(1) "Suono
o Sono? Un compito di consapevolezza fonologica" (quarta
e ultima parte)
di Margherita Orsolini, Sara Capriolo e
Angela Santese - Facoltà di Psicologia 2 –
Università “La Sapienza”, Roma
In questa serie di articoli (quattro ndr) presentiamo
un compito di consapevolezza fonologica (Suono o Sono?)
che abbiamo realizzato anche come cd-rom, in collaborazione con
il gruppo di Infantiae.Org™ . Il cd-rom "Suono
o Sono?" sarà disponibile per l'acquisto
a partire dal 15 gennaio 2005. Per maggiori informazioni scrivi
a: infantiae.it@infantiae.org
L’uso del compito Suono o Sono?
In un laboratorio di attività linguistiche
Da alcuni anni abbiamo sperimentato un laboratorio di attività
linguistiche in due scuole dell’infanzia situate in un quartiere
periferico di Roma e frequentate da bambini di varia provenienza
socio-culturale, con una prevalenza di famiglie a basso reddito.
Uno dei problemi che le insegnanti segnalavano in queste scuole
era il basso livello di sviluppo linguistico dei bambini, evidente
soprattutto nella povertà del lessico e nella scarsa capacità
narrativa.
(2) La
programmazione nella formazione dei docenti
di
Maria Chiara Michelini, Dirigente di tirocinio
didattico all’Università di Urbino
La questione del posto che la programmazione occupa, o è
bene che occupi, nella formazione iniziale degli insegnanti si articola
essenzialmente in due categorie di problemi:
Quali competenze devono essere possedute dall’insegnante?
Quali strategie garantiscono una formazione efficace per i futuri
docenti?
Ma ancor prima di tentare una sintetica ricognizione di questi intrecci
problematici, riandiamo all’interrogativo che John Dewey idealmente
pone al centro del tavolo e cioè se: “l’educazione
sia piuttosto arte che scienza (….). Se ci fosse una antitesi
tra scienza e arte, mi sentirei costretto a schierarmi con coloro
che affermano l’educazione essere un’arte. Ma non vi
è alcuna antitesi, pur potendosi fare una distinzione (…..).
La padronanza dei metodi scientifici e la riduzione dell’argomento
a sistema affranca gli individui; rende loro possibile di vedere
nuovi problemi, di escogitare nuovi procedimenti, e, in generale,
favorisce la diversificazione più che la regolare uniformità”
(J. Dewey, Le fonti di una scienza dell’educazione, , Firenze,
La Nuova Italia, 1967, pag.5-6). La programmazione si è giocata
in questi anni nelle scuole italiane mentre serpeggiava un equivoco
di fondo sul suo ruolo, ancor prima che sui suoi modi, dentro il
vero equivoco tra arte e scienza in campo educativo, per cui alla
programmazione si è contrapposta spesso la categoria della
creatività e della libertà intellettuale.
(3) Il
tirocinio come percorso formativo integrato (I)
di Franco Biancardi, Dirigente scolastico,
supervisore coordinatore delle attività di tirocinio nell’Università
degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli –
Facoltà di Scienze della Formazione
1. I fondamenti normativi del tirocinio didattico
Allo scopo di comprendere l’importanza delle attività
di tirocinio didattico nell’economia del corso di laurea in
Scienze della formazione primaria, finalizzato alla formazione iniziale
di livello universitario per i futuri docenti della scuola dell’infanzia
e della scuola elementare, è opportuno prendere le mosse
da una breve disamina dei suoi fondamenti normativi.
Di preparazione universitaria iniziale per tutti i docenti delle
scuole di ogni ordine e grado, compresi gli educatori della scuola
materna ed elementare, si comincia a parlare già nell’art.
4 della Legge 30.7.1974 n. 477, storicamente conosciuta come la
legge delega al Governo per il riordinamento dello stato giuridico
del personale scolastico, da cui discendono i cinque decreti delegati
emanati il 31.5.1974, ma è solo con la Legge 19 novembre
1990 n. 341 che si stabilisce e si organizza in maniera definitiva
tale tipo di formazione; in particolare, l’art. 3, comma 2,
di questa legge la prevede espressamente per gli insegnanti della
scuola dell’infanzia e della scuola elementare mentre l’art.
4, comma 2, la disciplina per i docenti delle scuole secondarie.
La 341, inoltre, prevede espressamente attività di tirocinio
per entrambi tali gradi scolastici.