo in alcuni bambini una grossa carica
di aggressività. Il problema era anche di altre insegnanti
che a volte non sapevano come fare e come comportarsi. Del resto
si nota tanta aggressività e violenza non solo nella scuola,
ma anche nelle migliori famiglie tra coniugi, tra genitori e figli,
tra parenti, tra vicini di casa, tra conoscenti, l’uomo particolarmente
esercita delle prepotenze verso la donna, nell’ambiente di
lavoro tra colleghi o da parte del superiore verso il personale.
(2) "Lo
schema legislativo in applicazione dell'articolo n. 5 della legge
n. 53/2003"
di
Maria Chiara Michelini, Università di
Urbino
Il 25 Febbraio 2005 Il consiglio dei ministri ha approvato lo“Schema
di decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali
in materia di formazione degli insegnanti, ai fini dell'accesso
all'insegnamento, ai sensi dell'articolo 5 della legge 28 marzo
2003, n. 53”, che era stato presentato il 18 Febbraio 2005
in un incontro tra Organizzazioni Sindacali e MIUR. Tale schema
rappresenta una terza versione dopo quelle della bozza di luglio
2004 e quella del 19 gennaio 2005. L’Amministrazione, nel
consegnarla, ha affermato di aver recepito parte delle richieste
sindacali.
(3) "Le prestazioni interazionali
degli spazi al nido: la condivisione"
a cura della
Redazione di Infantiae.Org™
Il nido d'infanzia rappresenta per il bambino la prima esperienza
di comunità. Ogni bambino fin dal primo giorno che entra
al nido si trova nella condizione di essere 'esposto' agli altri,
di doverne tenere conto, di condividere oggetti, situazioni e persone.
La presenza degli altri bambini rappresenta perciò l'elemento
che caratterizza in modo specifico il nido. Non solo. Via via che
attraverso gli inserimenti vengono accolti gli altri bambini, il
gruppo dei pari assume una certa progressiva stabilità.