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I tre tipi di laboratorio

di Battista Q. Borghi, direttore di Infantiae.Org™

Differenti modalità organizzative

Sul piano dell'organizzazione e dell'utilizzo, sono riconoscibili tre tipi di laboratorio: il laboratorio organizzato all’interno degli spazi della scuola dell’infanzia, il laboratorio esterno o di territorio ed il laboratorio in valigia. Nell’impossibilità di una trattazione ampia, ci si limita qui, a titolo di esempio, all'approccio scientifico-ambientale.

Un esempio di laboratorio interno

Che cos’è

Il laboratorio interno consiste in uno spazio all'interno della scuola dell’infanzia (per esempio una vera e propria stanza) appositamente attrezzato in grado di svolgere contemporaneamente due funzioni, di magazzino-contenitore di oggetti, di strumenti e di materiali e di luogo appositamente attrezzato per lo svolgimento di ricerche e di esperimenti.

Il deposito di materiali

Proponiamo, a titolo di esempio, un’ipotesi di laboratorio scientifico.

Come deposito dei materiali il laboratorio scientifico-ambientale accoglie al proprio interno:

·       oggetti di diverso tipo e per diverse funzioni (og­getti di uso comune presenti nella vita quotidiana – contenitori per polveri e liquidi, scatole, barattoli, forbici, colla, pezzi di corda, bastoncini, ecc. -; collezioni - come bottoni, conchiglie, monete, turaccioli, perline, elastici di diverse misure, sassi piccoli e grandi, erbe e foglie essiccate, ecc. -);

·       materiali di base (tavoli, sedie, armadi, pannelli alle pareti per attrezzi, scaffali chiusi e aperti, contenitori di diverse misure, raccoglitori, carta da pacco, cartoncini, cartelloni, vaschette, bottiglie, zucchero, farina, ecc.), materiali per l'informazione / osserva­zione (penne e matite, quaderni e fogli per la raccolta di appunti, raccolte di fotografie e di disegni, schede pronte per essere compilate - come ad esempio per la realizzazione di un erbario o di un fogliario, tavolo luminoso, proiettore per diapositive, schermo) e per l'archiviazione/documentazione (rac­coglitori, scatole per raccogliere materiali, fascicoli contenenti la documentazione delle esperienze effettuate cassette audio e video registrate);

·       strumenti di osservazione (lente di ingrandimento, cartina di tornasole, spago, carrucola, tenaglie, registratore a nastro, macchina fotografica, telecamera) e di misura (carta millimetrata, contenitori graduati, bastoni con tacche, pesi, macchina misurasassi, palloncini gonfiabili, bilancia, stadera, termometro, calamita, ecc.).

Il laboratorio per la ricerca e per la sperimentazione

Rimanendo, nell’esempio, nell’ambito scientifico, il laboratorio come luogo di ricerca e di sperimentazione si propone come spazio attrezzato per l'attività di ricerca. In questo senso deve:

·       avere i materiali e gli attrezzi ordinati, pronti per l'uso e facilmente reperibili; per questo è opportuno prevedere alla distribuzione di incarichi (fra insegnanti) per mantenere il laboratorio sempre efficiente;

·       consentire la possibilità di lavorare per piccoli gruppi che possono operare liberamente, ma che saranno prevalentemente guidati dall'adulto;

·       essere uno spazio chiuso e protetto, in questo modo potranno essere depositati materiali da osservare o da completare in un momento successivo senza che vengano deteriorati o danneggiati (ad esempio una coltura di piccole piante, un terrario, la raccolta di semi pronti o vicini al germoglio, la vasca delle tartarughe, d'acqua, il vaso dei pesci);

·       essere protetto anche da eccessivo rumore, da troppa luce o da altre cause che potrebbero compromettere la concentrazione e l'accuratezza nel proprio lavoro.

Un esempio di laboratorio esterno

Che cos’è

Attribuiamo al laboratorio esterno (esemplificativamente, in riferimento ad una sua connotazione scientifico-ambientale) tre accezioni:

·         il primo consiste in un vero e proprio laboratorio all'aperto (ad esempio nel caso del laboratorio scientifico una parte del giardino della scuola, un'area destinata ad orto o ad allevamento di piccoli animali, un parco; nel caso invece del laboratorio corporeo pensiamo alla palestra, alla piscina, ecc.);

·        il secondo è costituito dalle occasioni informali offerte dall'ambiente (uno stagno, un parco, un prato, un bosco, un canale, una fattoria, un allevamento di animali, una serra situata vicino alla scuola);

·         il terzo è rappresentato dalle opportunità culturali (informali o formalizzate) offerte da un territorio dato.

Il laboratorio all’aperto

Consiste, conservando l’esempio del laboratorio scientifico, in uno spazio esterno appositamente strutturato per effettuare attività di osservazione e di sperimentazione diverse. Le attività possono essere differenti in rapporto ai luoghi nei quali il laboratorio si trova. Nel giardino della scuola può essere ad esempio realizzato:

·       l’orto sperimentale (vasi con piante, vegetali piantati nel terreno); vasca con acqua (per giochi ed esperimenti con i liquidi, per l'allevamento di girini);

·       il semenzaio (cassette con terriccio e ghiaia per l'allevamento di semi e piantine con la giusta esposizione alla luce ed al calore d'estate e con l'adeguata protezione dal freddo in inverno  telo di nailon trasparente);

·       serra (orto protetto per l'inverno);

·       il terrario per l'allevamento di insetti o piccoli animali: lombrichi, chiocciole, formiche), gabbie, casette e tane per piccoli animali (tartarughe) e nidi artificiali con mangiatoia per aiutare gli uccelli a nidificare.

Le nicchie e gli spazi informali

Anche per chi abita in città a volte è possibile individuare spazi marginali che possono costituire il proprio campo d’osservazione ed il proprio oggetto di sperimentazione sistematica. Il prato e il parco, ad esempio, possono offrire ricchissime occasioni di attività come la raccolta delle erbe e la realizzazione di un fogliario, l’analisi del terreno, l'osservazione degli animali che lo abitano; un mucchio di terra di riporto può consentire lo studio delle piante pioniere e della colonizzazione progressiva del terriccio; anche una pianta o un gruppo di piante offre possibilità didattiche diverse: quanto è alta? come si comporta con il mutare delle stagioni? di che cosa si nutre? da chi è abitata? quali fiori/semi produce? come si fa per allevarla in modo adeguato? E' possibile anche costruire un piccolo recinto (basta qualche metro quadrato di terra) per circoscrivere il microambiente che si vuole osservare o sul quale s’intende intervenire sperimentalmente ai margini di un prato, vicino ad un cespuglio, ecc.

Le risorse della città

Un terzo aspetto riguarda i laboratori veri e propri e le occasioni culturali presenti nella città. Si può pensare, a titolo di esempio, al museo delle scienze naturali, al giardino botanico, al vivaio, agli allevamenti di animali, ecc. E’ importante anche il raccordo con l’associazionismo ambientale locale come ad esempio la sede del WWF o della Legambiente. Parallelamente si può pensare anche alla biblioteca, al museo d’arte, ecc.

Terzo esempio: il laboratorio in valigia

Che cosa fare quando non si può fare altro?

E’ il laboratorio di coloro che non possono avere un laboratorio, che non hanno la possibilità di allestirlo.Prendiamo come esempio, come già abbiamo fatto più sopra, l’educazione scientifica.

Il procedimento è semplice. Si sceglie una scatola dotata di coperchio e adatta, per dimensione, peso e struttura, per essere trasportata da un bambino, un ragazzo, ecc.. Essa è in dotazione individualmente per ogni utente (e posto sotto la sua responsabilità) e contiene diversi materiali, oggetti e strumenti e rappresenta il laboratorio itinerante sempre pronto per il suo immediato utilizzo. Il laboratorio in scatola è facilmente realizzabile e richiede un costo modesto: questo è un aspetto particolarmente importante perché può essere realizzato in tutte le situazioni ed in tutti i contesti, anche i più disagiati.

Perché?

Si tratta di un tipo di laboratorio particolarmente vantaggioso per la sua relativa facile realizzabilità e per la particolare funzionalità che lo caratterizza. E' sempre a disposizione, anche se ha una dotazione fissa di materiali e strumenti non contiene mai le stesse cose, ma le cambia secondo le necessità; in una parola non conta tanto per il tipo di materiali che contiene, ma per il modo nel quale viene usata.

A che cosa serve?

E' un laboratorio itinerante ed è possibile portarselo comodamente appresso: accompagna costantemente il bambino nelle diverse fasi della propria attività. Contiene infatti gli strumenti per la ricerca sul campo e per la documentazione, nell'immediato, dei risultati ottenuti. E', in altre parole, nello stesso tempo la cassetta degli attrezzi e l'archivio delle osservazioni e delle scoperte effettuate dalle bambine e dai bambini.

Che cosa può contenere?

Può portare di tutto; il suo contenuto può variare, anche di volta in volta, sulla base delle esigenze del momento. In riferimento al laboratorio scientifico-ambientale indichiamo:

· Oggetti e strumenti per osservare: lente di ingrandimento, pinzette, conta gocce di plastica, cucchiaio, paletta, raschietto, imbuto piccolo.

· Materiali per conservare e/ó per archiviare: bustine e sporte di plastica, boccette di varia misura in plastica (occorre evitare il vetro) con il tappo a tenuta, barattoli con coperchio a vite, scatole di fiammiferi svedesi (vuote) vetrini da orologio, una vaschetta in plastica, un vecchio quotidiano, fogli di carta assorbente, nastro adesivo, forbici (con la punta arrotondata), un pezzo di tela, la pressa per essiccare le foglie.

· Materiali per misurare: una corda metrata, un bastone con le tacche, un rotolo di cartina di tornasole, dei palloncini gonfiabili, ecc.

. Materiali per la documentazione: blocco degli appunti, matite gomme, pennarelli.

Le fasi organizzative

Innanzitutto, in sede di programmazione iniziale si determina la dotazione fissa di ogni valigia in rapporto alle diverse attività che verranno proposte. Si stabilisce che cosa dovrà essere acquistato e che cosa dovrà essere reperito nella scuola dell’infanzia o a casa.

a) L'insegnante invita a preparare ognuno la propria valigia e fornisce i materiali e gli oggetti necessari in rapporto alla specifica attività didattica che intende svolgere; è importante che egli illustri le attività che saranno svolte.

b) Ogni bambina e bambino prende la propria valigia e presta attenzione a che cosa contiene, prova gli strumenti, controlla che tutto sia efficiente e che non manchi nulla. Durante l'attività ognuno disporrà liberamente della propria valigia ed utilizzerà i materiali necessari.

c) Al termine dell'esperienza vengono puliti tutti i materiali (i contenitori per i liquidi, le scatole, ecc.), si tolgono dalla valigia e si ordinano gli oggetti e di materiali eventualmente raccolti (esempio: le foglie) e vengono archiviati gli appunti. Al termine del lavoro vengono riposte nell'apposito armadio.

» Indice generale di "Curricolo, programmazione e POF"

   

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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui


» Costo

- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00 + spese di spedizione
- con pagamento anticipato la spedizione "base" è gratuita

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