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» L'atrio come spazio educativo - Infantiae.Org™ n.271/2006

a cura di Anna Pellegrino, Direttrice didattica, Torino

L'occasione

Il materiale di documentazione che presentiamo nasce da un seminario di studio svoltosi un paio d’anni fa a Reggio Emilia, attraverso la collaborazione di Reggio Children, che ha dato l’opportunità di mettere a fuoco i temi di interesse comune, da approfondire e sviluppare nel dialogo tra diverse professionalità impegnate in Servizi per l’Infanzia.

In particolare si è avvertita la necessità di confrontarsi su:
- idea di bambino come soggetto di diritti e portatore di saperi e teorie, bambino che apprende ed esprime una propria cultura
- idea di insegnante come adulto capace di leggere ed esprimere ciò che il bambino sa (osservazione e ascolto) permettendo ad ognuno di apprendere secondo il proprio stile, capace di porre domande “vere”, cioè domande che non attendono la risposta voluta dall’adulto
- idea di coordinatore quale soggetto fortemente inserito nel progetto educativo 0 – 6 con insegnanti e colleghi
- idea di scuola come luogo che si impegna a produrre ricerca e cultura, che dà forma, forza e visibilità ai saperi e alle conoscenze dei bambini che si costruiscono prioritariamente in piccoli gruppi.

La riflessione su questi temi ha fatto emergere la necessità di intraprendere un lavoro di meta-lettura di quanto viene agito dentro le scuole, come occasione per leggere meglio la propria identità.
Si è convenuto che la qualità di un’istituzione dipende anche dall’attenzione prestata alla strutturazione dell’ambiente fisico, esso stesso veicolatore dell’esperienza.
La dimensione spaziale, letta sia in senso fisico che funzionale, rappresenta un elemento essenziale dell’esperienza dell’individuo e pertanto l’ambiente scolastico è da considerarsi per le sue valenze educative, psicologiche e culturali e non semplicemente per le sue caratteristiche strutturali.

In questo senso lo spazio diventa una risorsa che sostiene e qualifica le intenzioni educative se:
- promuove sicurezza e benessere emotivo di bambini e adulti;
- tiene conto delle caratteristiche evolutive dei bambini;
- assume l’idea di bambino attivo, esploratore e ricercatore;
- favorisce la partecipazione e l’incontro tra bambini e bambini, tra bambini e adulti e tra scuola e famiglia;
- pone attenzione alla dimensione estetica, educa lo sguardo al “bello”;
- svolge una funzione narrativa: racconta ciò che si fa e lascia traccia nella nostra memoria.

Per compiere questa operazione occorreva indagare direttamente dentro la scuola, dando voce alle insegnanti, coinvolgendole su un progetto che circoscrivesse il campo di ricerca a un elemento nodale nell’azione educativa: la strutturazione dello spazio.


L'argomento

La scelta ha riguardato l’atrio, quale spazio che presenta la carta d’identità della struttura stessa, che introduce agli spazi educativi ma nello stesso tempo è esso stesso luogo educativo, di accoglienza e di conoscenza; un confine metaforico nel quale si realizza per il bambino il passaggio da esperienze familiari a esperienze sociali e per l’adulto la risposta a molti interrogativi e aspettative in ordine al clima di ben-essere atteso e alla presumibile qualità offerta.
L’ipotesi che si è voluto andare a verificare è stata quella di atrio della scuola inteso non come semplice luogo di transito, poco “pensato” dal punto di vista educativo in quanto lontano dagli spazi in cui si trascorre la giornata e talvolta sotto utilizzato, bensì quale primo ambiente da rendere accattivante e rassicurante.



Lo scopo

L'atrio è, ogni mattina, il primo luogo di accoglienza dei bambini. E' la zona di passaggio fra l'esterno (la famiglia, l'ambiente circostante) e la scuola dell'infanzia. Eppure si tratta di uno spazio che si dà per scontato e sul quale non si riflette abbastanza.
Per questo un gruppo di Direttori Didattici delle scuole dell'infanzia della città di Torino hanno riflettuto e discusso insieme, per un certo tempo, il significato pedagogico di una buona accoglienza dei bambini e di una buona organizzazione degli spazi dell'accoglienza.
Le riflessioni ed i diversi di confronto sono stati sviluppati all'interno del progetto "Identità in dialogo" e sono stato il frutto un lavoro di confronto e di scambio con pedagogisti ed esperti della città di Reggio Emilia.

Gli obiettivi del presente documento, che fa seguito ad un progetto di formazione condotto da Elena Giacobini e Paola Cavazzuti di “Reggio Children” sono essenzialmente tre:

1. Elaborare una sintesi e ricostruire il percorso di formazione, in modo da illustrare in un unico documento ciò che è stato fatto in un anno di collaborazione con la Città di Reggio Emilia;

2. Condividere, in fase di stesura finale di un documento, pensieri e materiali prodotti da persone diverse, attraverso discussioni e confronti;

3. Fare il punto della situazione e cioè:
sperimentare le capacità apprese, comprese quelle di documentazione,
- individuare le criticità che permangono per proseguire con futuri approfondimenti
- presentare una sintesi dello sforzo compiuto da molti, a coloro ai quali rivolgiamo il documento.




Che cosa propone questa ricerca

Punto di partenza di questo materiale di riflessione sono i bisogni formativi emersi e coralmente condivisi, in seguito alle visite effettuate presso strutture educative di Reggio Emilia, da molti direttori didattici e da un gruppo di insegnanti.
La descrizione del percorso illustra la traccia complessiva dei pensieri che hanno permesso la riflessione e la scelta dell’argomento comune da approfondire a cura di un crescente numero di collegi docenti che si sono coinvolti e cimentati in ricerche parallele.
Le otto ricerche, condotte da altrettante scuole, presentano la sintesi delle indagini effettuate presso ciascuna struttura, sulle caratteristiche e sui significati attribuiti all’atrio della scuola dai vari soggetti che abitano quello spazio. Le ricerche erano state presentate in tre momenti assembleari ai colleghi durante la primavera 2004, per i quali questa documentazione costituisce una sorta di atti delle giornate; in quelle sedi erano stati usati diversi materiali , quali cd rom in power point, relazioni, cartelloni espositivi con fotografie e disegni fatti dai bambini.
Infine nelle conclusioni si possono leggere gli indicatori di senso che accomunano le varie ricerche e alcuni dei possibili rilanci che il gruppo può prendere in considerazione per i futuri approfondimenti.


I partecipanti

La ricerca, da affrontare in ottica progettuale, doveva coinvolgere in prima battuta i due collegi docenti delle Scuole che costituiscono l’Osservatorio per il gruppo di formazione (Via Reiss Romoli e Strada Mongreno) ma nell’arco di un breve tempo alcuni Responsabili hanno dichiarato la disponibilità e l’interesse di altre sei realtà scolastiche, arricchendo il gruppo con maggiori contributi.
Pertanto i collegi docenti che hanno partecipato attivamente sono stati quelli delle Scuole di:
Via Medici, 12 partecipanti
Via Mercadante, 129 partecipanti
Strada Mongreno, 72 partecipanti
Via Moretta, 57 partecipanti
Via Plana, 2 partecipanti
Via Reiss Romoli, 49 partecipanti
Strada Santa Margherita, 77 partecipanti
Via Sospello, 64 partecipanti

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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui


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- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00 + spese di spedizione

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