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» Sezione Speciale - "Giocare con Infantiae.Org"

"Il gioco simbolico: un'esperienza di osservazione"

Scuola dell’infanzia Marcolini – Montichiari, Brescia

Premessa

Nella nostra società vanno delineandosi nuove povertà dell'infanzia, che si sostanziano di deprivazione ludica, sociale, senso - percettiva e motoria, d'inibizione di fantasia e immaginazione, di mortificazione del bisogno d'avventura, esplorazione e scoperta. In molti casi vi è l’immagine di un bambino confinato all’interno di limitanti pareti domestiche, avendo spesso come unici interlocutori la tv, ma soprattutto, i videogiochi, relegato in compagnia dei suoi costosi giocattoli. Si può notare che il comportamento della nostra società nei confronti dell’infanzia è ambiguo: da un lato il diffondersi di un atteggiamento sempre più protettivo degli adulti nei confronti dei bambini, dall’altro la scoperta da parte degli operatori economici dell’infanzia come nuovo fattore di sviluppo dei consumi (infanzia = consumo).

Ma è soprattutto nei confronti del gioco che la nostra epoca palesa una forte contraddizione: da un lato lo riconosce quale attività elettiva dell’infanzia, essenziale al suo armonico sviluppo; dall’altro lo nega nei fatti. Il gioco sociale e di movimento sono impediti dall’avanzata del cemento, dall’invadente traffico automobilistico, dai divieti e dalle proibizioni del mondo adulto e in generale da una complessa disattenzione nei confronti degli autentici bisogni e delle reali esigenze dell’infanzia. Il gioco tende a smarrire i suoi attributi di autenticità, autonomia, spontaneità, iniziativa, creatività, presentandosi già a livello di prima infanzia con spiccati caratteri consumistici; ai bambini vengono offerti prodotti finiti, cioè, giochi pronti per giocare, giocattoli e non giochi.

 

 
» "PLAYWAY - Giocare per crescere" (Cd-rom + libretto pp.48), Euro 18,50
- Ilaria Baczynsky de Pukszyn, Barbara De Serio,
Ediz. Infantiae.Org™, Roma 2007

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Si delinea la necessità che la formazione del bambino si spenda su un ampio ventaglio di esperienze e trovi sostegno e promozione in quella “cosa naturale e universale chiamata gioco” (Winnicot, Gioco e realtà). Il gioco, pertanto, è funzione essenziale della vita e fornisce opportune chiavi di lettura dello sviluppo infantile che affonda le sue radici nell’esperienza, nell’incontro con ciò che il bambino tocca, vede, osserva, conosce. L’attività ludica è per lui conquista di libertà e fonte di conoscenza, motivo di crescita intellettuale, morale e sociale; tutto ciò che apprende lo apprende nel gioco o attraverso il gioco.

Ecco che allora possiamo definire essenzialmente il gioco come un’attività che abbia prima di tutto il carattere della spontaneità, della volontarietà, della motivazione, della finzione, del piacere. Attraverso il gioco il bambino si estrania dalla realtà oggettiva per entrare in un’altra realtà puramente soggettiva dettata dalle situazioni e dal contesto del gioco. In questo modo, tal estraneamento diventa una nuova realtà nella quale il bambino si misura e prova se stesso. Il gioco rappresenta l’occasione nella quale i bambini e le bambine sviluppano la propria autonomia provando a rispettare o modificare le regole che essi stessi hanno stabilito, in rapporto alle situazioni che, di volta in volta, si presentano. Da questo punto di vista, il gioco si propone da un lato come un estraneazione della vita ordinaria e, dall’altro, come un formidabile campo di prova nel qual è possibile sbagliare e ricominciare da capo senza essere rimproverati e puniti.

Il gioco e il gioco simbolico

Attraverso il gioco il bambino si estranea dalla realtà oggettiva, per entrare in un’altra realtà che è puramente soggettiva ed è dettata dalle situazioni e dal contesto di gioco. In questo modo, tale estraneamento, diventa una nuova realtà nella quale il bambino si misura e prova se stesso.

Il gioco rappresenta l’occasione nella quale le bambine ed i bambini sviluppano la propria autonomia provando a rispettare le regole che essi stessi hanno stabilito, ma anche modificandole in rapporto alle situazioni che si presentano. Da questo punto di vista, il gioco si propone come un CAMPO DI PROVA nel quale è possibile sbagliare e ricominciare da capo. L’attività ludica prevalente della prima infanzia è quella del gioco simbolico, quella in cui il bambino si dedica appena può e con grande impegno.

Il gioco simbolico consiste in quella condotta ludica che compare attorno ai 12/15 mesi di vita e attraversa con il suo sviluppo tutta la prima infanzia, raggiungendo il suo grado massimo d’articolazione verso i 5/6 anni d’età. Si chiama simbolico perché si basa su un processo di significazione indiretta in funzione del quale qualcosa viene utilizzato per rappresentare qualcos’altro, che non viene dunque espresso direttamente, ma appunto per via indiretta attraverso un suo sostituto simbolico.

L’osservazione dei bambini come elemento essenziale per la ricostruzione e l’arricchimento degli spazi-gioco

Il collegio delle insegnanti delle scuole dell’infanzia di Montichiari, dopo aver affrontato il tema dell’allestimento di nuovi angoli-gioco all’interno delle sezioni durante l’anno scolastico 1999/2000, quest’anno si vuole puntare l’attenzione sull’osservazione come modalità per la costruzione di nuovi spazi/ambienti sia interni alle sezioni che esterni.

La scelta pedagogica della centralità del bambino e di un suo ascolto attento, si traduce in un’osservazione sistematica e partecipe del gioco del bambino nei vari angoli, non solo nella fase iniziale, ma anche in un’osservazione in itinere che si snoderà durante tutto l’anno scolastico come verifica dell’uso degli spazi, verifica indispensabile per i continui riaggiustamenti.

Proprio per questo motivo le sezioni, all’inizio dell’anno scolastico, sono allestite al minimo, vi è la casetta, uno spazio morbido con tappeti, uno per la manipolazione ed uno per la lettura. L’osservazione dei bambini, dei loro giochi e relazioni, inizierà dopo il periodo dell’inserimento, quando i bambini avranno superato la fase del distacco ed inizieranno ad esplorare le sezioni, a relazionarsi con gli spazi e i materiali contenuti. Noi insegnanti effettueremo delle osservazioni dirette annotando le varie relazioni del bambino con ciò che lo circonda.

Quindi osservando la qualità degli spazi per il gioco simbolico dei bambini, osserviamo anche la nostra capacità di insegnanti di offrire loro un contesto vissuto come sicuro e affidabile ed inoltre di modificare i vari spazi a seconda delle esigenze/bisogni dei bambini.

PRIMA DELL’OSSERVAZIONE

Come osservatori degli angoli-gioco, è necessario tener presente alcuni punti anche al fine di favorire uno svolgimento migliore del gioco simbolico:
mettere stabilmente a disposizione del bambino spazi, tempi, materiali per giocare con i coetanei;
lo spazio favorevole all’evoluzione del gioco simbolico è un spazio “protetto”. Intimo, separato fisicamente dagli altri spazi;
arricchire gli angoli con materiali familiari.

DURANTE L’OSSERVAZIONE

Avendo come obiettivo l’osservazione degli spazi utilizzati dai bambini durante i giochi simbolici, risulta di primaria importanza tener conto di tre elementi:

non è detto che il gioco simbolico si manifesti QUANDO noi lo desideriamo e siamo pronti ad osservarlo, infatti, in quanto gioco, è un’attività spontanea, cioè liberamente scelta e scelta per il piacere di svolgerla;

non è detto il gioco simbolico si manifesti COME noi ce lo aspettiamo, ad esempio vi è la tendenza a sopravvalutare il gioco del bambino di cinque anni e sottovalutare quello del bambino di tre anni, è necessario quindi evitare che l’occhio dell’osservatore sia guidato da ciò che si aspetta d’osservare che da ciò che “effettivamente”scorre sotto gli occhi;

non è detto che il bambino giochi sempre al meglio delle sue possibilità: lo stesso bambino può giocare in modo più o meno ricco o povero a seconda del contesto specifico in cui si trova; Winnicot (1971) a questo proposito afferma che il bambino si dedica a un gioco profondamente creativo solo se rilassato, ed è rilassato solo se gioca di fronte ad un adulto di cui si fida.

DOPO L’OSSERVAZIONE

I protocolli osservativi verranno successivamente esaminati da noi insegnanti per cogliere quegli elementi che saranno più ricorrenti, che più attireranno l’interesse, la curiosità per poi determinare l’evoluzione degli spazi.

QUANDO OSSERVARE

L’osservazione dell’utilizzo durante il gioco dei vari angoli, avverrà in giorni scelti da noi insegnanti cominciando dal mese di ottobre per prima favorire coesione ed affinità tra i bambini.

I TEMPI DELL’OSSERVAZIONE

I bambini devono avere a disposizione, per garantire la qualità del gioco, almeno trenta minuti o anche più affinché il gioco si evolva.

IL RUOLO DELL’ADULTO

Essere sostenitori del gioco significa anche dare valore al gioco dei bambini. Possiamo incoraggiare il gioco esprimendo il nostro piacere per il gioco dei bambini, ad esempio “assaggiando” una pizza in cartone o ammirando una complicatissima navicella spaziale costruita con materiale di recupero.

Noi insegnanti, per essere veri sostenitori del valore del gioco, dovremo farci coinvolgere come osservatori, sostenitori e partecipanti.

IL RUOLO DEI GENITORI

I genitori possono essere importanti alleati nel creare esperienze di gioco per i loro bambini e migliorarne le qualità. Un modo semplice è quello di inviare a casa richieste di materiali per il gioco della drammatizzazione, di pupazzi e materiali da disegno e per la casetta.

» Indice di "Gioco ed educazione"

» Indice generale di "Giocare con Infantiae.Org"™

 
   

  » Prodotto editoriale di riferimento

» Titolo
"PLAYWAY - Giocare per crescere"
-
(Cd-rom + guida pp.48)
- di Ilaria Baczynsky de Pukszyn e Barbara De Serio





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