» L'atrio come spazio educativo.
Cronaca di un'esperienza - Infantiae.Org™
2006
L'accoglienza presso la Scuola dell’infanzia dell’
infanzia di via Sospello n. 64, Torino
a cura di Maria Antonietta Nunnari, Direttrice Didattica, Torino
1. Presentazione della scuola
La scuola dell’infanzia “Vittorio Veneto” è
situata nella V Circoscrizione il cui territorio si caratterizza
per la presenza di quartieri molto diversi tra loro.
Accanto ai nuclei storici quali Borgo Vittoria e Madonna di Campagna,
nel quale la scuola si colloca, sono sorti a partire all’inizio
del secolo scorso, la zona Lucento nata sotto la spinta della
nascita di stabilimenti industriali e di complessi di case popolari,
e il quartiere Vallette che ha ricevuto un impulso notevole dall’immigrazione
avvenuta dagli anni ’50.
L’edificio che ospita la scuola, destinato in origine alla
scuola media, si sviluppa su tre piani fuori terra. Il primo e
secondo piano accolgono tre sezioni ciascuno di scuola dell’infanzia,
mentre l’ultimo ospita la scuola elementare “A.Angelini”.
L’atrio, si raggiunge attraverso un portico ed è
visibile sin dall’esterno grazie alla vasta vetrata che
sostituisce la parete lato ingresso.
Il locale è di ampia superficie, molto luminoso e consente
l’accesso alle scale che conducono ai diversi livelli. Di
forma rettangolare, questa parte dell’edificio sembra un
corpo a sé, separato e lontano dai luoghi in cui si vive
la giornata scolastica.
Viene utilizzato da entrambi gli ordini di scuole come luogo per
l’informazione alle famiglie, anche se esistono altre bacheche
nei corridoi e davanti ad ogni sezione

2. Le scelte
La consapevolezza dello stretto rapporto esistente
tra spazio ed educazione, tra apprendimento e contesto educativo,
ha portato il Collegio Docenti ad interrogarsi e a riflettere
sulle scelte operate per quanto concerne gli aspetti organizzativi.
Si è condivisa l’idea che la progettazione dell’ambiente
sia un aspetto fondamentale dell’azione educativa dell’insegnante,
derivante dalle scelte pedagogiche e dall’idea stessa di
bambino.
Pertanto, il Collegio ha, da alcuni anni, nominato un gruppo di
lavoro che ha il compito di concretizzare le ipotesi progettuali
relative agli spazi comuni, concordate nella programmazione educativa
.
Ad un altro gruppo è stato invece affidato il compito di
rendere efficace e puntuale la comunicazione con le famiglie,
occupandosi soprattutto del luogo deputato a tale funzione: l’atrio.
Al cune delle insegnanti appartenenti a questi gruppi sono state
individuate quali referenti della presente ricerca.
Perché abbiamo scelto di partecipare alla ricerca?
L’aspetto nuovo e provocatorio della proposta nata all’interno
del progetto “ Identità in dialogo” è
stato accolto con estremo interesse dal Collegio.
Si trattava di coinvolgere tutti coloro che fanno parte della
nostra comunità scolastica dando loro voce e titolarità
di pensieri, suggerimenti, osservazioni, allo scopo di condividere
i significati di uno degli ambienti della scuola.
Inoltre, la ricerca rappresentava un opportunità formativa
in quanto occasione per:
- indagare e conoscere come bambini e adulti percepiscano lo spazio
(criteri di funzionalità, estetici, ..)
- cogliere come i bambini organizzano e accrescano le loro conoscenze
all’interno di azioni contestualizzate in uno spazio,
- riflettere sulla metodologia sperimentata,
- predisporre strumenti per la ricerca, e operare delle scelte
sulla rielaborazione e la documentazione dei dati emersi nell’esperienza,
- confrontarsi con altre scuole,
- attivare cambiamenti condivisi.
3. Gli attori e gli strumenti
La ricerca ha coinvolto, pur con modalità diverse, tutti
i bambini e gli adulti della scuola (personale amministrativo,
esecutori, insegnanti e genitori).
Inoltre hanno partecipato all’iniziativa alcune classi della
scuola elementare con le loro insegnanti.
IL percorso prevedeva dapprima l’osservazione e l’esplorazione
dello spazio,la discussione in assemblea e in piccolo gruppo per
raccogliere pensieri e opinioni, l’elaborazione dei dati
e una restituzione finale dell’intera ricerca.
Il team delle insegnanti partendo dalle indicazioni concordate
dal gruppo dei responsabili e ha messo a punto un questionario
con risposta aperta da rivolgere agli adulti finalizzato a rilevare:
- la dimensione strutturale dell’atrio (che cosa è
..),
- la dimensione funzionale (a cosa serve..),
- le aspettative, le proposte e gli elementi di criticità
( come lo vorreste...).
Il questionario è stato presentato nel corso di riunioni
di sezione nel corso delle quali i genitori hanno già avuto
modo di esprimere le proprie opinioni e confrontarsi con quelle
altrui.
Le stesse domande sono poi state poste attraverso interviste individuali
e/o di gruppo al personale della scuola.
La pista di lavoro con i bambini ha preso avvio dall’esplorazione
dell’atrio.
Ai bambini, condotti nello spazio, sono state proposte le stesse
domande degli adulti e le conversazioni sono state registrate.
Successivamente è stato chiesto di rappresentare graficamente
lo spazio e gli oggetti in esso contenuti, e i progetti per la
sua trasformazione.
Quest’ultima proposta ha suggerito ai bambini la possibilità
di far uso dei loro progetti ,relativi la costruzione di strutture,.
elaborati nel laboratorio scientifico.
Il gruppo di bambini di cinque anni che aveva progettato un castello
ha proposto di collocarlo nell'atrio.
Si è così deciso di progettare e costruire con bottiglie
di plastica un castello; alcune idee dei bambini in proposito
sono state:
- si può fare una casetta con un triangolo. poi mettiamo
vicino tre triangoli
mettiamo una bottiglia sull’altra
- appoggio tappo con tappo
- vieni ad aiutarci, tu hai idee migliori
- dobbiamo appiccicarle a tronco a tronco così è
più facile
- dobbiamo incastrare e poi se non ci stanno dobbiamo legarle…
abbiamo fatto fatica per - trovare questo modo.
Il progetto è stato condiviso dalla sezione
dei tre anni che ha progettato e realizzato la “sedia della
regina”.

4. L'elaborazione dei dati
Questionari: i dati raccolti sono stati organizzati in griglie
riassuntive che mettono a confronto le parole dei diversi attori.
I risultati sono stati restituiti in forme diverse:
- ai genitori, nel corso di un’assemblea attraverso un Power
Point e la narrazione dei percorsi supportati da disegni e fotografie,
presentate in una piccola mostra, accanto alle conversazioni dei
bambini.
Secondo i bambini l’atrio è:
- la scuola
- è l’asilo,
- dove entrano ed escono
- è un corridoio, un androne
- è quello dove si entra e si esce la strada per andare
in palestra
- se si chiama corridoio è perché si corre
Nell’atrio i bambini vorrebbero mettere o trovare:
- vorrei un parco giochi pulitissimo con moto d’acqua
- lo vorrei con tanti pesci, ma tanti con le cose verdi dentro
- un cinema per vedere i cartoni
- una piscina
- un quadro grande pitturato da un pittore
- vorrei dei disegni dei bambini
- un castello pieno di giochi
- ci sono i pezzi del castello…,montiamo il castello!
5. I risultati
IA conclusione dell’esperienza sono già visibili
dal punto di vista dello spazio alcuni cambiamenti:
l’atrio è stato ritinteggiato dalle insegnanti con
un colore caldo (giallo), scelto sulla base delle indicazioni
ottenute.
Il castello e la sedia realizzati dai bambini sono stati collocati
in una parte del locale.
Sono state inserite delle griglie espositive per la comunicazione
scuola - famiglia e aggiunte ulteriori piante da interno.
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
"La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata
al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui
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- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
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