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» L'atrio come spazio educativo. Cronaca di un'esperienza - Infantiae.Org n.284/2006


L'accoglienza presso la Scuola dell’infanzia di via Mercadante, 129, Torino

a cura di Enrica Rastello, Direttrice Didattica, Torino


1. Presentazione della scuola

La scuola dell’infanzia comunale “G. Fanciulli” ubicata in via Mercadante 129, si colloca nel quartiere nord-est del territorio cittadino “Barriera di Milano”. Questo quartiere è uno dei più grandi della città ed anche uno tra quelli più densamente popolato.
La struttura è a “quadrifoglio”: da un grande atrio si accede a quattro padiglioni, il primo destinato al personale direttivo, amministrativo ed ausiliario per lo svolgimento dei loro compiti; gli altri tre destinati ognuno ad accogliere due sezioni, una sala igienica, un salone per attività motorie, uno spogliatoio per i bambini e due locali adibiti ad attività integrative.
L’atrio è uno spazio centrale luminoso, accogliente, simile a una “piazza”, utilizzato per i momenti di grande presenza dei bambini e dei genitori, ed in particolare per le feste, gli spettacoli, le riunioni, le manifestazioni. Nell’atrio sono collocati materiali e informazioni per favorire la comunicazione scuola-famiglia.

2. Le scelte

Perché la scuola dell’infanzia di via Mercadante?
Nella scuola era già presente il “gruppo atrio”, formato da quattro insegnanti, che si occupava di curare e aggiornare periodicamente l’atrio e rinnovare costantemente le informazioni alle famiglie e la documentazione dei percorsi dei bambini.
La scuola inoltre aveva già promosso in passato alcuni “progetti partecipati” durante la riqualificazione dell’area esterna, che avevano coinvolti bambini e adulti: questa ricerca rappresentava una nuova occasione di confronto e riflessioni sulla metodologia didattica.
La scelta della scuola è dipesa anche dalla struttura dell’atrio, un grande spazio centrale simile a una “piazza”, che si prestava a diventare oggetto di ricerca.

Perché abbiamo scelto di partecipare alla ricerca?
Gli obiettivi della ricerca possono essere così sintetizzati:
a) Aumentare le conoscenze sui bambini
b) Condividere i percorsi con altre scuole
c) Aprire momenti di discussione e di confronto con altre scuole
d) Rendere visibile il progetto educativo
e) Fare riflessioni metacognitive sulla metodologia e sulla documentazione
f) Ripensare e riflettere sullo spazio, sulla sua organizzazione, sulla sua articolazione, sul suo potenziale comunicativo
g) Introdurre cambiamenti e modifiche nella scuola

 

3. Gli attori e gli strumenti

La ricerca ha coinvolti bambini e adulti della scuola:
a) Il collegio docente per la discussione, presentazione, compilazione del questionario
b) Un sottogruppo formato da quattro insegnanti interessate alla ricerca, che hanno elaborato i dati emersi dai questionari e proposto le attività ai bambini
c) Tutto il personale non docente (esecutori, personale amministrativo, responsabile, cuoche) nella compilazione del questionario
d) Gruppo campione di genitori, i cui figli partecipavano alla ricerca, e i rappresentanti del Comitato di Gestione.
e) Bambini di quattro anni di quattro sezioni. Abbiamo scelto di coinvolgere i bambini di quattro anni per poter proseguire il lavoro con loro nel prossimo anno scolastico.

Rispetto agli adulti è stato utilizzato un questionario elaborato dalla responsabile, proposto e discusso in collegio. Le insegnanti lo hanno poi presentato al personale non docente (esecutori, personale amministrativo, cuoche) e ai genitori coinvolti.
Il questionario era a risposta aperta e conteneva cinque domande: che cos’è l’atrio, a che cosa serve, come lo vorrebbe, che cosa vorrebbe trovarci, come vorrebbe che venisse utilizzato.
Al questionario è stata allegata una piantina del locale sulla quale chi rispondeva poteva, se lo desiderava, disegnare il proprio progetto.
I bambini sono invece stati coinvolti in attività di piccolo gruppo perché la nostra attenzione è stata rivolta alla costruzione sociale dell’apprendimento.

Abbiamo proposto ai quattro gruppi le seguenti attività:
Primo momento :
- Conosciamo l’atrio: attraverso il gioco e attraverso il corpo (“strega tocca color…” e “strega tocca l’oggetto…”)
- Misurazione dell’atrio: con i passi, con le panchine
- Raccogliamo le parole dei bambini, intervista su come i bambini vedono l’ambiente: che cos’è, cosa ti piace, cosa non ti piace, come lo vorresti, cosa vorresti trovarci
- Rappresentazione grafica degli oggetti presenti nell’ambiente (orologio, porte, termosifoni, finestre)
- Costruzione in gruppo della mappa “il nostro atrio è così”
-
Secondo momento :
- Raccogliamo le parole dei bambini, intervista su come vogliono lo spazio: come lo vorresti, cosa vorresti trovarci.
- L’atrio noi lo vediamo così: disegno dei vari oggetti scelti e verbalizzati e costruzione in gruppo della mappa “a noi l’atrio piace così”.
- Discussione di gruppo del lavoro svolto

 

4. L'elaborazione dei dati
Questionari: le insegnanti del gruppo di ricerca hanno inizialmente letto tutti i questionari dividendoli in base agli attori (genitori, personale docente, non docente, amministrativo, cuoche). Per ogni domanda sono state lette le risposte fornite da ciascuna categoria e visualizzate su cartelloni. In una seconda fase si è cercato di cogliere per ogni domanda le risposte più originali, che sono state raccolte in tre cerchi: il primo riguarda le risposte dei genitori, il secondo quelle delle insegnanti, il terzo del personale non docente. Si è andato così a delineare un quarto cerchio con le risposte che accomunavano tutti gli adulti coinvolti nella ricerca.
Il gruppo delle insegnanti coinvolte nella ricerca ha presentato al Collegio il lavoro di sintesi che ha discusso sugli aspetti metodologici e sui risultati dell’indagine.
Nell’atrio si sono esposti, per le famiglie e per il personale non docente, la sintesi del lavoro raccolta in alcuni cartelloni (le parole dei bambini, le mappe, i progetti)

Attività dei bambini: le insegnanti del gruppo hanno analizzato le mappe elaborate dai bambini, confrontando i progetti dei bambini con le risposte degli adulti. Hanno poi confrontato le due mappe “il nostro atrio è così” e “a noi l’atrio piace così”, evidenziando gli aspetti originali, le differenze e le analogie.

Le insegnanti hanno riletto tutte le parole dei bambini raccolte raggruppandole e sintetizzandole in cartelloni secondo due categorie:
- la prima ha raccolto le parole legate a una dimensione fantastica:
“vorrei nell’atrio molti fiori che spuntano dal pavimento”
“vorrei un soffitto pieno di stelle”
“vorrei trovare sempre l’arcobaleno”,
- la seconda ha raccolto le parole legate a una dimensione reale:
“vorrei dei palloncini per giocare”
“vorrei un atrio pieno di giochi”
“vorrei un tavolino su cui disegnare”.




5. Possibili rilanci

La ricerca ha permesso al gruppo di riflettere sull’idea di bambino, sull’idea di scuola e sul significato della documentazione.
Adesso il compito della scuola sarà quello di mettere insieme tutti gli elementi emersi dalla ricerca e ripensare a questo spazio, alla sua organizzazione valorizzando la voce di tutti gli attori, bambini e adulti.

Il gruppo dalle idee rielaborate metterà a fuoco un progetto e proverà a fare una simulazione. L’atrio verrà “trasformato” tenendo conto di due obiettivi che sono emersi nella ricerca, due elementi che dovranno convivere insieme:
a) Lo spazio deve essere vissuto dai bambini e pertanto deve essere un ambiente flessibile, manipolabile, ricco di stimoli e di inviti ad esplorare
b) Si deve anche prevedere un funzionale spazio adulti per il costante dialogo con le famiglie.

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