(1) "Professione
docente. Come formare e perché"
di
Maria Rosa Ardizzone, docente supervisore di
tirocinio – Roma Tre
Insegnare perché. Così titola un volume appena uscito
per la Armando editore che presenta i risultati di una ricerca sulla
professione docente. Corradini, docente di pedagogia in pensione
da poco più di un anno e coordinatore della ricerca, si interroga,
ancora una volta, sulle motivazioni, i valori e gli orientamenti
di una professione che lui stesso non può fare a meno di
definire difficile, complessa, carica di una notevole dose di coraggio
e utopia ma che continua ad avere, nonostante tutto, molti aspiranti
tra le giovani generazioni. Un dato questo confermato con autorevolezza
dai numeri dei nuovi iscritti ai corsi di laurea per maestri e alle
scuole di specializzazione che continuano a registrare un incremento
significativo. Tra i molti di coloro che scelgono di iscriversi
ad un corso di laurea o che decidono, dopo una laurea di primo livello,
di intraprendere una professione, una parte consistente si orienta
verso i corsi di laurea per l’abilitazione all’insegnamento.
Una professione che sembrava essere stata compromessa da un forte
calo di “vocazioni”, e che ritorna invece a riaffacciarsi
nel progetto di vita delle nuove generazioni.
(2) "Lo
spazio e gli spazi al
nido d'infanzia"
a cura della redazione di
Infantiae.Org™
Iniziamo con questa newsletter di Infantiae.Org™ una riflessione
sugli spazi all'asilo nido che ci accompagnerà per diverse
settimane.
Le qualità dello spazio riveste un ruolo di importanza cruciale
per determinare il benessere dei bambini e delle bambine all'asilo
nido.
Non deve solo rispondere a caratteristiche tecniche ed essere conforme
alle disposizioni di legge (che, pur fra loro simili nella sostanza,
variano da regione a regione per alcuni particolari aspetti).
(3) "Il
rumore di quel che non c’è" (II)
Un racconto sulla paura e sulle strategie, fantastiche, per fare
della paura un’esperienza avventurosa di gioco e affermazione
di sé
di
Manuela Monari, animatrice di lettura, Modena.
Il giorno dopo Paolino prese la scatola, la dipinse tutta di blu
con i colori a tempera e la posò sul suo comodino, in attesa
di entrare in azione. Nessuno, e credo nemmeno voi, avreste mai
immaginato che quella non era una trappola per topi, ma una vera
trappola per “rumori molesti”! Quando si sentì
pronto, in una tranquilla sera di gennaio in cui tutto sembrava
normale e nulla destava alcun sospetto, Paolino attuò il
suo piano. Attese che tutti fossero addormentati, poi si mise in
azione!