»
Sezione Speciale - "Giocare con Infantiae.Org"
"Il gioco nella società
dei consumi"
a cura di Infantiae.Org
La condizione dell'infanzia nella società attuale
Se guardiamo con occhio attento
la condizione dellinfanzia nella nostra società, pur
senza volere misconoscere gli aspetti vantaggiosi e positivi
che la caratterizzano, non possiamo evitare di rilevare
una serie di risvolti negativi. Latteggiamento della
nostra società nei confronti dellinfanzia è certamente
ambiguo. Il grande investimento da essa operato ha determinato
laffermarsi di una duplice condizione. Da un lato,
il diffondersi di un atteggiamento sempre più protettivo
degli adulti nei confronti dei bambini porta, in non pochi
casi, ad una situazione di emarginazione e di passivizzazione:
i bambini sono sempre più soli e sempre meno autonomi. Sono
spesso dipendenti, incapaci di scegliere autonomamente.
Dallaltro, la scoperta
da parte degli operatori economici dellinfanzia come
nuovo fattore di sviluppo dei consumi, di cui i bambini
costituiscono un ampio mercato, porta gran parte dellindustria
a vedere linfanzia da un punto di vista pressoché
esclusivamente consumistico. Il bambino è trattato con lo
stesso rispetto e con la stessa attenzione che è accordata
al consumatore ed al cliente. E, a ben vedere, si tratta
di un cliente sostanzialmente non molto esigente, facile
da convincere perché spesso incondizionato entusiasta di
qualsiasi prodotto.
|
|
|
» "PLAYWAY
- Giocare per crescere" (Cd-rom + libretto
pp.48), Euro 18,50
- Ilaria Baczynsky de Pukszyn, Barbara De Serio, Ediz.
Infantiae.Org™, Roma 2007
» Vai alla PRESENTAZIONE
(clicca qui!)
» Per
ORDINARE "PLAYWAY" (clicca
qui!)
» CATALOGO
generale (clicca
qui!)
|
In questo modo, il bambino finisce per essere doppiamente prigioniero:
si trova intrappolato in una situazione di dipendenza totale sia
dagli adulti anche per quanto riguarda appunto il gioco, sia dal
mondo dei consumi. Il bambino-cliente finisce così con lessere
sempre più oggettivato e strumentalizzato; si trova, in altre
parole, pagare un prezzo elevato per divenire soggetto attivo
della propria crescita e per la conquista della propria autonomia
dai condizionamenti del contesto sociale.
Il bambino, gli adulti, il gioco
Latteggiamento ambiguo degli
adulti nei confronti del gioco dei bambini è, in questo senso,
evidente. Da un lato la società sembra difendere il gioco, sembra
esserne sostenitrice e paladina. Dallaltro però fa di tutto
per marginalizzarlo relegandolo a spazi e tempi ben definiti.
La forza propulsiva del gioco infantile viene controllata e compressa
da una molteplicità si a di positive "azioni" sia di
"non interventi" operate dal mondo degli adulti.
Su questa scia, ci pare importante
soprattutto sottolineare i sotto riportati aspetti.
La sostanziale mancanza di spazi per
giocare. La casa, molto spesso, non è misura di bambino: mancano
gli spazi per muoversi, la cameretta, laddove è presente, finisce
per essere in molti casi uno spazio di isolamento in cui il bambino
non sta volentieri; mancano inoltre i cortili, i parchi (il cosiddetto
verde pubblico) a volte sono inadatti perché poco attrezzati
e a volte sono inadeguati perché troppo ampi e troppo anonimi
per potervi accedere e sostare; la città del traffico rende impossibile
gli spostamenti autonomi.
Si assiste ad una rigida separazione
fra momenti di lavoro e momenti di gioco. Il gioco è relegato
a spazi e tempi specifici separati dalla "vita seria"
(ad esempio la scuola, lo studio) secondo uno schema tipico della
vita adulta contrassegnata dallalternanza fra i momenti
produttivi (sempre più lunghi) ed i momenti del tempo libero (sempre
più compressi).
Nel tentativo di renderlo più "produttivo"
il gioco viene sempre più incanalato entro i binari rassicuranti
caratterizzati dalla prevedibilità e dalla pre-organizzazione
attraverso la produzione di giocattoli sempre più strutturati,
meccanizzati, specializzati. Si tratta di giocattoli complessi
e costosi che, poiché "fanno tutto da soli", si prestano
con difficoltà ad essere utilizzati creativamente. Si propongono
come un semplice spettacolo da ammirare senza che sia possibile
manipolarli, modificarne il funzionamento. Il giocattolo viene
snaturato e diventa in questo senso un oggetto prezioso
che non può quindi essere utilizzato.
Lindustria del giocattolo
Un altro possibile rischio è rappresentato
dal tipico giocattolo di oggi: il giocattolo industrializzato.
Se da un lato il giocattolo è indispensabile allattività
di gioco del bambino perché ne rappresenta lorizzonte materiale
e concreto, dallaltro assistiamo allinsistenza del
mercato del giocattolo (pensiamo soprattutto a larga parte della
pubblicità televisiva) che tende a travalicare lorizzonte
del bambino stesso, ad escluderlo. Incessantemente vengono rivolte
al bambino nuove proposte, nuovi personaggi, nuove situazioni.
Accade qualcosa di molto simile a quanto avviene nel campo della
musica leggera. Una canzone non fa in tempo ad uscire che è già
soppiantata da unaltra. Non si fa in tempo a scoprirla,
ad apprezzarla ed eventualmente ad entusiasmarci (o a rinnegarla)
perché viene prontamente sostituita. Ed è facile cadere nella
trappola nella quale cadono coloro che incessantemente seguono
lultima proposta e lultima novità al fine di "non
essere mai da meno", per poter dire di non essere rimasti
indietro, di essere al passo, di essere provvisti dellultima
novità.
Lindustria vorrebbe dei consumatori
disciplinatamente in balia degli incessanti capricci del mercato,
piegati alla logica della produzione. Anche nel caso della dominanza
consumistica del gioco assistiamo al proliferare di giocattoli
"non giocati". Si tratta di giocattoli che non fanno
in tempo ad essere adeguatamente esplorati, scoperti e "pienamente
posseduti" perché sono immediatamente soppiantati da altri
che li seguono e vengono perciò, dopo il primo entusiasmo, inevitabilmente
abbandonati in un angolo della casa e dimenticati. Non occorre
più interrogarci se i giocattoli (così come i dischi, le figurine,
i videogame) sono buoni o cattivi perché sono destinati a sparire
rapidamente senza essere sfruttati appieno. E nata insomma
una nuova generazione di giocattoli, per così dire, antiecologici
perché caratterizzati dall"usa e getta".
Straordinariamente lindustria che si professa amica dellinfanzia
si qualifica in realtà come sua nemica nella misura in cui non
propone il gioco, ma solo il consumo incessante del giocattolo.
Attraverso il giocattolo consumistico il bambino viene espropriato
del diritto al gioco.
» Indice
di "Gioco ed educazione"
» Indice
generale di "Giocare con Infantiae.Org"™
| |
|
»
Prodotto editoriale di riferimento
|
|
|
|
| » Titolo
"PLAYWAY - Giocare per crescere"
- (Cd-rom + guida pp.48)
- di Ilaria Baczynsky de Pukszyn e Barbara De Serio
- € 18,50 + spese di spedizione
- con pagamento anticipato la spedizione "base" è
gratuita
>> VAI AL
CATALOGO GENERALE
|
|