» L'atrio come spazio educativo.
Cronaca di un'esperienza - Infantiae.Org™
2006
L'accoglienza presso la Scuola dell’infanzia dell’infanziadi
via Moretta n. 57, Torino
a cura di Marina Roncaglio, Direttore Didattico, Torino
1. Presentazione della scuola
La scuola dell’infanzia via Moretta, 57
si colloca nel quartiere ovest del territorio cittadino “zona
San Paolo”. Questo quartiere è uno dei più
grandi della città ed anche uno tra quelli più densamente
popolato.
La struttura è disposta su due piani: al piano terreno
ci sono spazi differenziati per esperienze integrative al lavoro
di sezione come l’atrio, il salone per attività motorie
e i laboratori. Inoltre in questo piano si trova il locale cucina
dove viene preparata ogni giorno la refezione scolastica da personale
dipendente da una ditta vincitrice di appalto.
Al primo piano si trovano sei sezioni, tre sale igieniche, i corridoi
con gli spogliatoi per i bambini, i locali destinati al personale
direttivo, amministrativo ed ausiliario per lo svolgimento dei
loro compiti. Al secondo piano sono collocate due sezioni e ulteriori
spazi per attività integrative.
L’atrio è uno spazio molto ampio, con colonna centrale
e due scale laterali che consentono l’accesso ai piani;
al fondo vi sono due locali delimitati da vetrate dove si svolgono
attività (refezione per le due sezioni ubicate al secondo
piano, attività motorie, insegnamento della religione cattolica…).
A sinistra un corridoio consente l’accesso al salone per
le attività motorie, al laboratorio multimediale, allo
Sportello Famiglia, agli spazi per attività in piccolo
gruppo, ai bagni e spogliatoi per il personale. L’ambiente
è quindi molto ampio e il rischio di “perdersi”
è reale!


2. Le scelte
Perché la scuola dell’infanzia di via Moretta?
Rispetto al circolo, questa scuola è stata interessata
negli ultimi anni da molti lavori di ristrutturazione, ancora
in corso e destinati a terminare solo fra qualche tempo. Bambini,
famiglie e personale hanno dovuto adattarsi a continui cambiamenti
di ambiente che hanno portato a vivere lo spazio in maniera più
flessibili, a cercare nuove soluzioni e ad innescare strategie
originali, aperte a possibili mutamenti.
Inoltre il collegio da tempo ha avviato una riflessione sui contesti
di apprendimento e sull’ambiente: il lavoro di revisione
dello spazio esterno, la nuova modalità di inserimento
dei nuovi iscritti a piccoli gruppi di bambini a settembre, l’introduzione
dei computer in sezione ci hanno consentito di discutere sulla
metodologia adottata, sulla centralità dei bambini nella
costruzione degli apprendimenti, sul ruolo dell’insegnante
e sul significato della documentazione.
Perché abbiamo scelto di partecipare
alla ricerca?
La decisione di partecipare alla ricerca nasce dal bisogno di:
1. Riprendere la riflessione sulla metodologia didattica: in particolare
riflettere sul significato del progetto partecipato e sulle implicazioni
2. Estendere l’approccio ad altri contesti della scuola
3. Aprire il confronto con altre scuole e ipotizzare un lavoro
di rete
Obiettivi
1. A breve termine: apportare cambiamenti nell’atrio in
previsione della riunione a giugno con i genitori dei bimbi che
verranno accolti a settembre.
2. A lungo termine:
- ripensare agli spazi della scuola, al loro uso e ai materiali.
- Proporre al collegio una programmazione in cui lo spazio sia
un elemento centrale, far diventare questa esperienza parte di
una programmazione.
3. Gli attori e gli strumenti
La ricerca ha previsto un coinvolgimento a livelli diversi delle
seguenti figure:
1. Il collegio per la discussione, consultazione, presentazione,
compilazione del questionario…
2. Un sottogruppo formato da 5 insegnanti interessate alla ricerca,
che hanno elaborato i dati emersi dai questionari e proposto le
attività ai bambini
3. Tutto il personale non docente (esecutori, personale amministrativo,
responsabile, cuoche)
4. Gruppo campione di genitori, i cui figli partecipavano alla
ricerca
5. Bambini di quattro anni di tre sezioni: un gruppo del secondo
piano e due gruppi del primo.
Abbiamo scelto di coinvolgere solo un campione di genitori e di
bambini dati i tempi molto ristretti della ricerca: le risorse
in campo, gli impegni già avviati e le poche settimane
a nostra disposizione rendevano per noi impossibile un ampliamento
del gruppo. Inoltre, poiché un obiettivo era di proseguire
il lavoro a settembre (accoglienza e programmazione), abbiamo
rivolto l’attività ai bambini di 4 anni, in modo
da continuare il lavoro.
Rispetto agli adulti è stato utilizzato
un questionario elaborato dalla responsabile, proposto e discusso
in collegio. Le insegnanti hanno suggerito alcune modifiche: successivamente
è stato presentato al personale non docente (operatori,
personale amministrativo, cuoche) e ai genitori coinvolti.(questionario)
La scelta del questionario è stata motivata dal fatto che
la scuola in passato aveva già utilizzato questo strumento
per altri progetti (iniziative rivolte ai genitori dello Sportello
informativo, ricerca universitaria sui tempi delle famiglie, ricerca
condotta dall’IRRE rispetto all’introduzione dei computer
nella scuola).
Riguardo ai bambini, sono stati coinvolti sempre in attività
di gruppo perché la nostra attenzione è rivolta
alla costruzione sociale dei significati: non abbiamo valutato
in modo negativo la possibilità che i bambini si influenzassero
tra loro e crediamo che loro spontaneità non sia stata
limitata. Abbiamo proposto ai gruppi le seguenti attività:
Primo momento :
- Accanto alla sezione dei bambini è stato posizionato
un “Filo di Arianna” a cui era allegata una mappa
(planimetria) arrotolata. Il filo conduceva sino al piano terra.
- Momento di osservazione della mappa per trovare i punti di riferimento
nell’ambiente.
- Giochi in atrio per cogliere le dimensioni (uso del corpo).
Esperienze di valutazione e misurazione dello spazio.
“è così grande perché ci possono giocare
tutti i bambini”
- Presa visione e rappresentazione grafica degli oggetti presenti
caratteristici dell’ambiente (orologio, campanella, pannelli,
tavolo, ecc….)
- Costruzione in gruppo della “mappa di cosa c’è”.
Secondo momento :
- È stata presentata una seconda mappa, identica alla prima,
stimolando l’immaginario dei bambini con domande su ciò
che essi avrebbero voluto avere in quello spazio.
- disegno dei vari oggetti scelti e verbalizzati e costruzione
in gruppo della “mappa di cosa vorresti”.
- Discussione di gruppo del lavoro svolto.


4. L'elaborzione dei dati
Questionari: le insegnanti del gruppo di ricerca hanno
inizialmente letto tutti i questionari dividendoli in base agli
attori (genitori, personale docente, non docente, amministrativo,
cuoche).
Per ogni domanda sono state lette le risposte fornite da ciascuna
categoria e visualizzate su cartelloni; in una seconda fase si
è cercato di cogliere per ogni domanda le risposte più
originali, le analogie e le differenze.
Il gruppo ha presentato il lavoro di sintesi al collegio docenti
che ha discusso sugli aspetti metodologici, sui risultati dell’indagine
e sulla restituzione di quanto emerso.
Si è deciso di predisporre nell’atrio uno spazio
espositivo per il personale e per le famiglie di tutto il lavoro
di sintesi: le parole dei bambini, i loro progetti e le attività
proposte sono state presentate tramite cartelloni.
Attività dei bambini: le insegnanti del gruppo
hanno analizzato le mappe elaborate, evidenziando le similitudini
tra quanto emerso dal lavoro dei bambini e le risposte degli adulti.
Hanno poi sottolineato gli aspetti originali, le differenze e
le analogie rilevati dalle mappe, confrontandole tra di loro.
Sono state analizzate le mappe elaborate dai vari gruppi per ogni
fase e sono state messe a confronto anche le “mappe di cosa
c’è” con quelle di “cosa vorresti”,
ricavando informazioni interessanti sull’andamento dei gruppi.
Le parole dei bambini riguardo a ciò che vorrebbero trovare
nell’atrio sono state poi raggruppate secondo alcune categorie:
- valenza affettiva dello spazio (l’atrio come luogo degli
oggetti transizionali):
“vorrei dei peluches, delle papere, degli orsetti”
- dimensione estetica:
“vorrei tanti fiocchi colorati”
- immagini fantastiche:
“vorrei un mare per scavare nella sabbia”
- bisogni ludici:
“vorrei la casa delle bambole”
- luogo ricco di vissuti e esperienze, una dimensione molto vicina
alla sezione in cui ritrovano oggetti e situazioni a loro familiari:
“vorrei un computer per giocare con la mamma”.
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5. I risultati
A giugno, in occasione della prima riunione con i genitori i cui
figli vengono accolti a settembre, le insegnanti hanno predisposto:
1. Grande striscione trasparente di benvenuto
scritto in lingue diverse (con la collaborazione di alcuni genitori
madrelingua)
2. Decorazioni a soffitto che richiamavano alcuni colori che contraddistinguono
le sezioni
3. Struttura-gioco (nave) collocata in posizione centrale a disposizione
dei bambini
4. Segnaletica posta su pannelli nell’atrio e al primo piano
indicante la dislocazione delle sezioni, della segreteria, della
direzione…
5. Ogni sezione ha affisso sulla porta d’entrata la stessa
immagine della segnaletica: i bambini hanno colorato e scritto
i dati della loro sezione
6. Documentazione dedicata all’accoglienza, affissa nell’atrio
da giugno al termine degli inserimenti, con immagini e indicazioni
per le famiglie.
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
"La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata
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